ancora miti, riti e liturgie di abbordaggio metropolitano

Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta coppia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta coppia. Mostra tutti i post

venerdì 25 marzo 2011

Com'è bello tradire, a Milano

fonte foto
Se hanno ragione gli avvocati matrimonialisti, secondo quanto riportato da questo loro articolo sull'aumento delle infedeltà coniugali sul posto di lavoro, bisogna preoccuparsi se:
1) si abita a Milano/Roma/Bologna/Torino e (al sud )Napoli
2) il proprio partner lavora in ospedale/cliniche/studi professionali/redazioni/uffici pubblici/banche
3) il proprio partner si rifiuta/si porta il telefono appresso/lascia tracce evidenti (ricevute e la classica macchia di rossetto sulla camicia).
Sul fatto che spesso padri ignari allevano figli altrui avevamo già parlato, ma a quanto pare, complici le tecnologie, aumentano i "cornuti smaliziati" che non si fanno scrupolo di improvvisarsi investigatori e sfruttare le tecnologie per spiare il compagno/a o accedere a posta elettronia e, naturalmente, account facebook!



Se è vero che in amore e in guerra non esistono regole, fino a che punto ci si può spingere per smascherare il traditore? E una volta scoperto?
Negli ultimi 10 anni si è sviluppato un mercato fiorente di dispositivi elettronici (registratori, microfoni direzionali, videocamere nascoste, cimici) che sebbene vietati dalla legge sono facilmente reperibili al mercato nero o attraverso internet. Molti coniugi sospettosi di essere traditi si trasformano in veri e propri detective ed acquistano tali congegni anche a rischio di essere denunciati penalmente. In commercio esiste un software in grado di far risalire alla password della posta elettronica o di facebook della persona spiata. Inoltre sta aumentando la vendita dei kit per verificare il Dna dei figli, acquistabili per pochi euro via internet tutte le volta si ritenga legittimo e fondato il sospetto che la moglie sia stata infedele. Nell’80% dei casi i disconoscimenti di paternità vengono richiesti per il secondo figlio. Tuttavia, al di là degli investigatori e delle cimici, la lettera anonima che racconta la tresca resta sempre il tallone d’achille dei traditori.
Come si evolvono le storie una volta appurata la verità? Beh dipende dalla coppia, ma a volte, non si è pronti ad accettare la realtà.
Ricordate la signora che aveva trovato viagra e bambola gonfiabile nell'auto del marito? Aveva accettato come buona la risposta del compagno, i trastulli appartenevano all'amico single cui aveva prestato l'auto. Ma il tarlo del dubbio, una volta insinuato, è difficile da togliere, così dapprima si è organizzata una serie di appostamenti davanti all'azienda di lui comprensivo di tour di spionaggio durante la pausa pranzo. Per finire poi con il comprare lo smartphone (lei tecnosaura) identico a quello di lui (nuovo e complicato da usare) per riuscire a controllare rapidamente eventuali messaggi e registri chiamate. E così via di seguito in una spirale autolesionista in cui in tutta evidenza c'era un'altra da parecchio tempo. E' andata a finire che lui un giorno è tornato a casa e le ha detto che la piantava, andava a vivere con l'altra.
Ostinazione e incapacità di accettare la verità per essere sicura che le cose stessero davvero così è andata a controllare che effettivamente i due avessero preso casa insieme arrivando a verificare i nomi sul citofono!
La domanda è sempre la stessa, fino a che punto possiamo perderci per amore (o per possesso)?



martedì 8 febbraio 2011

Oltre il dolore

locandina - Rabbit Hole è tratto dal romanzo di Terry George pubblicato nel 2007 con il titolo "Reservation Road", dramma familiare che racconta il difficile lutto di una famiglia spezzata dalla morte del figlio rimasto ucciso in un incidente stradale.



Perchè per quanto in quei momenti si pensi che il mondo non possa continuare a girare, che sia impossibile andare avanti, che tutto debba cessare, che noi non avremo mai la forza alzarsi e trascinarsi fino alla fine di un altro giorno... poi diventa sopportabile.

