ancora miti, riti e liturgie di abbordaggio metropolitano

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lunedì 22 agosto 2011

Come Stursky e Atchung


Quando gli abitanti mancano i topi d'appartamento ballano, si sa! Ma ballano anche i ladruncoli da strada, professionisti o improvvisati che siano. Così, nell'ultimo mese abbiamo subito il furto del telo dello scooter che per comodità stavamo pensando di lasciare in strada nel periodo estivo (idea subito accantonata, è tornato in box!) e due effrazioni al mezzo aziendale in una settimana. Settimana scorsa dei maledetti hanno scassinato lucchetto e serratura del furgone portandosi via delle attrezzature del valore di diverse migliaia di euro, oltre il danno al veicolo. Quando ho chiesto se qualcuno avesse visto qualcosa uno zelante vicino mi ha spiegato che alla dirimpettaia hanno scassinato la portiera della panda e rivoltato l'auto alla ricerca di tom tom o altri gadget tecnologici, senza per altro trovare niente! "Il guaio" mi ha riferito "è che l'80% delle persone lascia il navigatore o altri oggetti hi tech nel cruscotto", la tentazione di spaccare e vedere a quale percentuale appartenga in proprietario dell'auto è troppo forte per i ladruncoli, a maggior ragione nelle strade svuotate d'agosto.
Non ho resistito e ho spiegato la mia teoria, la colpa non è certo di chi lascia i propri oggetti in auto, ma di chi ruba e peggio ancora, di chi acquista la merce rubata. Quanti ne conosciamo? Chi non ha un amico o un parente o un vicino che acquista regolarmente la bici, il gadget tecnologico, il jeans e il capo d'abbigliamento firmato o l'attrezzatura "dal giro"? Ecco io avrei voglia di spaccare la testa al ricettatore (perchè questo sei se compri merce rubata) tanto quanto al ladro. Perchè chi compra incrementa il mercato dei furti!!! E che diamine.
Mi ha raccontato tempo fa il mio compagno della testa di bitume che andava in giro, nel nostro stesso quartiere, con una bici identica a quella che era scomparsa dalla nostra cantina. Con una faccia e un fisico da pugile passa la voglia di fargli notare la somiglianza con il tuo mezzo scomparso, ma gli auguri che in qualche match qualcuno gli renda impossibile pedalare di nuovo almeno per qualche mese. Questo elemento, tempo dopo, mentre legava la sua "nuova" bici rubata davanti al super si lamentava del furto della "sua" vecchia bici e spiegava quello che avrebbe fatto al ladro se l'avesse beccato. Non c'ero, altrimenti, probabilmente non avrei esitato a fargli notare che avrei potuto avanzare le stesse pretese su di lui!
Così settimana scorsa, mentre parlavo con il vicino mi è scappata detta la frase "bisognerebbe beccarli sul fatto questi elementi e fargli passare la voglia, per sempre!".
Come si dice? Attenta a quello che chiedi agli dei, potresti essere accontentata!
E così un paio di giorni dopo, di rientro da un locale alle 3 del mattino, mentre andiamo a parcheggiare l'auto, notiamo una punto con tre persone (sulla trentina) accanto al furgone, uno fuori dall'auto, affianco al portellone laterale. Il Signore delle Tempeste supera il mezzo, fa la manovra e anzichè spegnere, una volta finito tiene il motore acceso fino ad esclamare, mentre riparte sgommando "lo stanno aprendo, pezzi di merda". Non ho idea di come abbia fatto il tizio che armeggiava a risalire in auto così rapidamente, ma il tempo di arrivare ed erano ripartiti sgommando. Un inseguimento in piena regola alla Starsky e Hutch, o meglio Atchung perchè la sottoscritta urlava come un aquila di stare attento, tra una fischiata di gomme e l'altra.
Prima di capire che voleva che prendessi la targa le mie sinapsi galvanizzate dall'adrenalina hanno richiesto l'attraversamento di un paio di rotonde, non dico poi il tempo necessario a prenderla.. Quando finalmente ho iniziato a recitare come un mantra le lettere e i numeri che penso di non dimenticare mai più nella mia vita li abbiamo lasciati correre, con l'augurio che incontrassero qualche ostacolo corposo!
Ora io mi chiedo:
1) questa impennata di furti può essere in qualche modo collegata alla scomparsa delle pattuglie dell'esercito?
2) visto che i luoghi in cui si possono comprare oggetti rubati li conoscono anche i bambini perchè non fare una bella capatina ad arrestare venditori e acquirenti? O perlomeno comminare loro sanzioni tali da fargli passare la voglia (e la convenienza) di fare affari a spese altrui?


mercoledì 17 agosto 2011

Tiriamo a campare, compare?!

