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giovedì 17 febbraio 2011

Ansioso, evitante o sicuro?


Ho appena finito di leggere l'articolo sul "manuale d'amore degli scienziati" su Repubblica.it.
Il libro "Attached. The New Science of Adult Attachment and How it Can Help You Find, and Keep, Love", uscito a gennaio negli USA, è una sintesi sulla teoria dell'attaccamento. Gli autori, i due scienziati americani Amir Levine (psichiatra e neuroscienziato) e Rachel Heller (psicologa alla Columbia University), hanno elaborato 3 profili (ansioso, evitante o sicuro) che detterebbero la possibilità o meno di portare avanti con successo una relazione amorosa. Il profilo di ciascuno, nel rapportarsi al partner sarebbe dettato dall'insieme di esperienze affettive e sessuali precedenti. Secondo i due studiosi ci sono rapporti che sono condannati sin dall'inizio, perchè tra un ansioso e un evitante non potrà mai funzionare, mentre quando uno dei due è sicuro l'altro (evitante o insicuro) potrebbe evolversi/cambiare e diventare a sua volta sicuro. Per capire che tra un ansioso e un evitante non  c'è storia non c'era mica bisogno di un libro direte voi? Eh si, facile a dirsi quando si naviga tra le acque tranquille di una relazione stabile (finchè lo è), ma quando si cerca l'anima gemella tutti questi automatismi sballano. I single e le single insoddisfatte della loro singletudine migrano dal parere dell'amico/a, al manuale di self help fino ad arrivare all'affinità di coppia astrale, passando per la palla di vetro, i fondi di caffè e la lettura dei tarocchi.
Senza facile ironia, perchè ci siamo passati tutti (o almeno le tenutarie di questo blog). Perciò se se sei donna e stai leggendo queste righe con un'alzata di spalle e un sorrisetto di superiorità non gongolare troppo e soprattutto non dire "di quest'acqua non bevo" perchè non conto le single convinte o le naufraghe spiaggiate dopo anni di navigazione nelle acque chete di una relazione stabile che ho visto precipitare nel circolo vizioso di comportamenti autolesionistici e compulsivi (o perchè si innamorano della persona sbagliata o perchè il loro punto di riferimento ne trova un altro, in genere più giovane e carina). 
 
Postilla finale
Ho provato a fare il test e sia io che il SDT siamo "sicuri", beh si, a volte forse troppo!! Infatti la nostra relazione per lo più scorre liscia ma quando ci scontriamo, sono battaglie epiche!!!
Sul sito Attached potete trovare maggiori informazioni e provare a tracciare il vostro profilo, quello del partner (o della persona che state frequentando) e quale potrebbe essere la compatibilità tra di voi.
Buon divertimento

mercoledì 29 settembre 2010

L'amore è....(18)





Cercare di convincere il partner che applicare uno specchio sul soffitto sopra il lettone, piuttosto che un tv ultrapiatto... può essere un intrattenimento più intrigante


Sherazade





venerdì 11 giugno 2010

Accecanti fragilità


Ieri, con l'ultimo libro della mia personale scorta quasi terminato e l'horror vacui di non averne uno da iniziare appena l'avessi divorato ho fatto la mia solita capatina in una delle librerie di corso Buenos Aires, a Milano. Così, con in borsa Chesil Beach di Ian McEwan, ho approfittato degli sconti del 25% sui tascabili Einaudi e mi sono accattata anche Sabato e Espiazione.
Accabadora, di Michela Murgia, che occhieggiavo già da un pò, l'ho comprato a prezzo pieno, si è appena aggiudicata il SuperMondello e così perdo ogni speranza di poterlo trovare a breve scontato (nella mia personale sfera di cristallo prevedo che costringeranno orde di studenti a leggerlo, facendoglielo odiare).
Mentre mi congratulavo con me stessa per gli sconti sui libri di McEwan e tentennavo se prendere Dance Dance Dance scontata in italiano o in inglese a prezzo pieno cade la linea con mia sorella, che ci è ciucciata in tempo reale l'inventario della mia indecisione. Mi decido così a pagare i mie trentasei euro per 3 libri ed esco, con la consapevolezza che avrei potuto risparmiare ulteriormente se non fossi così drogata da quei caratteri neri su sfondo bianco.
Ed ecco che in effetti Chesil beach l'ho finito oggi in pausa pranzo su una panchina, senza avere appresso un altro libro da iniziare nel viaggio in metro fino a casa.
Diretta verso un edicola in cui cercare qualcosa che mi tenga occupata in treno, al rientro, la mente torna su alcuni passaggi del libro, sulle frasi non dette dai personaggi, i gesti non compiuti e i momenti fatali.
Cerco da un lato gli equivalenti dei danni irreversibili fatti dalla mia personalissima ignoranza, nei miei personalissimi rapporti interpersonali, conquiste e fallimenti. 
Misuro a spanne, dall'altro lato adesso la paura del sesso si manifesto troppo spesso in modo opposto, con  la tendenza altrettanto insensata a svilire tutto, in una pornografia dell'immagine e del senso di inadeguatezza. Metto su un piatto di una bilancia a due braccia l'errore di Edward, protagonista di Chesil Beach, nell'aver collocato la propria fidanzata e poi moglie in un altare di erotismo e sensualità mal interpretata, intoccabile fino alla prima notte di nozze, per rispetto non tanto delle convenzioni, ma del peso attribuitogli da loro stessi, ingabbiati in un epoca pre-moderna. Nell'altro piatto quelli dei nipoti di quella generazione: ragazzi bloccati nel ruolo opposto, incapaci di vivere l'attesa e il desiderio, abituati a non dovere più chiedere niente, spaesati e destabilizzati quando avviene, devastati per un rifiuto. Quante sfumature però tra il buio dell'ignoranza dei nonni e l'eccesso di informazioni attuale dei nipoti, l'accecante consapevolezza che forse proprio per questo li rende così fragili.

