ancora miti, riti e liturgie di abbordaggio metropolitano

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giovedì 30 dicembre 2010

La sera del dì di festa

Dormiente - Tamara de Lempicka, 1932
Sarà perchè sono stata afflitta cronicamente dalla sindrome del titolo, per cui dopo l'attesa l'evento si rivelava puntualmente una delusione, ma la frenesia di San Silvestro mi è passata da un pezzo. L'ultima, entrata nel mito nell'anedottistica di casa trippi è quella con salto di classe mancato, conclusasi con frammenti di ostriche maciullate scagliati sui capelli e sugli arredi.
Così quest'anno non c'è proposta che tenga: tra mia zia che vorrebbe accomodarmi in un locale costosissimo, mio fratello che vorrebbe trascinarmi in piazza con bottiglia e petardi in mano, il fidanzato che vorrebbe frullarmi in un locale salsero, io scelgo casa, pantofole e silenzio!
Quest'anno infernale vorrei chiuderlo come l'ho iniziato: tra le pareti di casa (anche se l'anno scorso era quella dei miei), con un plaid sui piedi e un collo alto che mi scaldi le corde vocali, con l'eco in sottofondo di Baggio che si trasforma in un sobborgo di Beirut, come sempre. Vorrei andare a letto tranquilla e svegliarmi riposata e sorridente, senza freddo nelle ossa del capodanno in piazza o la sensazione del troppo pieno del post cenone. Senza i lividi nelle gambe e le dita dei piedi maciullate dai soliti cinghiali che corrono dietro alle scalmanate con gli arretrati, perchè escono di casa e vanno a ballare solo alle feste comandate: Hallowen, San Silvestro e festa delle donne!
Vorrei chiudere l'anno vicino ai miei cari, con un ultimo pensiero a quello che non c'è più e augurare a me e a loro che, con tutto quello che ci ha tolto questo duemiladieci, almeno fino al 2030 si debba solo ricevere, per pareggiare i conti.
Visto che a sentire le statistiche è stato un anno duro per una famiglia su 3 faccio lo stesso augurio anche a tutti voi, sia che siate abituali frequentatori di queste pagine, sia che siate finiti qui per caso, in cerca di suggerimenti per l'ultimo dell'anno.
Buon nuovo decennio a tutti

martedì 21 dicembre 2010

"Le donne italiane non sono zitte, sono zittite"

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Vi invito a vedere questo video, in risposta a un articolo di Gabriele Romagnoli su Repubblica di sabato 18 dicembre.
Si parla spesso di blog e blogosfera estera, ma quella italiana troppo spesso fa notizia solo all'estero. Soprattutto se, e quando, è declinata al femminile.



Se vi va di rinforzare la voce della blogosfera nostrana fate come suggerito da Emanuela Chiarini:
"ho preso l'iniziativa di scrivere al quotidiano la mail che si trova di seguito, che rendo pubblica, fruibile e copiabile.

Potete scrivere a questi indirizzi (io ho inviato a tutti e tre):
v.zucconi@gmail.com (direttore)
repubblicawww@repubblica.it (redazione repubblica.it)
larepubblica@repubblica.it (redazione quotidiano)

Oggetto: Una voce dal Movimento.

Gentile Direttore e Redazioni,

sono una cittadina convinta che il Cambiamento si sia reso evidente e indispensabile in questi tempi oscuri.
Credo fermamente che nel nostro Paese il Cambiamento sia una realtà emergente del quale tener conto, soprattutto dagli organi di informazione che si ritengono progressisti.
Leggendo l'articolo di Gabriele Romagnoli pubblicato il 18 dicembre sul vostro quotidiano "IL MANIFESTO DEL PARTITO WEB" e sul quotidiano on line "Hacker di tutto il mondo unitevi.Così la politica 2.0 sfida il potere" noto che le iniziative nate, progredite e diffuse nel web vengono non solo ostinatamente ignorate anche dalla vostra testata, ma addirittura se ne fa un resoconto in negativo: "È la forza della denuncia, legittima e sacrosanta, [...] ma non lascia intravedere costruzioni alternative.".
Ecco, di iniziative ce ne sono state e ce ne sono innumerevoli tutti i giorni con risultati tangibili e documentabili, così come questa lettera che io vi mando. Tutto sta nel saper ascoltare le voci che giungono dalla rete come reali pensieri di un individuo in carne ed ossa e probabilmente molto più diffuse di quanto crediate.
Mi domando allora di quale concetto di progressione intendiate tener conto.
Credo che l'informazione che diffondete con gli articoli pubblicati debba essere preceduta da una migliore informazione su cui basare le vostre notizie.
Credo inoltre che sia giunto il momento di sostenere davvero il progresso, che inevitabilmente si discosta dalla diffamazione, dal negazionismo e dalla superficilità di chi crede di conoscere la realtà solo attraverso uno sguardo presbite che dibatte su questioni lontane e non vede il progresso che invece è vicinissimo e ha voce femminile.
Allego alla presente il video di Lorella Zanardo che oltre ad esporre in maniera molto più esperta, autorevole e chiara un pensiero che condivido completamente e la mia esperienza quotidiana di militanza in rete si è fatta portavoce di un progetto stimatissimo nel resto d'Europa (e mi limito al nostro continente) e completamente ignorato dai media nostrani, tanto per fare un esempio.
Spero vogliate tener conto, almeno questa volta, delle tante voci che per certo so che vi giungono e vi giugeranno, quali rappresentanti di un pensiero individuale e quindi reale, desideroso di un cambiamento e che si muoverà travolgente, indipendentemente dalla vostra capacità di dirigere il vostro sguardo sulla vicina militanza, tanto vicina da potervi perfino rendere partecipi del Cambiamento in corso.
http://www.youtube.com/watch?v=HrBA6LmMT4g&feature=player_embedded#!
Cordialmente,
Emanuela Chiarini."
Se vi va, copiate, incollate e diffondete.
Giusto perchè personalmente ne ho le tasche piene che le donne italiane facciano notizia solo quando sono gradevoli elementi di arredo particolarmente apprezzati dall'universo maschiocentrico e ci vengano propinate solo in questa noiosissima e malmostosissima salsa.

martedì 14 dicembre 2010

Mambo? Poa!

riccio ninjia a Zanzibar

Li chiamano ricci ninjia perchè "sparano" gli aculei al malcapitato che osa importunarli. Io ci sono scivolata sopra mentre trasportavamo a braccia la barchetta oltre la barriera corallina.

"la porta" della barriera corallina a Kizimkazi
Dolore inumano!
Per fortuna è successo subito dopo aver fatto il bagno con i delfini, immediatamente dopo una "pesca miracolosa".

