ancora miti, riti e liturgie di abbordaggio metropolitano

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giovedì 12 agosto 2010

Cuore di padre

Quando ero piccola, un pò come tutte le bambine, ero innamorata di mio padre. Lo amavo di un amore bambino, incondizionato e sconfinato. Era l'uomo forte e imbattibile, la quercia e la roccia su cui riposare quando mi sentivo stanca, ma non andavo a letto se non quando lo faceva lui.
Tutto ruotava intorno a mio padre. Le sue braccia erano immense e il suo sguardo buono e indomito, per un suo cenno di approvazione o una risata potevo diventare una saggia piccola donna di cui essere orgoglioso o una buffona di corte. Perse l'aurea di divinità che gli avevo colorato intorno quando avevo 10 anni, mentre lo fissavo dallo stipite di una porta di ospedale smarrito in un letto che mi sembrava immenso, quasi fagocitato da quel bianco, dagli odori e dalla ferraglia. Impotente e sconfitto lui. Improvvisamente consapevole della sua umanità e fragilità io. Incapace di sintetizzare e di accettare questa sua debolezza riuscii ad avvicinarmi a fatica per baciarlo, con quel passo pesante di chi prova a camminare sott'acqua.
Sono passati 28 anni ed eccomi ancora su quella soglia a guardare mio padre con la stessa espressione smarrita di quella bimbetta incapace di accettare la sua imperdonabile mortalità e terrorizzata all'idea che mi abbandoni.

giovedì 21 gennaio 2010

You tube & salsa

di Trippi

Settimana scorsa vi ho raccontato che sarei andata a fare una lezione di prova da Anita Lombardi. Ieri mi sono iscritta al corso intermedio, che continuerò a frequentare finchè non mi verrà il coraggio di affrontare l'avanzato e non da ultimo il traffico per fare il corso alle 8 e 15 di sera!
Ho fatto un paio di filmatini e già che c'ero ho deciso di condividerli, insieme a qualche immagine del corso del Signore delle Tempeste da Claudio Fregata.
Accattatevi il mio canale iu tiub e pazientate, arriveranno nuovi sgranatissimi video fatti dai miei occhi laserati e dalla mano tremolante dell'Sdt.
Guardate il video qua sotto, peccato non potervi mostrare il movimento delle teste durante la lezione di Cha Cha al corso avanzato. Molto aggraziato e femminile. Mi chiedo però se sarò mai in grado di riprodurlo senza disarticolarmi una vertebra, senza cadere lunga distesa e, last but not least, senza causare un trauma cranico al malcapitato che balla con me!

mercoledì 20 gennaio 2010

Thank's

Rubo l'idea a Merlinox, è troppo divertente!



Ma voi lo pagate il canone?

Trippi

venerdì 18 settembre 2009

Vanità e contrappassi danteschi

fonte foto




Trippi

Ho scoperto di essere miope in prima media. La miopia era leggerissima, ma devo dire che mi sono data parecchio da fare per peggiorare la situazione rapidamente. Con la frangia perennemente sugli occhi, drogata di libri, la notte non riuscivo a dormire se non mi smalloppavo prima la mia dose di pagine illuminate da una abat jour sgangherata piazzata sotto il lenzuolo (per non disturbare mia sorella che dormiva nel letto accanto).
Nell'86, avevo 14/15 anni, è arrivato il pc, mica quello di adesso con lo schermo gigante lcd che non nuoce, quello con gli schermi da 12/13 pollici che logoravano gli occhi anche da spenti, con i caratteri lampeggianti in DOS e l'incubo del programma di contabilità Spiga verdastro che faceva accavallare pupille e sinapsi!
Poi l'università, con le full immersion a 15 giorni dall'esame che mi trasformavano in una paria in pigiama che si alimentava con cracker salati alla nutella e stecche di sigarette.
Non so se il colpo di grazia alla vista mi venne inferto dalla nebbia di nicotina e catrame che mi aleggiava intorno (temo mi abbia asfaltato le cornee) o dalla scelta, geniale anche questa non c'è che dire, di lasciare le mie velleità giornalistiche per fare dapprima le ricerche iconografiche per la tv e poi la produttrice tv. Questa intelligentissima scelta professionale, oltre ad avermi garantito la precarietà per un decennio, mi ha fatto lavorare per altrettanto tempo con video che scorrevano ad altissima velocità.
Siccome non mi faccio mai mancare niente le attività non le ho mai abbandonate, ma sommate.
Così alla lettura iniziale si era aggiunto il settore informatico dapprima e il web poi, la tv e le immagini alla fine del percorso.
Uno sfacelo, dai -3 dei 18 anni sono passata ai -6 dell'università (che mi facevano pensare a un cane guida come degno regalo per la laurea), ai -9 del 2003 (finalmente stabile dopo i 30).
Nel mio delirio narcisistico gli occhiali erano i miei fedeli compagni casalinghi che sparivano non appena mettevo i piedi fuori di casa.
Nessun problema per i primi anni, a parte una reputazione che variava dal menosa allo schizofrenica. Infatti chi non mi conosceva osava, ingenuo, salutarmi anche quando non si trovava nei 2/3 metri nei quali riuscivo a distinguere movimenti o completare i volti. Non dico poi i bernoccoli quando calcolavo male le distanze!

Vanitosa come una scimmia mi sono rassegnata a mettere gli occhiali in pubblico quando ho iniziato a lavorare in un bar durante la stagione estiva: non distinguevo le etichette!
Appena finivo il turno, manco a dirlo, tornavo tra le nebbie del mio difetto.
Ho sguazzato allegramente e incoscentemente nel mio handicap fino ai 20 anni, quando finalmente uscirono in commercio delle lenti morbide che riuscivo a tollerare. Me le feci fare su misura, erano annuali e circondavano la mia pupillina con diametro 13 senza lasciare aloni intorno (quelle standard industriali avevano 14/14.5).
La megalomane vanesia e spendacciona che era in me era soddisfatta!
Con le lenti fu primo amore. Una volta indossate non le volli togliere più.
Fino a un paio di settimane fa!
Quando un tizio durante una serata salsera mi ha ficcato il suo dito sudato e carico di batteri propri e delle ballerine precedenti dritto dentro il mio occhio sinistro. Me l'ha conficcato proprio nella parte alta della cornea, dove c'è la curvetta e la palpebra non umetta bene! Una precisione geometrica degna di Giotto, è riuscito a fare la quadratura del cerchio proprio sulle mia orbita! Decisa a dormirci sopra e a non mettere le lenti per un paio di giorni l'indomani mi sveglio con le gambe massacrate dalla palestra più doloranti dell'occhio. Solo nel pomeriggio, per l'insistenza del mio fidanzato, mi decido ad andare al pronto soccorso. Per fortuna.
Le lenti a contatto mi avevano salvato da pericolose infezioni, ma la cornea era comunque sofferente. Antibiotico per una settimana, niente lente a contatto, ma visita oculistica con esame del fondo dell'occhio (per escludere lesioni alla retina) al termine della cura. Già che c'ero ho prenotato per farmi fare il controllo anche all'altro occhio, latitavo dal 2004.
E' saltato fuori che sono soffententi entrambi, ho contratto un qualche virus che mi ha causato una "cheratite punctata superficiale diffusa".