giovedì 22 aprile 2010

Caro amico ti scrivo

Oksana

Ogni mattina, quando apro l'e-mail trovo almeno 4 o 5(mila) lettere in cui mi si propone amicizia e associazione di amorosi sensi con straniere dall'italiano talmente zoppicante da far apparire poeti laureati persino i naufraghi dell'isola dei famosi.
Il testo in genere è lo stesso, cambia il mittente e l'oggetto della mail (ciaoo l'amico; Spero che cerco; e' interessante che tu abbia amicizia).
Ecco cosa mi scrive Svetlana (o meglio per leilo fanno: Randall Lowery [auganne.brown@hope.k12.ar.us]; Kirk Hughes [martha749@enoughforall.us]; Marsha Langley [aughe@cape.k12.mo.us]; Alejandra Farris [audra.schafer@house.leg.state.mn.us]; Nathan Courtney [auez@ci.monrovia.ca.us]):




Svetlana

Ciao amico mio!
Spero di nome "mio amico"?
Il mio nome e Svetlana.
Se sei da solo e vuoi trovare una donna amare te mi scriva e si puo associare con l'altro.

Se siete interessati nella mia vita scrivermi sulla mia e-mail: kokosveta11@rambler.ru (ma anche gerefredita@rambler.ru; iwantlove8@rambler.ru)

Io ti rispondo e ti invieremo le mie molte foto.
Sono una donna bella e intelligente.
Sarete felici di sapere di me.
Oksana mora


Ed ecco la letterina di Oksana, più prolissa, inviatami da Eugenio (Eugenio Tovar [martil@dhfs.state.wi.us] oggetto: La nostra felicita dipende da noi a costruire il suo sogno con l'uomo affidabile) e Stevie (Stevie Rhodes [marshall@clark.cc.oh.us]oggetto: Voglio creare un grave relazioni, famiglia, amo;). Solo due, evidentemente la poverina ha meno persone preoccupate della sua futura felicità con un uomo affidabile.

Ciao bello straniero, sono contento che incontriamo il mio nome Oksana.
Sto guardando per loro mezzo unico e inimitabile. Io sto cercando non e semplicemente un uomo che sto cercando un altro, questo amico per tutta la vita. Calda dolce ragazza. Me per 27 anni.
Stanco della solitudine e si desidera trovare la sua felicita!
Un poco su di me: mi piace creare confortevole, amo quando il pozzo di casa e con calma, misurare serio e responsabile, correzione la ragazza. Inoltre I emotive e sensibili su. Possono essere problemi Spiritoso e buon divertimento. Per me sola vita priva di significato. Sulla semplicita, posso dire che si apre la cartella di lavoro. Appena letto. Se Kam interessanti su di me quindi scrittura!
Attendo con grande risposta.

Questo indirizzo email: odegty@yahoo.it (ma anche oksros@yahoo.it)

Oksana

Ma Oksana deve essere un nome diffuso, perchè ecco un'altra letterina con una Oksana bionda(mi chiamo Oksy):

Ciao! Come stai? Spero bene. Mi chiamo Oksana Mi ricordi? Penso che mi avrai gia` dimenticato.:(((( Ci siamo conosciuti 1 anno fa in internet. Mi hai dato il tuo e-mail nel sito di conoscenza. Non ho potuto scriverti ed e` stato un peccato. Sei una persona interessante e mi piacerebbe continuare la nostra conoscenza. Che cosa pensi di questo? Ti piacerebbe continuare la nostra conoscenza?

La preghiamo di rispondere solo alla mia personale e-mail: vasilestra@yahoo.it

Spero che mi scriverai la risposta oggi. La aspettero.
Oksana!


E per chiudere ecco Anastasia, Stasya per gli amici, una 25enne russa che è un pò timida all'inizio ma poi si apre sempre dopo aver imparato a conoscere qualcuno, devo ringraziare Wendell (Wendell Conrad [marshatyamada@courts.state.hi.us], oggetto: I'm a rather shy girl at first) e Jannie (Jannie Farr [auesnn@courts.state.wy.us], oggetto: My friends call me Stasya) che mi "inoltrano" la sua lettera in inglese matriosconico:

Hello! I viewed your profile and i liked it! My name is Anastasiya. But my friends call me Stasya. I am 25 years old. I am from Russia. I'm a rather shy girl at first. I open up a little more as I get to know someone. I would like to learn you better.

