ancora miti, riti e liturgie di abbordaggio metropolitano

Cerca nel blog

mercoledì 9 giugno 2010

A scuola di emancipazione, scalze


Prendo spunto dall'ultimo numero di Wired per parlare delle "ingegnere scalze" donne indiane, analfabete, che imparano a sfruttare l'energia solare, scoprono l'emancipazione rendendosi economicamente autonome (almeno parzialmente) in un College indiano, il Barefoot College in cui accedono solo persone analfabete (o con basso grado di istruzione). Nel college le donne possono imparare a costruire cucine a pannelli solari e giocattoli, diventare dentiste, attiviste sociali, meccanici, artigiane, docenti d'informatica, insegnanti per le scuole serali. Solo con un mestiere in mano possono compiere un passo avanti per spezzare la rigida suddivisione dei ruoli legata a stereopiti e sciovinismo (che ha segnato per secoli, e segna tuttora, il senso comune locale), per citare il sito del college------->



Traditionally, women in Indian villages do more than 70% of the domestic and agricultural work. They are responsible for sowing and reaping, fetching water, taking care of children and livestock, cooking, washing and cleaning the house etc. However, their inputs are not regarded as ‘proper’ work. Women are still considered to be the weaker sex, incapable of doing hard physical labour. Barefoot College has endeavored to break such stereotypical notions by training rural women in ‘technically challenging’ jobs that have traditionally been considered for men. Unlike the chauvinistic and patriarchal society, the College recognizes and harnesses the tensile strength, determination and graceful dexterity that rural women already posses, by training and providing them work as Barefoot solar engineers, handpump mechanics, solar cooker engineers, midwives, artisans, weavers, balsevikas, computer instructors, social activists, night school teachers, masons, mets and toy makers. Employment after training in these vocations, have made women financially independent, at least partially if not fully. Considering that it is extremely difficult to bring a change in the notions which have formed a part of the public psyche over centuries, the work done by and for the women, here at the Barefoot College, have been commendable.
Ogni anno un rapporto elenca l'utilizzo dei fondi e i risultati raggiunti.
Ottimo lavoro direi, mi chiedo fuor di polemica se esistano rendiconti simili anche per le attività della Protezione civile nostrana. L'altra domanda è correlata a quello che è sempre stato il mio punto di vista sul sostegno economico e gli aiuti ai paesi sottosviluppati o in via di sviluppo, vale molto di più insegnare costruire infrastrutture in loco e insegnare a sfruttare, trasmettendo un sapere, un mestiere, piuttosto che far piovere soldi su strutture governative incapaci di gestire fondi o, peggio, corrotte.
Questo vale, ovviamente, anche per molte zone del nostro paese.

7 commenti:

Walter ha detto...

Davvero una gran cosa.
Daniele (Macca)

Alberto ha detto...

Avevo letto anch'io. Progetti così ce ne dovrebbero essere molti di più.

cinciamogia ha detto...

Sacrosanto!
Queste donne sono veramente grandi.

Trippi ha detto...

Daniele: non è detto che sia il caso di queste donne, ma il primo pensiero è andato alla rigida divisione in caste tipica della società indiana. Vidi tempo fa un documentario sulla difficoltà di risalire la scala sociale, soprattutto per i Paria, gli intoccabili. Incredibile

Alberto: sono d'accordo mi auguro che alcune delle nostre ONG prendano spunto, ma anche alcuni enti locali nostrani che buttano via i soldi europei in corsi inutili per far perdere tempo ai disoccupati.

Cincia: Fantastiche, mi ricordano le nostre nonne che in tempo di guerra si rimboccarono le maniche per fare i lavori dei mariti al fronte. Grandiose

il giardino di enzo ha detto...

Le donne sono la parte più forte dell'umana stirpe.

chit ha detto...

Questo da te citato è un sano e bell'esempio di aiuto a distanza. Non dico sostegno perchè così facendo loro impareranno, costuiranno e cresceranno e questa è la differenza sostanziale tra le due forme di assistenza.

Trippi ha detto...

Il giardino di enzo: sono d'accordo e più "invecchio" più me ne convinco

Chit: Si è l'unico modo sano di fare assistenza!

Cerca nel blog

segnala su:

socialnetworkizzaci

Bookmark and Share
Blog Widget by LinkWithin