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martedì 2 marzo 2010

Punti di svista sulle liste



Si sa il bello di facebook è che certi personaggi che vorrebbero essere pubblici lasciano tutto aperto, così mi sono imbattuta in questa conversazione demenziale tra due donne che voteranno le liste del PDL alle prossime elezioni. E finalmente ho avuto la risposta alla domanda che mi ponevo da un pezzo: "gli uomini del Pdl passi, capisco che accettano le candidature delle gnocche improbabili di Zirvio per ovvi motivi, ma le donne? Come prendono questa cialtronata?"

Poi già che c'ero mi sono divertita a instillare un punto di vista diverso nelle discussioni sulle liste, ma devo ammetterlo non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire (me compresa!).




Trippi


6 commenti:

Walter ha detto...

Grazie della segnalazione.
Ottimo post, quello che mi fai notare.
Ma anche tu non scherzi, eh?
:-)
Daniele (Transit)

Trippi ha detto...

ciao Daniele, adoro quel blog e la densità di post geniali! Quello sugli snob mi piace e cadeva a pennello sul tema di facebook. Mi sembrava giusto segnalarlo, anzi lo faccio anche qui http://comablog.splinder.com/post/11985657/SNOB+ALLA+QUARTA

chit ha detto...

Se questo è il tenore e il tema delle conversazioni tutto ciò conferma la mia idea e cioè che senza FacciaLibro si possa stare eccome!?!? ;)

Trippi ha detto...

Ciao Chit, Facebook è un pò un bar o una stazione in cui puoi seguire le conversazioni che vi si svolgono, prenderne parte o aprire un libro e leggere estraniandosi da quello che succede, in attesa di stazionare in posti più interessanti. Sono molto curiosa, anche nei confronti di chi la pensa in modo totalmente diverso da me e Facebook è un ottimo campo di investigazione etnologica!

chit ha detto...

Verissimo e giusto quello che scrivi, forse la mia è solo un po' d'invidia per non avere spesso il tempo se non per le azioni necessarie e primarie per vivere, figuriamoci per sbirciare un po' in giro :-D
Non trovo solo corretto la gestione "massonica" dei dati che impediscono a visitatori 'esterni' non dico di condividerli e modificarli ma quantomeno di leggerli. E' secondo me contrario ai principi di libertà della rete e non voglio esserne parte!? ;-)
Poi, comunque, anche se uno non ne fa parte è come se lo facesse visto che ovunque, radio, tv e giornali, non fanno altro che parlarne...

Trippi ha detto...

Ricordo bene che tu c'eri quando faccialibro era una cosa che conoscevano proprio i blogger e qualche lurker. Quando era tutto aperto, gli iscritti erano pochi e difficilmente si trovavano i limiti o le soglie di privacy. Facebook era un pò l'estensione dei nostri blog, con qualche foto personale in più e frasi in tempo reale che non valevano la costruzione di un post. In un certo senso è stato proprio questo a causare il ridimensionamento di tutta quella parte di conversazione, confronto e dibattito che trovava nei blog il loro terreno naturale. Ed ecco che facebook è diventato il terreno di confronto ideale di chi non mastica il web, un luogo virtuale in cui trasferire le conversazioni da salotto, bar, parrucchiera. Una piazza, uno strumento di relazione più che di comunicazione, come avviene per i blog. Quanto poi all'uso dei media è indice dell'età media avanzata dei giornalisti tradizionali. Non capiscono le dinamiche del web ma hanno una pagina facebook, e sono convinti di avere in mano la chiave della verità! Meglio avere tanti piccoli grimaldelli che aprono tante porte.. perchè se tutto è aperto che gusto c'è a forzare la serratura?

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