ancora miti, riti e liturgie di abbordaggio metropolitano

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mercoledì 6 luglio 2011

"Mi sono sposata!"

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mi dice la conoscente desaparecida da quasi un anno, mentre mi ficca il dito inanellato sotto l'occhio. "Brava" rispondo "non sapevo neanche che ti fossi fidanzata". Lei tutta contenta del suo nuovo status civile spiega mentre saltella sulle ginocchia "Ma si, ci siamo conosciuti, ci siamo piaciuti e nel giro di 7 mesi eccoci qui, ci siamo sposati. Perchè se ti piaci perchè aspettare?". Già, perchè aspettare? Forse perchè hai 41 anni e hai paura di morire zitella? voglio proprio vedere se saresti uscita con la stessa frase a 21, ma anche a 31 anni, diciamo le cose come stanno. Ma questo per quanto sia dotata di una boccaccia non l'ho detto, come potete immaginare, altrimenti non sarei arrivata a raccontarlo, mi avrebbe uccisa li, strozzandomi seduta stante! Invece notando che era sola, di domenica sera, in una pista da ballo mi sono limitata alla domanda politically correct "Ma lui dov'è?". Lei con un sorriso gigantesco "lavora su turni e stasera gli tocca, ma io mica potevo stare a casa ad annoiarmi. Ho bisogno dei miei spazi. Lui non balla e poi se viene diventa geloso. Così invece, non vede e non si infastidisce".
Vabbè contenti loro!

venerdì 25 marzo 2011

Com'è bello tradire, a Milano

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Se hanno ragione gli avvocati matrimonialisti, secondo quanto riportato da questo loro articolo sull'aumento delle infedeltà coniugali sul posto di lavoro, bisogna preoccuparsi se:
1) si abita a Milano/Roma/Bologna/Torino e (al sud )Napoli
2) il proprio partner lavora in ospedale/cliniche/studi professionali/redazioni/uffici pubblici/banche
3) il proprio partner si rifiuta/si porta il telefono appresso/lascia tracce evidenti (ricevute e la classica macchia di rossetto sulla camicia).
Sul fatto che spesso padri ignari allevano figli altrui avevamo già parlato, ma a quanto pare, complici le tecnologie, aumentano i "cornuti smaliziati" che non si fanno scrupolo di improvvisarsi investigatori e sfruttare le tecnologie per spiare il compagno/a o accedere a posta elettronia e, naturalmente, account facebook!



Se è vero che in amore e in guerra non esistono regole, fino a che punto ci si può spingere per smascherare il traditore? E una volta scoperto?
Negli ultimi 10 anni si è sviluppato un mercato fiorente di dispositivi elettronici (registratori, microfoni direzionali, videocamere nascoste, cimici) che sebbene vietati dalla legge sono facilmente reperibili al mercato nero o attraverso internet. Molti coniugi sospettosi di essere traditi si trasformano in veri e propri detective ed acquistano tali congegni anche a rischio di essere denunciati penalmente. In commercio esiste un software in grado di far risalire alla password della posta elettronica o di facebook della persona spiata. Inoltre sta aumentando la vendita dei kit per verificare il Dna dei figli, acquistabili per pochi euro via internet tutte le volta si ritenga legittimo e fondato il sospetto che la moglie sia stata infedele. Nell’80% dei casi i disconoscimenti di paternità vengono richiesti per il secondo figlio. Tuttavia, al di là degli investigatori e delle cimici, la lettera anonima che racconta la tresca resta sempre il tallone d’achille dei traditori.
Come si evolvono le storie una volta appurata la verità? Beh dipende dalla coppia, ma a volte, non si è pronti ad accettare la realtà.
Ricordate la signora che aveva trovato viagra e bambola gonfiabile nell'auto del marito? Aveva accettato come buona la risposta del compagno, i trastulli appartenevano all'amico single cui aveva prestato l'auto. Ma il tarlo del dubbio, una volta insinuato, è difficile da togliere, così dapprima si è organizzata una serie di appostamenti davanti all'azienda di lui comprensivo di tour di spionaggio durante la pausa pranzo. Per finire poi con il comprare lo smartphone (lei tecnosaura) identico a quello di lui (nuovo e complicato da usare) per riuscire a controllare rapidamente eventuali messaggi e registri chiamate. E così via di seguito in una spirale autolesionista in cui in tutta evidenza c'era un'altra da parecchio tempo. E' andata a finire che lui un giorno è tornato a casa e le ha detto che la piantava, andava a vivere con l'altra.
Ostinazione e incapacità di accettare la verità per essere sicura che le cose stessero davvero così è andata a controllare che effettivamente i due avessero preso casa insieme arrivando a verificare i nomi sul citofono!
La domanda è sempre la stessa, fino a che punto possiamo perderci per amore (o per possesso)?