If you also want it, write me to my personal e-mail: anastasiyakovaleva10@yahoo.com

I will tell you about myself more if you write to me. Also I will send you my other pictures. I will wait your letter. Take care! Stasya.

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Che carini no?! C'è sempre qualcuno che pensa alle nostre esigenze affettive e io vorrei tanto ringraziarli rendendo reale il peso virtuale delle loro letterine che rallegrano i miei primi 15 minuti al lavoro, posandoglielo sulle manine indaffarate. Che è un pò la speranza che mi accomuna al Signore delle tempeste, il quale, invece, augura qualcosa di simile a chi gli ha tentato di forzare per la diecimillesima volta la serratura del furgone.


martedì 30 marzo 2010

Sexsomnia

fonte foto

Il mio ex fidanzato, quello storico, era sonnambulo.
Era capace di alzarsi nel cuore della notte e spostare i mobili di una stanza (allineandoli perfettamente) o tirare un pugno al muro o a chi gli dormiva accanto perchè non lo "faceva scendere dal camion".
Parlava anche nel sonno.
Una volta, lasciandomi totalmente basita, iniziò una conversazione con una mia cara amica, che dormiva in stanza con noi. Naturalmente l'unica sveglia ero io e per quanto cercassi di entrare nella conversazione venni esclusa dai loro discorsi onirici.
Sonnambulo ma non ingenuo.
Ho già raccontato in un altra occasione, di come io, bastardiella e infingarda, cercassi di carpirgli durante i suoi sproloqui notturni informazioni non ottenibili durante la veglia, ma lui diffidente come solo i sardi sanno essere non forniva mai "informazioni compromettenti".
Una volta in campeggio mi terrorizzò e mi fece passare la notte insonne perchè nel suo delirio notturno non solo si era messo carponi nella tenda per sentire i rumori dall'esterno, ma aveva persino esplorato l'esterno, alla ricerca di CINGHIALI. Salvo poi risdraiarsi e riprendere a russare come un trattore in salita dopo la gita notturna nella piazzola. L'indomani alle mie domande catalogò l'episodio come "il solito sonnambulismo".
Narcolettico?
Durante gli anni da universitaria passava le serate nell'appartamento che condividevo con altre ragazze e, con puntualità impressionante, si addormentava nella nostra panca, con la testa nel cestino delle riviste.
Una posizione e una superficie che avrebbe messo a dura prova un fachiro!
Per questo motivo gli dicevo che oltre ad essere sonnambulo era anche narcolettico, le mie amiche più perfide, soprattutto dopo la separazione, lo classificavano invece come un banale morto di sonno.
Sleep sex
Ma bando alle cattiverie altrui, come avrete capito pensavo di essere un'esperta di sonno e sogni, ma ieri, durante un vagabondaggio pomeridiano sulla rete mi sono imbattuta nella sexsomnia.
E' un raro disturbo del sonno ( sleep sex o SBS) di cui non avrei mai, forse, sentito parlare se non fosse balzata agli orrori della cronaca l'assoluzione di un padre belga che ha abusato della figlia mentre dormiva (lui non la figlia!).
La ragazzina era andata nella stanza del padre per essere accompagnata in bagno, ma lui, a quanto pare inconsapevolmente, l'avrebbe costretta a un rapporto orale. Salvo poi svegliarsi e scusarsi quando la figlia ha protestato urlando "papà sono io!".
Chi ne soffre non conserva il ricordo di quanto avviene mentre è incosciente, ma si sveglia facilmente, a differenza di quanto avviene con il sonnambulismo.
Per fortuna! Perchè può avere fatto impazzire la rete il caso di una ragazza che a quanto pare ne è affetta e si masturberebbe di continuo nel sonno, ma le conseguenze potrebbero essere devastanti.
Non solo si rischia di imporre un rapporto mentre si è incoscienti e si vive con il terrore che possa avvenire con la propria compagna o i propri figli, ma non si ha proprio idea di quello che si è fatto. Nessun controllo sul proprio corpo.
La sexsomnia è stata inserita solo di recente tra i disturbi del sonno (dal 2005), mi auguro che questo caso spinga i ricercatori a studiare una soluzione al più presto.
Quanto alle storie destinate a finire male non c'è cura che tenga!


martedì 23 febbraio 2010

Solitudine full time

di Trippi



Mentre inserivo un'annuncio su Kijiji per il Signore delle tempeste -cerca di ammortizzare le spese per l'acquisto di uno scooter vendendo il suo ultimo giocattolo, un elicottero elettrico -mi sono imbattuta in questa curiosa inserzione:
un pensionato offre conversazioni nella sua lingua madre, l'inglese, in cambio di compagnia, mattina, pomeriggio, sera e festivi. Praticamente SEMPRE.
Peccato che Arese sia un pò fuori mano per me, altrimenti avrei assecondato il mio karma per l'ennesima volta.
Se voi siete in zona e volete fare un pò di volontariato...
Lo so che poteva andare sull'articolo 1, ma mi sembrava più adatto ai miti e riti di abbordaggio metropolitano che alla richiesta e offerta di lavoro.. o no?



venerdì 19 febbraio 2010

Il tempo delle castagne



Di Trippi


Ogni età e ogni amore hanno i propri tempi di nascita sviluppo e morte dell'amore?