Lo strano incontro all'imbarco della Moby in partenza per la Sardegna, al Porto di Livorno. Per la serie "2 is megl che uan!" gli intraprendenti passeggeri dell'utilitaria hanno pensato bene di risparmare sul costo del rimorchio e hanno piazzato in motorino nel cofano dell'auto! E' il bello (e il brutto) degli italiani, conoscono l'arte di arrangiarsi!
Ed eccomi di ritorno da 3 settimane di vacanze in Sardegna! Non leggetemi con invidia, l'affitto era di 500 euro per i 21 giorni di permanenza (in un buco che faceva sembrare una piazza d'armi anche il mio vecchio monoloculo!) e la spesa l'ho fatta al discount, risparmiando persino sui costi che avrei sostenuto a Milano per mangiare una sola volta al giorno.
Sono arrivata a Budoni con il grigiore invernale, due occhiaie spaventose e una stanchezza che mi lasciava addosso la sensazione di essere la vittima di un ictus. Tanto che non c'era verso di farmi entrare in testa il nome del porto di Livorno, da cui ci saremmo dovuti imbarcare per Olbia. Penso di avere chiesto il nome della città una dozzina di volte durante il percorso, e di aver sbirciato altrettante volte il biglietto, per la vergogna di chiedere ancora la destinazione.
Il cervello era così provato dall'ultimo anno da farmi scorrere via le informazioni come acqua in un terreno deserto, impermeabile, senza lasciare alcuna traccia del passaggio. Insomma avevo la sindrome di Barney (mestolo!!).
Eravamo così stanchi entrambi, io e il mio compagno, da desiderare un'altra settimana di ferie, noi che in genere a metà della seconda settimana, non vediamo l'ora di ripartire!
Gonone (e il Golfo di Baunei) dalla strada per Cartoe e Osala
Tanto impigriti da non cercare non dico le canoe e i windsurf, ma neanche i gocart o una rete di beach volley! Nessuna emozione grazie! Abbiamo già fatto il pieno negli ultimi 12 mesi! Nessuna finta gita nelle destinazioni per turisti, neanche un cambio di spiaggia, solo una capatina a Gonone, giusto per non farmi mancare il pellegrinaggio ai luoghi della mia adolescenza e assistere agli inutili (e anche un pò tristi) tentativi di mia zia di mettere insieme un "pranzo della domenica" . 
In spiaggia, per le prime due settimane, noi due, mia madre e famiglie straniere (più che altro tedeschi, molti francesi, abbastanza scfizzzeri). Niente di più desolante dei cartelli affittasi e vendesi, dei resti bruciati della trattoria sulla spiaggia in cui abbiamo mangiato a prezzi modici nelle scorse stagioni, delle passeggiate serali desolate, i bar, le pizzerie e i ristoranti deserti.
Dove non ci si è messo il portafoglio vuoto è arrivato il maltempo a rovinare la festa a chi aspetta i mesi estivi per tirare su il reddito di un anno!
Per quanto mi riguarda lo ammetto, da un lato ho gongolato con una vigliacca e sorniona soddisfazione verso chi, negli anni passati, ci aveva scambiato per polli da spennare. Qualcuno di questi, costretto a ridimensionarare i prezzi dalla crisi, ha abbassato le pretese quando ormai era troppo tardi. Dall'altro invece, mi dispiace per l'ennesima occasione mancata di sfruttare il periodo di depressione per spalmare meglio i costi e il turismo per tutto il periodo estivo e non solo in quei 15 giorni canonici.
Al mio ritorno a Milano ho capito dov'era la gente che mancava nelle spiagge del nord-est della Sardegna. Nelle periferie quest'anno si vedono ancora più auto che in quelli scorsi, per i marciapiedi non solo anziani o stranieri, ma la stessa gente che incontriamo in qualsiasi mese dell'anno. Di tipicamente agostano solo le saracinesche abbassate in una città che si è svuotata solo al centro, ormai già da un paio di mesi, delle mogli e dei figli di quei proprietari di seconde e terze case transumati in massa  rinfrescarsi via dalla città.
Quest'anno non mi godrò, insomma, la città vuota d'agosto, ma solo i disagi del mese e sento già la nostalgia del mare e mi ci infilerei io nel cofano di un auto in partenza...

lunedì 30 maggio 2011

Psichedelico

Fornigoni vota per il ballottaggio, la mise è imbarazzante!
In attesa di sapere che ne sarà della mia città mi lascio andare a una nota di emh, colore.
Avete notato le mise di Formigoni? Per qualche strana regola del contrappasso, dopo che il Formigaus ha professato per anni gli inni alla verginità, il suo look fa venire voglia di cantare il Cielo in una stanza di Gino Paoli. Oppure, come nella favola della volpe e l'uva, che stia provando le sostanze che sosteneva assumesse Vendola?

Qualunque sia la causa della svolta da figlio dei fiori non posso fare altro che augurarmi che un consulente serio, fermi lui e Renzo Rosso di Diesel: non si può guardare!


lunedì 23 maggio 2011

La sicurezza per le strade di Milano

Semaforo incomprensibile in Viale Abbruzzi, angolo via Donatello, a Milano- Rosso per chi?

(Cliccare sulle foto per ingrandire)

Dovunque guardi sembra che si sia scatenata una guerra, sembra che dalla scelta del sindaco di Milano dipendano le sorti del paese e soprattutto del premier dei miei connazionali. In tutta onestà non ho difficoltà a riconoscere il lavoro di amministrazioni locali, quando operano bene, anche se appartengono a forze politiche che non mi trovano allineata. Quello che non capisco è come si possa volere mettere il becco su Milano sulla pelle di chi ci abita e ci deve vivere. Come nel testo che vedete qui sotto diffuso via facebook, da una signora triestina che vive in Brianza e ha amministrato la pagina Fan di minzolini nello stesso social network.

nota di una militante PDL su Facebook
Ora chi vive in città sa come stanno le cose realmente. Ecco perchè quando sento parlare di sicurezza per le strade, a me non vengono in mente né i campi Rom, né i centri islamici. Mi vengono in mente le strade pericolose per semafori mal gestiti o mal guardati, le buche che fanno delle vie di Milano una sorta di gruviera rappezzato con colate di asfalto che vengono via alla prima pioggia. mi vengono in mente gli islamici che pregano per terra in Viale Jenner, sul marciapiede.
Penso che i vigili debbano riprendere a lavorare per le strade, occuparsi delle auto in doppia fila, degli eccessi di velocità dei suv parcheggiati a castello sulle piccole auto. Fare i Vigili urbani, non i poliziotti di ripiego.
buche in via Pompeo Neri, dietro alla mia palestra

Buche in via Forze armate, angolo via Primaticcio a Milano
Dettaglio buche in via Foze armate, Milano
Quando sento che Pisapia vuole far pagare l'Ecopass 10 € a tutti mentre lei, fulminata sulla via di Damasco, ora, dopo aver perso il primo round, promette di non farlo pagare più.. sono indecisa se sbellicarmi dalle risate o compatire queste manfrine. Ma come, l'Ecopass non era la panacea per tutti i mali? La soluzione finale per ogni problema di inquinamento? Ho venduto la mia audina del 1998, un 1800 benzina, perchè altamente inquinante, anche se la utilizzavo solo per andare in palestra un paio di volte a settimana e per sbrigare piccole commissioni. Anche se mi rode tutte le volte che vedevo i fuoristrada in centro. In piazzale Bacone ce n'è una colonna parcheggiata stabilmente a ridosso delle rotaie del tram. Ogni volta il mezzo deve superare la versione meneghina della Parigi/Dakar a passo d'uomo per l'ingombro. Mi rode anche quando vengono rilevati i dati sull'inquinamento (quelli reali, dell'ARPA, non quelli di De Corato) e risulta che la merda ce la respiriamo noi che usiamo i mezzi pubblici, non quelli che arrivano dalla provincia in centro con le loro auto comode con lo start e stop.

