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martedì 8 giugno 2010

Se qualcuno ruba un figlio per te...


Il fatto di cronaca di Nocera, la storia dell'infermiera ladra di bambini per trattenere un uomo, sposato, con il figlio da lui tanto desiderato, riporta a galla vecchi schemi mentali femminili che credevo ormai estinti.
La gravidanza, la cura della prole, è stata per tantissimo tempo il mezzo con cui le donne tenevano legato il capofamiglia al tetto coniugale o lo forzavano a crearne uno per loro e il pargolo.
Che disperazione, che solitudine spingono una donna già madre, lavoratrice e dunque autonoma economicamente, ad arrivare a rubare un figlio altrui pur di soddisfare il bisogno di paternità di un uomo inappagato dalla propria donna ufficiale. Come pensava di gestire in futuro la presenza del figlio altrui con le proprie di figlie e con lo stesso uomo per cui ha creato la sceneggiatura, regia e  messa in scena?
La madre del piccolo Luca, sommersa dalla felicità e dal sollievo per questa seconda nascita del piccolino, la perdona. Si perdonerà mai lei, una volta ritrovata la lucidità? Potranno mai perdonarla le figlie e lui, l'uomo per il quale aveva rubato il dono più grande, la vita.

3 commenti:

Walter ha detto...

Sì, una vicenda triste, per molti, ma sopratutto per questa donna.
Dicono abbia problemi psicologici: è un'infermiera e questo mi preoccupa (anche mia moglie lo è e i controlli sono continui, sulla sua salute...).
Però è finita bene.
Questo un pò mi consola.
Daniele (Macca)

chit ha detto...

Definire un compagno che sta con te perchè gli dai un figlio "uomo" mi sembra decisamente un'esagerazione...

Trippi ha detto...

Dan: non so se avesse problemi psicologici o meno, ho letto versioni discordanti. Personalmente penso sia una pazza scatenata, ma per entrare e portare via un bambino dopo aver detto delle carinerie e aggiustato il catetere della puerpera richiede un certo sangue freddo.

Chit: sicuramente a questa donna manca qualcosa, ma se anche lui, che a quanto pare lavora in ospedale a sua volta, non si è reso conto che simulava una gravidanza... Quanto alla definizione di compagno, non so, a una donna basta davvero poco per viaggiare con la testa e farsi dei film incredibili.

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