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mercoledì 15 giugno 2011

Women2drive, Donne arabe al volante


Ci sono attività quotidiane che diamo per scontate, come mettersi alla guida per accompagnare i figli a scuole e poi procedere per l'ufficio, caricare i sacchetti della spesa nel portabagagli o prendere l'auto per fare visita a un'amica. Ma se tutto questo ci fosse vietato? Se non ci fosse consentito guidare? Se per tutte queste banalissime commissioni dovessimo dipendere da un uomo? Un marito, un fratello o addirittura, in mancanza di uno di essi, da un autista a noleggio?
Calcolate, insomma di dovere aggiungere al vostro budget mensile, anche questo peso, oltre quello per la babysitter o l'asilo e le mille altre gabelle con cui ci si deve arrabbattare.
In Arabia Saudita le donne stanno tirando su la testa, un pò per motivi economici, più che strettamente culturali, un pò perchè quel vento del nordafrica deve essere arrivato fin li. Dopo l'arresto di Manal Al Sharif, che ha trascorso 10 giorni in prigione per aver guidato, si è mosso qualcosa. La giovane è diventata un icona e questo venerdì, il 17 giugno le donne saudite si metteranno in moto in base a questo appello:
1) Non ci sarà un luogo prestabilito dove riunirsi, semplicemente ogni donna che potrà farlo si dovrà mettere al volante
2) A guidare dovrebbero possibilmente essere cittadine di altri Paesi in possesso di una patente valida
3) L’atto di disobbedienza dovrebbe essere videoregistrato e postato su Youtube.


Le attività di boicottaggio governative sono già partite, ma questa volta, con la complicità dei social network, della principessa Adila e dei media (anche arabi) qualcosa potrebbe cominciare a girare.
In bocca all'autista sorelle



7 commenti:

Daniele Mattioli ha detto...

Non esiste un solo Mondo, a questo Mondo. Sopratutto per le donne.
Poi parlatemi di civiltà, eh?

Adriano Maini ha detto...

Faccende che fanno proprio odiare certa presunta appartenenza all'umanita!

Alberto ha detto...

L'ho già detto parecchie volte. Se rivoluzione ci sarà in quel mondo, rivoluzione nel profondo, sarà merito delle donne.

Trippi ha detto...

Daniele: pazzeschi gli inviti a punire le disobbedienti "andrebbero picchiate" oppure i compromessi "va bene se guidano in campagna"

Adriano: temo che sia tipico dell'essere umano volere controllare e prevaricare

Alberto: temo non se ne venga a capo senza la complicità degli uomini, ma va bene anche il loro sostegno passivo! Purchè non ostacolino ;-)

Chit ha detto...

Ogni azione di rivendicazione degli elementari diritti delle persone non può che trovare il mio totale e completo sostegno, soprattutto se come in questo caso, il tutto viene fatto su basi di non violenza!?!

Un sincero in bocca al lupo alle sorelle siriane ed a tutti coloro che pagano ancora sulla propria pelle questo tipo di discriminazioni ;-)

Alberto ha detto...

Ti segnalo questo mio vecchio post sulle donne in Iran. Ciao.

Trippi ha detto...

Sull'Iran mi trovi perfettamente allineata, infatti le rivolte sono iniziate ben prima che nel resto del mondo islamico. Ci sono donne, li, quelle poche che sono rimaste, che hanno conosciuto la libertà il pre-komeini. Sulle giovani universitarie iraniane ti consiglio il bellissimo "leggere Lolita a Teheran" di Azar Nafisi

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