Aggiornato il 23/05/2011


La notte scorsa, di rietro da una mangiata epica per una prima comunione ho trovato un volantino della Moratto con quello che farà lei e quello che "minaccia" farà il suo avversario, facendo riferimento al suo programma. Per la cronaca, visto che stamattina ho conteggiato un aumento di colleghi proMoratti, che si erano bevuti la storia dell'Ecopass, sono andata a controllare. Non vedo traccia di Ecopass a 10 euro nel programma di Pisapia (unico accenno a pag 17, il trafiletto che potete leggere sotto). Leggo invece che il sindaco attuale nel suo programma intende "rafforzare" le misure di disincentivazione (ecopass- cfr Contro l'inquinamento, punto 6a, pag 15).


L'ecopass nel programma Moratti

L'ecopass nel programma Pisapia
Ricordo inoltre le multe arrivate nell'azienda in cui lavora il mio compagno, lo scorso anno in questo periodo, per l'accesso in ZTL (zona traffico limitato) in fasce orarie non previste (dopo aver ricevuto multe da 10mila euro, l'azienda ha pensato bene di rinnovare la flotta aziendale). Ricordo  che da ottobre/novembre se abbiamo necessità di entrare nella cerchia dei bastioni paghiamo con la  meriva diesel del 2003, mentre fino a quel momento potevamo accedere gratuitamente (non entriamo praticamente mai, faccio prima con i mezzi o eventualmente in scooter).
Quanto alla sanatoria delle multe la signora Moratti ha già fatto dietrofront, specificando che si tratterebbe di quelle del febbraio 2010. Quelle del 2008 per i divieti d'accesso che sembravano quelli dell'Ecopass i cittadini hanno già pagato (o lo fanno a rate)! E poi vengono a dire che non hanno aumentato le tasse (l'addizionale irpef). Ma baffan...
DALL'ECOPASS ALLA SANATORIA LA SCOMMESSA CHIMATA TRAFFICO (LA REPUBBLICA MILANO)
A quanto pare i cittadini che hanno preso le multe dagli ausiliari della sosta, sguinzagliati per la città a sopperire il dislocamento dei vigili urbani ad altre mansioni, dovranno pagare! Che poi vorrei proprio sapere CHI ha visto arrivare la polizia locale e con che tempistiche, quando si è trovata a richiederne l'intervento per questioni di pubblica sicurezza?! A proposito qualcuno di voi ha mai visto un poliziotto di quartiere o come accidenti si chiama?  Un ultimo punto e poi chiudo, ma il centro islamico non era già deciso che lo si costruiva?

sabato 14 maggio 2011

Comunali a Gotham City

transenne sulla "promenade" di Via De Cassinis- Quartiere Santa Giulia, Rogoredo Montecity
Domani mattina, caschi il mondo io e il Signore delle Tempeste insceneremo il nostro ormai collaudato siparietto elettorale e poi andremo in palestra. Perchè ci teniamo alla nostra forma fisica, noi! Quasi quanto teniamo al quartiere in cui viviamo, Baggio, nella periferia ovest di Milano. Anche se ultimamente, come ho già raccontato svariate volte, sta perdendo la sua storica configurazione di paesone per trasformarsi sempre più in un tristissimo dormitorio. Dello scempio del parco delle cave ho raccontato in più occasioni, meno delle attività economiche soffocate e svendute, tutti i piccoli grandi negozi della zona, stanno chiudendo, schiacciati e scacciati da banche e nuovi palazzi. Stamattina ho notato che ha chiuso il mio spacciatore di prodotti di bellezza low cost, un fornitore di prodotti per estetiste e parrucchiere che vendeva anche al dettaglio, con piccole maggiorazioni che rendevano comunque il prezzo appetibile per noi comuni mortali. La storica Oviesse ha chiuso ormai da mesi, il proprietario ha pensato bene che fosse più conveniente ricavare degli appartamenti piuttosto che affittare la struttura.
Restano panetterie, barettini e qualche macelleria oltre i classici take away per la pizza e il kebap.
Per quanto il mio quartiere sia morente, però, tutte le volte che vado a fare dei trattamenti estetici a Rogoredo, lo rivaluto! Il nuovissimo quartiere Montecity, Santa Giulia o come diamine si chiama, sulla carta appariva meraviglioso, di passaggio, effettivamente, visto da lontano, può ancora dare questa impressione, palazzoni ultramoderni, spazi per minipiscine d'acqua (che potrebbero essere pericolosissimi per i bambini, se dovessero finirci dentro, con o senza acqua), locali commerciali al piano terra e pseudo maxipiazze di collegamento. Insomma un centro commerciale abitato!
transenne che bloccano l'accesso ai box auto - Quartiere Santa Giulia
Peccato che per arrivarci si debbano attraversare aree transennate e incolte, che le piazze siano recintate, che tra una zona "commerciale" e l'altra,  poi, non ci sia nulla: il deserto dei tartari! Penso che se dovessi uscire dal retro della metropolitana dopo le 5 del pomeriggio, in inverno, per andare oltre il palazzone Sky, dovrei procurarmi un'arma! Capisco perchè gli abitanti della zona siano inviperiti e usino le transenne per cercare di liberarsi degli appartamenti che hanno acquistato.
Fa venire in mente quei paesaggi metropolitani da fumetto alla Metropolis di Superman o, appunto, alla Gotham City di Batman.
Batman?
Deve avere avuto lo stesso pensiero qualche abitante burlone!

