ancora miti, riti e liturgie di abbordaggio metropolitano

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sabato 29 maggio 2010

Dalla parte del toro

Non so se sia colpa dell'alternarsi pioggia /sole pioggia/sole a Milano, lo yoyo meteorologico ha effetti devastanti sull'umore. Il mio! Così, forse anche per la reperibilità h 24 del Signore delle tempeste, cincischio e tergiverso tra faccende domestiche e attività che mi garantiscono l'elettroencefalogramma piatto, con picchi di isteria e nevrosi che solo le donne in sindrome premestruale riescono a toccare. E così ho un diavolo per capello sin dal mio rientro dal lavoro ieri sera alle 8.30, carica di sacchi per la spesa come un mulo, la prospettiva di una serata in compagnia dell'amica di tutte le donne, la ceretta e nessuna possibilità di sfogarmi sulla pista da ballo.
A mezzanotte e mezzo ero già a letto, il Signore delle Tempeste in coma profondo già da un ora. Ma alle 0.44 un piccolo frammento della Milano multietnica entra dalla finestra della mia camera da letto, una cacofonia di bottiglie rovesciate e vetri rotti, di parole biascicate e scontri verbali tra ubriaconi, che immancabilmente finiscono con lo sfociare in minirisse e tavoli rovesciati: perchè nel bar cinese sotto casa gli avventori saranno anche arabi, ma bevono come cosacchi e urinano come saccopelisti tedeschi.
Ma il peggio è arrivato al risveglio, quando sono uscita per sbrigare un paio di faccenduole e dopo aver parcheggiato mi sono accorta dell'incontro ravvicinato tra la parte posteriore della mia auto e, vista l'altezza dei danni, un SUV nero, che infatti era ancora li, appiccicato alla carrozzeria e nei frammenti arancioni del faro, una strisciata ben calcata. Qualche genio deve aver fatto manovra sulla  mia auto per uscire dai parcheggi in colonna vicino alla metro. Anche perchè sotto casa posiziono l'audi a spina di pesce e entro in retromarcia (così se scarico la batteria è facile attaccare i cavi).
Ed ecco che comincio a sentire l'odore del sangue, proprio come uno squalo o un vampiro. Figuriamoci poi se una volta tornata a casa per una volta i parcheggiatori selvaggi , epicentro del mio odio atavico e oggi quantomai motivato, si smentiscono. ---->
Infatti davanti al negozietto di prodotti sudamericani il parcheggio libero è tappato da due macchine in doppia fila. Sull'altro lato, di fronte al centro Vodafone c'è una tizia che suona disperata il clacson per far spostare la Fiat Marea sgarruppata che blocca l'uscita. Tutto intorno un tetris di auto incrociate a castello e a casaccio per la via. Il proprietario della Marea esce del centro Vodafone, sposta la macchina avanti per far uscire l'auto e si riposiziona con nonchalance davanti al parcheggio appena liberato. Non ci ho visto più. La manovra ha avuto lo stesso effetto dello sventolio della mantellina rossa del torero, la muleta, davanti al toro. Il toro naturalmente ero io.
Mi sono attaccata a mia volta al clacson per attirare la sua attenzione ho abbassato il vetro e gli ho detto "Cafone c'è un posto libero e lei non solo non lo occupa, ma lascia l'auto in doppia fila impedendo agli altri di farlo, maleducato!" e lui con flemma "allora ci parcheggio io" come se mi stesse facendo un dispetto. Poi ha messo l'auto a oltre un metro dal marciapiede, consapevole la faccia di tolla che qualche altro stronzo come lui avrebbe potuto bloccarlo. Cinque minuti di sfogo nella parruccheria, con il rinforzo di un branco di donne e ho evitato di far fare al cafone la fine del torero incornato per giugulare che ho visto ieri mattina (prima di cliccare sul collegamento pensateci bene, sono immagini davvero forti). Pace ritrovata grazie all'angolo del bigodino e a un livello di pazienza Zen   da fare invidia a certi santoni buddisti.



7 commenti:

chica mala ha detto...

Grande pazienza! è successa una cosa simile anche a me qualche mese fa, fuori dal lavoro. il mio call center è in zona industriale a Cesano Boscone (MI) e il parcheggio ovviamente scarseggia, costringendo i più a parcheggiare in culandia. Ma parcheggiare in doppia fila alle 5 del pomeriggio l'ho trovato davvero inaudito. Ho pensato "provo a suonare il campanello di tre ditte se in nessuna delle 3 c'è il propietario della macchina chiamo i vigili e via.
Per la fortuna del proprietario l'ho trovato al terzo tentativo, stava lavorando alla sua scrivania (non era uno di passaggio, era li da ore)... candidamente mi dice "cosa vuole fare signora, qua non c'è mai posto.."
ma vaff! vai in culandia pure tu a parcheggiare, come faccio io 4 gg su 5 nella settimana!

Trippi ha detto...

e' proprio questo il punto, ma mi ripeto, c'è gente che evidentemente è convinta che il proprio tempo vale più di quello degli altri. Dunque per non perdere un attimo del proprio lo fa perdere agli altri.

chit ha detto...

A te va la mia comprensione e tutta la mia solidarietà
Io a furia di vivere situazioni ed atteggiamenti come questi il rischio maggiore è quello di cominciare, più o meno inconsciamente, ad emularli. E siccome se faccio a gara di truzzaggine so esser molto bravo ho preferito fare 600km, abbandonare la metropoli, andare a vivere a Trieste e comprarmi un motorino che uno spazietto dove stare lo trova sempre!? ;-)

Trippi ha detto...

Ah Chit come darti torto? Infatti abbiamo acquistato uno scooter che però usiamo solo nei week end in cui c'è il sole. Adesso magari mi metto d'impegno e prendo pure la patente A. In linea di massima preferisco la metropolitana, ma ci sono zone che, nonostante siano a un tiro di schioppo da casa, non puoi pensare di raggiunere con i mezzi o l'auto. Non parliamo poi della bici, a Milano in certi punti rischi la vita, oltre che di tornare a piedi perchè appena la lasci te la fregano (a noi l'hanno rubata persino in cantina, no comment).

Walter ha detto...

Accidenti! Ma come fai?
No, dico, se ogni giorno è così o quasi io mi sarei già dotato di una Walter PKK, doppio caricatore.
Se tu vivesi qui, proprio nella mia palazzina, staresti tipo in Paradiso: in certi giorno davanti a casa non ci sono auto! Ma per ore!
:-DD
Dan (Macca)

Walter ha detto...

Cambiato il template, eh? Per me, orbo, è meglio così.
Dan (Macca)

Trippi ha detto...

Dan: me lo chiedo anche io! E' stata una scelta sofferta, il nero notte ci accompagnava da sempre, ma è un blog femmina e ogni tanto ha diritto anche lei a un tocco di vanità e novità!

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