Dai primi amori idealizzati del tempo delle mele, all'esplosione di ormoni in quello delle pere, fino ad arrivare agli entusiasmi tardivi del tempo dei meloni si va a finire alla semplice voglia di compagnia, quella che bilancia la paura di stare soli?

Ci penso in questi giorni, mentre assisto al triste declino di amori tardivi dei nonnetti nostrani con colf e badanti più o meno esotiche dopo un ciclo abbastanza brevo.

Il suocero dell'amica che, dopo il tentativo di emancipazione dalla moglie e dalla famiglia per rifarsi una vita con la "sua nuova donna" (quella che assiste un suo coetaneo ed è più giovane dei suoi figli), è tornato da quella che accusava di essere una cicciona trascurata che non lo accendeva più.

Il papà del fidanzato vorrebbe allontanare la ex badante per avvicinare i figli perchè teme di non poter fare affidamento sulla nuova compagna ora che i problemi di salute si fanno sentire davvero. L'odore di kebab contrasta con la sua dieta da diabetico e le coronarie che sono già saltate una volta ululano per il terrore, l'unto e la polvere gli fanno rimpiangere le pulizie della figlia e delle sorelle. Vorrebbe allontanare lei e avvicinare i parenti, quando restiamo soli mi bisbiglia in preda al panico "non se ne vuole andare, dice che ha passato degli anni con me".

Della tanta dolcezza muliebre iniziale, della passione di ritorno aiutata da abbondanti dosi di viagra restano solo questi frutti senz'osso, senza nocciolo. Quando la novità della gioia della gioventù ritrovata tra braccia vellutate e toniche e gli aloni blu delle magiche pastigliette scemano ci si ritrova una donna in vena di emancipazione, la casa trascurata e la paura di restare soli. Perchè la ex colf si guarda bene dal pulire e la ex badante ama uscire con le amiche, la sollecitudine ormai evaporata.

Eh si perchè una volta preso possesso stabile del letto, della casa, della vita ufficiale, una volta allontanato chiunque e spremuto lo spremibile ogni velleità di sottomissione (tanto adorata dai nostri nostalgici maschi, spaventati da mogli pressanti e autonome) sparisce, come pure la forza di un vecchio di contrastare la volontà di una donna molto più giovane.


martedì 16 febbraio 2010

La teoria della relatività delle relazioni stabili



di Trippi


Scena: Sabato scorso al Luna Rossa di Concorrezzo.

Attori: Io, il Signore delle tempeste e una neosingle di ritorno nel mondo della salsa

Dubbio: forse questo post dovrei pubblicarlo su l'Articolo uno..



Si sa la salsa attira molti single e spesso tra una relazione più o meno seria e l'altra il ritorno nelle pista è la miglior cura alla singletudine. Eccezionale toccasana per l'umore riempie serate altrimenti tristi e vuote e offre nuovi terreni di caccia a chi non vede l'ora di buttarsi di nuovo nella mischia.

Così, alla seconda serata salsera la neosingle non perde tempo e dopo aver ballato una bachata, che si sa favorisce la conversazione, con il Signore delle tempeste mi si avvicina e fa "com'è questo collega del SDT?" io guardo il mio uomo con espressione interrogativa e lui mi illumina su chi sia il protagonista delle loro bachate.

Lo guardo perplessa e spiego alla neosingle che il tizio in questione "è fidanzato". L'Sdt ci tiene a precisare: "insomma fidanzato, ci esce insieme, ma di lei non gli importa, sta ancora cercando".

Rifletto per due nanosecondi sullo status "Engaged" nel profilo facebook del collega, sul fatto che chiami la sua donna "la mia donna" quando ne parla con altri e "tesorino" quando parla con lei e mi rendo conto di essere inciampata sulla teoria della relatività delle relazioni stabili nel micropensiero fallocentrico maschile.


Evito di soffermarmi sulle implicazioni sulla mia personale situazione stabile e archivio la pseudofidanzata "mia donna/tesorino" nella macroarea "non gli piaci abbastanza".

Mentre il Signore delle tempeste si allontana con un'altra ballerina spiego alla neosingle: "sinceramente non capisco per quale motivo continui a sponsorizzare il suo collega. Comunque se cerchi una storia seria questo non fa per te, ma anche se cerchi una storia di solo sesso. Secondo me si diverte solo lui!".

Per niente rassegnata dal magro bottino con la mia metà mi guarda speranzosa e chiede che lavoro faccio, le spiego che mi occupo di contenuti multimediali per i cellulari e presa dall'appeal del ruolo gongola entusiasta: "interessantisssssssiiiimo, allora presentami TU qualche collega", mi schermismo e cerco di ridimensionare curiosità e interesse del mio ambito lavorativo "guarda la mia è una piccola azienda, gli uomini sono tutti fuori target, per età, interessi o stato civile" per niente rassegnata incalza "beh con il lavoro che fai vedrai pure qualche rappresentante?" e io non posso fare altro che dire la verità "incontro solo fornitori di contenuti, e emhh a meno che tu non sia interessata a uscire con un pornografo o ad andare al MISEX in questo momento non è che abbia molto da proporti...".