Dall' 11 febbraio al cinema.
Spero di riuscire a vederlo.


giovedì 27 gennaio 2011

Io, mammeta e tu

Quel mostro di suocera, Jennifer Lopez, Jane Fonda - 2005
Chissà quante, come me, hanno avuto la suocera generale, tante, invece, quella invadente, ma la peggiore in assoluto è la quella che ti sposi insieme al figlio!!!
Così non posso fare a meno di compatire la povera sposina che in aeroporto, alla partenza per il viaggio di nozze, oltre al neoconsorte si è ritrovata anche la neosuocera. Nessuno stupore se dopo un mese di convivenza a tre forzata, abbia deciso di darci un taglio, con entrambi!
Certo che a parte questi casi estremi e quelli personali di un passato non troppo lontanto ecco i motivi per cui in genere non si va d'accordo con la suocera:
◦perché interferisce nella vita di tutti i giorni (23%)
◦perchè coccola troppo il proprio figlio (20%)
◦perchè “rovina” i nipoti (18%)

E voi? Che rapporto avete con la madre della vostra metà?




mercoledì 10 novembre 2010

Comincio presto, finisco presto e di solito faccio da sola

la signora Luisa che di solito non pulisce il
Ed ecco che oggi un pò su tutte le testate online trovo il riferimento al carico di lavoro che graverebbe sulla donna. Così dopo averci indorato la pillola con il contentino che in realtà amministriamo noi il budget familiare (ma va?!), ora salterebbe fuori che gli uomini aiuterebbero un pò di più le proprie donne lavoratrici, ma poi a guardare le percentuali (per me ottimistiche) c'è da sganasciarsi dalle risate. Mentre leggo i mestieri che i signorini farebbero o meno tra le pareti domestiche mi sembra di sentire l'eco dello spot pubblicitario dei tempi in cui le colf si chiamavano "donne delle pulizie" ed erano italiane:
"Sono Luisa comincio presto, finisco presto e di solito non pulisco il water".
Sarà perchè anche loro piuttosto che mettere le mani, ma anche i guanti, e pulire i sanitari si farebbero crocefiggere?
Anche se tra me, donna lavoratrice, e mia madre, lavoratrice, madre di 4 figli e pignola come adesso vedo solo certi uomini, c'è un abisso nella gestione delle fatiche quotidiane.
I ricordi di mio padre con una ramazza in mano o una spugnetta per lavare i piatti si contano e infatti sono giustamente entrati nel mito. Non posso dire lo stesso del mio ex, che era capace di rivoltare come un calzino il monoloculo in cui convivevamo per ripulire gli interni degli armadi con una cura e una tenacia che a me provocava spasmi di insofferenza al solo pensiero. Gliene devo dare atto e merito, era capace di darsi alle pulizie di fino, quelle che si affrontavano quelle 3/4 volte l'anno (dopo averle rimandate fino all'irrimandabile), con lo stesso spirito con cui certi generali vanno alla guerra. Sul quotidiano però, apriti cielo, o meglio, ogni tanto speravo si aprisse uno squarcio sul pavimento e lo ingoiasse. Oltre lo stiro dei propri panni e la cucina non andava. Nelle prime fasi della convivenza avevamo posto la regola "chi cucina non lava i piatti". Ma si sa queste norme finiscono con l'evaporare non appena sentono il terreno ben solido sotto i piedi, tra un suo esame universitario (che naturalmente studiavamo in due) e un turno proibitivo al lavoro la regoletta aveva finito con il valere solo quando era lui a cucinare (in tal caso i piatti me li smalloppavo io) mentre se ai fornelli ci stava la sottoscritta finiva con il sciropparsi anche i piatti e le padelle.
Penso sia per questo che dopo la rottura ho dimenticato persino come si cucinava un piatto di pasta. I fornelli poi, sono diventati la mia nemesi per un anno e mezzo buono.
Con il Signore delle tempeste, il fidanzato nonchè convivente attuale nessun problema per le mansini quotidiane, in genere non devo invogliarlo a sparecchiare, ma bloccarlo perchè mi fa sparire tutto di torno mentre sto ancora mangiando. Non ho ancora capito se sia il suo modo per tenermi in forma o una qualche mania compulsiva, temo la seconda. Ogni tanto, poi, mi fa pensare che voglia conseguire una laurea in ingegneria applicata per come affronta il carico della lavastoviglie o le pieghe di una camicia. Naturalmente lui è convinto di essere più bravo di me in queste mansioni, mi piace confermargli questa sua convinzione piazzando di traverso qualche coltello o qualche mestolo quando sono io a creare archittetture postmoderene tra i cestelli della lavapiatti. Mi piacerebbe creargli altrettante sicurezze anche in settori che lui esita ancora ad affrontare con la giusta competizione, come la teoria e tecnica del passaggio dell'aspirapolvere. Ma anche propinargli l'inceratura del pavimento con spazzolone e straccio come una sfida a curling non sarebbe male. Sullo smontaggio e rimontaggio di tende e relativi bastoni al momento è imbattibile, così come nel passare i vetri di specchi e finestre. Ma qui siamo nell'ambito dello straordinario, attività che non si fanno certo tutti i giorni e qui, la vera impresa è non tanto, o non solo convincerlo a farlo o a darmi una mano, ma sperare che vada a farsi un giro e mi lasci lavorare in pace senza lamentarsi per il rumore!