giovedì 27 gennaio 2011

Io, mammeta e tu

Quel mostro di suocera, Jennifer Lopez, Jane Fonda - 2005
Chissà quante, come me, hanno avuto la suocera generale, tante, invece, quella invadente, ma la peggiore in assoluto è la quella che ti sposi insieme al figlio!!!
Così non posso fare a meno di compatire la povera sposina che in aeroporto, alla partenza per il viaggio di nozze, oltre al neoconsorte si è ritrovata anche la neosuocera. Nessuno stupore se dopo un mese di convivenza a tre forzata, abbia deciso di darci un taglio, con entrambi!
Certo che a parte questi casi estremi e quelli personali di un passato non troppo lontanto ecco i motivi per cui in genere non si va d'accordo con la suocera:
◦perché interferisce nella vita di tutti i giorni (23%)
◦perchè coccola troppo il proprio figlio (20%)
◦perchè “rovina” i nipoti (18%)

E voi? Che rapporto avete con la madre della vostra metà?




martedì 13 luglio 2010

L'amore ai tempi del Viagra



Ecco l'inserzione per cuori solitari che ho scovato sul numero di ieri di DNews (pagina 30, cliccate sul collegamento per vedere il pdf), nella pagina degli annunci.
Agiatezza e impotenza come requisiti del futuro marito di una cinquantenne mi sembrano un indizio interessante di quello che resta dopo aver separato il grano dal loglio degli aggettivi inutili.
Mi torna in mente quanto detto dal suo psicanalista a una mia amica subito dopo la sua separazione. Quando lei si lamentò delle capacità di concretizzare un incontro da parte dei numerosi uomini che andava sommando, in una serie di uscite fallimentari con trentenni più facoltosi che interessanti, colta dal dubbio di un'omossessualità ormai padrona dell'intero genere maschile si sentì rispondere:
"ci sono più impotenti che omosessuali".

come conferma lo psicoterapeuta in questo video spesso

"approssimativamente metà della popolazione maschile ha sperimentato episodi di impotenza (...) i farmaci fanno scomparire il sintomo, fanno benissimo, funzionano, ma quando la causa è psicologicamente profonda il paziente si accorge la pastiglia lo sta ingannando (...)"


Mi chiedo se la signora ha qualche speranza di trovare il suo "partner ideale". Secondo voi?

lunedì 14 giugno 2010

Come sposare una vacca e restare vedovo in 24h

Come dice quel vecchio detto? Moglie e buoi dei paesi tuoi? Si sa gli antichi spesso con frasi fatte e brevi sentenze tratteggiavano la realtà con gli occhi dell'esperienza. Quello che non avrei mai immaginato è  che nel 2010 il detto venisse preso alla lettera con conseguenze disastrose.
Beata ignoranta e maledetta punizione. 
Eh si poco da ridere, ma essere costretti a sposare quella gran vacca che ti ha sedotto approfittando della tua innocenza non è mai piacevole. Soprattutto se hai 18 anni,  vivi in un isola e sei stato colto in flagranza mentre facevi sesso con quella femme fatale, provocante e infingarda. ------->>>>