Temo che tra gli ambiti lavorativi di della premiata coppia Trippi-Sdt non venga fuori un gran bell'inventario di elementi maschili appetibili. La neosingle si è girata tra il rassegnato e il disgustato alla ricerca di persone con orizzonti lavorativi più appetibili.

lunedì 25 gennaio 2010

L'amore è eterno.. finchè dura!


di Sherazade

Che tempi tristi i nostri! Tempi di cinismo e di caduta dei valori, tempi in cui i punti di riferimento, le certezze di cui godevano i nostri nonni per noi non sono più neanche mito. A volte semplice aneddoto. Così cade anche l'ultimo baluardo dell'amore eterno del nostro povero, sovraffollato mondo!

Anche i cigni divorziano. E mica aspettano tanto. Altro che crisi del settimo anno. Anche loro spinti dai ritmi compulsivi dei nostri tempi, dai viaggi e dalla paura della solitudine, si sono traditi reciprocamente e rifatti una vita di coppia dopo appena due anni di (in)felice unione!

Separazione consensuale? Attrazione fatale per altri due partner? Alle future uova l'ardua sentenza!

Che prospettiva resta a noi donne cresciute e pasciute con la favola dell'amore eterno? Forse hanno ragione le menti logiche, quelle che sostengono che con queste prospettive di vita così lunghe cambieremo il nostro modo di approcciarci alla vita, strutturandola in ventenni (ottimisti!!).

D'altra parte quanto sarà durato l'amore eterno delle fiabe? Quello di Cenerentola, Biancaneve e Rosaspina? Tolta l'ultracentenaria Bella Addormentata, che ha passato un centinaio d'anni ibernata in attesa del fatidico bacio, quante di loro saranno diventate nonne? Quante saranno sopravvissute ai parti? O quante rimaste vedove perchè il principe , soppravvissuto a magie e incantesimi non è scampato alla gotta?


Noi ultratrentenni in bilico sugli anta siamo già entrate nell'ordine di idee della precarietà da un pezzo, abbiamo spesso un rapporto fallito o logoro alle spalle e ancora più sappiamo che alterneremo matrimoni e convivenze ad annate di singletudine. Ma siamo davvero così pronte a rivoluzionare vita, partner e abitudini per darci nuove occasioni di sperimentazioni di se? Siamo davvero completamente diversi o intenzionalmente modificati in base a obiettivi, aspirazioni, liposuzioni a seconda del decennio e del partner?

Dal mio punto di osservazione vedo che la prima relazione stabile, quella che porta al matrimonio, alla prima convivenza, ai primi figli, può arrivare a 15/20 anni. E quelle successive?


Rotto il primo rapporto, quello più difficile da recidere, non diventa tutto più semplice? Capito come funziona non siamo forse in grado di sentire subito la puzza del rapporto stantio, rompere gli ormeggi e abbandonare la zavorra? Significa che mano a mano ci strutturiamo psicologicamene per ventenni/decenni/quinquenni?

Personalmente non so cerco di costruire un rapporto solido giorno dopo giorno, certo, ma con la consapevolezza che l'amore è eterno... finchè dura!


mercoledì 7 ottobre 2009

Prova d'amore


Stasera ho occhieggiato Ballarò. Ogni tanto mi catturava il delirio pasionario di Bondi!

Rossella invece mi appariva al solito più filone che appassionato.
Mi si chiami pure rosicona, ma vorrei anche io delle persone innamorate di me a tal punto. Da brava sarda diffidente penso che li sottoporrei, però, subito subito a una prova d'amore.

Ecco in questo caso per dimostrarmi quanto mi vogliono bene, diciamo che devono andare in galera al posto mio o pagare toh chessò una megamulta (diciamo da.. mumble mumble 750milioni di euro?).

Il mio uomo per dimostrarmi il suo amore invece si può limitare a comprarmi il detersivo per il bucato, le fette biscottate.

Con due collane di bigiotteria poi mi fa felice.
E' tutto proporzionato!?




Trippi


Questa volta però Franceschini ha dato del Lei a Bondi

venerdì 25 settembre 2009

L’amore è… (16)





La consapevolezza che per quanto il tuo cervello, le tue amiche e sorelle, il tuo psichiatra e persino il tuo cane ti bisbiglino, insinuino, consiglino, abbaino di no



TU



finirai per cedere.






Sherazade



Finchè noia non ci separi

fonte foto

Di Trippi

Settimana scorsa mi è capitato di leggere da qualche parte che sono in aumento le separazioni dopo i 60 anni. Scoppiano coppie unite da sacrifici e figli una volta che i pargoli lasciano il nido e vengono saldati i debiti per farglielo fare. Proprio quando si è raggiunta quella che dovrebbe essere la meta di una vita, una pensione che consenta di godersi il tempo e il partner la capacità di sopportazione dell'altro tocca il punto di rottura. Dal canto mio mi chiedo quante coppie pur separate decidano di continuare a convivere sotto lo stesso perchè non sono in grado o in condizione (economica) di fare altrimenti!

La dimostrazione empirica a questa teoria arriva da una telefonata serale di una cara amica che mi chiama per raccontarmi le ultime novità sulle bizzarrie del fronte suoceri.