Poco prima di incrociare delle scimmie Colobo per le strade rosse africane.
Quando si è sovrastati dalla meraviglia non è possibile pensare al dolore o al fastidio, tanto più se sei assistita dalle persone del posto che corrono a prendere dell'acqua e una papaya appena colta, un toccasana per i talloni trasformati in puntaspilli.



martedì 30 novembre 2010

Vi lascio per un paio di settimane, in ottima compagnia

di salsa e donne. E che salsa e che donne!! Il non plus ultra della femminilità salsera internazionale sotto la direzione di Andy "lyric" Cruz: Griselle Ponce, Melissa Rosado, Candy Mena, Ana Masacote, Magna Gopal, Kimberly Rivera, Anya Katsevman, Burju Hurturk Perez, Burju Perez, Duplessey-Monic Walker, Shani Talmor, Teresa Garcia



venerdì 26 novembre 2010

Sono sempre stata Chiara

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guardate questo corto e fatemi sapere cosa ne pensate.
E' stato presentato durante il IV seminario TrAnima e Corpo.
Amo i cortometraggi in genere per la capacità di trasmettere sensazioni e botte allo stomaco in pochi minuti, questo, in particolare è un piccolo gioiello comunicativo.
E' un invito alla riflessione per chi spesso non si pone il problema, per chi si gira dall'altra parte perchè preda di preconcetti o perchè pensa che non lo riguardi.
Chiudo con un collegamento all'elogio della complessità fatta tempo fa dalla mia amica e socia di blog Chica Mala sul vecchio Molto Rumore Per Nulla:
Ah gli uomini
"Come sono ingenui
ed innocenti
e cristallini nel pensiero.
Sono lineari nei loro ragionamenti, troppe volte risoluti e testardi all’inverosimile, soprattutto quando si tratta di difendere le loro posizioni.
Per gran parte di loro o sei santa o sei puttana ma mai una creatura con contorni sfumati.
Solo spigoli, solo figure geometriche per le quali il calcolo della superficie è di facile determinazione, parallelogrammi o al massimo parallelepipedi con le tette.
Non è cosi! Le donne sono cerchi, ellissi, sfere.
Siamo bolle di sapone! Il calcolo è ben complesso, in alcuni casi impossibile, perché i contorni sono mobili, si stringono e si allargano:
espansione e contrazione, espansione e contrazione, senza soluzione di continuità.
La donna è luna - falce di luna, primo quarto, mezza luna, ultimo quarto, luna piena, luna nera – sii astronomo, uomo;
La donna è marea - bassa marea / alta marea, secche / piene, bonaccia / mareggiata – sii navigatore esperto, uomo;
La donna è evento atmosferico - caldo torrido / freddo glaciale, siccità / tempesta tropicale, bassa pressione / alta pressione – sii metereologo, uomo." (Chica Mala)

Sono sempre stata Chiara. [sub-ENG] from 05 Film on Vimeo.

giovedì 25 novembre 2010

Il giorno delle Farfalle

25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne
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L’Onu, con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre del 1999, dichiara il 25 novembre giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Il 25 novembre, non è una scelta casuale per rappresentare un aiuto simbolico alle donne, le bambine, un incoraggiamento a denunciare i soprusi e le violenze sul genere femminile a ogni latitudine. La data, come spesso accade, commemora un evento tragico, eletto a simbolo della lotta alla violenza:
l'uccisione delle sorelle Mirabal, avvenuta nel 1960. Le tre donne, nate e vissute nella Repubblica Dominicana, si opposero alla dittatura di Rafael Leonidas Trujillo. Il 25 novembre del 1960, Patria, Minerva e Antonia Maria Teresa, andarono a visitare i mariti in prigione, ma vennero bloccate, portate in un canneto e torturate. Dopo essere state assassinate brutalmente vennero rimesse sulla loro auto e gettate in un burrone per lasciar ipotizzare un incidente stradale.
La storia è stata raccontata dalla scrittrice dominicana Jiulia Alvarez ne “Il tempo delle farfalle” da cui, poi, nel 2001 è stato tratto un film “In the Time of the Butterflies” con Salma Hayek.
La morte delle sorelle ebbe un forte impatto nell'opinione pubblica dominicana che, nonostante la censura, si riscosse fino all'assassinio di Trujillo l'anno successivo.A distanza di 40 anni niente è cambiato. La speranza è che il sacrificio di alcune serva da monito ad altre e dia loro la forza per dire basta. Siano esse vittime di una violenza fisica, psicologica, politica, sociale.

martedì 23 novembre 2010

Preciuos: storie preziose di donne speciali

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mi viene da dire finalmente, non solo per il ritardo con cui esce nelle sale italiane, ma perchè da un pò di settimane avevo proprio voglia di andare al cinema senza riuscire a trovare un film che valesse la pena vedere.
Poco interessata a effetti speciali mozzafiato e 3d desideravo solo chiudermi in una sala e assistere a una Storia, un Racconto.
E questi requisiti sembra possederli tutti Precious, il film su Claireece Precious Jones tratto dal romanzo di Sapphire (ottima garanzia le 6 nomination agli Oscar e i premi al Sundance film festival, che è tutto fuorchè una rassegna commerciale).
Push (questo il titolo originale) è la vita difficile di una donna semplice e insieme dannatamente speciale proprio per la sua situazione impossibile: in seguito alle violenze del padre diventa madre giovanissima di un bambino down, subisce sopprusi e angherie da famiglia, scuola e ambiente sociale.


Ambientato nel bronx anni 80 è  racconta la formazione di una donna che dalla vita ha preso solo pugni in faccia, il tentativo di dare alla propria vita una sterzata prima che sia troppo tardi.
Vorrei proprio andare a vederlo, ma come sempre quando i film sono tratti da libri tendo prima a leggere e poi guardare. Salvo farmi passare la voglia di vedere la storia da un punto di vista diverso dal mio, che finisce sempre col deludermi. Farò un salto in libreria, e se non riesco a trovare il libro, per una volta mi darò prima alla visione e poi alla lettura. Probabilmente proprio questo fine settimana.



lunedì 22 novembre 2010

Consigli sani per gente...

dal manualetto Viaggiare Sicuri della Asl
Mentre guardo il sito della ASL per un consulto sulle vaccinazioni e la profilassi antimalarica per il mio prossimo viaggio (prossimo nel senso che parto tra una settimana) incappo in questo manualetto e mi chiedo: Chi ha scritto l'ultimo punto?