Secondo l'oculista è difficile stabilire la causa, che può essere tanto la piscina, quanto le lenti a contatto o l'aria condizionata in ufficio. Ma io conosco la verità, so benissimo chi è il colpevole, è il mio migliore amico da anni. La lente di cui non faccio uso, ma ABuso.
La mia cura sembra un contrappasso dantesco: niente lenti a contatto per 20 giorni, gocce con cortico steroidi (doping) per 10 giorni e altre gocce con Gymco biloba per tutto il periodo. Ok, sarò una cessa spaventosa per un pò, ma sarò una figa pazzesca al termine della cura, allenata e abbronzata!
Le sole due volte in cui ho dovuto sospendere l'uso delle lenti (la prima volta per una congiuntivite bastarda) e sono andata in giro con gli occhiali la domanda delle persone SCIOCCATE dallo spessore delle lenti (compreso il mio fidanzato) è stata:
"stai bene, ma perchè non fai l'intervento?".
Già perchè non lo faccio? Finora mi aveva fermato il costo (la mutua non lo passa, e lasciamo perdere che passano gli interventi per sistemare i nasi devastati dalla cocaina), altro blocco dover stare senza lenti a contatto per una quindicina di giorni per fare la visita di controllo e altrettanti se non di più prima dell'operazione.
Quando mai mi ricapiterà di stare senza lenti così a lungo? Fatti 20 giorni ne faccio altri 10 e mi sottopongo allo screening e vedo se ho le carattaristiche adatte per risolvere questo problema. Ho prenotato la visita oculistica per il 16 di ottobre.
Nel mentre niente salsa, la mia vanità mi impedisce di fare uscite non strettamente indispensabili, poi mi figuro l'umiliazione mentre tasto il pavimento alla ricerca degli occhiali volati via dopo una figura un pò complicata!

mercoledì 8 luglio 2009

G8




Scusate, ma non ho resistito! La gallery di Peter Brookes del Times sul G8 è bellissima. Se non l'avete ancora vista rimediate subito.
Se poi vi avanza tempo date un occhiata anche a quella di domenica


Trippi
Le vignette sono tratte dal Timesonline


lunedì 6 luglio 2009

Questo blog aderisce alla giornata di silenzio


per la libertà d'informazione online

di Diritto alla rete

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere. Le disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni rientrano all'interno di questa offensiva. Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a .... ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano. La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia. Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog... Continua a leggere








Noi aderiamo e voi?
Trippi e Chica mala


giovedì 11 giugno 2009

L'avvocato delle cause perse



di Trippi


E' proprio vero che se non è cosa non è cosa.. Per quanto uno ci si metta d'impegno, l'unico risultato è il peggioramento!

Ne ho avuto la prova settimana scorsa allo Zoo latino, durante un ballo con un tizio da una salsa e via, un signore attempato dal fisico dinoccolato e una buona guida, urto contro la ballerina alle mie spalle, mi scuso e le mando un bacio al volo. Il mio cavaliere si mostra subito solidale nei miei confronti e argomenta: "si è allargata troppo". Lo guardo basita e faccio: "Chi? La ragazza che ho urtato? La "L"? Ma scherza? E' bravissima!".

Ma questo signore è davvero un cavaliere e non ne vuole sapere di caricarmi della responsabilità di aver urtato la bravissima salsera alle mie spalle ed emette il verdetto: "comunque la colpa è sempre dell'uomo, ha sbagliato il ballerino!".

Lo guardo divertita e mi parte il sorriso da stregatto mentre tra un giro e un altro gli spiego "E' il mio fidanzato, è bravissimo anche lui!!".

A quel punto il povero avvocato delle cause perse mi guarda disarmato e chiude con uno sconsolato "ma lei conosce proprio tutti?".



lunedì 18 maggio 2009

Parentele...



Ieri sera allo Zithum, durante una bachata con un ragazzo sudamericano mi sento rivolgere questa domanda:


"ma il ragazzo alto, biondo è tuo fratello?"

Sbatto le ciglia, perchè sono sicura di aver chiarito i miei rapporti in diverse occasioni e perchè spesso, quando ballo con il ragazzo alto e biondo o sono a bordo pista vicino a lui ci scappa qualche bacio affatto fraterno.

"Veramente è il mio fidanzato!"


"Ah, si perchè siete entrambi chiari..".


Devo ammetterlo c'è stato un netto miglioramento, spesso, quando stavo con il mio ex, mi chiedevano se fosse mio padre!





Trippi

giovedì 14 maggio 2009

Endermologie


fonte foto

di Trippi
Sabato ho un appuntamento nel centro estetico in cui lavora mia cugina per farmi fare una visita a glutei & Co.

Settimana scorsa, infatti, all'uscita dall'ufficio, orgogliosa del mia fisico scolpito dal Fat killer e dal massacro in palestra ho fatto una scappata in un negozio di corso Buenos Aires per prendere un calzoncino corto davvero sexy che avevo adocchiato un paio di mesi fa!

Arrivo chiedo la taglia e provo, mi sta largo, provo allora la xxs e mi calza perfettamente.

Mah..

C'è un grosso mah.

Sotto i fari impietosi dei camerini vedo due grossi mah piazzati proprio sotto i miei glutei:
due coulotte de cheval e un ristagno di liquidi che fanno assomigliare le mie gambe alla pancia di una donna che ha appena partorito!
Non so se la palestra ha peggiorato la situazione o se fossi destinata comunque allo sfacelo, ma sono corsa subito ai ripari:
1) ho optato per una gonnellina che nasconde l'abominio, un jeans talmente lungo che copre anche buona parte del tacco e un gilet cortissimo che si indossa a pelle.

2) ho inondato mia cugina di massaggi in cui mi informavo su un trattamento d'urto! Qualcosa di utile a me e non al centro estetico.

Pensavo al linfodrenaggio di cui ho sentito meraviglie e anche di più. Ma la mia esperta parente mi ha spiegato che il linfodrenaggio in realtà non risolve, che esiste un macchinario che lavora in profondità con risultati migliori e nonostante il costo a seduta sia più alto i risultati più rapidi permettono di ammortizzare il costo.
E' stato così che ho sentito la parolina magica
endermologie, me la ripeterò fino a sabato come una formuletta miracolosa, un mantra taumaturgico che mi libererà dalla maledizione dei cuscinetti adiposi.
Endermologie, endermologie, endermologie..
Dovrò fare prima una visita accurata per verificare chenon ci siano controindicazioni, e spero di non avere li da qualche parte qualche vena varicosa pronta a farmi uno scherzetto.
Spero che il prezzo sia abbordabile per le mie provate e misere tasche!
Nel mentre prosegueo la mia caccia alle informazioni saltando da un forum all'altro. Vi farò sapere!

martedì 12 maggio 2009

Il mare, i pesci, le bolle



Di Trippi

Conversazione con una cara amica via chat di facebook.

Mi chiede come vada con il Signore delle tempeste. Spiego che va tutto bene! Nel fine settimana abbiamo trascurato ballo e elicottero e ci siamo diedicati l'uno all'altra, con tanto di fuga nel paese dei balocchi, a Gardaland.

Mi dice che non riesce a capire come sia possibile conciliare ballo e rapporto, soprattutto con balli così intimi e di contatto, come sono i caraibici. Ammetto che infatti non è affatto semplice, che ogni tanto sale il sangue al cervello e la gelosia prende il sopravvento. Soprattutto per la sottoscritta, sicuramente la più sanguigna tra i due.


