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giovedì 17 febbraio 2011

Ansioso, evitante o sicuro?


Ho appena finito di leggere l'articolo sul "manuale d'amore degli scienziati" su Repubblica.it.
Il libro "Attached. The New Science of Adult Attachment and How it Can Help You Find, and Keep, Love", uscito a gennaio negli USA, è una sintesi sulla teoria dell'attaccamento. Gli autori, i due scienziati americani Amir Levine (psichiatra e neuroscienziato) e Rachel Heller (psicologa alla Columbia University), hanno elaborato 3 profili (ansioso, evitante o sicuro) che detterebbero la possibilità o meno di portare avanti con successo una relazione amorosa. Il profilo di ciascuno, nel rapportarsi al partner sarebbe dettato dall'insieme di esperienze affettive e sessuali precedenti. Secondo i due studiosi ci sono rapporti che sono condannati sin dall'inizio, perchè tra un ansioso e un evitante non potrà mai funzionare, mentre quando uno dei due è sicuro l'altro (evitante o insicuro) potrebbe evolversi/cambiare e diventare a sua volta sicuro. Per capire che tra un ansioso e un evitante non  c'è storia non c'era mica bisogno di un libro direte voi? Eh si, facile a dirsi quando si naviga tra le acque tranquille di una relazione stabile (finchè lo è), ma quando si cerca l'anima gemella tutti questi automatismi sballano. I single e le single insoddisfatte della loro singletudine migrano dal parere dell'amico/a, al manuale di self help fino ad arrivare all'affinità di coppia astrale, passando per la palla di vetro, i fondi di caffè e la lettura dei tarocchi.
Senza facile ironia, perchè ci siamo passati tutti (o almeno le tenutarie di questo blog). Perciò se se sei donna e stai leggendo queste righe con un'alzata di spalle e un sorrisetto di superiorità non gongolare troppo e soprattutto non dire "di quest'acqua non bevo" perchè non conto le single convinte o le naufraghe spiaggiate dopo anni di navigazione nelle acque chete di una relazione stabile che ho visto precipitare nel circolo vizioso di comportamenti autolesionistici e compulsivi (o perchè si innamorano della persona sbagliata o perchè il loro punto di riferimento ne trova un altro, in genere più giovane e carina). 
 
Postilla finale
Ho provato a fare il test e sia io che il SDT siamo "sicuri", beh si, a volte forse troppo!! Infatti la nostra relazione per lo più scorre liscia ma quando ci scontriamo, sono battaglie epiche!!!
Sul sito Attached potete trovare maggiori informazioni e provare a tracciare il vostro profilo, quello del partner (o della persona che state frequentando) e quale potrebbe essere la compatibilità tra di voi.
Buon divertimento

4 commenti:

Adriano Maini ha detto...

C'é da riflettere, invero!

chit ha detto...

Sempre difficile "schematizzare" o cercare di uniformare i rapporti ma sicuramente letture come queste fanno meditare...

alianorah ha detto...

Nessuno, NESSUNO, è mai sicuro in amore.

Trippi ha detto...

Adriano: sicuro, anche se a volte quando l'amore diventa oggetto di studio degli scienziati resto un pò perplessa.

Chit: sono d'accordo con te, ma io ho semplificato parecchio, in effetti nessuno status è definitivo, cambiamo, ci evolviamo a seconda del partner e delle esperienze passate e spesso siamo un mix di queste caratteristiche.

Alianorah: il termine sicuro non è inteso come "sicuro di se", ma più nel senso di non morboso/ansioso/asfissiante o nel senso opposto di uno che non voglia impegnarsi seriamente (questo può essere anche un atteggiamento no consapevole). Sono d'accordo con te, la sicurezza, in senso stretto, non esiste (ma anche si, e infatti si prendono delle grandi palate in faccia!!), non solo nei rapporti di coppia, ma in tutti i campi. Poi si può avere un atteggiamento sicuro, ma questa un'altra questione.

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