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martedì 22 febbraio 2011

Una lunga storia d'amore...

"baciamo le mani"
Mentre l'Egitto aumenta le guardie di frontiera, la Lega Araba convoca una riunione straordinaria, a Nalut, pochi chilometri dalla Tunisia, i manifestanti minacciano di fermare l'afflusso di gas verso l'Italia chiudendo il gasdotto che passa proprio per la loro provincia. In un messaggio pubblicato sul sito Internet del gruppo di opposizione«17 febbraio», si legge che rivolgendosi «all'Unione Europea, e in particolare all'Italia, la gente di Nalut ribadisce di far parte di un popolo libico libero e, dopo il vostro silenzio riguardo le stragi compiute da Gheddafi, ha deciso che interromperà dalla fonte l'afflusso di gas libico verso i vostri paesi, chiudendo il giacimento di al-Wafa che attraverso la nostra zona porta il gas verso l'Italia e il nord Europa, passando per il Mediterraneo». I manifestanti di Nalut sostengono di aver preso questa decisione «perché voi non avete fermato lo spargimento di sangue della nostra gente e del nostro caro paese avvenuto in tutte le città libiche. Per noi il sangue libico è più prezioso del petrolio o del gas». Il messaggio è firmato «la gente delle zone occidentali dalla regione di Nalut».
fonte Corriere

2 commenti:

Adriano Maini ha detto...

Il pensiero, e la solidarietà, non possono non andare al popolo libico vessato e massacrato dal turpe regime di Gheddafi.

Daniele Mattioli ha detto...

Dopo tutto quello che non abbiamo fatto, mi pare il minimo. Qualcuno spera in una primavera anticipata, per non avere freddo. Io, invece, mi auguro temperature gelide ancora per un bel pezzo: solo così molte persone penseranno a quei cristi che fermano le bombe con le mani nude.
Perchè, per colpire un certo modo di pensare, l'unica è andare nel portafogli o nella vita comoda. dell'Occidente.

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