Premessa doverosa è che i genitori del marito, Piccola e Volpe sembrano a prima vista una coppia affiatata, salvo poi scoprire che lui puntualmente si fa ingabolare e spolpare vivo da qualche donna e lei, ansiosa, fobica e incapace di stare sola chiede al figlio di andare a dormire da lei quando il maritino passa la notte fuori.

Così tutto l'anno scorso, quando Volpe passava da un ospedale all'altro e da un intervento all'altro dovetti spiegare io alla mia amica che il suocero per me aveva un tumore, ma visto che non ama le rotture di scatole e vuole stare tranquillo, piuttosto che doversi occupare oltre che della sua malattia anche di rassicurare la moglie preferiva tacere sulle sue reali condizioni.

Avevo ragione. Volpe riunì i figli e le nuore solo alla fine per spiegare che era tutto risolto e gli restava da affrontare la chemio.

Ecco perchè un pò per sfogarsi, un pò nella speranza di una giusta interpretazione mi racconta che Volpe è scomparso per tutto il giorno e nonostante diverse chiamate da parte dei figli e della moglie non è mai stato raggiungibile fino a sera. Quando finalmente si decide a farsi vivo salta fuori che si trova con la "sua donna", che ha saldato tutti i debiti che in qualche modo possono ricadere sulla moglie e ha parlato con un avvocato per la separazione. Le spiegazioni alla consorte e ai figli sono rimandate alla festa di compleanno organizzata per lui l'indomani.
La mia amica disperata si vede già mollare baracca e burattini messi insieme con mille sacrifici e un mutuo trentennale per andare a vivere nella villetta in affitto a prezzo modico in cui abita la suocera. La rassicuro e le dico che il suocero avrebbe tutti i diritti di rifarsi una vita che però capisco il suo disagio all'idea di perdere la sua privacy e autonomia per sacrificarla in nome delle fobie di Piccola e dei fattacci propri di Volpe. Le consiglio di fare proprio quello che il suocero detesta: rompere e avanzare pretese. Secondo me, quella che al momento sembra una decisione definitiva l'indomani davanti all'opposizione dei figli e alla prospettiva di vedersi spolpato da ex moglie e nuova donna potrebbe farlo tornare sui suoi passi. Quanto a Piccola nessun problema l'idea di riavere il suo animale di compagnia in dimensioni umane è tutto quello che vuole.

A volte mi faccio paura da sola per come avendo incontrato le persone poche volte finisco con azzeccare comportamenti e motivazioni.

Infatti: la festa di compleanno non solo va bene, ma si rivela un successone. Volpe capisce che Piccola e i figli non volgiono cedere senza lottare e alla prospettiva di dovere mantenere due donne preferisce rinunciare a trasferirsi dalla nuova, con il compromesso di poter passare qualche notte fuori. Anche perchè se il maritino ha tradito e tradisce la colpa è di Piccola che "si trascura, è grassa e non fa niente per essere attraente!".

Per festeggiare la riunione, lo scampato pericolo e il compromesso storico Piccola e Volpe, che si scambiano abbracci affettuosi davanti al loro pubblico, propongono una bella pizzata fuori con tutti i figli e i nipoti!

Le nuore scandalizzate hanno declinato l'invito ad uscire, ma si mormora che quella sera in una certa villetta si sia consumata la miglior cena da un anno a questa parte con pizza e fichi!

venerdì 18 settembre 2009

Il regalo che non vorresti


"Le corna sono l'accessorio più regalato dagli uomini alle donne. Tutte ne hanno almeno un paio, recenti o vintage. E la domanda è: come portarle con classe? Ignorarle non si può, nasconderle neppure. Ecco perché indossarle è diventato di tendenza" (Maria Licci, Pr)
fonte

Sfoderare una buona dose di coraggio e autoironia e regalarsi questo anellino?
Perchè no!? Sospetto che lo vedrò al dito di molte amiche separate, certo non oso immaginare le reazioni di alcune che se lo vedranno recapitare dalle solite amiche al veleno. Mi viene poi in mente il pensiero agghiacciante di uomini di poche parole e molto sadismo che potrebbero piantare con questo omaggio la propria donna.
Sinceramente spero di accorgermi delle mie con il classico vecchio intuito femminile.
Sherazade


venerdì 4 settembre 2009

L’amore è… (15)



Un amplificatore di sensazioni. Un moltiplicatore di emozioni. Un propagatore di pulsioni.
Un disgregatore di certezze. Un sottrattore di lucidità. Un distruttore di autonomia

Sherazade

giovedì 3 settembre 2009

L'affetto in affitto




Le perversioni dell'agenda setting

Di Trippi


Torno ora da una pausa pranzo tra il faceto e il surreale come sanno essere solo quelle con il mio amico Marchigno. Tra un'ipotesi per un'operazione di marketing e qualche chiacchera sui nuovi corsi di ballo per la stagione 2009-2010 ogni tanto ci parte la brocca e parliamo di tempo e relazioni. Le mie conversazioni con Marchigno, come quelle con Chica mala danno spesso origine ai post che poi butto giù in queste pagine.

Così l'argomento di oggi: l'affetto in vendita o, meglio, in affitto.