giovedì 18 novembre 2010

Over reaction, la violenza domestica/sulla domestica, in soldoni


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Perchè la violenza domestica sulle donne, in alcuni paesi, non riguarda solo le mogli/compagne/figlie, ma anche le dipendenti. Per fortuna persino nelle società più chiuse e maschiocentriche, dove finora questi crimini sono rimasti impuniti, qualcosa comincia a muoversi.
Forse in Arabia Saudita doveva finire in ospedale una lavoratrice indonesiana, un'immigrata, come diremmo qui, per scoperchiare il vaso di Pandora in un paese in cui la discriminazione delle donne e la violenza su di esse è una questione privata. Non c'è neanche da fingere di essere sopresi che alla pretesa di chiarezza da parte del governo indonesiano la risposta dell'ambasciatore Saudita sia stata un invito a "not to over react".
Insomma visto che ci sarebbero oltre "un milione di lavoratori  indonesiani in Arabia Saudita"i quali sarebbero "in gran parte soddisfatti" del loro impiego, sarebbe meglio non montare su un caso. L'ambasciatore è un uomo pratico! E infatti spiega per quale motivo sarebbe meglio calare il tono delle polemiche in soldoni: anzi gli immigrati indonesiani dovrebbero essere grati perchè i loro datori di lavoro sauditi se li portano pure "in vacanza in Europa", quelli che restano nella madrepatria poi non dovrebbero piantare grane e ringraziare per i "100 milioni di dollari" che mensilmente vengono dirottati loro dagli stipendi lavorati dai connazionali in Arabia Saudita (cifra ottenuta calcolando che mediamente ognuno degli immigrati mandi a casa 100 dollari al mese).

mercoledì 17 novembre 2010

Al caldo d'inverno, Zanzibar o Kenya?



 Ieri mattina mi sono sentita male in metropolitana. Sono crollata sugli altri passeggeri mentre cercavo di raggiungere un posto che si era appena liberato. Se avevo bisogno di conferme per decidere di partire, beh, penso che questo episodio me le abbia fornite tutte. Con il mio compagno avevamo già chiesto le ferie dal 1 al 12 dicembre, proprio in previsione di un viaggetto. Negli ultimi tempi, per vari motivi con cui non sto qui ad ammorbarvi, abbiamo cambiato idea un migliaio di volte. Ma per quanto mi riguarda il dado è tratto, io e il Signore delle tempeste spenderemo la 13esima al caldo prima ancora di riceverla.  Datemi pure della turista, anzichè della viaggiatrice, ma non ho ne il tempo ne la forza di sottopormi a vaccini e profilassi, dunque sono irremovibile sul villaggio organizzato sulla spiaggia con trattamento all inclusive.
Si accettano suggerimenti sulla destinazione.
Per il momento sono indecisa tra due:
A) Watamu, in Kenya;
B) Kiwenga nell'isola di Zanzibar, Tanzania.
Che ne dite?

venerdì 12 novembre 2010

Smetti o muori

dal sito Ansa vedere altre foto
Il terrorismo psicologico fatto con immagini minatorie sui pacchetti di sigarette può bastare a convincere un fumatore a smettere?
Non so nemmeno se possa servire a non fare accendere quelle prime sigarette che poi ti porteranno ad acquistare il primo pacchetto.
Da fumatrice che non accende una sigaretta da oltre 5 anni so che non sarebbe bastata un'immagine, per quanto forte, a farmi smettere. Non che le mie motivazioni fossero profonde, fondamentalmente volontà e orgoglio, ma se queste non si fossere presentate contemporaneamente in quel particolare momento della mia vita avrei ancora le dita gialle di nicotina e non sarei stata in grado di scrivere queste righe senza la compagnia di quell'amica maledetta. Mi chiedo se questa campagna choc possa avere qualche efficacia e su chi proprio perchè so quanto è infida quella compagna, come riesce a farci essere fedeli innamorati, a farci tornare da lei o a farsi desiderare anche dopo anni di lontananza .


mercoledì 10 novembre 2010

Comincio presto, finisco presto e di solito faccio da sola

la signora Luisa che di solito non pulisce il
Ed ecco che oggi un pò su tutte le testate online trovo il riferimento al carico di lavoro che graverebbe sulla donna. Così dopo averci indorato la pillola con il contentino che in realtà amministriamo noi il budget familiare (ma va?!), ora salterebbe fuori che gli uomini aiuterebbero un pò di più le proprie donne lavoratrici, ma poi a guardare le percentuali (per me ottimistiche) c'è da sganasciarsi dalle risate. Mentre leggo i mestieri che i signorini farebbero o meno tra le pareti domestiche mi sembra di sentire l'eco dello spot pubblicitario dei tempi in cui le colf si chiamavano "donne delle pulizie" ed erano italiane:
"Sono Luisa comincio presto, finisco presto e di solito non pulisco il water".
Sarà perchè anche loro piuttosto che mettere le mani, ma anche i guanti, e pulire i sanitari si farebbero crocefiggere?
Anche se tra me, donna lavoratrice, e mia madre, lavoratrice, madre di 4 figli e pignola come adesso vedo solo certi uomini, c'è un abisso nella gestione delle fatiche quotidiane.
I ricordi di mio padre con una ramazza in mano o una spugnetta per lavare i piatti si contano e infatti sono giustamente entrati nel mito. Non posso dire lo stesso del mio ex, che era capace di rivoltare come un calzino il monoloculo in cui convivevamo per ripulire gli interni degli armadi con una cura e una tenacia che a me provocava spasmi di insofferenza al solo pensiero. Gliene devo dare atto e merito, era capace di darsi alle pulizie di fino, quelle che si affrontavano quelle 3/4 volte l'anno (dopo averle rimandate fino all'irrimandabile), con lo stesso spirito con cui certi generali vanno alla guerra. Sul quotidiano però, apriti cielo, o meglio, ogni tanto speravo si aprisse uno squarcio sul pavimento e lo ingoiasse. Oltre lo stiro dei propri panni e la cucina non andava. Nelle prime fasi della convivenza avevamo posto la regola "chi cucina non lava i piatti". Ma si sa queste norme finiscono con l'evaporare non appena sentono il terreno ben solido sotto i piedi, tra un suo esame universitario (che naturalmente studiavamo in due) e un turno proibitivo al lavoro la regoletta aveva finito con il valere solo quando era lui a cucinare (in tal caso i piatti me li smalloppavo io) mentre se ai fornelli ci stava la sottoscritta finiva con il sciropparsi anche i piatti e le padelle.
Penso sia per questo che dopo la rottura ho dimenticato persino come si cucinava un piatto di pasta. I fornelli poi, sono diventati la mia nemesi per un anno e mezzo buono.
Con il Signore delle tempeste, il fidanzato nonchè convivente attuale nessun problema per le mansini quotidiane, in genere non devo invogliarlo a sparecchiare, ma bloccarlo perchè mi fa sparire tutto di torno mentre sto ancora mangiando. Non ho ancora capito se sia il suo modo per tenermi in forma o una qualche mania compulsiva, temo la seconda. Ogni tanto, poi, mi fa pensare che voglia conseguire una laurea in ingegneria applicata per come affronta il carico della lavastoviglie o le pieghe di una camicia. Naturalmente lui è convinto di essere più bravo di me in queste mansioni, mi piace confermargli questa sua convinzione piazzando di traverso qualche coltello o qualche mestolo quando sono io a creare archittetture postmoderene tra i cestelli della lavapiatti. Mi piacerebbe creargli altrettante sicurezze anche in settori che lui esita ancora ad affrontare con la giusta competizione, come la teoria e tecnica del passaggio dell'aspirapolvere. Ma anche propinargli l'inceratura del pavimento con spazzolone e straccio come una sfida a curling non sarebbe male. Sullo smontaggio e rimontaggio di tende e relativi bastoni al momento è imbattibile, così come nel passare i vetri di specchi e finestre. Ma qui siamo nell'ambito dello straordinario, attività che non si fanno certo tutti i giorni e qui, la vera impresa è non tanto, o non solo convincerlo a farlo o a darmi una mano, ma sperare che vada a farsi un giro e mi lasci lavorare in pace senza lamentarsi per il rumore!