Gli abitanti del quartiere inviperiti? Mica tanto!



mercoledì 11 maggio 2011

Milano da Expo: Pipì di lusso e esentasse


fare la pipì a Milano nella stazione di Cadorna FN costa 50cent di € a donne, uomini e bambini. Sconto di 20cent se la si fa nell'orinatorio!
Ieri ho assistito alla presentazione del lavoro dell'Osservatorio Mobile Internet, Content & Apps al Politecnico di Milano. E' bastato un cambio dal mio solito itinerario ed eccomi persa, tra Bisceglie e Cadorna, in un attacco di panico da vescica piena. L'idea di arrivare fino al Politecnico, in Bovisa, per liberarmi non era proprio ipotizzabile, così prima di prendere il treno sono scesa giù per una scalinata che porta ai bagni della stazione delle ferrovie nord. Lì la sorpresa n 1. per fare pipì avrei dovuto pagare 50cent,
Pagata la gabella in anticipo, come richiesto dal cartello, senza ricevere ne scontrino ne ricevuta, faccio la mia pipì e mi lavo le mani. Fare dell'altro, chessò, lavarmi i denti dai resti di caffè e brioche, non era ipotizzabile.
sui  lavandini la scritta demenziale "per igiene vietato lavarsi i denti"
Ma come minimo per 50 cent esentasse voglio essere libera di lavarmi i denti se mi va, e l'igiene lo pretendo!
Ora mi chiedo, chi ha autorizzato la signora della foto a incassare la gabella senza emettere ricevuta? Perchè non viene fatto un controllo sull'igiene del bagno? E poi mi parlano di Expo. Ma per piacere!!

martedì 3 maggio 2011

Feel the beat, Dancing for Leukemia


Una bella iniziativa benefica che si svolgerà vicino a casa presso la Yamambo di Monica Hohl, in via Bisceglie 74 a Milano (la mia prima scuola di ballo, dove ci siamo conosciute io e Chica mala). 
Mi è arrivato l'invito via Facebook da un'amica appassionata di Zumba e ritmi caraibici e la combinazione degli stage sommata alla location mi ha incuriosito.
E' una due giorni dedicata al ballo e al fitness. Tra le discipline sportive Zumba, Step, la Bomba, ma anche total fit, pilates e allenamenti con bosu. Tra le danze si spazia dall'hip hop al chacha alla salsa newyork style. Compaiono un pò di nomi noti a chi bazzica piste e palestre. E' possibile partecipare alla singola lezione (10€), sceglierne due (20€) o acquistare il full pass per le due giornate a 50€.
Per partecipare è necessario accreditarsi, cominciate a farlo subito, potrete poi modificare date e numero dei corsi, il pagamento si effettua alla Yamambo, prima di iniziare la lezione. 
L'amica zumbera parteciperà alla lezione del suo maestro Matteo Guida, domenica mattina alle 10.00, vuole che partecipi anche io, ma chi mi conosce bene sa che se riesco a funzionare a corrente alternata nel ballo di coppia, quando mi stacco ho la stessa fluidità di movimenti e la capacità di coordinamento di un pupo siciliano. La domenica mattina, poi, di solito vado in palestra e mi smalloppo il mio circuito in quasi solitudine. Niente corsi, solo attrezzi e cardio. Ma per una buona causa posso fare un'altra attività sportiva e umiliarmi in pubblico, con la speranza che lei prenda parte al corso di gestualità femminile della mia insegnante, Anita Lombardi, nel pomeriggio! Così potrà assistere alla mia umiliazione per due volte di fila nella stessa giornata (perchè i pesi del corpo nei pasitos per me restano un mistero, nonostante mi impegni a fondo) e magari appassionarsi anche alla versione più classica del ballo latino americano! Se non avete mai provato è l'occasione giusta per iniziare, e non tirate fuori scuse sulla sveglia traumatica nei week end: domenica i corsi proseguono fino a mezzanotte!

sabato, Fitness e Hip Hop

domenica: Fitness, Hip Hop, Latino Americano 




mercoledì 20 aprile 2011

Avrei preferito parlare d'altro, ma...

un collega mi ha fatto notare questa pagina sul sito della Moratti.



Screenshot dalla pagina "il mondo di Letizia" nel sito della Moratti
No, non sono Julie Andrews, la Cardinale e il viso intenso di Maryl Streep quelli che vedete, sono dei fotomontaggi ideati da qualche "esperto di comunicazione" ed esperto dell'immagine il quale le avrà fatto notare che aveva bisogno scendere dal piedistallo, di spogliarsi del suo taillerino e avvicinarsi alla gente media con un gesto simpatico.Posso supporre che lei, che è simpatica come la sabbia nelle mutande e al massimo ricorda la signora Rottermaier di Heidi, avrà pagato milionate per questa tattica umanizzante.
Resta un pò di fastidio nel notare che i nostri gusti si assomigliano più di quando mi piaccia, e un paio di  domande:
1- l'inclusione nell'elenco dei film de "Il dittatore dello stato libero di Bananas", dobbiamo interpretarlo come autocritica o presa di coscienza?

2- Se la risposta alla prima domanda è autocritica com'è che non c'è neanche un film su Batman?

martedì 19 aprile 2011

Contabilità criminale

Jucker potrà fare un uscita dal carcere a 9 anni dall'assassinio della fidanzata, articolo su corriere
Mi viene la nausea all'idea che grazie alla contabilità criminale che potete leggere qui sopra, un condannato a 30 anni per avere accoltellato 22 volte la fidanzata e averla fatta lettermalmente a pezzi con un coltello per sushi possa uscire. Sicuramente l'avrà aiutato la provenienza da una "famiglia bene" il potersi pagare avvocati gli che sanno fare bene questi calcoli. In tutto questo gran parlare di riforma della giustizia, la certezza della pena è l'unico caposaldo che vorrei tener fermo! Perchè l'idea della condanna a morte non mi sfiora, l'idea della giustizia fai da te neanche. Ma vorrei avere la certezza che chi è stato colto da un raptus omicida una volta, arrivando a uccidere senza pietà una persona cara o uno sconosciuto con questa efferatezza, senza una causa scatenante grave, umanamente comprensibiile, resti in carcere per il resto dei suoi giorni, fino al suo fottutissimo ultimo respiro.