Lui, spiego, si sente tranquillo, sa che non mi guardo attorno.


Lei allora mi dice che è così adesso "ma tra 10 anni?". Già tra 10 anni?


La verità è che nonostante abbia raggiunto l'età del disincanto sono sempre la stessa non riesco a concepire relazioni parallele, non mi reggerebbe la pompa! Troppo complicato, e poi le balle?! Ma poi se una relazione è finita perchè portarla avanti? Per abitudine, per mancanza di coraggio, per la paura di restare soli? Quando cominciamo a guardarci intorno, quando ci rendiamo conto che il mare è pieno di pesci è perchè il nostro, che all'inizio ci sembrava un delfino o uno squalo, probabilmente si è rivelato un tonno!


Ci guardiamo intorno e vediamo che gli altri pesci non solo hanno pinne e squame più luccicanti, ma fanno persino bolle più rotonde e ammalianti. Ipnotizzanti.

La verità è che quelle bolle ci hanno rotto le balle!


giovedì 16 aprile 2009

Mi stanno fidanzando


di Trippi
Nel mio lavoro mi capita di incontrare stranieri che lavorano come animatori e figuranti. Come spesso accade con alcuni ci si trova meglio che con altri e soprattutto con le donne nasce quella complicità, quel feeling che è tipico femminile e trascende dal luogo di nascita. Nonostante ci siano ragazze in rappresentanza di tantissimi paesi e lingue e la loro età spazi dai 20 ai 45 anni quello che passa non è la nazionalità. Spesso sono accomunata a loro dall'età, a volte dalla nostalgia, altre dall'ironia. Tutte, un pò come quando si va dal parrucchiere, mi aggiornano sui fatti della loro vita, le piccole e grandi gioie e soddisfazioni. Qualcuna mi mostra orgogliosa il permesso di soggiorno appena arrivato (mentre prima avevano solo la ricevuta di una raccomandata), altre studiano all'università e mi raccontano le difficoltà che devono superare. Insomma con alcune si è creato un bel rapporto di simpatia e empatia.
Così quando settimana scorsa arriva Zoe (il nome è inventato) mi rendo subito conto che c'è qualcosa di storto. Lei che di solito arriva truccatissima, fresca di messa in piega e con colori sgargianti ai capelli è struccata, ha una ricrescita che fa paura e il resto della testa sfuma dal rosso spento al biondo opaco. Vedo che ha anche difficoltà a mantenere la concentrazione.
Le propongo un break!
Quando una ragazza che di solito porta una ventata di freschezza e allegria, sembra trasportare sulle spalle il peso del mondo l'unica cosa da fare è darsi tempo e cercare di capire di che problema si tratta e vedere se sia possibile dare un suggerimento, un consiglio, mostrare una via di fuga.
Si perchè a 20 anni i problemi spesso sembrano insormontabili, anche quando non lo sono, si tende ad ingigantire tutto e vedere come irreparabile ogni increspatura all'ordine che vorremmo dare alla nostra vita.
Non più tardi di un anno fa assistetti allo sgretolamento del sistema di valori e delle certezze di un'altra ventenne, sicuramente meno smaliziata e scafata di questa.
Così ci siamo bevute un bel caffè bollente e dopo una seduta di trucco e parrucco è arrivato il momento delle confessioni.

"Scusa, è da qualche settimana che ho la testa per aria, mio padre mi sta fidanzando!"

Altro che problema da ventenne. Mi ha spiegato che un ragazzo di buona famiglia che abita nel suo paese di origine è andato dal padre e ha chiesto la sua mano.
Il padre convinto del consenso della figliaha temporeggiato e, immerso nel ruolo dell'uomo moderno ha spiegato al giovane pretendente che la decisione sarebbe spettata alla figlia: "ha ripetuto anche a me queste parole quando mi ha dato questa notizia al telefono, ma dal tono entusiasta e dalle pressioni che ha fatto perchè tornassi durante il periodo di Pasqua ho capito che stava già organizzando la festa!".

Non riuscivo a capacitarmi che fosse proprio Zoe a raccontarmi questa storia, proprio lei che mi aveva sempre detto di voler provare la convivenza prima di sposarsi, di preferire i ragazzi italiani ai propri connazionali per il modo diverso con cui si approcciano alle donne e i suoi sogni di specializzazione post laurea..

Ero incredula, così nell'ora successiva ogni tanto facevamo una pausa e lei tornava sull'argomento:
"ho chiesto a mia mamma di tenere a freno il papà, solo che lo sento così entusiasta e non ho il coraggio di dirgli che io questo ragazzo lo ricordo a malapena e per quel che ricordo non mi piace".
Il padre non solo non potrebbe accettare un "ragazzo occidentale", ma avrebbe difficoltà ad accettare chiunque non sia nato e cresciuto nei dintorni del proprio paese, una persona con un passato e una famiglia non controllabile. Il sogno di ogni capofamiglia è assicurare alle figlie il matrimonio con un buon partito un ragazzo di buona famiglia. Tutto il percorso di formazione della ragazza deve tendere a questo. La laurea, il titolo di studio è una "patente di qualità" per la ragazza, un "valore aggiunto" da sommare alla famiglia di provenienza. Anche se poi, nonostante gli studi all'estero, una volta tornate a casa, per le donne sposate non ci sarebbe stata possibilità di lavorare: "a meno che non si faccia la parrucchiera, ma la clientela deve essere rigorosamente femminile".

Zoe nel corso del nostro incontro si è liberata un pò di quella zavorra che si portava dietro, è uscita dal mio ufficio più leggera e sorridente. Io ho preso un pò di quel peso e adesso non posso fare a meno di chiedermi se la generazione di Zoe riuscirà a liberarsi di queste catene. Sono certa che mentre non è in grado di tutelare il suo destino farà però di tutto per salvaguardare quello dei suoi figli.

Ma non mi sembra abbastanza. I problemi delle ventenni non sono sempre facilmente superabili!


martedì 7 aprile 2009

La lotta contro la legge dei gravi

di Trippi
uff, che fatica combattere l'inesorabile avanzare del tempo, spesso siamo talmente impegnati nella battaglia che finiamo col parlarne in continuazione!
Ieri sera chiamata tipica con il Dottor stranamore, mio ex collega dei tempi del "sole", autore di utili consigli in tema di sesso & co e caustico consigliere nei momenti cruciali della mia vita.
Ieri mi chiama all'uscita dall'ufficio, mentre arranco sui miei tacchi con una borsa enorme, sacchettone con la casa in trasferta e un altro sacchetto con le scarpe appena riparate.
"ciao Trip, come stai?"
"Bene dolce cuore e tu?"
"Oh ma che voce squillante, mi sembri Piera, la sorella di Paola e Chiara, se tanto mi da tanto il tuo Signore delle Tempeste sta facendo il suo lavoro, questa energia è tipica delle persone sessualmente soddisfatte"
"mi rifiuto di avvalorare le tue equazioni matematiche mentre corro verso la fermata della metro Doc! Comunque il Sdt usa delle armi di distrazione di massa non convenzionali e mi sfianca con palestra, ballo e jogging!"
"Ti sei iscritta in palestra? Sei ingrassata?"
"No vecchia zabetta, non sono ingrassata, cerco di combattere a modo mio la forza di gravità! Fino ai 35 ho fatto esclusivo affidamento sui geni e la fortuna, ma ora il pensiero di quelle mele che cadono giù.. ho troppe forme sferiche nel mio corpo e la paura di svegliarmi un giorno e scoprire che mi è crollato il sedere è più forte della pigrizia!".
E poi, come suggerisce il Doc, vuoi mettere la soddisfazione tutta femminile, dopo e nonostante essersi massacrate per ottenere qualche risultato, di ritrovarsi nelle occasioni pubbliche per additare chi non l'ha fatto!
Non fate gli scandalizzati/e
Scagli la prima pietra chi non ha mai praticato questo sport!





giovedì 2 aprile 2009

Santa pazienza! Apologia della convivenza



di Trippi

Dopo anni di singletudine e di dittatura illuminata nella propria casa, io e alcune delle mie amiche e amici ci siamo ritrovati a condividere spazi con altre persone. Per qualcuno la coinquilina/o è la mamma, per altre un fidanzato e per un'altra una perfetta estranea!

