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Ne parlavo l'altro giorno con Chica Mala, mentre in Giappone, dopo un sisma dalle dimensioni inimmaginabili il paese ha reagito e in pochi giorni hanno rimesso a posto l'autostrada, i nostri terremotati abbruzzesi assistono alla morte clinica de L'Aquila. Asfissiata dalla speculazione politico-economica e mediatica di un paese con l'alzheimer, la cittadina piangerà il secondo anniversario della sua morte a giorni, il 6 di aprile, con un centro storico puntellato e inaccessibile ai suo stessi cittadini.
Facile immaginare lo stato d'animo degli aquilani. Intuibile la reazione degli esuli davanti a una finta concittadina prezzolata che canta la lode del governo e insulta chi si lamenta nel finto tribunale di "Forum".
Che le tv di proprietà del premier disegnassero una realtà a a sua misura non è certo una sorpresa. Colpisce invece l'ingenuità (o la faccia porca) degli autori, che hanno forse sottovalutato quanto sia scoperto il nervo degli abitanti a pochi giorni da questa nuova triste ricorrenza, e dal confronto della gestione dell'emergenza con il ben più colpito Giappone (nucleare a parte, ma quella è un'altra storia).





