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giovedì 28 ottobre 2010

"E chi è Mubarak?"

fonte foto
Scusate ma tra bunga bunga e foto in bagno, escort minorenni e parlamentari maggiorate, papponi più o meno noti, ormai non mi scandalizzo più di niente. Però la domanda del titolo, che sarebbe stata pronunciata da un agente durante il fermo della signorina Ruby in risposta a una funzionaria che ne decantava il pedigree (comunicato niente di meno che da Palazzo Chigi) è esilarante.
da "il principe cerca moglie"
Sarà per il bunga bunga e per l'albero genealogico fasullo, oltre che per la singletudine del premier dei miei connazionali, ma il mio cervello parte per strane assonanze e subito mi si materializza nella testolina il "casting" delle vergini da parte del Re dello Swaziland e il Principe cerca moglie con Eddie Murphy, con Emilio Fede nella parte di fido cerimoniere.





Per la cronaca, ecco chi è Mubarak (fonte Wikipedia)

Muḥammad Ḥosnī Sayyid Ibrāhīm Mubārak, comunemente conosciuto come Hosni Mubarak (arabo: محمد حسنى سيد إبراهيم مبارك, Muḥammad Ḥusni Sayyid Ibrāhīm Mubārak; Kafr el-Musilha, 4 maggio 1928), è un politico egiziano, e il quarto Presidente dell'Egitto da quasi trent'anni, cioè fin dal 14 ottobre 1981.
Mubārak è stato nominato Vice-Presidente della Repubblica d'Egitto dopo una brillante carriera militare svolta nei ranghi dell'arma aeronautica egiziana. Assunse la Presidenza, succedendo al Presidente Anwar al-Sādāt, a seguito dell'assassinio di questi il 6 ottobre 1981.
In quanto Presidente dell'Egitto è considerato uno dei più potenti leader della regione vicino-orientale. Grazie alla Costituzione del 1971, il Presidente Mubārak ha esercitato un forte controllo del Paese
Il Presidente Mubārak è stato ri-eletto a grande maggioranza dei voti nei referendum elettorali per quattro volte: nel 1987, 1993, 1999 e 2005. I risultati di queste elezioni sono stati criticati dagli osservatori occidentali per le modalità in cui esse si sono svolte. Nessuno infatti ha partecipato in concorrenza col Presidente a causa delle restrizioni costituzionali adottate in un Paese in cui l'Assemblea del Popolo ( Majlis al-Shaʿb ), ossia il Parlamento monocamerale egiziano, gioca un ruolo assolutamente determinante nell'eleggere il Presidente della Repubblica. Tuttavia, nel febbraio 2005, Mubārak promulgò un emendamento costituzionale che permetteva ad altri partiti politici di concorrere alle elezioni contro il Presidente uscente. Come però era chiaro a tutti gli osservatori neutrali, Mubārak fu rieletto per la quarta volta.
A seguito delle crescenti pressioni interne e internazionali, per l'avvio di riforme democratiche in Egitto, il 26 febbraio 2005 Mubārak chiese alla stampa e al Parlamento, politicamente a lui vicino, che si emendasse la Costituzione per permettere un'elezione multi-partitica per il settembre successivo. Prima, però, Mubārak si garantì la propria posizione con la nomina ottenuta dal Parlamento, poi sanzionata, senza una reale opposizione, in un referendum.
Il ballottaggio del settembre 2005 fu peraltro un'elezione con vari candidati più che un referendum vero e proprio, ma le istituzioni elettorali e l'apparato di controllo rimase sotto la tutela presidenziale. Gli strumenti di comunicazione di massa ufficiali, inclusi i tre quotidiani governativi e la televisione di Stato, si espressero a favore della linea politica seguita da Mubārak. Proprio a conferma di questi rapporti, un sondaggio organizzato dal Pew Research Center ha indicato che una stragrande maggioranza di Egiziani esprime in effetti fiducia nella leadership di Mubārak, circa l'86% degli intervistati hanno indicato di avere "molta fiducia" o "abbastanza fiducia" nella leadership di Mubārak.
In anni recenti tuttavia si è verificato un lento ma progressivo rafforzamento degli organi di comunicazione "liberi" ed è accaduto che giornali indipendenti abbiano criticato talora il Presidente e la sua famiglia, essendo ben nota la propensione di Mubārak a che suo figlio Jamāl possa a suo tempo succedergli.
Il 28 luglio, Mubārak annunciò la sua candidatura, come ampiamente atteso da tutti. Per l'elezione prevista per il 7 settembre ci fu un forte dispiegamento di mezzi statali per appoggiare la candidatura presidenziale. Osservatori neutrali hanno sottolineato inoltre come fossero migliaia i voti falsificati a favore di Mubārak, espressi da elettori che non si erano precedentemente registrati e che non avrebbero quindi potuto recarsi ai seggi. L'8 settembre, il dott. Ayman Nūr, il candidato del partito al-Ghad (Domani), contestò i risultati elettorali e chiese la ripetizione delle elezioni. Il 9 settembre il Comitato Elettorale Egiziano, formato da numerosi giudici indipendenti rigettò la domanda di Ayman Nūr, che fu poco dopo pretestuosamente arrestato. (... continua a leggere)

5 commenti:

Alberto ha detto...

Non c'ero arrivato ma l'analogia è al massimo calzante. Adesso voglio vedere i giornali stranieri come ci prendono per il culo. Ciao.

Adriano Maini ha detto...

Quale tristezza!

il giardino di enzo ha detto...

Unica risposta: rivoluzione permanente

Daniele Mattioli ha detto...

Non c'è mai fine, con questo.
Mai.

cinciamogia ha detto...

L'unica cosa che mi consola è che SB non è eterno. Però non credo sia una mosca bianca tra le persona che hanno un minimo di potere, il che è davvero deprimente.

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