Post a blog unificati

Auguri Chica
Buongiorno frugolino! Benvenuto

martedì 9 novembre 2010

La rivoluzione sociale delle donne e dei paria, in India, passa per il cellulare.

Date un conto corrente a tutti e rivoluzioneremo il mondo

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Vi ricordate i vecchi spot della Telecom, quelli con la "figlia" di Ornella Muti al telefono per ore, a chiedere "mi ami, ma quanto mi ami" e quello che "allungava la vita"?
E se grazie al telefonino nelle zone del mondo in cui le divisioni sociali e di genere hanno sempre impedito a donne disagiate, a classi sociali paria, intoccabili, di avere accesso al credito, e dunque all'attività imprenditoriale, le disparità venissero spazzate via  da un cellulare? Se grazie alla telefonia mobile le persone imparassero ad amarsi di più, si offrissero l'occasione per cambiare la qualità della propria vita e magari, perchè no, viverla meglio?
Si sa troppo spesso la felicità passa dai soldi, o perlomeno dalla possibilità di poterli gestire al meglio. Ma se si vive in una zona del mondo in cui non si ha accesso al credito o le banche sono una tale rarità che per poter raggiungere quella più vicina si butta via una giornata intera di lavoro?
La soluzione è rendere il proprio telefono cellulare una carta bancomat, una sorta di carta di credito prepagata, che si possa ricaricare in posti comodi e facili da raggiungere. Ed ecco che quelli che finora erano "invisibili", gli analfabeti che non avevano accesso allo sportello grazie alla telefonia mobile possono scavalcare quei muri finora invalicabili. Certo esistevano già dei servizi bancari via sms, ma la differenza, in questo caso, è che il telefono non è più un canale per accedere al conto, ma "è il conto". I versamenti e i prelievi possono essere fatti componendo  un numero, così semplice che non  è nemmeno necessario sapere usare gli SMS per usare il servizio.
L'apertura del conto avviene grazie a una catena di 900 negozi che hanno già aderito al servizio e si appoggiano alla State Bank Of India, la più grossa banca del paese.
E' l'intuizione geniale di Abhishek Sinha il fondatore di Eko, una "banca mobile" che bypassando il filtro delle guardie all'ingresso consente, ad un potenziale 25% di popolazione indiana senza conto corrente di effettuare prelievi e versamenti dei propri soldi. 

 
Esportarla nel resto dei paesi in via di sviluppo?

lunedì 8 novembre 2010

Histeria: nascita e storia del vibratore come panacea per donne isteriche!

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Lo sapevate?
"I medici dell'età vittoriana erano soliti prescrivere l'uso del vibratore a donne con problemi di ansietà, insonnia, irritabilità o nervosismo."
Ed ecco che ad Hollywood ci fanno un film, o meglio un thriller, sulla storia d'ammore tra una giovane donna del XIX secolo e l'inventore del portentoso giocattolo per signore.
La protagonista femminile sarà Maggie Gyllenhaal, l'indimenticabile e indimenticata protagonista del film Secretary, ex testimonial della Agent Provocateur.
Aspettiamo con vibrante curiosità la realizzazione e l'uscita del film.

Bigotto a comando

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Oggi si è aperto a Milano il simposio sulla famiglia voluto dal Governo.

Nello stesso aticolo letto su La Stampa.it trovo due affermazioni del sottosegretario alla famiglia Giovanardi:

Numero 1.«Scienza e biotecnologie possono togliere ai figli il diritto di nascere all’interno di una comunità d’amore con una identità certa paterna e materna» (...)
Giovanardi ha poi ricordato che un referendum ha confermato la legge che «consente di ricorrere alle cosiddette tecniche procreative omologhe e non a quelle eterologhe». «Questa scelta però viene contestata da chi in nome del desiderio di genitorialità ritiene lecito e possibile ricorrere all’acquisto dei fattori della riproduzione procurandosi sul mercato materiale genetico in vendita e trovando -ha concluso Giovanardi- terze persone che si prestano o a dare l’utero in affitto o donatori che possano dar vita all’embrione».

Numero 2. (in merito alle contestazioni sulla partecipazione al convegno dell'On, Pres. Cav. Silvio Berlusconi) «davanti a certi moralismi mi scappa da ridere». «Se dovessi pensare ai leader della politica italiana che siano nell’ortodossia familiare mi vengono in mente pochi nomi che potrebbero aprire questa conferenza».

Quindi il succo è che per quanto riguarda la fecondazione in vitro e come dice lui il mercimonio di embrioni in nome del desiderio di genitorialita', nonchè il dramma che vive una coppia condannata a non poter procreare grazie a una legge ingiusta aggiungo io, va bene essere bigottoni e moralisti; invece se i più, magari cattolici osservanti non credono sia il caso che un divorziato e ora separato, che ha avuto figli in primo e secondo letto, ormai noto zozzone e ormai comprovato vecchiobavosomignottaro animi un dibattito con un argomento decisamente a lui estraneo tutte le remore chiesastre si vanno a far benedire?

Ma quand'è che questo babbione, insieme a tutte le vecchie cariatidi della nostra politica, lecchine e false come la tinta della Chiabotto (battuta rubata all'Andre) si ritireranno dalle scene?

Io sono decisamente stufa di gente come Giovanardi.





venerdì 5 novembre 2010

Il Babbo Natale tecnologico del PD

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O Gesu' Bambino, o Santa Claus o magari Spongebob, chi lo sa. Sta di fatto che i Senatori del PD quest'anno riceveranno una strenna molto speciale e costosa: un bell'IPAD 64 Gb.

A noi ci informa l'inserto del Venerdì di Repubblica, ai diretti interessati invece ci pensa la capogruppo Anna Finocchiaro e lo fa per iscritto. I 112 interessati hanno ricevuto la lieta novella "in considerazione dell'approssimarsi delle feste natalizie", come dire - se pensavate di comprarvi l'aggeggio e di spendere più o meno 850 Euro, non fatelo non buttate via i vostri soldini, cari colleghi.