mercoledì 21 aprile 2010

Mai stata sposata

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Alla tenera età di 37 anni (38 a luglio, ma non li dichiarerò fino al giorno del compleanno) rientro pienamente in tutte le statistiche nazionali, in modi talvolta imbarazzanti. Ed ecco che tra studi e ricerca del contratto di lavoro perduto il mio stato civile è "libero": nessuna gravidanza, due convivenze e mai stata sposata.
Fino ai 34 la domanda arrivava a tutti i matrimoni di amiche e parenti "e tu quando?". Poi hanno smesso di chiedermelo, forse per raggiunti limiti di età o perchè hanno capito che non era cosa. La mia più cara amica, in arrivo dalla Sardegna a Milano con un pancione di oltre 8 mesi che non voleva entrare nello spazio tra i sedili dell'aereo, non volle mancare alla mia laurea "visto che non hai intenzione di sposarti, voglio assistere almeno a questa cerimonia".
Se proprio devo dirla tutta, quando finì la mia prima convivenza (poco dopo la sua cerimonia di laurea) tirai un sospiro di sollievo per non avere mai ceduto a pressioni e condizionamenti. Già solo il pensiero di averla scampata da tribunali e avvocati che sancissero la fine della mia relazione leniva parte del dolore che mi provocava la sensazione di fallimento.
Sulle capacità terapeutiche del ballo dopo una separazione e di quanta gente ci si butti a capofitto quando si ritrova sola abbiamo già parlato abbondantemente sia io che Chica Mala. Ma è proprio con le persone conosciute tra le piste di salsa che ho avuto i discorsi più illuminanti in materia.
Dopo i 30 la parola matrimonio ha un peso pazzesco sin dalle prime battute di una nuova storia. Così il rettile mi spiegò la sua teoria: "le ragazze fanno di tutto per mettere un anello e fare un figlio prima dei 30 rompendo le scatole ai propri fidanzati e futuri mariti per impedire loro di avere una vita autonoma, dopo fanno di tutto per recuperare tutto quello che non hanno fatto prima e cercano di piantarli in casa con i pargoli". La teoria mi venne confermata da un mio compagno di corso che mi spiegò di essere capitato con donne (zoccole, diceva lui) che sostenevano di volere una storia seria, mentre in realtà ce l'avevano già e cercavano solo dei diversivi (uomini giocattolo). Io vedevo e vedo tuttora più frequentemente, donne passare da una relazione improbabile a una assurda, alla ricerca dell'uomo che le dovrebbe ricollocare a riposo tra le mura domestiche, quello con cui fare un pargolo prima che l'orologio biologico dica stop.
Gli uomini, dal canto loro, si dividono in due tipologie 1) quelli che magari sono (già stati) sposati e ritengono di avere già dato anche per le prossime vite, terrorizzati dall'idea di essere il fattore di turno, li riconoscete perchè evaporano non appena vedono qualche oggetto femminile dimenticato nella propria abitazione e/o superano i due mesi di frequentazione e 2) quelli che invece non vedono l'ora di trovare una donna che abbia voglia di mettere su famiglia senza trovarla e spesso si accasano con la prima che fa capire di essere d'accordo. Non ho mai capito perchè le due tipologie di donne e di uomini finiscano con il mescolarsi così male.
Per quanto mi riguarda ho sempre pensato che avrei cambiato idea sulle nozze solo se fosse nato un figlio (che nella mia prima convivenza non volevo e mi guardavo bene dal fare arrivare) per tutelare il piccino davanti alla legge. Perchè nonostante il gran parlare di adozioni e le pressioni per far rientrare anche nel nostro ordinamento i matrimoni omosessuali, la verità è che i figli naturali (nati fuori dal matrimonio) non hanno gli stessi diritti dei figli delle coppie sposate (legittimi). Cambia tutto, perfino i vincoli di parentela, dunque gli assi ereditari (non pensate ai soldi, o perlomeno non solo a quello, ma all'affidamento se dovesse succedere qualcosa ai genitori) e i tribunali che si occupano di loro (quello dei minori anzichè il tribunale ordinario).
Assurdo se si pensa che secondo le ultime statistiche tra 10 anni il 50% dei bambini nascerà fuori dal matrimonio. Già adesso siamo al 20%, una percentuale insospettabile fino a non molto tempo fa.
Basta guardarsi intorno, quanti di voi hanno amici/cugini/vicini conviventi e con figli? Probabilmente la vostra risposta cambierà a seconda della residenza: al sud e nella mia isola il matrimonio regge ancora. Al nord, invece, vacilla da un pezzo e prende piede un nuovo profilo di famiglia italiana (ma anche al sud la tendenza è questa, seppure alla moviola) in cui il matrimonio arriva a "coronamento" di una relazione, dell'ampliarsi della famiglia e arriva dopo fidanzamento/convivenza/nascita dei figli (quando arriva).
Per farla in barba alle statistiche però, a giugno andrò alle nozze di una vecchia amica, mia coetanea, che si sposa dopo 4 anni di convivenza. Sarà una cerimonia semplice seguita da un breve rinfresco, infatti a parte i familiari della coppia saremo solo 4 invitati per sposo (con relativi partner). Una cosa è certa, con l'aumentare dell'età e della latitudine aumenta la sobrietà e diminuiscono le persone, ma ho la sensazione che la scelta sia davvero matura e consapevole, da festeggiare con le persone che contano.