mercoledì 29 settembre 2010

L'amore è....(18)





Cercare di convincere il partner che applicare uno specchio sul soffitto sopra il lettone, piuttosto che un tv ultrapiatto... può essere un intrattenimento più intrigante


Sherazade





mercoledì 21 aprile 2010

Mai stata sposata

fonte foto

Alla tenera età di 37 anni (38 a luglio, ma non li dichiarerò fino al giorno del compleanno) rientro pienamente in tutte le statistiche nazionali, in modi talvolta imbarazzanti. Ed ecco che tra studi e ricerca del contratto di lavoro perduto il mio stato civile è "libero": nessuna gravidanza, due convivenze e mai stata sposata.
Fino ai 34 la domanda arrivava a tutti i matrimoni di amiche e parenti "e tu quando?". Poi hanno smesso di chiedermelo, forse per raggiunti limiti di età o perchè hanno capito che non era cosa. La mia più cara amica, in arrivo dalla Sardegna a Milano con un pancione di oltre 8 mesi che non voleva entrare nello spazio tra i sedili dell'aereo, non volle mancare alla mia laurea "visto che non hai intenzione di sposarti, voglio assistere almeno a questa cerimonia".
Se proprio devo dirla tutta, quando finì la mia prima convivenza (poco dopo la sua cerimonia di laurea) tirai un sospiro di sollievo per non avere mai ceduto a pressioni e condizionamenti. Già solo il pensiero di averla scampata da tribunali e avvocati che sancissero la fine della mia relazione leniva parte del dolore che mi provocava la sensazione di fallimento.
Sulle capacità terapeutiche del ballo dopo una separazione e di quanta gente ci si butti a capofitto quando si ritrova sola abbiamo già parlato abbondantemente sia io che Chica Mala. Ma è proprio con le persone conosciute tra le piste di salsa che ho avuto i discorsi più illuminanti in materia.
Dopo i 30 la parola matrimonio ha un peso pazzesco sin dalle prime battute di una nuova storia. Così il rettile mi spiegò la sua teoria: "le ragazze fanno di tutto per mettere un anello e fare un figlio prima dei 30 rompendo le scatole ai propri fidanzati e futuri mariti per impedire loro di avere una vita autonoma, dopo fanno di tutto per recuperare tutto quello che non hanno fatto prima e cercano di piantarli in casa con i pargoli". La teoria mi venne confermata da un mio compagno di corso che mi spiegò di essere capitato con donne (zoccole, diceva lui) che sostenevano di volere una storia seria, mentre in realtà ce l'avevano già e cercavano solo dei diversivi (uomini giocattolo). Io vedevo e vedo tuttora più frequentemente, donne passare da una relazione improbabile a una assurda, alla ricerca dell'uomo che le dovrebbe ricollocare a riposo tra le mura domestiche, quello con cui fare un pargolo prima che l'orologio biologico dica stop.
Gli uomini, dal canto loro, si dividono in due tipologie 1) quelli che magari sono (già stati) sposati e ritengono di avere già dato anche per le prossime vite, terrorizzati dall'idea di essere il fattore di turno, li riconoscete perchè evaporano non appena vedono qualche oggetto femminile dimenticato nella propria abitazione e/o superano i due mesi di frequentazione e 2) quelli che invece non vedono l'ora di trovare una donna che abbia voglia di mettere su famiglia senza trovarla e spesso si accasano con la prima che fa capire di essere d'accordo. Non ho mai capito perchè le due tipologie di donne e di uomini finiscano con il mescolarsi così male.
Per quanto mi riguarda ho sempre pensato che avrei cambiato idea sulle nozze solo se fosse nato un figlio (che nella mia prima convivenza non volevo e mi guardavo bene dal fare arrivare) per tutelare il piccino davanti alla legge. Perchè nonostante il gran parlare di adozioni e le pressioni per far rientrare anche nel nostro ordinamento i matrimoni omosessuali, la verità è che i figli naturali (nati fuori dal matrimonio) non hanno gli stessi diritti dei figli delle coppie sposate (legittimi). Cambia tutto, perfino i vincoli di parentela, dunque gli assi ereditari (non pensate ai soldi, o perlomeno non solo a quello, ma all'affidamento se dovesse succedere qualcosa ai genitori) e i tribunali che si occupano di loro (quello dei minori anzichè il tribunale ordinario).
Assurdo se si pensa che secondo le ultime statistiche tra 10 anni il 50% dei bambini nascerà fuori dal matrimonio. Già adesso siamo al 20%, una percentuale insospettabile fino a non molto tempo fa.
Basta guardarsi intorno, quanti di voi hanno amici/cugini/vicini conviventi e con figli? Probabilmente la vostra risposta cambierà a seconda della residenza: al sud e nella mia isola il matrimonio regge ancora. Al nord, invece, vacilla da un pezzo e prende piede un nuovo profilo di famiglia italiana (ma anche al sud la tendenza è questa, seppure alla moviola) in cui il matrimonio arriva a "coronamento" di una relazione, dell'ampliarsi della famiglia e arriva dopo fidanzamento/convivenza/nascita dei figli (quando arriva).
Per farla in barba alle statistiche però, a giugno andrò alle nozze di una vecchia amica, mia coetanea, che si sposa dopo 4 anni di convivenza. Sarà una cerimonia semplice seguita da un breve rinfresco, infatti a parte i familiari della coppia saremo solo 4 invitati per sposo (con relativi partner). Una cosa è certa, con l'aumentare dell'età e della latitudine aumenta la sobrietà e diminuiscono le persone, ma ho la sensazione che la scelta sia davvero matura e consapevole, da festeggiare con le persone che contano.

