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mercoledì 10 novembre 2010

Comincio presto, finisco presto e di solito faccio da sola

la signora Luisa che di solito non pulisce il
Ed ecco che oggi un pò su tutte le testate online trovo il riferimento al carico di lavoro che graverebbe sulla donna. Così dopo averci indorato la pillola con il contentino che in realtà amministriamo noi il budget familiare (ma va?!), ora salterebbe fuori che gli uomini aiuterebbero un pò di più le proprie donne lavoratrici, ma poi a guardare le percentuali (per me ottimistiche) c'è da sganasciarsi dalle risate. Mentre leggo i mestieri che i signorini farebbero o meno tra le pareti domestiche mi sembra di sentire l'eco dello spot pubblicitario dei tempi in cui le colf si chiamavano "donne delle pulizie" ed erano italiane:
"Sono Luisa comincio presto, finisco presto e di solito non pulisco il water".
Sarà perchè anche loro piuttosto che mettere le mani, ma anche i guanti, e pulire i sanitari si farebbero crocefiggere?
Anche se tra me, donna lavoratrice, e mia madre, lavoratrice, madre di 4 figli e pignola come adesso vedo solo certi uomini, c'è un abisso nella gestione delle fatiche quotidiane.
I ricordi di mio padre con una ramazza in mano o una spugnetta per lavare i piatti si contano e infatti sono giustamente entrati nel mito. Non posso dire lo stesso del mio ex, che era capace di rivoltare come un calzino il monoloculo in cui convivevamo per ripulire gli interni degli armadi con una cura e una tenacia che a me provocava spasmi di insofferenza al solo pensiero. Gliene devo dare atto e merito, era capace di darsi alle pulizie di fino, quelle che si affrontavano quelle 3/4 volte l'anno (dopo averle rimandate fino all'irrimandabile), con lo stesso spirito con cui certi generali vanno alla guerra. Sul quotidiano però, apriti cielo, o meglio, ogni tanto speravo si aprisse uno squarcio sul pavimento e lo ingoiasse. Oltre lo stiro dei propri panni e la cucina non andava. Nelle prime fasi della convivenza avevamo posto la regola "chi cucina non lava i piatti". Ma si sa queste norme finiscono con l'evaporare non appena sentono il terreno ben solido sotto i piedi, tra un suo esame universitario (che naturalmente studiavamo in due) e un turno proibitivo al lavoro la regoletta aveva finito con il valere solo quando era lui a cucinare (in tal caso i piatti me li smalloppavo io) mentre se ai fornelli ci stava la sottoscritta finiva con il sciropparsi anche i piatti e le padelle.
Penso sia per questo che dopo la rottura ho dimenticato persino come si cucinava un piatto di pasta. I fornelli poi, sono diventati la mia nemesi per un anno e mezzo buono.
Con il Signore delle tempeste, il fidanzato nonchè convivente attuale nessun problema per le mansini quotidiane, in genere non devo invogliarlo a sparecchiare, ma bloccarlo perchè mi fa sparire tutto di torno mentre sto ancora mangiando. Non ho ancora capito se sia il suo modo per tenermi in forma o una qualche mania compulsiva, temo la seconda. Ogni tanto, poi, mi fa pensare che voglia conseguire una laurea in ingegneria applicata per come affronta il carico della lavastoviglie o le pieghe di una camicia. Naturalmente lui è convinto di essere più bravo di me in queste mansioni, mi piace confermargli questa sua convinzione piazzando di traverso qualche coltello o qualche mestolo quando sono io a creare archittetture postmoderene tra i cestelli della lavapiatti. Mi piacerebbe creargli altrettante sicurezze anche in settori che lui esita ancora ad affrontare con la giusta competizione, come la teoria e tecnica del passaggio dell'aspirapolvere. Ma anche propinargli l'inceratura del pavimento con spazzolone e straccio come una sfida a curling non sarebbe male. Sullo smontaggio e rimontaggio di tende e relativi bastoni al momento è imbattibile, così come nel passare i vetri di specchi e finestre. Ma qui siamo nell'ambito dello straordinario, attività che non si fanno certo tutti i giorni e qui, la vera impresa è non tanto, o non solo convincerlo a farlo o a darmi una mano, ma sperare che vada a farsi un giro e mi lasci lavorare in pace senza lamentarsi per il rumore!


3 commenti:

Daniele Mattioli ha detto...

Mah, sai...
Ogni situazione è diversa.
Io la lavastoviglie non ce l'ho: sono io.
E di certo mi vedi con la scopa in mano molto spesso. Non lo dico perchè sono bravino e compitino, ma perchè non mi piace che la casa sia troppo in casino (tieni conto che mia moglie è talmente disordinata che credo le abbiano dato un premio da qualche parte). Però, la casa è di entrambi. Adesso sto lavorando sulla lavatrice e sullo stiro. Passerò, poi, alla cucina un pò più complicata di risotto e bistecca. Piano piano.
:-D

Trippi ha detto...

Ciao Dan, verissimo che ogni situazione è a se. In tutta onestà non posso lamentarmi dell'aiuto, ne per il fidanzato attuale ne per quello precedente. Spesso la "colpa" è anche di noi donne, vi abituiamo male e poi pretendiamo un miracolo che non può esserci.

Adriano Maini ha detto...

Devo confessare in pubblico le mie colpe. Nel passato, in parte giustificate.

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