venerdì 19 febbraio 2010

Il tempo delle castagne



Di Trippi


Ogni età e ogni amore hanno i propri tempi di nascita sviluppo e morte dell'amore?

Dai primi amori idealizzati del tempo delle mele, all'esplosione di ormoni in quello delle pere, fino ad arrivare agli entusiasmi tardivi del tempo dei meloni si va a finire alla semplice voglia di compagnia, quella che bilancia la paura di stare soli?

Ci penso in questi giorni, mentre assisto al triste declino di amori tardivi dei nonnetti nostrani con colf e badanti più o meno esotiche dopo un ciclo abbastanza brevo.

Il suocero dell'amica che, dopo il tentativo di emancipazione dalla moglie e dalla famiglia per rifarsi una vita con la "sua nuova donna" (quella che assiste un suo coetaneo ed è più giovane dei suoi figli), è tornato da quella che accusava di essere una cicciona trascurata che non lo accendeva più.

Il papà del fidanzato vorrebbe allontanare la ex badante per avvicinare i figli perchè teme di non poter fare affidamento sulla nuova compagna ora che i problemi di salute si fanno sentire davvero. L'odore di kebab contrasta con la sua dieta da diabetico e le coronarie che sono già saltate una volta ululano per il terrore, l'unto e la polvere gli fanno rimpiangere le pulizie della figlia e delle sorelle. Vorrebbe allontanare lei e avvicinare i parenti, quando restiamo soli mi bisbiglia in preda al panico "non se ne vuole andare, dice che ha passato degli anni con me".

Della tanta dolcezza muliebre iniziale, della passione di ritorno aiutata da abbondanti dosi di viagra restano solo questi frutti senz'osso, senza nocciolo. Quando la novità della gioia della gioventù ritrovata tra braccia vellutate e toniche e gli aloni blu delle magiche pastigliette scemano ci si ritrova una donna in vena di emancipazione, la casa trascurata e la paura di restare soli. Perchè la ex colf si guarda bene dal pulire e la ex badante ama uscire con le amiche, la sollecitudine ormai evaporata.