Ho già detto quanto sia difficile per noi api regine concedere ai fuchi di entrare nel nostro spazio, quanto la loro permanenza oltre il necessario possa alterare il nostro labile equilibrio e la capacità di sopportarli. Ecco perchè non finirò mai di stupirmi del fatto che nonostante siamo reduci da convivenze e rotture, nonostante siamo arrivate a costruirci il nostro bozzolo ben coibentato e isolato dalle intemperie e dalle rotture di scatole, a un certo punto, si crea una rottura e una persona si intrufola nella crepa, invadendo la nostra vita.


Il dato pazzesco è che non vediamo l'ora di lasciare occupare quello spazio. Come se a un certo punto sentissimo il vuoto. Ma con i primi screzi e le prime avvisaglie di compromessi tipici della convivenza ricordiamo quanto era bello quello spazio tutto nostro. La libertà degli orari del sonno e della veglia, dei pasti e persino del bagno.


E poi: il silenzio!


Questo, mi dicono, è un problema soprattutto maschile, noi donne ci sentiamo in dovere di fare l'algoritmo di tutto quello che ci è capitato nel corso della giornata, dall'informazione utile ai fatti traumatici capitati all'amica o in ufficio. Non paghe, vogliamo che loro interagiscano e, peggio ancora, che ci raccontino a loro volta! Un mio ex collega puntualmente mi racconta la guerra dei Roses che si scatena tra le sue pareti domestiche ogni volta che lui e la sua compagna non riescono a raggiungere un equilibrio (motivi del contendere tipici: sesso e l'educazione del figlio)


Ma il silenzio non è solo la donna che parla, cari i miei maschietti, silenzio è anche non dover sentire il televisore h24, fosse solo perchè vi fa da sonnifero e DEVE funzionare anche quando dormite! Il silenzio è anche non sentire voi che trapanate o vi dedicate al fai da te rumoroso nei fine settimana.. Il silenzio è quello agognato mentre ci dedichiamo a noi stesse e ci piazziamo sotto la doccia o nella vasca da bagno per un'eternità, solo per il gusto di godersi un pò di relax!


La convivenza mette a dura prova la capacità di sopportare il proprio prossimo, sia che si tratti di un amica o di una coinquilina, sia che si tratti del compagno o della compagna della propria vita. Le parole chiave sono rispetto, complicità e pazienza! Se ci sono questi tre elementi, le discussioni non spariscono, ma magari si può trovare la forza e la voglia di superare gli screzi e i problemi.


In bocca al lupo alle sicule, a Chica a Marchinho e alla sottoscritta!


mercoledì 1 aprile 2009

Vuota il sacco se hai il coraggio!

Di Chica Mala
Devo ammetterlo, questa non è un'idea di primo pelo ma mi rifaccio ad un post apparso tempo fa sul blog dei miei amici di "Sballato" .
Spesso, nella borsa di una donna trovi il suo mondo, puoi comprendere le sfaccettature che la caratterizzano; così come fanno quelli che vanno ad analizzare la spazzatura delle celebrità di Hollywood, è possibile abbozzare uno studio casereccio delle peculiarità di una donna, facendole "vuotare il sacco".
Oggi faccio io da cavia, infatti la foto che vedete non è nient'altro che il contenuto della mia borsetta da giorno, quella che uso per fare avanti-indietro dal lavoro a casa.
Vediamo un pò cosa c'è:
  1. Badge aziendale;
  2. foglio dei turni;
  3. chiavetta del caffè.

Il lavoro me lo porto sempre dietro, perchè è un bene prezioso e sicuramente non deve mai mancarmi il badge, altrimenti non rilevano la mia presenza e non mi pagano la giornata ma è altrettanto importante la chiavetta del caffè, che pausa sarebbe senza una capatina alla macchinetta! E il resumé dei turni? quello ci vuole altrimenti rischio di prendere impegni con gli amici senza tener conto che il call center mi impegna 7 gg su 7 con orari alquanto flessibili.

  1. Assorbente interno;
  2. assorbente esterno;
  3. fazzoletti di carta.

Non tengo il conto, non c'è una x rossa sul mio calendario per ricordarmi che il tale giono sarò immancabilmente vittima del ciclo mestruale, poi non spilucco nemmeno i confettini al progesterone quindi, gli assorbenti ci sono sempre. I fazzoletti invece sono utilissimi in periodo di raffreddori ma anche quando sei costretta a dividere la toilette con altre 200 persone e corri il rischio di trovare solo un triste quanto inutile cilindo di cartone vicino al water.

  1. Chiavi di casa;
  2. chiavi della macchina;
  3. chiavi di casa della Mentirosa.

Nessun commento su questo, a parte il fatto che mi porto sempre appresso le chiavi di casa della mia amica. Non c'è da stupirsi però, ormai è il mio secondo domicilio e poichè non sempre i nostri orari coincidono ho la libertà di entrare ed uscire senza che lei mi apra il portone dal citofono. (ah le amiche! sono come sorelle).

  1. Portafoglio;
  2. RayBan;
  3. macchinetta fotografica.

Il "borsellino" con i soldi (pochi), il bancomat (che trema di paura ogni qualvolta lo estraggo dalla sua taschina), i ticket restaurant, le fidelity card di supermercati e negozi vari e le tessere dei locali; Gli occhiali perchè guidare con il sole mi acceca e non vorrei morire schiantata contro un TIR ; la macchina fotografica, molto basic con i suoi miseri 5 megapixel, per essere sempre pronta ad immortalare cose e persone che amo.

  1. penna biro;
  2. quotidiano del giorno.

Penna e Moleskine perchè se sono in giro e voglio annotarmi qualcosa che potrebbe servirmi, anche una semplice frase buttata al vento non rischio di perderla nei meandri del mio cervelletto fallato; il quotidiano invece è un'abitudine ventennale che mi porto dai tempi della scuola, nonostante internet con le sue news in tempo reale non rinuncio al piacere della lettura tradizionale: caratteri neri su carta bianca, una sensazione impagabile per me.

  1. Due pacchetti di sigarette;
  2. accendino;
  3. tre cellullari.

Ahimé sono un'accanita fumatrice, ma che dico! sono una tabagista! poi...2 telefoni con scheda della 3, in uno ho i minuti gratis, frutto di un recente atto di retention e l'altro è il mio numero storico, quello che hanno praticamente cani e porci, con una tarffa a logica autoricaricabile (non la mollo manco morta!!); l'altro ha una sim Vodafone ed ha l'opzione zero limits, con questo posso chiamare e messaggiare i miei amici che a loro volta hanno Vodafone (vedi Trippi, mia sorella, mio cognato, la Romana e Orso) spendendo pocopocopoco.

