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lunedì 24 maggio 2010

Privacy: tutele, legalità o assurdità?

La Rissa- Fortunato Depero, 1926

Non sto per tirarvi l'ennesimo pippone sul DDL Alfano, sulle scuse che andrebbero fatte ai peggiori delinquenti per averli intercettati e al fatto che nei blog, a breve non si potrà più parlare di certi temi, non per scelta ma per legge.

Sto per raccontarvi in che modo, le leggi, se usate in modo assurdo possono favorire chi commette un reato o una scorrettezza, non le vittime.

L'anno scorso proprio in questo periodo una mia cara amica subì un'aggressione fisica da una sua coinquilina che tentò dapprima di soffocarla, poi di darle fuoco. Una cosina così, tranquilla tranquilla, una litina domestica come la chiamerebbero le forze dell'ordine. Il gesto estremo della ragazza, non era neanche il primo in qualche mese di convivenza. Infatti poco dopo essere entrata nell'appartamento aveva tentato il suicidio ingollando una quantità industriale di sonniferi e chiamando in suo soccorso il fidanzato che aveva lasciato qualche ora prima, in preda a una furia incredibile da gelosia. La mia amica venne informata dai genitori della ragazza subito accorsi in citta e installatisi in casa (giusta preoccupazione di genitori per carità) che non era la prima volta che la figlia compiva gesti estremi di questo tipo e la ragguardarono sui vari episodi di anoressia e bulimia che ne avevano segnato la giovane vita. Evitarono però di raccontare che questi gesti estremi non erano solo "autolesionisti" passatemi il termine, ma a un certo punto si erano focalizzati contro un familiare in particolare, epicentro della sua ira e aggressività.

Questi dettagli sono saltati fuori solo DOPO l'aggressione alla mia amica, che ha dovuto chiamare la polizia e i genitori della ragazza per farsi staccare di dosso la furia! Questi ultimi a questo punto hanno raccontato i retroscena nascosti fino a quel punto, sperando nella comprensione umana della mia amica, che dopo un'agressione del genere era piena di tutto tranne che di umana comprensione e ha chiesto alla signorina e ai genitori di levarsi cortesemente dalle balle!

Ma la ragazza, supportata nel suo delirio dai suoi familiari, come una moglie respinta, ha denunciato la mia amica per averla cacciata dall'abitazione e per aver violato la sua privacy informando i genitori dell'accaduto.

Potete immaginare il tran tran legale e il balletto degli avvocati che ne è derivato: la mia amica ha fatto una querela e un'esposto per l'aggressione subita chiedendo l'allontanamento della ragazza dal tetto, ma nel momento in cui ha provato a raccontare le confidenze sulle aggressioni ai danni dei suoi familiari alle forze dell'ordine, per corroborare e dettagliare meglio per quali motivi era meglio allontanare la ragazza, si è sentita rispondere che in questo modo violava la privacy della coinquilina.

Andranno davanti al giudice a breve per la querela della signorina dai nervi fragili, ma la mia amica non potrà chiamare a testimoniare sugli episodi di follia precedenti l'ex fidanzato della ragazza, sempre perchè così facendo ne violerebbe la privacy. Poi dovranno tornarci per quelle fatte dalla mia amica, la quale ha fatto l'errore di non farsi refertare, poichè in un primo momento era convinta di risolvere la cosa pacificamente.

Ed ecco che ne esco sempre più rafforzata sulla mia posizione: denunciare sempre le aggressioni, proprio per tenere una sorta di tracciabilità dei comportamenti estremi di queste persone ed evitare che, sempre impuniti, un giorno o l'altro riescano a portare a termine i loro gesti etremi. Come capitò a mio fratello, vittima di un bullo di paese che aveva già in curriculum l'aggressione a un professore delle scuole medie (un accoltellamento mica pizza e fichi). Il professore impietosito dalle richieste dei genitori, non denunciò, per dare una seconda opportunità al ragazzo. Si, possibilità di riuscire nell'impresa la prossima volta!

Infatti nel mentre il bulletto era diventato il punto di riferimento di una piccola gang di minorenni minorati che molestavano gli studenti delle superiori in attesa degli autobus. Mio fratello fece l'errore di reagire e si ritrovò nel mezzo di una rissa (uno contro tutti). Non essendo proprio un fuscellino si difese talmente bene dalla babygang da uscirne quasi "illeso", ma non aveva considerato la vigliaccheria di un pesudo-aspirante capetto che vede messa in crisi la sua autorità. Così, a rissa finita e a bocce ferme, un frammento di blocchetto per edilizia, raccattato per terra dal galletto ha raggiunto vigliaccamente la testa di mio fratello, da dietro, mentre si allontanava, rendendolo sordo a un orecchio.

Nessun fermo giudiziario per il piccolo boss, non aveva precedenti, tra l'altro non era neanche accusabile di tentato omicidio perchè un blocchetto non è considerato un arma propria.

Mi chiedo se avrebbe dovuto colpirlo con una statuetta del duomo di Milano per essere denunciabile.

Non vi dico poi le pressioni parte dei genitori dell'aggressore perchè i miei non denunciassero, mio fratello era ancora minorenne, ma il figlio aveva appena raggiunto la maggiore età, e le minacce e intimidazioni dirette ai testimoni poi, una volta partita la denuncia. Come se non bastasse un mattone che ti colpisce in testa, scagliato alle spalle!

Mi chiedo così e lo chiedo a voi se non siano proprio questi genitori pronti a fare da schermo e a ipertutelare le fesserie dei figli la vera rovina di questi figli e la rovina delle loro vittime?


2 commenti:

Walter ha detto...

Ma che è? Un Horror?
A parte le facezie, la tua ultima domanda è sacrosanta. Senza arrivare a certi estremi (e per tuo fratello e la tua Amica mi dispiace davvero tanto), basta vedere i comportamenti di certi genitori anche per le piccole cose scolastiche. Un delirio. Anche il peggior coglione (e si vedono già alle elementari) vengono difesi finanche davanti all'evidenza. Sono cinque anni che mia figlia e altri suoi bravi Compagni devono subire i rallentamenti educativi e di programma a causa di quattro, cinque deficienti che non si è saputo mettere in riga (cinque anni, mica cinque minuti). Io c'ho provato, anche come Rappresentante di Classe, ma non si può: la privacy. Ora, a me pare che sia normale sacrificare un pò della propria riservatezza per il bene comune e per insegnare l'educazione ai figli, piccoli o grandi. Invece ci ritroviamo in un regime (dài, su, non è così?) che ammette che i "normali" soccombano di fronte alla protervia dei maleducati, degli ignoranti, dei psicolabili. Trippi, Rivoluzione, perdio! Ma sul serio!
(Poi mi mandano in galera perchè scrivo "nano" e qualcuno si sente offeso: che merda di Paese).
Daniele (Macca)

Trippi ha detto...

Ci sono leggi e ci sono interpretazioni della legge, quando la norma punisce la vittima ci si augura sempre che l'intelligenza e il buon senso prevalgano.. Ma sempre più spesso non sono non c'è buonsenso, ma il senso manca proprio!

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