Mica sto rosicando perchè a me non me lo regala nessuno, mi incazzo perchè i 112 IPAD verranno pagati con i contributi che ciascun gruppo parlamentare riceve dallo Stato per il supporto delle attività e dei compiti svolti dai senatori (cioè da me che sono una lavoratrice precaria perdipiù incinta); considerando inoltre che ogni parlamentare ha un budget per l'acquisto di apparecchiature elettroniche di 4000 Euro che rimane quindi intonso, il regalo è doppio.

Non penso sia un regalo di Natale, come ho scritto, ci ho giocato un pò, però l'approssimarsi delle feste trovo che capiti proprio a fagiuolo con la trattativa che il PD sta facendo con la APPLE in merito all'acquisto.

Sono "piccolezze", è vero ma per una volta, facciamo una "piccolezza" di sinistra CRIBBIO! C'è la crisi solo quando fa comodo?


Prostituzione e buoi dei paesi tuoi?

Chi può prendere sul serio una norma anti-prostituzione in questo clima di lassismo che ormai la fa da padrone.



Mmm, quindi, come la dobbiamo interpretare? Solo prostitute italiane sulle strade o al limite straniere ma con permesso di soggiorno? O male che vada minorenni date in affido a qualche igienista dentale di specchiata moralità?

Ahi ahi ahi

mmmm, buona questa "schiscetta"

Per chi non è milanese o non abita e lavora a Milano, la schiscetta è un contenitore termico dove mettere il pranzo, puo avere vari scomparti, per il primo, il secondo e magari anche il dolce. Ormai credo sia in disuso ma si può tranquillamente utilizzare il termine per definire semplicemente il pasto portato da casa.

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Qualche settimana fa si parlava dei buoni pasto e del fatto che la grande distribuzione e i circuiti di ristorazione in genere avessero intenzione di boicottarli, in un certo qual modo.





Adesso però parliamo del fatto che, secondo federconsumatori (ma anche secondo me), dal 2001 ad oggi consumare un pasto al bar o al self service/mensa costa il 100% in più.





Allora meglio portarsi il contenitore con gli avanzi della sera prima da casa, armarsi di un libro e andare a fare un giro al parco. Certo, d'inverno a Milano forse è un pò proibitivo ma vuoi mettere il risparmio?




giovedì 4 novembre 2010

A Natale è tutto più buono

Anche quest'anno ho precettato la signora della gastronomia per farmi mettere da parte per tempo leccornie da mettere nei cesti natalizi. Non potrò fare il soliti cestoni gastronomici ai miei familiari più stretti, che arriveranno a Milano dalla Sardegna con un volo al risparmio della Easy Jet e ovvi limiti al bagaglio. Per rimanere a tema però ho già trovato la scappatoia, anzichè cibo regalerò idee per cucinarlo: un acquisto in blocco di Ricette 2.0, così risparmio anche sul prezzo di copertina e le spese di spedizione, e faccio anche del bene, infatti parte dell'incasso andrà alla Onlus del Fondo alimentare.

Basta poco che ce vo?

"Cosa fai nella vita?" "Silvio, le marchette"

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Veri o meno che siano, viste le "gole profonde" da cui uscirebbero le informazioni, i risvolti su questi giri di Escort sono sempre più esilaranti. Non so cosa sia più comico: la statua con il corpo di Superman e la faccia del Presidente dei miei connazionali che impressiona la giovane Ruby o la reazione scandalizzata del Premier alla risposta che leggete nel titolo, datale da un'alticcia Nadia Macrì, con la quale avrebbe sollazzato il presidenziale augello in almeno un paio di occasioni, una delle quali "collettiva".
Con il mio collega stamattina abbiamo commentato la statua ricordando ben altri oggetti che indicano una tanticchia di megalomania, abbiamo stranamente dimenticato il lettone di Putin, ma ci siamo scompisciati con il vulcano di villa Certosa e l'ulivo secolare piazzato su una collinetta fatta costruire appositamente, il monte del pensiero o qualcosa del genere.
Si perchè nell'agiografia del Cavaliere tutto tende a confondersi e dai resoconti degli innumerevoli partecipanti alle sue feste non si sa mai come dividere il grano dal loglio! Fattostà che con il collega ci siamo guardati "Chissà da dove avrà fatto sradicare l'ulivo secolare?!!"  complici, un sorrisetto a mezzabocca e gli occhi brillanti di ilarità "direttamente da Israele?" e l'altro di rimando "Si. Direttamente dal giardino degli ulivi!".
Sembra di leggere la sceneggiatura per un prevedibilissimo cinepanettone con i ricchi che scialacquano in un armamentario di oggettistica kitch e retroscena patetici per chi pensa di fregare e arricchirsi e ne esce gabbato. Così ci chiediamo se apparterrà davvero alla seconda categoria questa nuova escort appena uscita dal cilindro delle occasioni mancate al Grande Fratello? Quale contrappasso peggiore potete immaginare per una che cerca la scorciatoia nei tribunali o nei tribune tv dell'andare a letto con Brunetta per 300€?  Il mio collega fa "ma si, che pungiglione vuoi che abbia?" e io, con in mente la canzone di De Andrè "Vai a sapere..  Se poi è vero quel che si dice dei nani?".

Un giudice
Cosa vuol dire avere
un metro e mezzo di statura,
ve lo rivelan gli occhi
e le battute della gente,
o la curiosità
di una ragazza irriverente
che si avvicina solo
per un suo dubbio impertinente:
vuole scoprir se è vero
quanto si dice intorno ai nani,
che siano i più forniti
della virtù meno apparente,
fra tutte le virtù
la più indecente.

Passano gli anni, i mesi,
e se li conti anche i minuti,
è triste trovarsi adulti
senza essere cresciuti;
la maldicenza insiste,
batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano
è una carogna di sicuro
perché ha il cuore toppo,
troppo vicino al buco del culo.

Fu nelle notti insonni
vegliate al lume del rancore
che preparai gli esami.
diventai procuratore
per imboccar la strada
che dalle panche d’una cattedrale
porta alla sacrestia
quindi alla cattedra d’un tribunale,
giudice finalmente,
arbitro in terra del bene e del male.

E allora la mia statura
non dispensò più buonumore
a chi alla sbarra in piedi
mi diceva Vostro Onore,
e di affidarli al boia
fu un piacere del tutto mio,
prima di genuflettermi
nell’ora dell’addio
non conoscendo affatto
la statura di Dio.

mercoledì 3 novembre 2010

L'Eco della tolleranza



Come non dare "eco" alla domanda di Aldo Grasso su quelle non poste da Fabio Fazio e Gad Lerner durante le ospitate di Umberto Eco per la promozione del suo Cimitero di Praga?