Bene, gioco finito. Adesso però sono curiosa di sapere cosa c'è nella vostra di borsa. Diamo inizio al gioco!



Ma n'do vai se la badante non ce l'hai!?


di Trippi


Lo so già, prima ancora di inziare a scrivere che mi scapperà qualche cattiveria che potrebbe essere tacciata di razzismo. Me ne assumo la responsabilità e vado avanti come un caterpillar, al mio solito!

Settimana scorsa sono andata a ballare al Tambien con Chica mala e la Mentirosa, a un certo punto, mentre piroettavo allegramente sulla pista intravedo un viso familiare.. ho impiegato un pò a far funzionare le sinapsi che ballavano anche loro al ritmo vorticoso della salsa.. ma poi, l'illuminazione!

Ah si, era "I believe I can Fly"!! Un tizio con cui è uscita la mia socia per un pò che è rimasto impresso a tutte per due fattori:

1 I believe I can fly,


2 era abituato ad uscire con donne straniere, e si vedeva!

Narra la leggenda che avesse l'abitudine di tirare fuori il portafoglio in qualsiasi circostanza, anche quando non rischiesto, di conseguenza la donna in sua compagnia, grata, non doveva avere una testa, tantomeno una testa pensante!

Comunque finita la salsa mi avvicino e saluto. Dopo un pò si avvicina Chica e mi fa "hai visto che c'è IbIcf?" le rispondo di si e la informo di averlo salutato, lei mi sussurra all'orecchio, con fare complice "è venuto con le badanti". Eh no ragazzi le badanti non sono quelle della foto, quelle le trovate sui giornali patinati o al massimo come escort. Io parlo di persone reali. Mi guardo intorno, individuo una culona con una gonna salopette di jeans anni e un colore di capelli improponibile e so! La guardo, le indico la culona e faccio "scommetto che una è quella!" lei ride e annuisce.

Per quante persone ci possano essere in una pista, le straniere in libera uscita le individui subito, capelli e look hanno il loro peso specifico considerevole.

Ricordo un uomo che veniva al nostro corso di salsa cubana, reduce da un divorzio disastroso con una donna dell'est, che lo aveva lasciato in mutande e con l'amaro in bocca, passava da una relazione all'altra con donne slave, moldave o comunque dall'accento duro.

In un luglio torrido si presentò in un locale salsero dotato di piscina con al braccio una matrona di 90 kg, capelli frisè, top, gonna e fascia leopardata che fanno pendant!

Ero imbarazzata per lui. Probabilmente, se fosse andata in giro con il costume da bagno avrebbe dato meno nell'occhio!

La questione del look e dei capelli non me la spiego, perchè noi donne sappiamo benissimo che possiamo vestirci con due soldi, per i capelli pure, se proprio sei a secco compri la tinta nella grande distribuzione e chi se ne frega se non riesci ad andare dal parrucchiere, con la crisi poi, ci sono mille escamotage per risparmiare. Ma alcune straniere, nonostante abitino in Italia da un pezzo e spendano probabilmente più di me e Chica, sembra che indossino qualcosa fuori dal tempo, con tessuti dai colori sbiaditi o con tagli improbabili.

Che sia una questione di gusto, forse francesi e italiane imparano a scegliere mentre succhiano il latte?

Forse mi è servito il modo in cui mia madre toccava tessuti e controllava le cuciture prima di fare un'acquisto? Persino il capo da due soldi doveva passare dal suo scanner, ne più ne meno di quello costoso.

Ma per quanto queste donne debbano imparare da noi in termini di estetica, noi dovremmo farci insegnare da loro a fare le svenevoli e estorcere gesti carini ai nostri uomini. Qualche esempio in rapidità:

la giovane marocchina che spenna il padre del SDT è riuscita non solo a farsi mantenere, ma ha anche benefit che la moglie non ha mai osato immaginare. Infatti dal balcone sporge un'orribile antenna parabolica per guardare "i suoi canali";

La giovane compagna rumena che si è insediata con i figli a casa di mio zio, riesce a farsi campare con tutta la sua famiglia. Lui compra generosamente zainetti nuovi per la scuola ai pargoletti (quando i figli dovevano passarsi il proprio l'uno con l'altro).

Fin qui potevo pensare "sono uomini in andropausa, gli è andato in pappa il cervello" oppure a qualche effetto collaterale del viagra. Ma quando l'altro ieri ho visto un uomo decisamente più giovane che acquistava una rosa alla sua non più giovane accompagnatrice dai capelli di un colore approssimativo.. beh ho dovuto concedere l'onore delle armi al nemico!


martedì 31 marzo 2009

Per quei centimetri in più!