Eh si perchè una volta preso possesso stabile del letto, della casa, della vita ufficiale, una volta allontanato chiunque e spremuto lo spremibile ogni velleità di sottomissione (tanto adorata dai nostri nostalgici maschi, spaventati da mogli pressanti e autonome) sparisce, come pure la forza di un vecchio di contrastare la volontà di una donna molto più giovane.


venerdì 25 settembre 2009

Finchè noia non ci separi

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Di Trippi

Settimana scorsa mi è capitato di leggere da qualche parte che sono in aumento le separazioni dopo i 60 anni. Scoppiano coppie unite da sacrifici e figli una volta che i pargoli lasciano il nido e vengono saldati i debiti per farglielo fare. Proprio quando si è raggiunta quella che dovrebbe essere la meta di una vita, una pensione che consenta di godersi il tempo e il partner la capacità di sopportazione dell'altro tocca il punto di rottura. Dal canto mio mi chiedo quante coppie pur separate decidano di continuare a convivere sotto lo stesso perchè non sono in grado o in condizione (economica) di fare altrimenti!

La dimostrazione empirica a questa teoria arriva da una telefonata serale di una cara amica che mi chiama per raccontarmi le ultime novità sulle bizzarrie del fronte suoceri.

Premessa doverosa è che i genitori del marito, Piccola e Volpe sembrano a prima vista una coppia affiatata, salvo poi scoprire che lui puntualmente si fa ingabolare e spolpare vivo da qualche donna e lei, ansiosa, fobica e incapace di stare sola chiede al figlio di andare a dormire da lei quando il maritino passa la notte fuori.

Così tutto l'anno scorso, quando Volpe passava da un ospedale all'altro e da un intervento all'altro dovetti spiegare io alla mia amica che il suocero per me aveva un tumore, ma visto che non ama le rotture di scatole e vuole stare tranquillo, piuttosto che doversi occupare oltre che della sua malattia anche di rassicurare la moglie preferiva tacere sulle sue reali condizioni.

Avevo ragione. Volpe riunì i figli e le nuore solo alla fine per spiegare che era tutto risolto e gli restava da affrontare la chemio.

Ecco perchè un pò per sfogarsi, un pò nella speranza di una giusta interpretazione mi racconta che Volpe è scomparso per tutto il giorno e nonostante diverse chiamate da parte dei figli e della moglie non è mai stato raggiungibile fino a sera. Quando finalmente si decide a farsi vivo salta fuori che si trova con la "sua donna", che ha saldato tutti i debiti che in qualche modo possono ricadere sulla moglie e ha parlato con un avvocato per la separazione. Le spiegazioni alla consorte e ai figli sono rimandate alla festa di compleanno organizzata per lui l'indomani.
La mia amica disperata si vede già mollare baracca e burattini messi insieme con mille sacrifici e un mutuo trentennale per andare a vivere nella villetta in affitto a prezzo modico in cui abita la suocera. La rassicuro e le dico che il suocero avrebbe tutti i diritti di rifarsi una vita che però capisco il suo disagio all'idea di perdere la sua privacy e autonomia per sacrificarla in nome delle fobie di Piccola e dei fattacci propri di Volpe. Le consiglio di fare proprio quello che il suocero detesta: rompere e avanzare pretese. Secondo me, quella che al momento sembra una decisione definitiva l'indomani davanti all'opposizione dei figli e alla prospettiva di vedersi spolpato da ex moglie e nuova donna potrebbe farlo tornare sui suoi passi. Quanto a Piccola nessun problema l'idea di riavere il suo animale di compagnia in dimensioni umane è tutto quello che vuole.

A volte mi faccio paura da sola per come avendo incontrato le persone poche volte finisco con azzeccare comportamenti e motivazioni.

Infatti: la festa di compleanno non solo va bene, ma si rivela un successone. Volpe capisce che Piccola e i figli non volgiono cedere senza lottare e alla prospettiva di dovere mantenere due donne preferisce rinunciare a trasferirsi dalla nuova, con il compromesso di poter passare qualche notte fuori. Anche perchè se il maritino ha tradito e tradisce la colpa è di Piccola che "si trascura, è grassa e non fa niente per essere attraente!".

