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giovedì 18 marzo 2010

Solo per i tuoi soldi

Lucrezia Borgia - Bartolomeo Veneziano, 1520

di Trippi
L'anno scorso la mia amica e socia Chica Mala mi prestò il libro di Cinzia Tani Assassine, 35 profili che tratteggiano con lo stile asciutto della cronaca la storia di altrettanti delitti al femminile.

Lo divorai tutto d'un fiato incuriosita dall'altro lato della medaglia, quello della donna, la portatrice di vita per antonomasia che diventa portatrice di morte. Il testo, ben costruito e strutturato, tratteggia insieme ai caratteri anche l'evoluzione del ruolo della donna nella società e permette quindi di capire quali meccanismi possono portare al superamento del limite, a far attraversare la soglia, rompere l'equilibrio.

Spesso il tratto comune è l'amore, la passione eccessiva e una scarsa stima di se (facile dirlo se si vive nel 21esimo secolo e non si viene ammazzate di botte da tutti gli uomini incontrati nella propria vita), ma quando la protagonista è fredda, calcolatrice, spietata e soprattutto avida?


Negli Stati Uniti le donne sono responsabili solo del 12% del totale degli omicidi. In tutto il mondo la cifra varia tra 10 e 13 per cento. Questa relativa rarità del fenomeno può forse spiegare la mancanza di studi seri consacrati alle assassine o comunque alla criminalità femminile in generale.

Ma c'è stato un aumento del 138% nel numero dei crimini commessi dalle donne dal 1970. Mentre l'aumento dei crimini maschili è stato del 57% (Cinzia Tani).

Di vedove nere è piena la storia, la letteratura, il cinema e naturalmente la cronaca. Alcune rivalutate dalla storia, come Lucrezia Borgia, la quale, a quanto pare, non era poi tanto terribile/temibile come la si dipingeva. Forse l'aura negativa è più legata alla storia non proprio cristallina del padre pontefice e a quella del fratello trasmessa dal "principe" di Macchiavelli.
Realtà e fantasia spesso si ispirano a vicenda, si sa. Dev'essere successo anche a una cantante lirica tedesca, probabilmente un'appassionata di Vertigo di Hitchcock (La donna che visse due volte).
fonte foto
La signora nella fretta di liberarsi del marito ha scordato di farsi intestare beni e conto in banca, ed è dovuta ricorrere ad un sosia che lo facesse al posto del defunto. L'incredibile vicenda è stata scoperta proprio perchè la strana sparizione/riapparizione del coniuge ha insospettito qualcuno. La vedova è finita così in carcere ed ha ottenuto il suo quarto d'ora di celebrità, anche se non proprio nel modo desiderato.



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