"La storia è piena di falsi, ma il tragico è che alcuni di questi falsi non producono solo letteratura alla Dan Brown; producono attentati, stragi, guerre ideologiche. Proprio per questo, sia da Fazio che da Lerner mi sarei aspettato questa domanda: Eco è il più importante e stimato autore della Bompiani, com’è possibile che questa casa editrice pubblichi i diari di Mussolini ritrovati da Marcello Dell’Utri ma ritenuti falsi da molti storici?" (fonte)

Segnalo ai lettori che hanno voglia di scorrere quella puntata dell'Infedele, l'intervento di Lorella Zanardo e di Sara Giudice (militante PDL Milano, portavoce di una protesta pubblica contro la candidature di soubrette nel partito) in seguito alla ripropozione della presentazione di Nicole Minetti fatta da Podestà ai tempi della sua candidature e sulla questione culturale e morale che sta dietro la tolleranza dei comportamenti del premier.




sabato 30 ottobre 2010

Schifato tu?


Fonte foto

Le ultime agenzie ci fanno sapere che Mister B. "è schifato", probabilmente a fronte delle indiscrezioni sul caso Ruby.

E noi poveri italiani come ci dovremmo sentire?



She would never say where she came from
Yesterday don't matter if it's gone
While the sun is bright
Or in the darkest night
No one knows, she comes and goes (...)

Lei non dice mai da dove viene
ieri non importa se é passato
mentre il sole splende
o nella notte scura, nessuno lo sa
lei viene e va (...)




venerdì 29 ottobre 2010

Non sono bacchettona



Sbirciavo su libero.it e trovo qualcosa che mi vede del tutto concorde.
In effetti ci pensavo negli scorsi giorni, a tavola, guardando il programma di Carlo Conti all'ora di cena, passavano i trailer di "Terra Ribelle", la nuova fiction della RAI: "non staranno esagerando con le scene di sesso a quest'ora?".

Mentre milioni di famiglie si riuniscono passano immagini come questa:


Non so nemmeno di cosa parli questa fiction e francamente non me ne importa un fico secco, non sono insensibile al bello e alle immagini sensuali, specialmente se i protagonisti sono belli e giovani, la nudita e le scene di sesso esplicito non mi provocano alcun disagio; per farla breve non sono una bacchettona ma tutto questo, in fascia protetta mi sembra un po troppo forte, i bambini sono curiosi e fanno domande alle quali, quando hanno una certa età è difficile rispondere in modo corretto.



Naso da tartufi


fonte foto
In pausa pranzo, ho ritirato dei formaggi e dell'affettato che mi ero fatta preparare dalla titolare della gastronomia in cui mi servo di solito.
Mentre pago mi arriva, forte, stordente e tremendamente invitante l'effluvio. E' quello dei tartufi. Così chiedo alla signora se sto annusando bene. Lei mi guarda, sorride, allunga la mano nella vetrina davanti a lei e mi avvicina un involto: aspiro e mi scappa detto "mamma che voglia, sarà dagli anni di San Miniato che non ne vedo uno così grande e profumato". "Se vuole glieli posso portare, questo è per un'altra persona, ma questa è una buona annata, se ne trovano parecchi e i prezzi sono buoni!", mi tenta con il tartufo ancora li, olezzante.
Gli anni di San Miniato sono quelli con il mio ex, quando i fine settimana erano all'insegna delle vie del Chianti, della maremma toscana, di borghi antichi e crostoni, di cappelle di funghi porcini e schiacciatine della consuma, consumate tra Popi e i passi di montagna (in viaggio tra cultura e bellezza), di merende a base di fiorentina a San Casciano in Val di Pesa, di ponti di corda sospesi in mezzo al nulla, di bagni termali alle cascatelle di Saturnia.
Erano fine settimana economici, oltre che econogastronomici. Il mio ex a Milano era capace di perdersi a due isolati da casa, ma in Toscana era più preciso di un navigatore satellitare. Potevi essere nel bel mezzo del niente, tra casa di Dio e vattellapesca, ma potevi stare tranquilla che per l'ora di pranzo o di cena saresti stata a tavola. Lui i posti sembrava trovarli così, a naso! E non sbagliava un colpo.
Tutto questo non per dire che mi manchi il mio ex, ma quelle gite con il tasso alcolico un pò elevato, i profumi e la natura si. E chissà che quest'anno non mi faccia prendere per il naso e faccia una scappata alla mostra del tartufo bianco.

giovedì 28 ottobre 2010

"E chi è Mubarak?"

fonte foto
Scusate ma tra bunga bunga e foto in bagno, escort minorenni e parlamentari maggiorate, papponi più o meno noti, ormai non mi scandalizzo più di niente. Però la domanda del titolo, che sarebbe stata pronunciata da un agente durante il fermo della signorina Ruby in risposta a una funzionaria che ne decantava il pedigree (comunicato niente di meno che da Palazzo Chigi) è esilarante.
da "il principe cerca moglie"
Sarà per il bunga bunga e per l'albero genealogico fasullo, oltre che per la singletudine del premier dei miei connazionali, ma il mio cervello parte per strane assonanze e subito mi si materializza nella testolina il "casting" delle vergini da parte del Re dello Swaziland e il Principe cerca moglie con Eddie Murphy, con Emilio Fede nella parte di fido cerimoniere.





Per la cronaca, ecco chi è Mubarak (fonte Wikipedia)

