ancora miti, riti e liturgie di abbordaggio metropolitano

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giovedì 4 giugno 2009

Brangelina ha detto stop!


di Sherazade


che palle le ex. Persino quando si è belle gnocche e buone come Angelina Jolie si può incorrere nel più classico paio di corna. A sentire i gossip, il bello di casa se la fa con la tata, ma anche un pò con Jennifer Aniston, la prima moglie. Quella con cui non aveva voluto fare figli, quella cornuta a mazziata a mezzo stampa. angelina si sarebbe stancata e avrebbe messo la parola THE END alla bella favola dei belli di hollywood. Senza andare ad approfondire le questioni familiari, che non solo non conosco nel dettaglio, ma delle quali, fondamentalmente non me ne può impippare di meno, resta una consapevolezza. Alla fine, per quanto ti dia da fare il vero amore è a tempo determinato. Più precario di un lavoro al call center, l'amore vero non lo archivi altrettanto rapidamente, soprattutto se ti ritrovi con 3 figli naturali più 3 figli adottivi da gestire.
fonte foto


martedì 12 maggio 2009

Il mare, i pesci, le bolle



Di Trippi

Conversazione con una cara amica via chat di facebook.

Mi chiede come vada con il Signore delle tempeste. Spiego che va tutto bene! Nel fine settimana abbiamo trascurato ballo e elicottero e ci siamo diedicati l'uno all'altra, con tanto di fuga nel paese dei balocchi, a Gardaland.

Mi dice che non riesce a capire come sia possibile conciliare ballo e rapporto, soprattutto con balli così intimi e di contatto, come sono i caraibici. Ammetto che infatti non è affatto semplice, che ogni tanto sale il sangue al cervello e la gelosia prende il sopravvento. Soprattutto per la sottoscritta, sicuramente la più sanguigna tra i due.


Lui, spiego, si sente tranquillo, sa che non mi guardo attorno.


Lei allora mi dice che è così adesso "ma tra 10 anni?". Già tra 10 anni?


La verità è che nonostante abbia raggiunto l'età del disincanto sono sempre la stessa non riesco a concepire relazioni parallele, non mi reggerebbe la pompa! Troppo complicato, e poi le balle?! Ma poi se una relazione è finita perchè portarla avanti? Per abitudine, per mancanza di coraggio, per la paura di restare soli? Quando cominciamo a guardarci intorno, quando ci rendiamo conto che il mare è pieno di pesci è perchè il nostro, che all'inizio ci sembrava un delfino o uno squalo, probabilmente si è rivelato un tonno!


Ci guardiamo intorno e vediamo che gli altri pesci non solo hanno pinne e squame più luccicanti, ma fanno persino bolle più rotonde e ammalianti. Ipnotizzanti.

La verità è che quelle bolle ci hanno rotto le balle!


domenica 3 maggio 2009

Che rottura!



di Trippi

Quanto è disposta a sopportare una donna? Fino a che punto siamo capaci di scendere a compromessi? E cos'è che poi ci fa dire "BASTA!"?

Gli uomini, a meno che non ci sia una nuova donna che fa eccessive pressioni, ma anche in questo caso esercitano forti resistenze, difficilmente rompono una relazione stabile, tendono piuttosto alla gestione in parallelo di diversi rapporti.
Noi donne invece quando arriviamo al punto critico, nonostante rospi di proporzioni epiche ingoiati nel tempo, siamo capaci di mandare in vacca un rapporto per un tubetto di dentifricio mal spremuto. Come la mela di Pippo e topolino che fa affondare la barca stracarica, la classica goccia che fa traboccare il vaso e rimette le cose nella giusta prospettiva.
Così affrontiamo la sofferenza all'insegna del cambiamento e della trasformazione. Con il terrore di rimanere sole e il panico di perdere ancora tempo con la persona sbagliata.

Reduce dalla rottura con il mio ex, quando cominciavo a riacquistare sicurezza, dopo essermi trascinata come un fantasma per l'ufficio per qualche settimana, un collega che normalmente stava sempre qualche metro sopra le righe (complice forse la cocaina di cui faceva abbondante uso) mi disse una frase che segnò il passaggio dalla fase ingenua a quella del disincanto.

Mi disse che dovevo smetterla di fare la forte, che anche se mi sembrava di stare bene nei mesi successivi mi sarei ritrovata a guardare il cellulare in attesa di una chiamata e a farmi mille domande. Aggiunse poi che "una storia finita va archiviata" e che "bisognerebbe guardare sempre avanti", tornare indietro sarebbe "stato inutile, stupido e dannoso per entrambi!". Per fugare la mia ansia da fallimento chiuse la sua unica conversazione di un certo spessore con la sottoscritta dicendomi "non perdere tempo a rimpiangere il passato, e non avere paura di non trovare di meglio, arriveranno altri uomini nella tua vita, ti innamorerai più volte e l'ultimo sarà sempre il migliore!".