La "Noratti" e il PDL tremano, io godo!


refuso "Noratti" nella home della  pagina milanese di Repubblica online


Perchè mi piace l'idea di una donna sindaco, ma penso che sia stata dietro agli interessi degli uomini più che delle donne. In campagna elettorale la città è tapezzata delle sue foto photoshoppate in cui promette mari e monti, come se non ci fosse lei (e la sua parte politica da sempre) ad amministrare la città e si stia proponendo come neocandidata, sibilla e vestale con una rinnovata verginità!
Così dai manifestoni ammiccanti dichiara di voler potenziare gli asili per sostenere le madri lavoratrici, promette il potenziamento delle linee metropolitane con la creazione di due nuove linee, ma a Milano la vecchia linea Rossa (MM1) si impianta in continuazione per guasti tecnici/suicidi/scioperi. Per aggiungere 4 fermate alla linea gialla ci sono voluti 20 anni e spesso i capolinea sono terre di confine alla The Road di McCarthy.

Foto emblematica dello scempio del parco delle Cave dal blog di Jacopo Corsentino,
Ha dichiarato di voler piantare ennemila alberi, ma ha permesso che venisse cementificato l'interno dei parchi (emblematico il caso di quello delle cave, fatto rinascere da Italia nostra,  eroso dall'incapacità dell'amministrazione comunale che l'ha assimilato agli altri parchi e preso in gestione), e ha fatto cassa dapprima con l'Ecopass poi spedendo multe pazze alle aziende che entravano nella ZTL. Così oltre la cerchia dei bastioni possono entrare SUV e auto superinquinanti purchè paghino!
Appena ci si sposta oltre la cerchia dei bastioni la Milano della "Noratti" si paralizza per una nevicata annunciata, costruisce rotonde a ridosso di negozi ed edicole, aiuole con le pietruzze (almeno mettesse gli alberi!) dove mancano i parcheggi. Nell'incrocio per arrivare a casa mia bisogna effettuare una manovra a zig zag per evitare le buche createsi con il maltempo. Con il classico sistema mafioso periodicamente scompaiono, coperte con catrame che sembra appiccicato con lo sputo, per ricomparire alla prima pioggia! La Milano che ci ha consegnato è sempre più una città per ricchi, con il centro accessibile solo a loro, in cui le case destinate ai poveri vengono date a immeritevoli a fitti o prezzi agevolati, in cui si cerca di allontanare chi ci ha sempre vissuto dalle case popolari Aler, proponendo la vendita a inquilini che non potranno mai riscattarle. Le periferie invece, somigliano sempre più a quartieri dormitori, in cui la piccola imprenditoria muore, scalzata dai grandi centri commerciali, le attività cedono il passo alla costruzione di nuove palazzine, fonte di guadagno speculativo immediato. La Milano cui lei e i suoi amici leghisti non accennano nei manifesti propagandistici ha alimentato la diffidenza nei confronti dei Rom, promettendo e poi negando loro abitazioni in cambio della "sicurezza", gonfiando i numeri e spostando nuclei familiari come pedine di una scacchiera impazzita da una zona all'altra della città. Rendendo impossibili ai minori in età scolare di seguire regolarmente le lezioni, precarizzando ulteriormente una situazione instabile.
Nella Milano che (RI)vorrei gli stranieri che passano il capodanno a Milano trovano una festa di piazza come nel resto del mondo, perchè amo la città a Natale, con le illuminazioni che la rendono splendida, ma non concepisco che chi è di passaggio non trovi un posto dove andare se non conosce la città! Vorrei una città in cui si possa mangiare anche alle 2 di notte se mi va di farlo, in cui si possa vivere la notte tanto quanto il giorno, senza rendere impossibile il sonno ai residenti.  
Come ho già spiegato altre volte amo Milano, la città in cui non ho scelto di nascere, ma "ho scelto" di vivere! Vorrei continuare a farlo e senza la Moratti, grazie!

venerdì 15 aprile 2011

Aspettando Gogol


i nuovi manifesti dell'associazione in difesa della democrazia - fonte Corriere.it
 A distanza di un mese dai manifesti azzurri che incoraggiavano Berlusconi a resistere creati da una fantomatica associazione, ora sono comparsi questi rossi.
Attestati di solidarietà di anonimi cittadini fiduciosi che Berlusconi, l'uomo del fare e del governo del fare, debba essere difeso da chi lo attacca ingiustamente? O dietro ci sarà davvero, come ipotizza il Corriere, qualcuno,  che conosce meglio del cavaliere il mondo della comunicazione istituzionale e quella intorno allo misconosciuto, per lui, "gogol"?

mercoledì 13 aprile 2011

Ora non resta che "La flagellazione"

Il manifesto della mostra con la "Medusa Murtola", portata via dal proprietario dell'opera


A quanto pare delle tre opere di Caravaggio previste alla mostra "Gli occhi di Caravaggio" nel Museo Diocesano in Corso di Porta Ticinese 95  a Milano (fino al 3 luglio) ne resta solo una. Una delle due perse per strada non è mai arrivata perchè i proprietari non avevano nessuna intenzione di prestarla, la seconda è stata ritirata dal proprietario perchè definita "copia" mentre è un originale e precede di due anni la versione degli Uffizi.