Muḥammad Ḥosnī Sayyid Ibrāhīm Mubārak, comunemente conosciuto come Hosni Mubarak (arabo: محمد حسنى سيد إبراهيم مبارك, Muḥammad Ḥusni Sayyid Ibrāhīm Mubārak; Kafr el-Musilha, 4 maggio 1928), è un politico egiziano, e il quarto Presidente dell'Egitto da quasi trent'anni, cioè fin dal 14 ottobre 1981.
Mubārak è stato nominato Vice-Presidente della Repubblica d'Egitto dopo una brillante carriera militare svolta nei ranghi dell'arma aeronautica egiziana. Assunse la Presidenza, succedendo al Presidente Anwar al-Sādāt, a seguito dell'assassinio di questi il 6 ottobre 1981.
In quanto Presidente dell'Egitto è considerato uno dei più potenti leader della regione vicino-orientale. Grazie alla Costituzione del 1971, il Presidente Mubārak ha esercitato un forte controllo del Paese
Il Presidente Mubārak è stato ri-eletto a grande maggioranza dei voti nei referendum elettorali per quattro volte: nel 1987, 1993, 1999 e 2005. I risultati di queste elezioni sono stati criticati dagli osservatori occidentali per le modalità in cui esse si sono svolte. Nessuno infatti ha partecipato in concorrenza col Presidente a causa delle restrizioni costituzionali adottate in un Paese in cui l'Assemblea del Popolo ( Majlis al-Shaʿb ), ossia il Parlamento monocamerale egiziano, gioca un ruolo assolutamente determinante nell'eleggere il Presidente della Repubblica. Tuttavia, nel febbraio 2005, Mubārak promulgò un emendamento costituzionale che permetteva ad altri partiti politici di concorrere alle elezioni contro il Presidente uscente. Come però era chiaro a tutti gli osservatori neutrali, Mubārak fu rieletto per la quarta volta.
A seguito delle crescenti pressioni interne e internazionali, per l'avvio di riforme democratiche in Egitto, il 26 febbraio 2005 Mubārak chiese alla stampa e al Parlamento, politicamente a lui vicino, che si emendasse la Costituzione per permettere un'elezione multi-partitica per il settembre successivo. Prima, però, Mubārak si garantì la propria posizione con la nomina ottenuta dal Parlamento, poi sanzionata, senza una reale opposizione, in un referendum.
Il ballottaggio del settembre 2005 fu peraltro un'elezione con vari candidati più che un referendum vero e proprio, ma le istituzioni elettorali e l'apparato di controllo rimase sotto la tutela presidenziale. Gli strumenti di comunicazione di massa ufficiali, inclusi i tre quotidiani governativi e la televisione di Stato, si espressero a favore della linea politica seguita da Mubārak. Proprio a conferma di questi rapporti, un sondaggio organizzato dal Pew Research Center ha indicato che una stragrande maggioranza di Egiziani esprime in effetti fiducia nella leadership di Mubārak, circa l'86% degli intervistati hanno indicato di avere "molta fiducia" o "abbastanza fiducia" nella leadership di Mubārak.
In anni recenti tuttavia si è verificato un lento ma progressivo rafforzamento degli organi di comunicazione "liberi" ed è accaduto che giornali indipendenti abbiano criticato talora il Presidente e la sua famiglia, essendo ben nota la propensione di Mubārak a che suo figlio Jamāl possa a suo tempo succedergli.
Il 28 luglio, Mubārak annunciò la sua candidatura, come ampiamente atteso da tutti. Per l'elezione prevista per il 7 settembre ci fu un forte dispiegamento di mezzi statali per appoggiare la candidatura presidenziale. Osservatori neutrali hanno sottolineato inoltre come fossero migliaia i voti falsificati a favore di Mubārak, espressi da elettori che non si erano precedentemente registrati e che non avrebbero quindi potuto recarsi ai seggi. L'8 settembre, il dott. Ayman Nūr, il candidato del partito al-Ghad (Domani), contestò i risultati elettorali e chiese la ripetizione delle elezioni. Il 9 settembre il Comitato Elettorale Egiziano, formato da numerosi giudici indipendenti rigettò la domanda di Ayman Nūr, che fu poco dopo pretestuosamente arrestato. (... continua a leggere)

mercoledì 27 ottobre 2010

Delle scorie e dei rifiuti

fonte vignetta

Non è perchè la Murgia è sarda, non è perchè è ovvio che quello che sta accadendo a Terzigno toccherà prima o poi altri siti destinati a fare da discarica o ad ospitare altrettanto sgradite centrali nucleari e/o scorie, ma è perchè dice meglio di me le cose che penso. Accattatevilla, lei e il suo pezzo sulle prove tecniche di repressione.
C'è bisogno di aggiungere altro?
Si, certo. In risposta a chi dice che siamo noi italiani a non volere scorie o rifiuti in casa nostra, mentre in altri paesi i sindaci competono a suon di carte bollate per accapparrarseli. Anche in questo caso la parola a un documentario sulle Scorie Radioattive andato in onda sulla RSI2 il 4 ottobre scorso (questa è la prima di 7 parti in cui è stato diviso e pubblicato su youtube):



Buona lettura e buona visione

martedì 26 ottobre 2010

Alla maratona di New York con tempo da Lupi


Non so se farmi scappare un sorriso o sbellicarmi dalle risate, mentre leggo la notizia sui partecipanti italiani alla prossima maratona di New York. Esilarante la rivelazione di un Lapo Elkann podista, dalle strisce di coca a quelle pedonali, un bel miglioramento non c'è che dire!
Che il mio vicino di casa l'on. Lupi fosse un appassionato di corsa lo sapevo già dalle sue numerose dichiarazioni in merito e dal fatto mi è capitato di incrociarlo, la domenica mattina, mentre io vado in palestra in auto, lui zampetta spompato per il marciapiede, direzione Parco delle Cave, con la stessa espressione stanca di molti maratoneti, alla fine del percorso. Capisco che per lui e i suoi amici politici ogni occasione è buona per farsi una corsetta, visto che in parlamento non hanno una strabeata da fare, in attesa che si decida se il Lodo Alfano s'ha da fare o no. Mi chiedo, però, quanti pagheranno la gita di tasca propria e quanti accolleranno il  viaggio all'estero alle spalle dei contribuenti.

Sarà ma io Lapo e Lupi me li vedo un pò così:



martedì 19 ottobre 2010

Stigmate

Emil Schildt fonte foto
Lo scorso luglio durante una visita specialistica, una dottoressa che non mi aveva mai vista prima mi ha fatto una serie di domande sulla salute dei miei genitori e su eventuali malattie familiari.
Mi lanciai li per li con la solita tiritera sulla longevità del ramo paterno, con l'esempio delle prozie vissute a lungo, sane e lucide, mentre dalla parte di mia madre la storia di famiglia era costellata di morti precoci e di tumori.
La dottoressa, mi augurò di aver preso da mio padre. Nessuna delle due immaginava che gli restassero meno di due mesi di vita.
Eppure nonostante la sensatezza dell'augurio del medico tra me e me speravo di aver preso dal ramo materno. Un ramo costellato di fiori all'apparenza fragili, ma resistenti alle intemperie della vita. Ai colpi di vento come a quelli di sole. Donne temprate da abbandoni e scontri feroci col proprio sangue, fortificate da un'empatia che rende stigmate il dolore dei propri cari. 
Le donne della mia famiglia sono scudi. Gli uomini sono buchi neri.
Donne meduse, all'apparenza trasparenti, ma capaci di scatenare reazioni fortissime, temprate da anni di solitudine e dalla vicinanza di uomini che risucchiano e nullificano quello che gli sta intorno. Sono edere di filo spinato, capaci di godere di poco, di succhiare e godersi la linfa della vita, concentrate sulla fonte della propria felicità, figli, compagni o lavoro che siano, quasi indifferenti verso tutto il resto. Pericolose per l'oggetto del proprio amore, se non è in grado di sostenere quella simbiosi. Donne flessibili come giunchi, piegate dalle sofferenze, ma pronte a risollevarsi, energiche ed elastiche dopo la bufera.
Ora vedo quelle meduse disorientate dalla mareggiata. Un ramo stanco sotto la gelata di un inverno anticipato, improvviso e maledetto. L'edera che appassisce senza la pianta da cui trarre nutrimento e vita, cui donare gioia e calore.
Mentre vedo spuntare le stigmate sui volti e i corpi delle donne della mia famiglia mi chiedo se questa forza ed empatia siano davvero un dono e non una maledizione. 