giovedì 11 marzo 2010

Le ciambelle senza il buco



Di Trippi

Sarà perchè la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo, sarà perchè le sorprese in amore non mi sono mai piaciute, le improvvisate al fidanzato le ho sempre evitate come la peste.
Sai mai cosa puoi trovare quando ti precipiti dall'innamorato senza comunicarglielo?
Stesso trattamento per me, grazie! Perchè è inutile compiere imprese rocambolesche per essere carine se lui ti si fionda a casa senza comunicartelo e tu hai le mani e i capelli (che sfuggono dal mollettone) nella candeggina o nell'ammoniaca.
Perchè miete più vittime in amore un pigiamone sformato o un tutone da combattimento contro lo sporco che il tradimento!

Dunque niente viaggi non dico oltreoceano, ma neanche da Milano a Treviso, se non si è prenotato un albergo in cui si possa dormire anche in sigh, solitudine, se le cose dovessero buttare male.
Mi raccomando, niente feste di compleanno segrete, sai mai come puoi tornare a casa (mi viene in mente il povero Wikus Van De Merwe di District 9: "penso di essermela fatta nelle mutande")! O che sorpresa ti può riservare il festeggiato con tanto di pubblico.



Ecco perchè non mi sono meravigliata quando ho letto l'agenzia su questo povero sfigato tedesco che ha cercato di introdursi a casa della fidanzata con vino e fiori ed è stato inseguito e arrestato per effrazione. Gli è andata anche bene, una fidanzata un pò estremista, magari negli USA, scambiandolo per un ladro, avrebbe potuto farlo secco!

Insomma visto che tutte le ciambelle non riescono con il buco, perchè non limitarsi ad andare sul sicuro e soprendere si, ma nell'ambito del controllabile e del verificabile. Nessuno pretende cuori nel cielo o fuochi d'artificio, perchè anche li gli inconvenienti sono dietro l'angolo! Alla maggior parte delle donne basta un mazzo di rose inaspettato (consegnato di persona, dopo aver suonato il campanello e aver aspettato che si apra la porta). E se costano troppo, vanno bene anche le margherite o i fiori di campo!

lunedì 25 gennaio 2010

L'amore è eterno.. finchè dura!


di Sherazade

Che tempi tristi i nostri! Tempi di cinismo e di caduta dei valori, tempi in cui i punti di riferimento, le certezze di cui godevano i nostri nonni per noi non sono più neanche mito. A volte semplice aneddoto. Così cade anche l'ultimo baluardo dell'amore eterno del nostro povero, sovraffollato mondo!