Resta comunque una bella mostra e vale comunque la pena, per chi non l'avesse ancora fatto, vedere le opere degli artisti contemporanei di quello più "popolare" che le da il nome, quelle che ha studiato e osservato prima di partire per Roma.
Amo moltissimo le opere del periodo e ho avuto modo di goderne da un punto di vista "privilegiato". Durante l'università, infatti, ho avuto la fortuna di fare diversi "viaggi d'arte". Il primo, poco più che matricola, con il centro pastorale dell'università Cattolica è stato quello con il miglior rapporto qualità prezzo: 100 mila lire per una settimana a Venezia (era il 1994 l'anno marciano, la città era al top!) e l'accesso a zone e opere inaccessibili ai turisti o ai visitatori occasionali. Come compagni, guide e passpartout d'eccezione docenti e studenti dell'Università Ca Foscari (dal Prof Galimberti, alla suora che ci ha permesso di vedere le opere in restauro nella chiesa di Santa Maria della Salute e la biblioteca, allo studente che ci raccontava di quando ancora si poteva fare il bagno nei canali e ci faceva pranzare a prezzi adatti alle nostre tasche vuote).
E' stata poi la volta delle piccole gite in giornata con il pullman organizzato dagli assistenti della Prof.ssa Gatti che partiva dal piazzale di fronte all'Università, ogni sabato, destinazione Ferrara, Mantova, Lodi, ma anche Parma, Fontanellato, il Sacro monte di Varallo, in cui hanno lavorato gli autori delle opere presenti alla mostra (Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Lorenzo Lotto, Jacopo da Bassano, Moretto da Brescia, Giovan Battista Moroni, Gerolamo Savoldo, Vincenzo e Antonio Campi, Giovanni Ambrogio Figino e Simone Peterzano). Erano gli anni in cui passavo spesso i pomeriggi a Brera o a studiare nell'Istituto di Storia dell'arte. Avere tra gli esami Storia dell'arte medievale, moderna e infine quella contemporanea mi permetteva di avere accesso alle mostre, ai musei e nelle chiese a prezzi agevolati se non gratuitamente. Con Udo, il mio vecchio compagno di Università che mi ha messo il soprannome Trippi, che ancora mi porto dietro, ho poi scoperto l'arte contemporanea, un altro viaggio con l'Università costato 500mila lire ci ha fruttato una settimana a Parigi tra Louvre, Musée d'Orsay, Centre Pompidou, Musée Picasso, Musèe Rodin, il Maillol e tutti i piccoli musei dedicati ad artisti che mi facevano pensare che l'arte fosse morta seppellita dalla "merda d'artista".
Tutte le volte che torno indietro ai miei anni di studio penso che se ne ho un ricordo così pieno e positivo è proprio per tutto quel bello di cui mi sono circondata. Di tutta quell'arte mi è rimasto poco e nulla, spesso faccio confusione anche sugli autori delle opere maggiori e dei luoghi in cui si trovano, ma penso che non si possa fare a meno di essere umanisti dopo essersi riempiti gli occhi di tanta bellezza.
Ecco perchè non riesco ad accettare che la mia fortuna non possa essere condivisa da chi verrà dopo, che le nostre architetture, i palazzi storici, le opere d'arte non vengano non solo tutelate ma coccolate e vezzeggiate come merita quello quanto ci è arrivato tra le mani senza che abbiamo fatto niente per meritarlo.
L'unica differenza tra gli uomini e gli animali è solo nell'arte, se i nostri politici, la nostra classe dirigente non lo capisce a noi non resta che la flagellazione (loro però!).

lunedì 11 aprile 2011

Nordafricani e pregiudizi

Fortunato Depero, La rissa, 1926

Tra sabato notte e oggi sono stata testimone involontaria di due risse in cui erano coinvolti dei nordafricani, qui a Milano.
Non racconto queste due storie in cerca di una morale, non ci sono buoni o cattivi, ci sono solo due episodi  che mi spingono a pensare quanto le cose possano degenerare in un attimo, quanto pesino i pregiudizi nel confronto con l'altro.
Sabato alle 3 del mattino, sotto casa mia. Dapprima le solite urla di due uomini ubriachi che se le danno di santa ragione. Ormai mi sto talmente abituando che non vado a controllare alla finestra e non chiamo ne i vigili ne le ambulanze. Il mio compagno, poi, non si è accorto di niente e ha continuato a dormire come un sasso, gli ho raccontato tutto io durante la colazione. 
Come ho detto sopra ero intenzionata a non alzarmi e a lasciare che si menassero a vicenda fino a quando glielo consentisse il pieno di alcolici. Ma sento le sirene della polizia e il trambusto che aumenta. Qualcuno dei miei vicini, probabilmente è in una fase precedente alla mia e ha chiamato la cavalleria. sollevo la tapparella e vedo una scena che se non fosse triste sarebbe comica. Una coppia di poliziotti, uomo e donna dopo aver separato i due ubriachi cercano di far salire il primo dei due in auto. Mentre il poliziotto uomo cerca di spingere il primo contendente, che si abbarbica mani e piedi alla cornice della portiera, nel sedile posteriore, la donna cerca di avvicinarsi all'altro che la minaccia riprendendola con un cellulare! E così la donna lascia perdere il "cameraman" e cerca di aiutare il collega a far salire in macchina il primo tizio, mentre l'altro, a distanza continua a riprendere la scena pietosa!
Torno a letto e dopo un pò il rumore di una sirena mi fa riavvicinare alla finestra, incredibile, sotto casa mia ci sono 4 pattuglie della polizia, i due poliziotti di una di queste caricano senza tanti complimenti (ma senza colpire) il tizio che i primi due non son o riusciti a far salire in macchina. Nell'enfasi la scarpa del nordafricano resta a terra. La pattuglia riparte poi  sgommando con il suo carico. Per una pattuglia che va un'altra che arriva. Scendono i componenti di quest'ultima e confabulano tutti insieme mentre viene caricato anche il secondo ubriaco e la poliziotta controlla i cellulari, circondata da colleghi solidali. Nuova sgommata e via anche la seconda pattuglia. A questo punto lo spettacolo è finito e torno nuovamente a letto. Da li le sgommate delle altre vetture contrassegnano quelli che penso siano i successivi 10 minuti. Penso che i poliziotti abbiano cancellato i video, qualsiasi cosa contenessero. Non ho visto nessun comportamento violento o aggressivo da parte delle forze dell'ordine che valesse la pena pubblicare on line. Mi chiedo allora a che scopo i poliziotti si siano dati la pena di arrivare in massa prima e di visionare il contenuto dei cellulari poi. Mi chiedo se i nordafricani fossero tunisini o pensassero che si potesse paragonare una rivoluzione di piazza contro un regime a una rissa tra ubriachi. Mi chiedo se i due non avrebbero terminato la notte ognuno a casa propria anzichè in una caserma se si fossero lasciati separare e avessero proseguito ognuno per la propria strada, anzichè opporsi e mettersi a filmare.
Sempre in tema di nordafricani e di ubriachezza stamattina mi è capitato un altro episodio in cui è apparso evidente quanto sia lunga la strada da percorrere per l'integrazione. Quanto i nostri schemi mentali siano l'ostacolo più grosso da rimuovere.
Ad una fermata della metro una scaramuccia tra due che si sono spintonati all'ingresso sarebbe finita a pizza e fichi, come al solito se uno dei due non fosse stato, appunto, un nordafricano con troppo alcool in corpo e l'altro un tizio con troppo testosterone e nervosismo.
A un metro da me e poi proprio sopra di me Mr testosterone comincia a urlare contro il nordafricano dicendo che l'ha spintonato e si deve scusare, accorcia in modo provocatorio le distanze fisiche e si avvicina cercando una reazione. L'altro dal canto suo, inizialmente non reagisce e si limita a biascicare "non toccarmi, non  rompermi il c***o". E dagli e tira Mr Testosterone continua ad avvicinarsi e a un certo punto lo minaccia con la testa (non so se volesse prendere l'altro a craniate), l'altro lo allontana con una spinta e continua la sua cantilena "non toccarmi, non  rompermi il c***o". I due proprio sopra di me, tra la gente che dice di smetterla, un secondo nordafricano (non ho idea se fossero saliti insieme, se si conoscessero o meno) che cerca di tranquillizzare il suo connazionale e un tizio con accento straniero in giacca e cravatta, tratti mediorientali che inizia  a urlare a sbraitare a sua volta "Arabo di merda".
In questa scena infiammata tra uno spintone e l'altro il nordafricano tira un gancio al tizio a Mr Testosterone e lo manda al tappeto con l'occhio pesto. E' il delirio, Mr Testosterone resta a terra e dice che il nordafricano l'ha colpito (ma vah!?), il mediorientale urla "chiamate la polizia" e poi "arabo di merda tornatene a casa tua, questa è tutta colpa della sinistra, ma ve ne accorgerete tra 10 anni" e cerca aggredire a sua volta il nordafricano. Il nordafricano urla "non toccarmi, chiama la polizia non me ne frega un c***o". Quando si capisce che sta per degenerare in un altro scontro si avvicina un signore in giacca e cravatta che dichiara di essere un poliziotto e mostra un tesserino al nordafricano allontanandolo (quasi proteggendolo) dal mediorientale (che continua a sbraitare "arabo di merda comportati male al tuo paese"). L'altro nordafricano a questo punto si avvicina al mediorientale e gli chiede di finirla di usare quei termini offensivi. Il poliziotto riesce infine a portare via il nordafricano ubriaco e Mr Testosterone con l'occhio nero. Il treno riparte, ma la discussione riprende tra l'altro nordafricano e il mediorientale, il primo accusa l'altro "in questi casi bisogna calmare le persone tu le aizzavi, e poi da dove vieni che hai un accento straniero" e l'altro "Iran e tu?",  "Marocco, ma anche tu sei straniero con che diritto dici torna al tuo paese?". Mai l'avesse detto, hanno ripreso a insultarsi tra di loro, finchè sono scesi entrambi.
Per me e la signora accanto a me era evidente che Mr testosterone aveva trovato quello che andava cercando. Così ci siamo ritrovate a dirlo a chi si trovava vicino all'ingresso nel momento in cui erano entrati i due pugili occasionali: si litiga in due, sicuramente l'altro aveva sbagliato a spintonarlo all'ingresso, ma se l'avesse spintonato un italiano la situazione sarebbe degenerata allo stesso modo? Il signore iraniano avrebbe urlato nello stesso modo se si fosse trattato di un episodio tra italiani? Quanto le esperienze di ciascuno hanno pesato sul modo di comportarsi in quei 5 minuti? Quanto il nostro carico di frustrazioni e rabbia ci spinge a cercare lo scontro con il prossimo, meglio ancora se con "l'altro"?