venerdì 15 ottobre 2010

Vampirizzata

Il vampiro affettivo, identikit del manipolatore sentimentale
Ogni tanto sul primo "Molto rumore per nulla" arrivano commenti che sono storie che hanno un valore speciale, un peso specifico diverso. Luna, dopo aver vissuto con un vampiro affettivo, racconta la sua esperienza con il "suo" manipolatore sentimentale, ne traccia l'identikit e racconta come ne è uscita, dopo 10 anni. Lo pubblico di seguito, con la speranza che possa dare forza e fiducia a chi non ha ancora trovato il coraggio di rompere il cordone ombelicale con cui certi uomini le soffocano.
sono stata vampirata dal mio ex x quasi dieci anni…è finita xchè l’ho mandato via di casa…iniziò tutto con una storia basata sul senso di protezione..io così sperduta sola lontano da casa..mi ha coinvolto in tutto ciò che faceva..poi mieloso ha conquistato i miei vendendosi da bravo ragazzo..mi riprendeva x piccole cose all’inizio, piccoli appunti sempre legati alla sua mania dell’ordine e a tante piccole fissazioni..poi un figlio dopo l’altro…è cominciata pian piano la sua opera di demolizione nei miei confronti..prima sulle cose che nn facevo abbastanza bene, poi su quello che nn ero, poi sull’aspetto fisico..ogni giorno che passava mi sentivo sempre peggio..poi ho cominciato a passare ore al buio a piangere..nn credevo più in me..rapporti occasionali e fuori dal letto nemmeno una coccola un abbraccio..avevo una fame di affetto disperata…poi cominciò l’ansia..poi paure occasionali..attacchi di panico paura di tutto…alla fine, pur non capendo cosa succedeva mi sono rivolta a un medico per curare i sintomi..e sono arrivata a capire la causa…in guarigione ho scoperto il tradimento..che è diventato più di uno…e lì ho detto basta..tanto sacrificio per lui..nn meritava nulla..mi sono ripresa me stessa e la mia vita..sono trascorsi 3 anni..nn sono ancora completamente a posto però sto lottando per guarire dalla tristezza della delusione..in realtà nn l’avevo abbandonato io ma lui aveva abbandonato me ogni volta che avevo bisogno di aiuto…auguri a tutti quelli che da oggi decideranno di guarire. Luna
Auguri anche a te Luna.

giovedì 14 ottobre 2010

Oggi non scrivo, ma vi invito a leggere

Saluti da Woodstock


Questo post di Stefano Montanari: "Grillo,  tra polveri sottili, cause usa e getta e silenzi"
"Credo di aver raccontato per iscritto non meno di un centinaio di volte la triste storia che mi ha visto coinvolto con il ragionier Giuseppe Piero Grillo, in arte Beppe, erede dell’impresa di famiglia, da anni comico di successo ed ora “uomo politico” emergente.
Ne ho scritto almeno cento volte, eppure sono pronto a scommettere che il 99,9% degl’italiani non ne sa nulla. E, allora, se si vuole capire ciò che seguirà, dovrò riassumere le vicende."

Comunque la pensiate su "certi personaggi mediatici", sulla raccolta di fondi e sulla ricerca scientifica, vale la pensa arrivare fino alla fine del lungo articolo e farlo rimbalzare in rete il più possibile. Che Montanari abbia torto o ragione penso che debba ricevere una risposta.

"Ormai beviamo qualunque fandonia, meglio se rassicurante, purché sia pronunciata tre volte per farla diventare pirandellianamente vera, o se la fandonia è strepitata in piazza da qualche guru abborracciato apposta per l’impresa.
Il fenomeno del grillismo, così funzionale al sistema, ne è la riprova più evidente e sconsolante. Migliaia di ragazzotti rassicurati dalla forza del branco e dal darsi reciprocamente ragione fino ad esserne intontiti sono pronti a portare il loro obolo di denaro e il loro lavoro a un personaggio senza alcuna qualifica politica o culturale"
Buona lettura e buona visione
Per ulteriori dettagli e visionare i documenti: il blog di Stefano Montanari



martedì 12 ottobre 2010

Non m'annoio

L'altro giorno qualcuno mi ha chiesto: "Ma tu, non sarai mica una di quelle donne che si annoiano se non lavorano?".

Sono in congedo per maternità dal 22 di settembre, più passa il tempo e più il lavoro non mi manca.

Per citare nuovamente Jovanotti "se io potessi, starei sempre in vacanza...". Sarà che ormai, alla veneranda età di 38 anni e subendo da venti le bizze del mercato instabile del lavoro che non mi ha permesso né di sviluppare una carriera, né una specifica professionalità mi sono disamorata.

fonte foto

Sono arrivata alla conclusione che questi pensieri li covo da tempo ed è bastato scendere un momento dalla giostra per materializzarli.

Dopo il lavoro nero, quello sottopagato, le vertenze, i contratti a tempo determinato, subordinati e parasubordinati le false promesse e l'inevitabile scontro con amare realtà lavorare è diventata solo una necessità economica.

Ho passato il mio pomeriggio a pensare come fare, nel prossimo futuro, ad evitare il totale dissesto economico senza essere costretta a ricominciare da capo dopo il periodo di puerperio.

Fantascienza? Puo essere, ma anche no. Si accettano suggerimenti.


Pornografia del dolore

Gli Indifferenti, Leonardo Roperti, 2003

L'autista di un taxi malmenato a morte perchè ha investito un cane, un'infermiera ridotta in condizioni gravissime per una lite su un biglietto. Su tutto l'indifferenza o l'omertà dei passanti, il proprio tempo così ristretto e pressante da non lasciare spazio ad un briciolo di umanità.
Mi chiedo quanti di quei passanti che non hanno degnato di uno sguardo la donna riversa a terra avrebbero sospirato e commentato davanti alle immagini video dello stesso episodio, visto in tv sul divano di casa. La violenza, il soppruso è forse tangibile e degno del nostro tempo solo attraverso uno schermo? Il dolore e la sofferenza altrui assumono uno status solo se filtrati voyeristicamente dall'occhio di una telecamera?
La pornografia del dolore è l'unico mezzo che ci consente di provare empatia nei confronti del nostro prossimo?
Non più di qualche mese fa una donna filippina che si recava al lavoro è stata uccisa da un pugile violento che aveva appena litigato con la madre o con la fidanzata. Lei uccisa perchè era la donna sbagliata al momento sbagliato. L'ira e lo sdegno di una comunità per la brutalità di un gesto insensato sembra ormai un ricordo lontano. Fino alla prossima vittima, fino al prossimo impeto di condanna nei confronti di una società che ha dimenticato il valore della pietas, di una comunità che si è smarrita nell'individualità. Le nostre strade e le nostre stazioni emblemi di questo vuoto che è un buco nero che ci risucchia, lasciandoci spolpati del senso di solidarietà.
Mi chiedo se mettere per mettere un figlio in questo mondo sia più necessario coraggio o ogoismo. L'unico sentimento che resta è schifo per quello che siamo diventati, orrore all'idea di come potremo peggiorare.



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