Per dare un'idea di quale quale fosse la fonte di questi consigli vi citerò un aneddoto, il figlio di una conoscenza comune, riferendosi al collega cocainomane chiese alla madre "mamma, ma Calletto (Carletto ndr) è un cattone animato?".

Ora se c'era arrivato persino un cattone animato, potevo arrivarci anche io!!

Mi chiedo se la signora Veronica Lario abbia avuto una conversazione simile con l'avvocato di cui sente di potersi finalmente fidare, quando ha deciso di divorziare da suo marito, il nostro presidente del consiglio e di tante altre cose...

Non entro nei meriti e nei demeriti della loro relazione, dal punto di vista sessuale/affettivo penso sia finita da un pezzo. Capisco anche che a un certo punto una donna, per quanti agi e vantaggi possa ricavare da un unione, possa decidere di far valere la propria dignità. Non so se sia questo il caso, sinceramente non me ne può impipparre di meno. Nostra Signora di Arcore sostiene di non poter stare con un uomo che va con le minorenni (sorvoliamo sul fatto che secondo la mia socia Chica Mala al cav non tirerebbe neanche con una camionata di viagra), di averne parlato con i figli che pur non volendo fare niente contro il genitore la sostengono.

Un tempo, nei piccoli paesi, quando un marito lasciava la madre dei propri figli per andare via con una donna più giovane, spariva con la scusa di andare a comprare un pacchetto di sigarette e evaporava. In genere si veniva a sapere qualcosa sul "fumatore" dalle voci dei maligni oppure in occasione del funerale. Uomini alla "Mattia Pascal" destinati al "fu" e al rancore di figli e mogli abbandonate. Un bel salto in avanti, no? Oggi il fumatore ha oltre 70 anni, patrimonio e posizione ragguardevole, sbandiera collocazioni neocon o teocon che dir si voglia e mette le mani su uteri, dolori e stati di famiglia altrui! Non fosse altro che per la "rottura" che questa lavata di panni sporchi in piazza causa al premier la "signora" mi sta simpatica. Per quanto possa essere inacidita dalla mancanza di attenzioni del marito e dall'eccesso di cure nei confronti di altre figure femminili di fronte all'universo porco mondo. Sono sicura che da qualche parte nel futuro della signora c'è qualcuno migliore del suo attuale marito al quale mi auguro spilli il necessario per invecchiare e scomparire!

mercoledì 25 marzo 2009

"Prendiamoci una pausa"