Siamo talmente impegnati a riempirci la giornata e la settimana di impegni, da non avere più il tempo di non dico coltivare le relazioni, ma neanche farle nascere. Siamo talmente immersi nella nostra agenda, pressati da schedulazioni organizzate al secondo da perderci le occasioni per conoscere nuove persone, permetterci una premessa per futuri rapporti.

Siamo talmente oberati di impegni da importare lo speed date, in modo da capitalizzare la conoscenza dell'altro e applichiamo teorie neoliberiste del massimo risultato con il minimo sforzo all'affettività. Persino quella potenziale o in fieri.

Una tristezza desolante.

L'ultimo prodotto raccapricciante di questa cultura dell'ottimizzazione del tempo (anche se non riesco a vedere proprio niente di ottimo!) è il "coccola date". Qualche furbone ha capito che l'essere umano ha bisogno affettività e contatto e ha pensato bene di commercializzare anche quello.

Un appuntamento in cui fare rifornimento di calore umano e riprendere a correre dietro a chissà che.
Ma davvero ci siamo ridotti al punto di aver bisogno di un appuntamento per abbracciare qualcuno? Mi chiedo poi se ci si abbracci tutti, a prescindere o se, per sfruttare al meglio il costo dell'operazione ci si stringa amorevolmente solo a quelli d'aspetto gradevole.. mi chiedo poi cosa succeda sotto la cintola di alcuni abbracciatori nei quali prevale il testosterone sulla serotonina. Ma queste sono forse domande oziose, che riempiono la mia mente ottenebrata dal pasto e dal bisogno di caffeina. Ma temo che per togliere certi dubbi dalla mia testolina non basti neanche un caffè doppio.



venerdì 28 agosto 2009

Sulla lunga distanza prevale la natura


Sono in crisi d'astinenza salsera!

Sabato scorso, nonostante non avessimo fatto niente e avessimo riposato nel pomeriggio, non siamo andati a ballare perchè lui era tutto dolorante (dalla palestra del MERCOLEDI').

A un certo punto, mentre gemeva nel letto mi ha detto che voleva essere cremato "non so se riuscirò a superare la notte".
Gli ho risposto che il vaso con le ceneri in casa non lo volevo, che se voleva potevo fare un gesto poetico: ricongiurgelo con il mare buttando il tutto nel water.

Al che mi dice piccato "tu non puoi capire il dolore..."
Io? Io sono una donna, noi donne siamo programmate per sopportare il dolore! Mestruazioni, parti e soprattutto il male peggiore: gli uomini!
Lui ha bofonchiato e si è addormentato.
Dopo aver sentito l'aneddoto mia cugina divertita dalla storia mi fa:
"ok non c'è speranza tutti uguali!?"
E io "si, fatti con lo stampino! Anche quando all'inizio fanno di tutto per conincerti di essere diversi.. sulla lunga distanza prevale la natura".

Anche per noi donne, ovvio!

Trippi


mercoledì 19 agosto 2009

Per un pugno di soldi


di Trippi


Quanti tra voi hanno giocato la schedina del superenalotto nelle scorse settimane? Quanti hanno vinto qualcosa? Io ho chiesto al mio fidanzato, il Signore delle tempeste di comprarmi una schedina da un euro un mese fa. Ipotizzando che se avessi vinto quella cifra impressionante avrei regalato subito una parte ai miei cari, prima di essere presa dall'ingordigia.

In genere evito di giocare soldi, anche a tombola. Nella mia famiglia abbiamo qualcosa nel dna che ci rende predisposti al gioco e a rovinarci per la sfida con la sorte. Così mio zio, accanito giocatore di poker, insegnò le regole del gioco ai nipoti quando il più grande tra noi non aveva ancora lasciato le elementari. Mio padre, periodicamente, andava a recuperarlo in stanze fumose, in cui lui e gli altri giocatori si rinchiudevano per giorni, in massacranti, estenuanti e dissanguanti tornei. Quando non vedevamo lo zio per qualche giorno, mio padre iniziava la caccia e lo vedevamo tornare con il fratello scapestrato e la rabbia per qualche lite mal risolta. Mio fratello quest'estate mi ha raccontato di fare periodicamente tornei di poker legali in cui la perdita massima è 31 euro. Bisogna vedere quanti tornei da 31 euro si fanno in una settimana, o in una sera. Lui dice di no, ma ho colto nel suo sguardo spiritato in spiaggia tutte le caratteristiche della scimmia tipica del drogato, mentre si lamentava del sole e diceva di voler tornare a casa a riposare.

Io stessa da universitaria caddi nella trappola del lotto, mi accanii su un estratto nella ruota di Genova e per non perdere i soldi giocati aumentavo geometricamente la posta. Quando realizzai di aver bruciato un milione delle vecchie lire ebbi un brusco risveglio e mi fermai. Non potevo permettermi quel vizio, facevo lavoretti come promoter e come modella che bastavano per togliermi giusto qualche capriccio, qualche uscita serale e libri, non per fare di me una giocatrice. Naturalmente l'estratto usci subito dopo il mio ravvedimento, era il 31 sulla ruota di Genova. Vinsero tutti i miei amici e conoscenti, io fui comunque soddisfatta della mia forza di volonta. Da allora mi tengo alla larga da tutto quello che assomiglia anche vagamente al gioco d'azzardo. Infatti quando settimana scorsa, tentata dal jackpot del superenalotto multimilionario, ho provato a passare personalmente in ricevitoria, ho fatto dietro front non appena ho visto la calca di giocatori più o meno incalliti, più o meno improvvisati.