di Trippi

Ah ragazzi, che belle le donne sui tacchi, soprattutto su quelli a spillo, che gamba slanciata, che sedere alto. Ah ragazze, che incubo quando quei centimetri fanno crack e tu ripiombi nella tua bassezza, e onta, a peggiorare le cose cammini con un'andatura claudicante da trampoliera zoppa.
Certo che è solo una questione di vanità! Altrimenti mica saremmo così matte da sottoporre schiena polpacci e coscie a una tortura continua.
Cresciamo con il detto "altezza mezza bellezza", poi ci propinano "soffrire per imbellire" e noi, povere dementi ci beviamo tutto e pur di guadagnare qualche centimetro, siamo disposte a sopportare di tutto!
Le stigmate delle portatrici sane di tacco 8-12 sono vesciche ai piedi, calli, duroni e per chi come me ci balla pure sopra, si aggiunge il neuroma!
Per fortuna il fato mi ha preservata dall'alluce valgo..
La mia amica Mandrinella che è una manager stakanovista del Wal mart si è giocata due piedi due! Ha fatto un intervento due mesi e mezzo fa con tanto di chiodi per raddrizzarle le dita incurvate in una posa innaturale a furia di contenere le dita dentro scarpe scomode e camminare 16 ore al giorno all'interno dei megastore.
E' ancora in riabilitazione!
Peggio delle cinesi che si riducevano la taglia dei piedi con fasciature invalidanti!
Sul percorso casa ufficio ho già lasciato una decina di tacchetti di gomma (6 euro tutte le volte che porti le scarpe dal calzolaio per rifarli). Ora che ci penso il buongiorno si era visto dal mattino: il tacco a spillissimo dello stivale/calza con cui sono venuta a firmare la lettera d'impegno, si era spezzato in due tronconi all'ingresso della metropolitana.
Stamattina però l'apoteosi degli incidenti.
Stasera ho il corso Fat killer in palestra, perciò lascio l'auto in posizione di partenza vicino alla metro, faccio 200 metri di strada con le scarpe appena risuolate e sento che c'è qualcosa di strano, ma visto che sono fresche fresche di calzolaio non mi allarmo.
Esco in piazza Lima, e percepisco chiaramente di non essermi sbagliata, il sampietrino aiuta il cervello ancora assonnato: il gommino si è praticamente liquefatto! Caso vuole che nella piazza ci sia una bancarella con le scarpe, mi avvicino, provo a toccarle e dopo essermi accertata che sono in pura plastica mi butto sugli stivali: bianchi e di camoscio, non c'entrano niente con l'abbigliamento d'ufficio, ma il prezzo 59 euro, mi sembra ragionevole. Aspetto che il gestore della bancarella finisca di farsi i fatti suoi e provo questo tronchetto scomodissimo. Mi rassegno e dico al tizio che le tengo su. Faccio per pagare con il bancomat, ma non lo prende, solopagamentocontanti. Mi spiega che la mia banca si trova più avanti sulla destra. Sempre più sconsolata seguo le indicazioni e mi appare come un miraggio un negozio di calzature, anche se non è difficile visto che sono in corso Buenos Aires a Milano, una delle vie dello shopping per eccellenza! Chiedo se sono aperti, sono le 9.30 del mattino e i negozi aprono alle 10.00.
Alla risposta affermativa mi fiondo sulle scarpe e chiedo di poter provare il 35 di un paio di modelli. Il commesso carinissimo e sgamato ha intuito subito che davanti a lui non c'è solo una cenerentola con la scarpa rotta un mano, ma una drogata di tacchi & co cui rifilare qualche modello.
Infatti poco dopo eccomi uscire sorridente e beata con un paio di scarpe nere in pelle spuntate con tacco 10 e doppio cinturino, un altro paio in camoscio bianco e una borsa in pelle nera che puoi portare su tutto, le scarpe mutilate nella scatola vuota!
Il mio ufficio è a 700 metri, mi godo il percorso ancheggiando contenta sul mio nuovo acquisto e quando solo un semaforo e qualche metro mi separa dalla meta..
crack
sento il vuoto
non può essere!
Si è rotto il tacco!
Della scarpa NUOVA!!
Comincio a chiedermi se non sia un segno divino?! Forse Dio esiste e mi vuole mandare un segnale: "Torna a casa Trip!". Beh se dovessi morire sotto un tir o dovesse crollare il palazzo in cui lavoro o dovesse uccidermi il fat killer di stasera, VOI saprete la verità!
Torno di corsa (per quanto sia possibile) al negozio e i commessi avviliti mi spiegano di non avere un altro numero 35 di quel modello, ma si offrono di procurarmelo da un negozio della stessa catena. Detto fatto, il ragazzo si è precipitato a prendermi un secondo paio e adesso eccomi qui, a raccontarvi la storia con i piedi fuori dalle scarpe!
Sono arrivata in ufficio con un ritardo pazzesco, il mio capo mi ha fatto una lavata di capo e la mia collega in chat ha tentato di scusarsi per non avermi avvisato, non immaginava che si sarebbe scatenato questo cancan.
Ma io sono qui che sorrido sorniona, ho due paia di calzature nuove e una borsa, sono persino riuscita a passare dal calzolaio che, avvilito, mi rimetterà a posto le scarpe AGGRATIZ, tutto mi scivola addosso
NOLI ME TANGERE.
E' proprio vero, niente è consolatorio quanto lo shopping!
Ps
qui sotto un utile video su come camminare sui tacchi!


giovedì 26 marzo 2009

“Milano Pa los Salseros 2009”

di Trippi

Squadra e cavallo vincente non si cambia e allora Milano pa los salseros fa il bis!


Nel 2008 vi abbiamo annunciato la prima edizione tra le pagine del nostro blog e anche quest'anno andiamo a curiosare cosa succederà il prossimo 22-23-24 maggio al laghetto Santa Maria di Buccinasco, alle porte di Milano.


Il tam tam nei locali e su internet è già iniziato: ho ricevuto un commento dell'organizzazione sul vecchio sito, un volantino con le offerte e i prezzi per gli stage, le serate e il pacchetto dei tre giorni domenica allo Zithum e su Facebook è già attivo un gruppo che al momento conta oltre 800 iscritti. Ad organizzare il tutto due vecchie conoscenze del nostro blog, Anita Lombardi e Manuel Kotaidis di SalsaKonfusion e Lido del Mangos di Rozzano. Insomma si preannuncia un successone.


Ma siccome questa non è una marchetta e la sottoscritta non ha i soldi per poter partecipare agli stage lancio subito un appello, ragazzi, datemi un free pass per le serate valido per me e il Signore delle tempeste, Chica mala si unisce volentieri alla comitiva. Vi assicuriamo che documenteremo l'evento al meglio delle nostre capacità e in pieno spirito di guerrilla salsera che ci contraddistingue!


Qui i prezzi per il pacchetto completo e le singole serate.




Ecco un video dalla scorsa edizione,



Ma qui trovate tutto quello che vorreste sapere sullo scorso anno..
per informazioni contattate +39 339 7661626 Italia


A cose fatte ecco il video di questa edizione da Eurolatina tv

mercoledì 25 marzo 2009

"Prendiamoci una pausa"