Per festeggiare la riunione, lo scampato pericolo e il compromesso storico Piccola e Volpe, che si scambiano abbracci affettuosi davanti al loro pubblico, propongono una bella pizzata fuori con tutti i figli e i nipoti!

Le nuore scandalizzate hanno declinato l'invito ad uscire, ma si mormora che quella sera in una certa villetta si sia consumata la miglior cena da un anno a questa parte con pizza e fichi!

giovedì 30 aprile 2009

Terapia pre-matrimonio


Di Chica Mala

Mio papà direbbe che si tratta della solita "americanata" e non si allontanerebbe di molto. Il Wedding Running non è una una trovata di queste due simpatiche gemelle 22enni, è una, per così dire, moda importata dagli Stati Uniti.

Per combattere lo stress che attanaglia le spose nei mesi prima il lieto evento, ottima valvola di sfogo sarebbe proprio correre per le vie della proprio città in abito da sposa.

Carlotta e Giorgia Solari, convoleranno a giuste nozze il prossimo settembre e per esorcizzare le loro paure hanno organizzato una maratona in piena regola che le ha viste toccare i punti principali del centro di Milano, con tanto di telecamere al seguito a testimonianza della loro eccentrica iniziativa.

Questa cosa però mi fa venire in mentre altro, di solito sfotto la mia amica mentirosa dicendole che quando sarà vecchia e sola, diventerà matta e girerà per le vie del suo paese con indosso l'abito bianco, il trucco sfatto e un bouquet rinsecchito.... ecco cosa mi fanno venire alle mente queste immagini: la follia.

giovedì 16 aprile 2009

Mi stanno fidanzando


di Trippi
Nel mio lavoro mi capita di incontrare stranieri che lavorano come animatori e figuranti. Come spesso accade con alcuni ci si trova meglio che con altri e soprattutto con le donne nasce quella complicità, quel feeling che è tipico femminile e trascende dal luogo di nascita. Nonostante ci siano ragazze in rappresentanza di tantissimi paesi e lingue e la loro età spazi dai 20 ai 45 anni quello che passa non è la nazionalità. Spesso sono accomunata a loro dall'età, a volte dalla nostalgia, altre dall'ironia. Tutte, un pò come quando si va dal parrucchiere, mi aggiornano sui fatti della loro vita, le piccole e grandi gioie e soddisfazioni. Qualcuna mi mostra orgogliosa il permesso di soggiorno appena arrivato (mentre prima avevano solo la ricevuta di una raccomandata), altre studiano all'università e mi raccontano le difficoltà che devono superare. Insomma con alcune si è creato un bel rapporto di simpatia e empatia.
Così quando settimana scorsa arriva Zoe (il nome è inventato) mi rendo subito conto che c'è qualcosa di storto. Lei che di solito arriva truccatissima, fresca di messa in piega e con colori sgargianti ai capelli è struccata, ha una ricrescita che fa paura e il resto della testa sfuma dal rosso spento al biondo opaco. Vedo che ha anche difficoltà a mantenere la concentrazione.
Le propongo un break!
Quando una ragazza che di solito porta una ventata di freschezza e allegria, sembra trasportare sulle spalle il peso del mondo l'unica cosa da fare è darsi tempo e cercare di capire di che problema si tratta e vedere se sia possibile dare un suggerimento, un consiglio, mostrare una via di fuga.
Si perchè a 20 anni i problemi spesso sembrano insormontabili, anche quando non lo sono, si tende ad ingigantire tutto e vedere come irreparabile ogni increspatura all'ordine che vorremmo dare alla nostra vita.
Non più tardi di un anno fa assistetti allo sgretolamento del sistema di valori e delle certezze di un'altra ventenne, sicuramente meno smaliziata e scafata di questa.
Così ci siamo bevute un bel caffè bollente e dopo una seduta di trucco e parrucco è arrivato il momento delle confessioni.