Anche i cigni divorziano. E mica aspettano tanto. Altro che crisi del settimo anno. Anche loro spinti dai ritmi compulsivi dei nostri tempi, dai viaggi e dalla paura della solitudine, si sono traditi reciprocamente e rifatti una vita di coppia dopo appena due anni di (in)felice unione!

Separazione consensuale? Attrazione fatale per altri due partner? Alle future uova l'ardua sentenza!

Che prospettiva resta a noi donne cresciute e pasciute con la favola dell'amore eterno? Forse hanno ragione le menti logiche, quelle che sostengono che con queste prospettive di vita così lunghe cambieremo il nostro modo di approcciarci alla vita, strutturandola in ventenni (ottimisti!!).

D'altra parte quanto sarà durato l'amore eterno delle fiabe? Quello di Cenerentola, Biancaneve e Rosaspina? Tolta l'ultracentenaria Bella Addormentata, che ha passato un centinaio d'anni ibernata in attesa del fatidico bacio, quante di loro saranno diventate nonne? Quante saranno sopravvissute ai parti? O quante rimaste vedove perchè il principe , soppravvissuto a magie e incantesimi non è scampato alla gotta?


Noi ultratrentenni in bilico sugli anta siamo già entrate nell'ordine di idee della precarietà da un pezzo, abbiamo spesso un rapporto fallito o logoro alle spalle e ancora più sappiamo che alterneremo matrimoni e convivenze ad annate di singletudine. Ma siamo davvero così pronte a rivoluzionare vita, partner e abitudini per darci nuove occasioni di sperimentazioni di se? Siamo davvero completamente diversi o intenzionalmente modificati in base a obiettivi, aspirazioni, liposuzioni a seconda del decennio e del partner?

Dal mio punto di osservazione vedo che la prima relazione stabile, quella che porta al matrimonio, alla prima convivenza, ai primi figli, può arrivare a 15/20 anni. E quelle successive?


Rotto il primo rapporto, quello più difficile da recidere, non diventa tutto più semplice? Capito come funziona non siamo forse in grado di sentire subito la puzza del rapporto stantio, rompere gli ormeggi e abbandonare la zavorra? Significa che mano a mano ci strutturiamo psicologicamene per ventenni/decenni/quinquenni?

Personalmente non so cerco di costruire un rapporto solido giorno dopo giorno, certo, ma con la consapevolezza che l'amore è eterno... finchè dura!


giovedì 15 ottobre 2009

Il sottile fascino del dogging


di
Sherazade


Ho appena visto il trailer del film sul "dogging" la pratica di fare l'amore in pubblico. In realtà sarebbe più corretto dire in luoghi pubblici. Con il rischio o il gusto di essere scoperti. Non sapevo che fosse una pratica. Faccio un giro su youtube e scopro che è pieno di "cultori della materia". Mentre guardo i filmati la mente parte e mi chiedo se io sia mai stata una dogger involontaria.
Ed eccomi a ricordare nasi arrossati e maglioni incastrati dei miei 15anni. Quella stretta dell'eccitazione al basso ventre, il mix di aliti caldi e mani gelide. La paura di essere beccati nell'angolo del portone sotto casa o in quello ad angolo nel percorso dal corso a casa.
Dopo l'adolescenza l'auto toglieva un pò di quel freddo e strati di vestiti con il motore avviato. Mani, guance, capelli a disegnare impronte sui vetri gocciolandi di condensa.
Da adulti poi, la fretta di accedere al motel, i documenti pronti, mani, labbra e sensi a rendere più interessante l'attesa, impegnati in uno spinning difficile da bloccare davanti al vetro del cassiere, abituato a vedere di tutto.
Niente poi come l'urgenza in una coppia fresca, quando la passione è ai suoi massimi livelli e il sangue si concentra tutto in una zona del corpo, senza lasciare ossigeno a tutto il resto. Allora boccheggianti si naufraga l'uno nell'altra in ogni luogo in cui si pensa di non essere visti. Gli spazi bui di un locale, il tragitto dal ristorante all'auto, i pianerottoli delle scale di casa, il percorso diventa un campo minato in cui esplodono i sensi.
Tutto questo mi manca, in una coppia regolare la precarietà e la passione sono sostituiti da una profonda conoscenza, dalla complicità e da un profondo senso di appartenenza. Adoro queste caratteristiche sia chiaro, e da single avrei ammazzato pur di provarle e assaporarle.
Ma in una coppia stabile o sposata, come nel mio caso, il sesso è sempre più relegato alla camera da letto, o comunque agli spazi domestici. Invece per me l'amore fuori casa andrebbe non dico istituzionalizzato, perchè finirebbe con il perdere tutto il suo fascino, ma praticato a sorpresa così perchè ti viene voglia in quel momento. Penso che non esista niente di più erotico del trasformare quello che è l'evento più noioso della vita di coppia (il pranzo dai suoceri) in una tappa alla riscoperta dell'altro. Magari non inizierò a fare dogging ma al prossimo pranzo di famiglia andrò senza biancheria intima e un intima voglia di fare un tuffo in quel campo minato.