di Trippi

Ed eccoci alla fine di marzo!
Noi ragazze corriamo dall'estetista, qualcuna corre dal chirurgo, ci iscriviamo in palestra, aumentiamo le uscite e accorciamo le gonne.. e ai maschietti? Ai maschietti si impenna l'ormone! Eh si, è arrivata la primavera!
Per tutti!
Anche per chi è fidanzato/a, dunque, aumenta la voglia di libertà e di "pause".
Ecco, l'ho scritta, la parola che più che un insieme di lettere, più che un insieme di suoni articolati dalla voce umana è peggio di un anatema per una mia amica di vecchia data. Il suo fidanzato ormai quasi storico, puntualmente, a ridosso dei cambi climatici o di vacanze o quando proprio non la regge più, invoca la "pausa". Insomma un break, un time out, peccato che una relazione non sia esattamente un incontro di basket o di baseball. Soprattutto se si è fatto il passo della convivenza e ci si è trasferite armi, bagagli, lavatrice nuova e tv al plasma a casa sua!!
Ma se l'ometto aveva l'abitudine di invocare la pausa di riflessione quando si viveva separati per quale motivo dovrebbe smettere di chiederla una volta che si convive? Anzi, se tanto mi da tanto e la pausa è proporzionale al bisogno di poter respirare un attimo più liberamente, probabilmente i periodi tra una pausa e l'altra, finiranno con l'accorciarsi proprio a causa della convivenza e della condivisione degli spazi!
Per farla breve, quando lui ha chiesto l'ennesima pausa, lei ha fatto le valigie e se n'è andata.
Che la necessità fosse nell'aria era evidente, se non altro perchè le aveva detto più volte di andarsene, che era finita, ma lei più tenace di una pianta grassa e avvinta come l'edera a lui e alla di lui casa, si è sempre rifiutata di farlo.
Fino ad adesso.
Probabilmente, pensava, sperava che lui la trattenesse.
Lui non l'ha trattenuta.
Forse credeva che lui si sarebbe fatto sentire il giorno dopo per supplicarla di tornare a riempire la sua vita e la sua casa.
Ma lui nisba!
Allora è tornata lei.
E lui le ha chiesto cosa fosse tornata a fare, non si erano "presi una pausa"?
Fin qui niente di nuovo, 'sto film l'ho già visto, i protagonisti, poi, sono sempre gli stessi. Che palle! voglio cambiare canale!!
E invece no, da brava amica ti fai saltare la serata programmata e stai li con la promozione di fazzoletti di carta da 40 confezioni e ascolti la lista di cose tremende che lui le ha fatto e che lei "non merita", interrotta da una telefonata con LUI e un sms con LUI.. ma dico non potete parlarvi faccia a faccia? Maledetto cellulare!!
Alla fine dopo tanto annuire, dopo tanti "eh lo so, sono fatti così che vuoi farci", dopo tante pacche sulle spalle e tutti i tristi rituali di consolazione dell'amica abbandonata, le ricordi che il tuo divano è sempre pronto per lei, la tua spalla pure, per i fazzoletti dovrà aspettare fino all'indomani, ormai li ha già fatti tutti e non ne hai più!
La sera successiva esce con un'amica comune (lo sai dall'amica comune) e allora l'indomani le chiedi come sia andata la serata, se si sia divertita e lei ti risponde con un sms laconico:
"abbastanza..". Resti perplessa anche perchè di solito ti fa messaggi fiume o ti chiama. Insomma la verità è che ci rimani un pò male, ma come l'altra sera eri qui a frignare e ora mi rispondi così? Però la scusi, pensi che magari sia ancora assonnata e si farà sentire con calma.
Invece dopo qualche ora arriva il messaggio di precisazione "Sai di essere la mia più cara amica, per questo ti chiedo di perdonare se qualche volta ti dovessi rispondere con freddezza. Riconosco di essere gelosa che ad altri vada bene e a me no. Sono matta e molto depressa, abbiate un pò di pazienza. Scusami tanto.".
Finisco di leggere e rimango di merda, scusate il francesismo! E no che non la scuso, le avessi mandato un messaggio in cui anzichè informarmi sulla sua serata precedente le avessi scritto quanto è felice la mia vita et similia. Mi sale la carogna sulla schiena e neanche rispondo, aspetto che scenda.
L'indomani mi chiama due volte di mattina mentre sono al lavoro, so che va a prendersi lavatrice e tv al plasma da casa dell'ormai ex fidanzato, ma mentre vedo il cellulare lampeggiare in silenzioso penso "schiacciati!".
L'indomani ho ormai sbollito, decido di chiamarla in pausa pranzo, ma non ho ancora finito di pensarlo che mi arriva un sms "Mi dispiace che te la sia presa così tanto, credevo di poter dire tutto ad un'amica e di essere capita. D'altronde è solo un momento, passerà..".
E no così non mi passa, il carognone s'era sciolto, ero pronta a riaprire le braccia magnanima e chiudere la faccenda a pizza e fichi, ma se fai così, se giri la frittata e fai pure la vittima riprendono a girarmi a velocità raddoppiata.. mi girano così tanto che manco ti rispondo. Non lo faccio neanche quando poi prova a chiamarmi più tardi. Continuo a pensare al danno che fanno a se stessi e agli altri i soggetti che soffrono di vittimismo, che ritengono di essere gli unici ad avere problemi e di portare su se il peso del mondo.
Rispondo dopo l'ufficio, mentre corro a recuperare la macchina per andare ad ammazzarmi in palestra con un corso suicida abbatti-grassi "Sicuramente mi passerà, perchè non mi durano le incazzature... Ma ci vuole un bel coraggio a scrivere queste fesserie sulla gelosia... A volte nel tuo vittimismo passi sopra la disponibilità e la sensibilità di persone che, x usare parole tue non se lo meritano. Personalmente mi auguro che vada bene alle persone care, scusa se pensavo fosse lo stesso per te".
Due ore dopo, all'uscita dalla palestre leggo la risposta: "Sai che è lo stesso anche per me, mi conosci da tempo ed è la prima volta che dico certe cose. E' stato un attimo ma forse hai ragione, faccio la povera vittima ma tu, da amica, non hai capito".
Al solito neanche rispondo.. non vale la pena, devo solo aspettare che mi passi, come sempre!
Nel mentre mi prendo una pausa anche io.. dalle amiche!
Maledetta primavera!

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