"Scusa, è da qualche settimana che ho la testa per aria, mio padre mi sta fidanzando!"

Altro che problema da ventenne. Mi ha spiegato che un ragazzo di buona famiglia che abita nel suo paese di origine è andato dal padre e ha chiesto la sua mano.
Il padre convinto del consenso della figliaha temporeggiato e, immerso nel ruolo dell'uomo moderno ha spiegato al giovane pretendente che la decisione sarebbe spettata alla figlia: "ha ripetuto anche a me queste parole quando mi ha dato questa notizia al telefono, ma dal tono entusiasta e dalle pressioni che ha fatto perchè tornassi durante il periodo di Pasqua ho capito che stava già organizzando la festa!".

Non riuscivo a capacitarmi che fosse proprio Zoe a raccontarmi questa storia, proprio lei che mi aveva sempre detto di voler provare la convivenza prima di sposarsi, di preferire i ragazzi italiani ai propri connazionali per il modo diverso con cui si approcciano alle donne e i suoi sogni di specializzazione post laurea..

Ero incredula, così nell'ora successiva ogni tanto facevamo una pausa e lei tornava sull'argomento:
"ho chiesto a mia mamma di tenere a freno il papà, solo che lo sento così entusiasta e non ho il coraggio di dirgli che io questo ragazzo lo ricordo a malapena e per quel che ricordo non mi piace".
Il padre non solo non potrebbe accettare un "ragazzo occidentale", ma avrebbe difficoltà ad accettare chiunque non sia nato e cresciuto nei dintorni del proprio paese, una persona con un passato e una famiglia non controllabile. Il sogno di ogni capofamiglia è assicurare alle figlie il matrimonio con un buon partito un ragazzo di buona famiglia. Tutto il percorso di formazione della ragazza deve tendere a questo. La laurea, il titolo di studio è una "patente di qualità" per la ragazza, un "valore aggiunto" da sommare alla famiglia di provenienza. Anche se poi, nonostante gli studi all'estero, una volta tornate a casa, per le donne sposate non ci sarebbe stata possibilità di lavorare: "a meno che non si faccia la parrucchiera, ma la clientela deve essere rigorosamente femminile".

Zoe nel corso del nostro incontro si è liberata un pò di quella zavorra che si portava dietro, è uscita dal mio ufficio più leggera e sorridente. Io ho preso un pò di quel peso e adesso non posso fare a meno di chiedermi se la generazione di Zoe riuscirà a liberarsi di queste catene. Sono certa che mentre non è in grado di tutelare il suo destino farà però di tutto per salvaguardare quello dei suoi figli.

Ma non mi sembra abbastanza. I problemi delle ventenni non sono sempre facilmente superabili!


sabato 27 settembre 2008

Prigionieri d'amore


di Trippi

Leggo sul Venerdì di Repubblica che nelle carceri californiane, da quando sono diventati legali i matrimoni gay, è scoppiato un pasticciaccio!

Si sa nei luoghi chiusi la convivenza facilita agevola la nascita di love affairs ma i matrimoni tra persone che stanno nello stesso istituto è vietato dalla legge. E allora sorge il problema su come gestire un eventuale boom di richieste di matrimoni omosessuali in prigione. I direttori delle patrie galere californiane si sono strizzati il cervello e per non fare gaffe hanno tenuto a precisare che non fanno preferenze:


"Gay e lesbiche hanno gli stessi diritti degli altri detenuti, ma le unioni tra
compagni di istituto... sembrano impraticabili: troppe complicazioni, il carcere
è un luogo dagli equilibri assai fragili"

(Michele Kane, portavoce del Dipartimento correzionale della California).


Se lo dice citizen Kane!!
Certo che mi viene da ridere a pensare che in California si discute della liceità o meno di sposarsi in carcere.. quando in Italia si rischia di finire in carcere per un bacio omosessuale in pubblico!

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