venerdì 25 marzo 2011

Com'è bello tradire, a Milano

fonte foto
Se hanno ragione gli avvocati matrimonialisti, secondo quanto riportato da questo loro articolo sull'aumento delle infedeltà coniugali sul posto di lavoro, bisogna preoccuparsi se:
1) si abita a Milano/Roma/Bologna/Torino e (al sud )Napoli
2) il proprio partner lavora in ospedale/cliniche/studi professionali/redazioni/uffici pubblici/banche
3) il proprio partner si rifiuta/si porta il telefono appresso/lascia tracce evidenti (ricevute e la classica macchia di rossetto sulla camicia).
Sul fatto che spesso padri ignari allevano figli altrui avevamo già parlato, ma a quanto pare, complici le tecnologie, aumentano i "cornuti smaliziati" che non si fanno scrupolo di improvvisarsi investigatori e sfruttare le tecnologie per spiare il compagno/a o accedere a posta elettronia e, naturalmente, account facebook!



Se è vero che in amore e in guerra non esistono regole, fino a che punto ci si può spingere per smascherare il traditore? E una volta scoperto?
Negli ultimi 10 anni si è sviluppato un mercato fiorente di dispositivi elettronici (registratori, microfoni direzionali, videocamere nascoste, cimici) che sebbene vietati dalla legge sono facilmente reperibili al mercato nero o attraverso internet. Molti coniugi sospettosi di essere traditi si trasformano in veri e propri detective ed acquistano tali congegni anche a rischio di essere denunciati penalmente. In commercio esiste un software in grado di far risalire alla password della posta elettronica o di facebook della persona spiata. Inoltre sta aumentando la vendita dei kit per verificare il Dna dei figli, acquistabili per pochi euro via internet tutte le volta si ritenga legittimo e fondato il sospetto che la moglie sia stata infedele. Nell’80% dei casi i disconoscimenti di paternità vengono richiesti per il secondo figlio. Tuttavia, al di là degli investigatori e delle cimici, la lettera anonima che racconta la tresca resta sempre il tallone d’achille dei traditori.
Come si evolvono le storie una volta appurata la verità? Beh dipende dalla coppia, ma a volte, non si è pronti ad accettare la realtà.
Ricordate la signora che aveva trovato viagra e bambola gonfiabile nell'auto del marito? Aveva accettato come buona la risposta del compagno, i trastulli appartenevano all'amico single cui aveva prestato l'auto. Ma il tarlo del dubbio, una volta insinuato, è difficile da togliere, così dapprima si è organizzata una serie di appostamenti davanti all'azienda di lui comprensivo di tour di spionaggio durante la pausa pranzo. Per finire poi con il comprare lo smartphone (lei tecnosaura) identico a quello di lui (nuovo e complicato da usare) per riuscire a controllare rapidamente eventuali messaggi e registri chiamate. E così via di seguito in una spirale autolesionista in cui in tutta evidenza c'era un'altra da parecchio tempo. E' andata a finire che lui un giorno è tornato a casa e le ha detto che la piantava, andava a vivere con l'altra.
Ostinazione e incapacità di accettare la verità per essere sicura che le cose stessero davvero così è andata a controllare che effettivamente i due avessero preso casa insieme arrivando a verificare i nomi sul citofono!
La domanda è sempre la stessa, fino a che punto possiamo perderci per amore (o per possesso)?



