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mercoledì 15 giugno 2011
Women2drive, Donne arabe al volante
Ci sono attività quotidiane che diamo per scontate, come mettersi alla guida per accompagnare i figli a scuole e poi procedere per l'ufficio, caricare i sacchetti della spesa nel portabagagli o prendere l'auto per fare visita a un'amica. Ma se tutto questo ci fosse vietato? Se non ci fosse consentito guidare? Se per tutte queste banalissime commissioni dovessimo dipendere da un uomo? Un marito, un fratello o addirittura, in mancanza di uno di essi, da un autista a noleggio?
Calcolate, insomma di dovere aggiungere al vostro budget mensile, anche questo peso, oltre quello per la babysitter o l'asilo e le mille altre gabelle con cui ci si deve arrabbattare.
In Arabia Saudita le donne stanno tirando su la testa, un pò per motivi economici, più che strettamente culturali, un pò perchè quel vento del nordafrica deve essere arrivato fin li. Dopo l'arresto di Manal Al Sharif, che ha trascorso 10 giorni in prigione per aver guidato, si è mosso qualcosa. La giovane è diventata un icona e questo venerdì, il 17 giugno le donne saudite si metteranno in moto in base a questo appello:
1) Non ci sarà un luogo prestabilito dove riunirsi, semplicemente ogni donna che potrà farlo si dovrà mettere al volante
2) A guidare dovrebbero possibilmente essere cittadine di altri Paesi in possesso di una patente valida
3) L’atto di disobbedienza dovrebbe essere videoregistrato e postato su Youtube.
Le attività di boicottaggio governative sono già partite, ma questa volta, con la complicità dei social network, della principessa Adila e dei media (anche arabi) qualcosa potrebbe cominciare a girare.
In bocca all'autista sorelle
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