venerdì 25 settembre 2009

Finchè noia non ci separi

fonte foto

Di Trippi

Settimana scorsa mi è capitato di leggere da qualche parte che sono in aumento le separazioni dopo i 60 anni. Scoppiano coppie unite da sacrifici e figli una volta che i pargoli lasciano il nido e vengono saldati i debiti per farglielo fare. Proprio quando si è raggiunta quella che dovrebbe essere la meta di una vita, una pensione che consenta di godersi il tempo e il partner la capacità di sopportazione dell'altro tocca il punto di rottura. Dal canto mio mi chiedo quante coppie pur separate decidano di continuare a convivere sotto lo stesso perchè non sono in grado o in condizione (economica) di fare altrimenti!

La dimostrazione empirica a questa teoria arriva da una telefonata serale di una cara amica che mi chiama per raccontarmi le ultime novità sulle bizzarrie del fronte suoceri.

Premessa doverosa è che i genitori del marito, Piccola e Volpe sembrano a prima vista una coppia affiatata, salvo poi scoprire che lui puntualmente si fa ingabolare e spolpare vivo da qualche donna e lei, ansiosa, fobica e incapace di stare sola chiede al figlio di andare a dormire da lei quando il maritino passa la notte fuori.

Così tutto l'anno scorso, quando Volpe passava da un ospedale all'altro e da un intervento all'altro dovetti spiegare io alla mia amica che il suocero per me aveva un tumore, ma visto che non ama le rotture di scatole e vuole stare tranquillo, piuttosto che doversi occupare oltre che della sua malattia anche di rassicurare la moglie preferiva tacere sulle sue reali condizioni.

Avevo ragione. Volpe riunì i figli e le nuore solo alla fine per spiegare che era tutto risolto e gli restava da affrontare la chemio.

Ecco perchè un pò per sfogarsi, un pò nella speranza di una giusta interpretazione mi racconta che Volpe è scomparso per tutto il giorno e nonostante diverse chiamate da parte dei figli e della moglie non è mai stato raggiungibile fino a sera. Quando finalmente si decide a farsi vivo salta fuori che si trova con la "sua donna", che ha saldato tutti i debiti che in qualche modo possono ricadere sulla moglie e ha parlato con un avvocato per la separazione. Le spiegazioni alla consorte e ai figli sono rimandate alla festa di compleanno organizzata per lui l'indomani.
La mia amica disperata si vede già mollare baracca e burattini messi insieme con mille sacrifici e un mutuo trentennale per andare a vivere nella villetta in affitto a prezzo modico in cui abita la suocera. La rassicuro e le dico che il suocero avrebbe tutti i diritti di rifarsi una vita che però capisco il suo disagio all'idea di perdere la sua privacy e autonomia per sacrificarla in nome delle fobie di Piccola e dei fattacci propri di Volpe. Le consiglio di fare proprio quello che il suocero detesta: rompere e avanzare pretese. Secondo me, quella che al momento sembra una decisione definitiva l'indomani davanti all'opposizione dei figli e alla prospettiva di vedersi spolpato da ex moglie e nuova donna potrebbe farlo tornare sui suoi passi. Quanto a Piccola nessun problema l'idea di riavere il suo animale di compagnia in dimensioni umane è tutto quello che vuole.

A volte mi faccio paura da sola per come avendo incontrato le persone poche volte finisco con azzeccare comportamenti e motivazioni.