di Trippi

Ed eccoci alla fine di marzo!
Noi ragazze corriamo dall'estetista, qualcuna corre dal chirurgo, ci iscriviamo in palestra, aumentiamo le uscite e accorciamo le gonne.. e ai maschietti? Ai maschietti si impenna l'ormone! Eh si, è arrivata la primavera!
Per tutti!
Anche per chi è fidanzato/a, dunque, aumenta la voglia di libertà e di "pause".
Ecco, l'ho scritta, la parola che più che un insieme di lettere, più che un insieme di suoni articolati dalla voce umana è peggio di un anatema per una mia amica di vecchia data. Il suo fidanzato ormai quasi storico, puntualmente, a ridosso dei cambi climatici o di vacanze o quando proprio non la regge più, invoca la "pausa". Insomma un break, un time out, peccato che una relazione non sia esattamente un incontro di basket o di baseball. Soprattutto se si è fatto il passo della convivenza e ci si è trasferite armi, bagagli, lavatrice nuova e tv al plasma a casa sua!!
Ma se l'ometto aveva l'abitudine di invocare la pausa di riflessione quando si viveva separati per quale motivo dovrebbe smettere di chiederla una volta che si convive? Anzi, se tanto mi da tanto e la pausa è proporzionale al bisogno di poter respirare un attimo più liberamente, probabilmente i periodi tra una pausa e l'altra, finiranno con l'accorciarsi proprio a causa della convivenza e della condivisione degli spazi!
Per farla breve, quando lui ha chiesto l'ennesima pausa, lei ha fatto le valigie e se n'è andata.
Che la necessità fosse nell'aria era evidente, se non altro perchè le aveva detto più volte di andarsene, che era finita, ma lei più tenace di una pianta grassa e avvinta come l'edera a lui e alla di lui casa, si è sempre rifiutata di farlo.
Fino ad adesso.
Probabilmente, pensava, sperava che lui la trattenesse.
Lui non l'ha trattenuta.
Forse credeva che lui si sarebbe fatto sentire il giorno dopo per supplicarla di tornare a riempire la sua vita e la sua casa.
Ma lui nisba!
Allora è tornata lei.
E lui le ha chiesto cosa fosse tornata a fare, non si erano "presi una pausa"?
Fin qui niente di nuovo, 'sto film l'ho già visto, i protagonisti, poi, sono sempre gli stessi. Che palle! voglio cambiare canale!!
E invece no, da brava amica ti fai saltare la serata programmata e stai li con la promozione di fazzoletti di carta da 40 confezioni e ascolti la lista di cose tremende che lui le ha fatto e che lei "non merita", interrotta da una telefonata con LUI e un sms con LUI.. ma dico non potete parlarvi faccia a faccia? Maledetto cellulare!!
Alla fine dopo tanto annuire, dopo tanti "eh lo so, sono fatti così che vuoi farci", dopo tante pacche sulle spalle e tutti i tristi rituali di consolazione dell'amica abbandonata, le ricordi che il tuo divano è sempre pronto per lei, la tua spalla pure, per i fazzoletti dovrà aspettare fino all'indomani, ormai li ha già fatti tutti e non ne hai più!
La sera successiva esce con un'amica comune (lo sai dall'amica comune) e allora l'indomani le chiedi come sia andata la serata, se si sia divertita e lei ti risponde con un sms laconico:
"abbastanza..". Resti perplessa anche perchè di solito ti fa messaggi fiume o ti chiama. Insomma la verità è che ci rimani un pò male, ma come l'altra sera eri qui a frignare e ora mi rispondi così? Però la scusi, pensi che magari sia ancora assonnata e si farà sentire con calma.
Invece dopo qualche ora arriva il messaggio di precisazione "Sai di essere la mia più cara amica, per questo ti chiedo di perdonare se qualche volta ti dovessi rispondere con freddezza. Riconosco di essere gelosa che ad altri vada bene e a me no. Sono matta e molto depressa, abbiate un pò di pazienza. Scusami tanto.".
Finisco di leggere e rimango di merda, scusate il francesismo! E no che non la scuso, le avessi mandato un messaggio in cui anzichè informarmi sulla sua serata precedente le avessi scritto quanto è felice la mia vita et similia. Mi sale la carogna sulla schiena e neanche rispondo, aspetto che scenda.
L'indomani mi chiama due volte di mattina mentre sono al lavoro, so che va a prendersi lavatrice e tv al plasma da casa dell'ormai ex fidanzato, ma mentre vedo il cellulare lampeggiare in silenzioso penso "schiacciati!".
L'indomani ho ormai sbollito, decido di chiamarla in pausa pranzo, ma non ho ancora finito di pensarlo che mi arriva un sms "Mi dispiace che te la sia presa così tanto, credevo di poter dire tutto ad un'amica e di essere capita. D'altronde è solo un momento, passerà..".
E no così non mi passa, il carognone s'era sciolto, ero pronta a riaprire le braccia magnanima e chiudere la faccenda a pizza e fichi, ma se fai così, se giri la frittata e fai pure la vittima riprendono a girarmi a velocità raddoppiata.. mi girano così tanto che manco ti rispondo. Non lo faccio neanche quando poi prova a chiamarmi più tardi. Continuo a pensare al danno che fanno a se stessi e agli altri i soggetti che soffrono di vittimismo, che ritengono di essere gli unici ad avere problemi e di portare su se il peso del mondo.
Rispondo dopo l'ufficio, mentre corro a recuperare la macchina per andare ad ammazzarmi in palestra con un corso suicida abbatti-grassi "Sicuramente mi passerà, perchè non mi durano le incazzature... Ma ci vuole un bel coraggio a scrivere queste fesserie sulla gelosia... A volte nel tuo vittimismo passi sopra la disponibilità e la sensibilità di persone che, x usare parole tue non se lo meritano. Personalmente mi auguro che vada bene alle persone care, scusa se pensavo fosse lo stesso per te".
Due ore dopo, all'uscita dalla palestre leggo la risposta: "Sai che è lo stesso anche per me, mi conosci da tempo ed è la prima volta che dico certe cose. E' stato un attimo ma forse hai ragione, faccio la povera vittima ma tu, da amica, non hai capito".
Al solito neanche rispondo.. non vale la pena, devo solo aspettare che mi passi, come sempre!
Nel mentre mi prendo una pausa anche io.. dalle amiche!
Maledetta primavera!

lunedì 9 febbraio 2009

Travolte dal solito bizzarro destino


Siamo già a febbraio del 2009 e mi ritrovo a fare un bilancio un pò tardivo.
Latito dai blog da mesi ormai, da quando ho iniziato a lavorarci professionalmente, a settembre per il blog di un portale e a ottobre per un'azienda che (pazziiii!) mi ha assunto per gestire i loro contenuti, tra cui dei videoblog.
In realtà a volte ci allontaniamo dalle cose che ci piacciono (nel mio caso appassionano) non per qualche motivo, ma perchè ci lasciamo travolgere dagli eventi. Beh, per me, lupetta e Chica mala il 2008 è stato talmente denso di cambiamenti, che mi meraviglia il fatto che siamo ancora li, in piedi sulla spiaggia a guardare l'orizzonte dopo il passaggio di uno tsunami devastante. Non so se sia colpa del segno zodiacale cancro, o se siamo accomunate da un insolito quando bizzarro destino, ma è l'ennesima annata che ci vede accomunate da eventi imprevedibili!
4 anni fa la rottura di relazioni e convivenze storiche per tutte nel mese di gennaio/ febbraio e l'inizio dei corsi di salsa. Nel 2008 per tutte un trasloco (tutte abitavamo sole e ci siamo ritrovare a dividere tempi e spazi con altre persone) e un nuovo lavoro che, anche quando desiderato e cercato, è arrivato a sorpresa!
Ma le convivenze, i nuovi lavori, le spese legate alle nuove abitazioni e le difficoltà economiche che sono arrivate puntualissime di conseguenza, a volte rischiano di allontanare donne che in situazioni ben più difficili erano unite da vincoli di sorellanza, stima e solidarietà come solo le donne sanno sperimentare.
Mi ritrovo così con un lavoro nuovo che mi piace, un uomo accanto che amo, ma mi mancano quei momenti di complicità che si creano tra amiche, tra persone così affini da non aver bisogno di spiegare più di tanto sentimenti e reazioni.. perchè chi ti ascolta li conosce, li ha provati.
Così, mentre le mie conversazioni con Chica proseguono prevalentemente via chat, con Lupetta proseguono tra sms (gratuiti) e e-mail.
Perchè, come dice proprio la mia amica "anno nuovo, finanze vecchie".
Ed ecco che stamattina, mentre sono al lavoro leggo un messaggio di Chica che mi aggiorna su quanto le sia successo settimana scorsa e mi dice che vuole raccontarmelo di persona.. nella mail invece trovo un messaggio di Lupetta che mi dice quanto le manco e quanto le manchino i nostri momenti di complicità.
Voglio vedere entrambe, mi mancano entrambe e vorrei potermi ritagliare gli stessi tempi e gli stessi rituali.. ma mi ritrovo a rispondere a sms con sms a mail con mail.. a raccontare..

