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martedì 22 settembre 2009

Questa non è una pipa


"Questa non è una pipa"
Magritte surreale e affatto didascalico ci tenne a spiegare e a rivendicare con questa provocazione il potere dell'arte e dell'immaginazione. Quella del quadro non è realtà ma è una sua rappresentazione. Allo stesso modo i francesi, popolo ipocondriaco oltre che estremamente pratico, sta pensando di correre ai ripari prima che i danni del fotoritocco mietano troppe vittime tra le giovanissime.
Approda così nell'assemblea legislativa d'oltralpe la richiesta di apporre un bollino sulle foto modificate utilizzate a finipubblicitari e di marketing.
Sono perfettamente d'accordo, non per perbenismo o rigurgiti bacchettoni, ma perchè spesso l'immagine di stacchi di gamba chilometrici, glutei alti che sfidano la forza di gravità e denti candidi mi creano un senso di disagio. Chiamatemi pure rosicona, ma mi piacerebbe davvero un ritorno alla normalità.
Non è solo il clima di austerity causato dalla crisi, ma è il senso di fastidio e di perenne inadeguatezza che generano questi corpi perfetti artisticamente modificati a spingere donne non per forza giovanissime a cercare di raggiungere modelli impossibili.
Certo non basterà la scritta "attenzione quest'immagine è ritoccata" a sciogliere i nodi che ci sono stati tessuti dentro e fuori di noi da questa visione maschiocentrica del mondo, ma mi auguro con tutto il cuore che servano a rimettere le cose e i corpi nella giusta dimensione.

Sherazade


6 commenti:

Crimilda ha detto...

Sono d'accordo pure io. Chiaramente non è così semplice come si vede in video ritoccare una persona ma è esplicativo di come la realtà è molto alterata. Già lo si fa per i prodotti (biscotti, auto ecc) scrivere nelle note legali: questa immagine ha scopo puramente descrittivo e non è reale, perchè non farlo pure per le modelle

cinciamogia ha detto...

In realtà il ritocco che si vede nel tuo video secondo me è molto blando, photoshop usato bene può distorcere la realtà in modi impensati.
Mi sembra che avessero cominciato con le pubblicità dei mascara, nelle quali adesso è obbligatorio scrivere che l'effetto delle ciglia nella foto è ottenuto aggiungendo ciglia finte (e non è il mascara che quando ce lo compriamo noi comuni mortali non funziona come sulle modelle perchè siamo noi a essere brutte e cattive).

Demonio Pellegrino ha detto...

io invece non sono d'accordo per niente. Anzi, reputo la proposta la riprova di come siamo ormai diventati degli omunculi che aspirano solo alla mediocrita'.

Mi spiego: da sempre il corpo umano e' stato idealizzato nell'arte. Pensate davvero che le statue greche e romane, o quelle di Michelangelo che guardiamo rapiti riflettano la realta' dei corpi umani? Certo che no. Rappresentavano un ideale di corpo. Credete che il David saprebbe ancora affascinarci se avesse avuto la panza molle e le tette da uomo? Certo che no.

Ma nell'antichita' l'uomo ASPIRAVA al meglio, all'ideale. Ora invece vedere questo ideale riprodotto (la pubblicita' e' una forma d'arte) e' fonte di fastidi per la propria inadeguatezza.

Non vogliamo piu' l'ideale: vogliamo che tutti siano mediocri come noi.

Crimilda ha detto...

@demonio io ci lavoro nella pubblicità, definirla arte mi pare davvero un po' troppo. Forse quando tutto ebbe inizio, ora no. Ora chi paga, crea. Infatti due tette pure per un trattore.

@cinciamogia, in realtà il ritocco che si vede nel video è solo Fluidifica, che se lo stampi viene una schifezza. E per i miracoli ancora non siamo attrezzati. Diventano visi plasticoni, come l'oreal ad esempio.

E per finire, la farah fosset era perfetta? no, eppure la reputavamo bellissima.
E' l'omologazione delle persone che non va bene. E a proposito, sapete le modelle ora le ingrassiamo? perchè non sono più donne, niente culo, niente tette. La perfezione non è di questa terra.

Sherazade ha detto...

@ Crimilda e Cincia su youtube è strapieno di video di donne obese trasformate in silfidi dal fotoritocco. Ho preferito mostrare come anche poche mosse possano trasformare una foto.

@ Demonio una creazione artistica è la visione della realtà di un artista o di quello che è stato il suo mecenate. L'uomo e la natura ne escono sempre e comunque deformati (in meglio come nel caso del David, ma anche in peggio in certe opere di Botero e in certa performing art). Anche quando l'artista si è posto l'obiettivo di essere il più realista possibile ha finito comunque con il deformare la realtà (come in certe opere del realismo lombardo che hanno portato all'estremo degli input leonardeschi). Sarà colpa degli epigoni che tendono sempre a esagerare una tendenza portandola all'estremo? Sarà colpa dell'incapacità delle masse di distinguere il reale dal falso? C'è comunque una differenza di fondo tra i modelli di bello ideale del classicismo e del neoclassicismo cui aspirare e la riproduzione del bello ideale taroccato di oggi. La perfezione del David cui fai riferimento, o i corpi perfetti riprodotti dagli artisti erano funzionali al racconto di una storia che conteneva una morale. Quei corpi appartenevano a DEI o a chi ha sconfitto gli Dei, o a persone dall'animo nobile e puro: non potevano essere meno che perfetti...
Certo va bene che ognuno di noi possa aspirare al meglio, ma personalmente non penso che la discriminante tra medio e alto livello cui fre riferimento stia nel primo piano di un culo svettante fine a se stesso.

Crimilda ha detto...

PS: quello è il mio lavoro. lo faccio di professione ritoccare

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