Infatti: la festa di compleanno non solo va bene, ma si rivela un successone. Volpe capisce che Piccola e i figli non volgiono cedere senza lottare e alla prospettiva di dovere mantenere due donne preferisce rinunciare a trasferirsi dalla nuova, con il compromesso di poter passare qualche notte fuori. Anche perchè se il maritino ha tradito e tradisce la colpa è di Piccola che "si trascura, è grassa e non fa niente per essere attraente!".

Per festeggiare la riunione, lo scampato pericolo e il compromesso storico Piccola e Volpe, che si scambiano abbracci affettuosi davanti al loro pubblico, propongono una bella pizzata fuori con tutti i figli e i nipoti!

Le nuore scandalizzate hanno declinato l'invito ad uscire, ma si mormora che quella sera in una certa villetta si sia consumata la miglior cena da un anno a questa parte con pizza e fichi!

venerdì 28 agosto 2009

Sulla lunga distanza prevale la natura


Sono in crisi d'astinenza salsera!

Sabato scorso, nonostante non avessimo fatto niente e avessimo riposato nel pomeriggio, non siamo andati a ballare perchè lui era tutto dolorante (dalla palestra del MERCOLEDI').

A un certo punto, mentre gemeva nel letto mi ha detto che voleva essere cremato "non so se riuscirò a superare la notte".
Gli ho risposto che il vaso con le ceneri in casa non lo volevo, che se voleva potevo fare un gesto poetico: ricongiurgelo con il mare buttando il tutto nel water.

Al che mi dice piccato "tu non puoi capire il dolore..."
Io? Io sono una donna, noi donne siamo programmate per sopportare il dolore! Mestruazioni, parti e soprattutto il male peggiore: gli uomini!
Lui ha bofonchiato e si è addormentato.
Dopo aver sentito l'aneddoto mia cugina divertita dalla storia mi fa:
"ok non c'è speranza tutti uguali!?"
E io "si, fatti con lo stampino! Anche quando all'inizio fanno di tutto per conincerti di essere diversi.. sulla lunga distanza prevale la natura".

Anche per noi donne, ovvio!

Trippi


mercoledì 25 marzo 2009

"Prendiamoci una pausa"

