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martedì 9 novembre 2010

La rivoluzione sociale delle donne e dei paria, in India, passa per il cellulare.

Date un conto corrente a tutti e rivoluzioneremo il mondo

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Vi ricordate i vecchi spot della Telecom, quelli con la "figlia" di Ornella Muti al telefono per ore, a chiedere "mi ami, ma quanto mi ami" e quello che "allungava la vita"?
E se grazie al telefonino nelle zone del mondo in cui le divisioni sociali e di genere hanno sempre impedito a donne disagiate, a classi sociali paria, intoccabili, di avere accesso al credito, e dunque all'attività imprenditoriale, le disparità venissero spazzate via  da un cellulare? Se grazie alla telefonia mobile le persone imparassero ad amarsi di più, si offrissero l'occasione per cambiare la qualità della propria vita e magari, perchè no, viverla meglio?
Si sa troppo spesso la felicità passa dai soldi, o perlomeno dalla possibilità di poterli gestire al meglio. Ma se si vive in una zona del mondo in cui non si ha accesso al credito o le banche sono una tale rarità che per poter raggiungere quella più vicina si butta via una giornata intera di lavoro?
La soluzione è rendere il proprio telefono cellulare una carta bancomat, una sorta di carta di credito prepagata, che si possa ricaricare in posti comodi e facili da raggiungere. Ed ecco che quelli che finora erano "invisibili", gli analfabeti che non avevano accesso allo sportello grazie alla telefonia mobile possono scavalcare quei muri finora invalicabili. Certo esistevano già dei servizi bancari via sms, ma la differenza, in questo caso, è che il telefono non è più un canale per accedere al conto, ma "è il conto". I versamenti e i prelievi possono essere fatti componendo  un numero, così semplice che non  è nemmeno necessario sapere usare gli SMS per usare il servizio.
L'apertura del conto avviene grazie a una catena di 900 negozi che hanno già aderito al servizio e si appoggiano alla State Bank Of India, la più grossa banca del paese.
E' l'intuizione geniale di Abhishek Sinha il fondatore di Eko, una "banca mobile" che bypassando il filtro delle guardie all'ingresso consente, ad un potenziale 25% di popolazione indiana senza conto corrente di effettuare prelievi e versamenti dei propri soldi. 

 
Esportarla nel resto dei paesi in via di sviluppo?

2 commenti:

Daniele Mattioli ha detto...

L'esempio che buone idee possono non solo funzionare, ma rendere la vita almeno un pò più facile.

Alberto ha detto...

Idea geniale nella sua semplicità. Staremo a vedere se attecchirà anche in altri paesi.

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