"ciao Lupettuzza, ieri mi sono connessa da casa ma la tua mail mi è sfuggita, perciò come vedi non sei l'unica che si deve specializzare. Quanto ai soldi non parlarmene, non mi hanno ancora pagata, non mi hanno dato neanche la busta paga, perciò sono a corto persino di buoni pasto. Poi ho fatto un rapido calcolo devo mettere via 700 euro per pagare l'affitto, 100 e rotti me li scalano dal conto per la bolletta.. in pratica ho già finito i soldi prima ancora di ricevere lo stipendio. Per fortuna la cena è saltata .. non me la sarei potuta permettere!
Sentirci? Tu pensa che non ricarico il cellulare da una vita... mando i messaggi gratis da internet quando sono al lavoro e dal cell del signore delle tempeste quando sono a casa.. poveretta!
Comunque non ne posso più di questa vitaccia. Sai che ho di nuovo la batteria dell'auto scarica? Non uso più la macchina e la batteria va a terra. Settimana scorsa avevo una cena con ex colleghi e la macchina non metteva in moto, ovviamente conto vuoto, non avevo il becco di un quattrino. Mi sono fatta prestare i soldi dal Sdt per la cena e la sua auto per raggiungere il ristorante. Quando metto in moto ho la conferma di quanto era solo un sospetto: era senza gasolio. Morale ho perso tempoa rifornire con i biglietti da 5 euro che la macchinetta aveva schifo ad accettare, mi sono riempita le mani di olio a cercare di svitare il coperchio e alla fine mi ha aiutata un tizio che passava. Non avevo lo stradario appresso e mi ha fatto da navigatore Sdt al telefono. Quando finalmente sono arrivata mi sono persa per trovare un parcheggio.. Insomma sono arrivata con un'ora di ritardo! Che pena. Quello che mi fa più rabbia è la mia mancanza di autonomia. Prima andavo dappertutto, ora mi sento castrata. Castrata dalla mancanza cronica di soldi e dal mio appoggiarmi eccessivamente al mio uomo. Spiantata lo sono da un pezzo, ma non bastava a fermarmi!
A volte mi chiedo se io non sia una persona migliore da single.. Mi manchi tanto anche tu, ogni tanto mi manco anche io... Un abbraccio sorella!"

So di essermi persa, ragazze, spero di ritrovarmi.

Trippi

venerdì 31 ottobre 2008

C'eravamo tanto odiati


Ancora una volta al post su "Il manipolatore sentimentale", nel nostro vecchio blog, arriva una risposta che è uno scorcio di vita e di esperienze. Uno sfogo che non so fino a che punto sia interrogativo.
Ve lo giro e vi giro questa richiesta d'aiuto. Perchè tutte, tutti, prima o poi ci siamo fatte le stesse domande di Maura, ci siamo chieste se siamo noi sbagliate, noi che finiamo sempre in una storia sbagliata con l'uomo sbagliato. Una storia che inizia in sordina e poi si trascina a lungo, l'inevitabile sofferenza e l'altrettanto inevitabile rottura. Le domande che ci poniamo alla fine sono tipiche di ogni donna e di ogni uomo che cerca di tracciare un bilancio della relazione fallita, per poter andare avanti e sperare di non ripetere gli stessi errori. Di uscire da uno schema distruttivo.
Trippi

Ma ora passo la parola a Maura

Ciao a tutti, sto leggendo anche io il libro della psicologa francese perchè mi piace la psicologia e volevo capire cosa c'è stato di veramente sbagliato in un rapporto che è finito un mese fa circa. Cioè se e dove ho sbagliato io, se e dove ha sbagliato lui. Ho sempre avuto la sensazione di sbagliare quando ero con lui, di essere troppo esasperante, gelosa e a volte "cattiva" perchè quando iniziavo i miei "monologhi" ero un martello pneumatico...Però devo anche riconoscere che io non mi sentivo affatto amata da lui, forse la relazione è iniziata troppo presto più per il bisogno di amore che per una scelta consapevole e serena. Mi sono aggrappata perchè venivo fuori da una storia molto brutta con un manipolatore "di prima categoria" che mi ha portato a soffrire di ansia, quasi di attacchi di panico, disturbi del sonno e naturalmente depressione. Una persona fortemente disturbata. Poi ho conosciuto questa altra persona, era interessante, piacevole quando eravamo in compagniae in fin dei conti una persona molto creativa e curiosa per certi modi di fare. Ma sapevo fin da subito che c'era qualcosa che non andava e che mi rendeva insofferente perchè non mi sentivo amata, sentivo che lui non si fidava di me, ad esempio, non mi stimava, non si apriva con me e poi...vedeva ancora la sua ex storica. Per tutto il tempo siamo usciti sempre in quattro, noi, lei e il suo attuale fidanzato. Se all'inizio mi sembrava di aver trovato la situazione e gli amici giusti mano a mano capivo che non potevo sostenere il peso del sentimento e il feeling che era rimasto fra loro. Piano piano ho cominciato ad essere sempre più insistente nel mostrare la mia insofferenza per questa situazione, lui da parte sua è diventato sempre più distante, critico nei miei confronti, io mi sentivo sempre meno capìta ma anche lui mi ha sempre detto di essersi sentito capìto, ma giudicato e mi accusa di aver sempre messo in dubbio quello che mi diceva per la mia gelosia che ha definito"al limite del patologico". Di fatto non ha fatto mai niente per farmi capire che teneva a me, per rassicurarmi ma è diventato sempre più "odioso". Non voleva che lo abbracciassi, non voleva che gli raccontassi le cose che mi succedevano perchè diceva che erano tutte stupidaggini e che ero io a non saper affrontare le situazioni, che lui avrebbe fatto sicuramente diversamente...ma non specificava come...Continuavamo a vedere la sua ex e gli altri suoi amici, (pochi) e anche quando eravamo con loro mi metteva a disagio facendo capire loro che mi disprezzava, che ero una persona pesante...forse malata...che ero io ad attaccarmi a lui ma che lui non mi voleva...del resto quando mai ha dimostrato di essere veramente innamorato di me? Forse mai, neanche i primi tempi...Fino ad una vacanza durata 15 giorni dove ho avuto sempre la nausea e forti dolori alle ginocchia perchè davanti agli altri mi mostrava solo indifferenza ma tutto sommato cercava di essere gentile...quasi percortesia...mentre quando eravamo soli la sera mi girava le spalle e si addormentava serenamente..Io che pensavo che volesse fare la pace e che la vacanza potesse essere il momento migliore capivo che fingeva davanti ai suoi amici per non dare a vedere quanto fosse "odioso" in realtà, per non affrontare i problemi, una discussione, ammettere che aveva torto e che non poteva amarmi perchè forse da qualche parte nel suo cuore amava ancora la sua ex..e ricominciavano i dolori di pancia, non riuscivo a dormire, il cuore mi batteva in modo aritmico e non riuscivo a respirare bene, volevo piangere ma non ci riuscivo e anche se piangevo non mi ero veramente sfogata perchè io in realtà avrei voluto urlargli tutto il mio dolore e la mia rabbia ma tanto lui non sarebbe stato in grado di capire, né voleva ascoltarmi... Non capivo che in nessun modo voleva riavvicinarsi a me. Che era stata sempre una farsa la sua con me, che neanche lui ne era consapevole però gli faceva troppo comodo nonessere solo e poter continuare a vedere la sua ex..usarmi per risolvere i suoi problemi, per non affrontare la sua depressione, le sue paure e la sua incapacità di amare e di sentirsi amato veramente, autenticamente. Per non parlare di tante piccole cose che piano piano mi hanno ferita sempre di più come una goccia che scava nella roccia, ad esempio gli sguardi fra loro, la foto in primissimo piano che lui le ha fatto durante la vacanza in un momento in cui erano soli...o perlomeno non c'ero io...quando le ha dato la mano per aiutarla a passare da uno scoglio all'altro un giorno al fiume...un messaggio in cui lei le diceva che le mancavano "i vecchi tempi"?! Dio mio se penso quanto ho sofferto, ancora mi si stringe il cuore...Sono io paranoica? Sono io ad avere dei problemi? E perchè scelgo delle persone che non sanno amare? Perchè sono stata così tanto in questa situazione che mi ha fatto soffrire così? Forse in questo ho sbagliato io per prima, così come a tormentarlo quando capivo che mi stava portando in giro...

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