di Trippi

Ed eccoci alla fine di marzo!
Noi ragazze corriamo dall'estetista, qualcuna corre dal chirurgo, ci iscriviamo in palestra, aumentiamo le uscite e accorciamo le gonne.. e ai maschietti? Ai maschietti si impenna l'ormone! Eh si, è arrivata la primavera!
Per tutti!
Anche per chi è fidanzato/a, dunque, aumenta la voglia di libertà e di "pause".
Ecco, l'ho scritta, la parola che più che un insieme di lettere, più che un insieme di suoni articolati dalla voce umana è peggio di un anatema per una mia amica di vecchia data. Il suo fidanzato ormai quasi storico, puntualmente, a ridosso dei cambi climatici o di vacanze o quando proprio non la regge più, invoca la "pausa". Insomma un break, un time out, peccato che una relazione non sia esattamente un incontro di basket o di baseball. Soprattutto se si è fatto il passo della convivenza e ci si è trasferite armi, bagagli, lavatrice nuova e tv al plasma a casa sua!!
Ma se l'ometto aveva l'abitudine di invocare la pausa di riflessione quando si viveva separati per quale motivo dovrebbe smettere di chiederla una volta che si convive? Anzi, se tanto mi da tanto e la pausa è proporzionale al bisogno di poter respirare un attimo più liberamente, probabilmente i periodi tra una pausa e l'altra, finiranno con l'accorciarsi proprio a causa della convivenza e della condivisione degli spazi!
Per farla breve, quando lui ha chiesto l'ennesima pausa, lei ha fatto le valigie e se n'è andata.
Che la necessità fosse nell'aria era evidente, se non altro perchè le aveva detto più volte di andarsene, che era finita, ma lei più tenace di una pianta grassa e avvinta come l'edera a lui e alla di lui casa, si è sempre rifiutata di farlo.
Fino ad adesso.
Probabilmente, pensava, sperava che lui la trattenesse.
Lui non l'ha trattenuta.
Forse credeva che lui si sarebbe fatto sentire il giorno dopo per supplicarla di tornare a riempire la sua vita e la sua casa.
Ma lui nisba!
Allora è tornata lei.
E lui le ha chiesto cosa fosse tornata a fare, non si erano "presi una pausa"?
Fin qui niente di nuovo, 'sto film l'ho già visto, i protagonisti, poi, sono sempre gli stessi. Che palle! voglio cambiare canale!!
E invece no, da brava amica ti fai saltare la serata programmata e stai li con la promozione di fazzoletti di carta da 40 confezioni e ascolti la lista di cose tremende che lui le ha fatto e che lei "non merita", interrotta da una telefonata con LUI e un sms con LUI.. ma dico non potete parlarvi faccia a faccia? Maledetto cellulare!!
Alla fine dopo tanto annuire, dopo tanti "eh lo so, sono fatti così che vuoi farci", dopo tante pacche sulle spalle e tutti i tristi rituali di consolazione dell'amica abbandonata, le ricordi che il tuo divano è sempre pronto per lei, la tua spalla pure, per i fazzoletti dovrà aspettare fino all'indomani, ormai li ha già fatti tutti e non ne hai più!
La sera successiva esce con un'amica comune (lo sai dall'amica comune) e allora l'indomani le chiedi come sia andata la serata, se si sia divertita e lei ti risponde con un sms laconico:
"abbastanza..". Resti perplessa anche perchè di solito ti fa messaggi fiume o ti chiama. Insomma la verità è che ci rimani un pò male, ma come l'altra sera eri qui a frignare e ora mi rispondi così? Però la scusi, pensi che magari sia ancora assonnata e si farà sentire con calma.
Invece dopo qualche ora arriva il messaggio di precisazione "Sai di essere la mia più cara amica, per questo ti chiedo di perdonare se qualche volta ti dovessi rispondere con freddezza. Riconosco di essere gelosa che ad altri vada bene e a me no. Sono matta e molto depressa, abbiate un pò di pazienza. Scusami tanto.".
Finisco di leggere e rimango di merda, scusate il francesismo! E no che non la scuso, le avessi mandato un messaggio in cui anzichè informarmi sulla sua serata precedente le avessi scritto quanto è felice la mia vita et similia. Mi sale la carogna sulla schiena e neanche rispondo, aspetto che scenda.
L'indomani mi chiama due volte di mattina mentre sono al lavoro, so che va a prendersi lavatrice e tv al plasma da casa dell'ormai ex fidanzato, ma mentre vedo il cellulare lampeggiare in silenzioso penso "schiacciati!".
L'indomani ho ormai sbollito, decido di chiamarla in pausa pranzo, ma non ho ancora finito di pensarlo che mi arriva un sms "Mi dispiace che te la sia presa così tanto, credevo di poter dire tutto ad un'amica e di essere capita. D'altronde è solo un momento, passerà..".
E no così non mi passa, il carognone s'era sciolto, ero pronta a riaprire le braccia magnanima e chiudere la faccenda a pizza e fichi, ma se fai così, se giri la frittata e fai pure la vittima riprendono a girarmi a velocità raddoppiata.. mi girano così tanto che manco ti rispondo. Non lo faccio neanche quando poi prova a chiamarmi più tardi. Continuo a pensare al danno che fanno a se stessi e agli altri i soggetti che soffrono di vittimismo, che ritengono di essere gli unici ad avere problemi e di portare su se il peso del mondo.
Rispondo dopo l'ufficio, mentre corro a recuperare la macchina per andare ad ammazzarmi in palestra con un corso suicida abbatti-grassi "Sicuramente mi passerà, perchè non mi durano le incazzature... Ma ci vuole un bel coraggio a scrivere queste fesserie sulla gelosia... A volte nel tuo vittimismo passi sopra la disponibilità e la sensibilità di persone che, x usare parole tue non se lo meritano. Personalmente mi auguro che vada bene alle persone care, scusa se pensavo fosse lo stesso per te".
Due ore dopo, all'uscita dalla palestre leggo la risposta: "Sai che è lo stesso anche per me, mi conosci da tempo ed è la prima volta che dico certe cose. E' stato un attimo ma forse hai ragione, faccio la povera vittima ma tu, da amica, non hai capito".
Al solito neanche rispondo.. non vale la pena, devo solo aspettare che mi passi, come sempre!
Nel mentre mi prendo una pausa anche io.. dalle amiche!
Maledetta primavera!

Cerca nel blog

segnala su:

socialnetworkizzaci

Bookmark and Share
Blog Widget by LinkWithin