Il mio uomo invece, senza queste tare genetiche, si è dimostrato più costante, motivato e tenace di me, infatti ogni tanto, quando si ricorda, sfida la folla e attende di giocare la sua schedina da un euro.

Così ha fatto ieri e durante il tg ha sfoderato la doppia fila di numeri.

Mentre la giornalista proclamava i numeri mano a mano che uscivano dall'urnone trasparente lo vedevo saltellare sul divano e lanciar squittii improbabili. Pensavo mi stesse prendendo per il culo, scusate il francesismo, ma temo che nessun altro termine possa esprimere il mio stato d'animo in quel momento. Ho cominciato a prenderlo seriamente solo quando al terzo urletto e morsicatura di mano è venuto a sussurrarmi la sua gioia e a farmi vedere la schedina. Nel mentre la cronista lo rendeva felice per la quarta volta.

A quel punto il mio uomo roteava gli occhi come un ossesso e bisbigliava fesserie deliranti, per non farsi sentire dai vicini in caso di vincita multimilionaria (posseduto si ma non stupido). Mi ricordava l'antagonista ossessionato dai suoi demoni religiosi del libro di Wilbur Smith che sto leggendo in questo momento (Kadem di Orizzonte). Se non avessi avuto il terrore che gli venissse un coccolone sarei scoppiata a ridere come una matta!

Ma a quel punto il suo umore, come quello di uno psicopatico schizofrenico, stava precipitanto ai minimi storici, 5° numero estratto 82, lui aveva giocato l'84.

La sequenza vincente si è fermata li. Avevo voglia di ripetergli che mi sembrava un ottimo risultato per una schedina giocata a casaccio, senza neanche guardare i numeri, che probabilmente persone che avevano giocato sistemi costosissimi avevano ottenuto meno di lui... Niente, un abisso di tristezza. Le rotelline del suo cervello hanno cominciato a lavorare su quello che poteva essere l'importo, ma con giocate forti come quelle in corso in queste settimane mille euro sarebbero stati un bottino da sogno. Infatti il risultato è stato raggiunto da oltre 4000 italiani, per una cifra di 368 euro a testa.

Ai 5 sono andati 40 mila euro, con un numero in più "sarei andato a comprare la casa domani stesso e ti avrei messo subito incinta!".

Sogni semplici del mio uomo che per qualche minuto hanno fatto sognare anche me.

Buona fortuna a tutti!




giovedì 18 giugno 2009

L’amore è… (14)



Un mix variabile di attrazione, fiducia e complicità.
Il dosaggio degli ingredienti cambia non solo a seconda della coppia, ma anche nella stessa con l'evolversi della relazione!

Sherazade

domenica 7 giugno 2009

C' era una volta.....



C' era una volta un uomo che lavorava, lavorava, lavorava sempre....dedicava un sacco di tempo agli altri, ma per se stesso non ne aveva mai.
Ma nonostante tutto, non perdeva le speranze......cercava l' amore.... perchè tanto ne aveva da donare.

C'era una volta un uomo, un altro, che di tempo ne aveva poco di più del primo....ma ad esso l' amore veniva servito su piatti d' oro contornato da diamanti e pietre preziose............ma invece di accettarlo di buon grado, lo rifiutava.....non so amare sosteneva lui....non so amare...e non ho tempo per farlo......

Infine.........

C' era una volta una donna, innamorata del secondo ma amata dal primo......non ricambiava l' uno e non veniva ricambiata dall' altro.......
Quanto amore sprecato, diceva all' inizio.......quanto amore sprecato!
Ma poi si rese conto, amaramente, che sprecato sarebbe stato anche se lo avesse conservato in un angolo del suo cuore ad aspettare chissà chi o chissà cosa.
Tanto valeva viverlo....
pytta


giovedì 4 giugno 2009

Brangelina ha detto stop!


di Sherazade


che palle le ex. Persino quando si è belle gnocche e buone come Angelina Jolie si può incorrere nel più classico paio di corna. A sentire i gossip, il bello di casa se la fa con la tata, ma anche un pò con Jennifer Aniston, la prima moglie. Quella con cui non aveva voluto fare figli, quella cornuta a mazziata a mezzo stampa. angelina si sarebbe stancata e avrebbe messo la parola THE END alla bella favola dei belli di hollywood. Senza andare ad approfondire le questioni familiari, che non solo non conosco nel dettaglio, ma delle quali, fondamentalmente non me ne può impippare di meno, resta una consapevolezza. Alla fine, per quanto ti dia da fare il vero amore è a tempo determinato. Più precario di un lavoro al call center, l'amore vero non lo archivi altrettanto rapidamente, soprattutto se ti ritrovi con 3 figli naturali più 3 figli adottivi da gestire.
fonte foto


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