giovedì 24 marzo 2011

Un'etnologa sull'ATM


fonte vignetta
Ci sono dei giorni in cui sui mezzi pubblici mi sento davvero un etnologa. Non tanto e non solo per la mia (pressochè inesistente) capacità di osservazione, che di solito è orientata al libro che mi porto appresso, ma perchè certe scene la pretendono!
Così ieri mattina, in un autobus semideserto ho potuto appurare come, per una strana legge della socialità i pochi passeggeri si fossero concentrati tutti vicino lasciando deserto il resto del mezzo. L'ultimo arrivato, un signore sui cinquanta ben portati, che probabilmente si annoiava, ha pensato bene di allungare la mano verso uno dei giornali gratuiti del ragazzo con i lineamenti asiatici seduto vicino a lui: "posso?" esclama con fare entusiasta dopo essersi impossessato del quotidiano altrui, "prego" risponde il ragazzo con l'aria basita. Dopo un paio di fermate, mentre il ragazzo si alza per scendere dice "lo tenga pure" al passeggero socievole che comunque non dava segno di voler restituire alcunchè. Esilarante allora la forma di cortesia con la quale risponde il beneficiario di tanta generosità: "ah, grazie! Legge bene l'italiano lei?". Giuro che a quel punto, se fossi stata nei panni del ragazzo (che parlava un italiano perfetto con accento milanese) mi sarei ripresa il giornale e avrei risposto "no, me lo restituisca così miglioro", ma lui, più educato, ha fatto spallucce e con la stessa aria perplessa ha risposto "si".
Oggi in metropolitana il ragazzo seduto accanto a me risponde al cellulare: "che vuoi?", "no sto andando al lavoro", "la matricola me la ricordo, ma solo quella", "dammi i giorni e gli orari di apertura che passo, ma quelli giusti", "si perchè tu spari palle e mi mandi nei giorni sbagliati per paura che mi muova all'ultimo momento", "no mamma, qui c'è il sole...". E così via di seguito con un tono secco e irritante che faceva venire voglia di prenderlo a schiaffoni come probabilmente la signora che stava dall'altra parte non aveva mai fatto!

giovedì 24 febbraio 2011

Cartelloni one shot, Apicella one ticket


Da un paio di giorni è comparso questo manifestone pubblicitario all'uscita della MM1 Bisceglie.
La risposta di qualche volenteroso alla manifestazione di piazza fatta dalle donne il 13 febbraio?
Una sorta di messaggio subliminale che ricalca quelli del Premier e dei suoi accoliti?
Certo che è davvero enorme, penso un 6x3. Mi chiedo chi abbia tanto a cuore la sovranità popolare e così poco l'Amazzonia, da voler spendere tutti questi soldi per  farlo sapere in giro (stampare le lenzuolate di carta/affittare i punti strategici, pagare l'imposta comunale per l'affisione). In realtà un idea ce l'avrei: che sia lo stesso tizio che ha comprato su Ticket One l'unico biglietto del concerto di Apicella a Milano venduto con quel sistema?

In pausa pranzo faccio un salto in Buenos Aires, giusto per togliermi la curiosità e vedere se è comparso qualcosa anche da quelle parti. Non Apicella, il cartello!
Che cosa avevate capito?
fonte vignetta




domenica 13 febbraio 2011

RESPECT!!

Manifestazione delle donne- 13 febbraio 2011


Queste sono le "radical chic" che hanno invaso Piazza Castello a Milano, oggi, una marea umana. Nonostante si sia impiantata la metropolitana e molta gente abbia raggiunto le vie limitrofe a piedi, nonostante la pioggia battente. I telefoni non prendevano, così ho saputo solo quando stavo rientrando a casa che mia cugina e il marito non erano riusciti ad avvicinarsi oltre via Dante. Bloccati dalla marea di persone non hanno sentito niente, ma sono rimasti comunque per testimoniare con la loro presenza.


giovedì 10 febbraio 2011

Non di solo cibo...


Lo storico teatro Smeraldo chiude i battenti. Al suo posto aprirà Eataly, il 25 aprile del 2012. In bocca al lupo alla nuova attività, ma per chi come me abita a Milano è l'ennesima battuta d'arresto della città che si ripiega sempre più in se stessa.
Ben venga la moda e l'alta cucina, ormai portabandiera del made in Italy, settori traino, più all'estero che a casa nostra, della nostra economia. Resta la tristezza dei cittadini che vedono quartieri storici e luoghi punto di riferimento chiudere i battenti, sconfitti se non dalla crisi dall'Expo o dai lavori in corso (quelli di corso Como si sono rivelati più lunghi della fabbrica del Duomo!!).
Un ennesimo colpo a chi come me ama ancora uscire in città e viverla anche la sera.
Il problema è trasversale, il quartiere in cui vivo, Baggio, si sta trasformando in un dormitorio, le piccole attività chiudono i battenti, quelle più grandi cedono agli speculatori edilizi che le trasformano in appartamenti vista parco (quando non costruiscono direttamente sul parco, con una buona mazzetta a sbloccare eventuali divieti che ostacolino che se ne impippa del poco verde) .
I pochi imprenditori che resistono, hanno ben pochi margini di guadagno e non so per quanto ancora saranno capaci di presidiare il fortino.
Domenica 27 febbraio, dopo un tam tam sulle piste e tra cellulari durato un fine settimana, gli appassionati di salsa si sono riversti in massa a salutare l'ultima serata all'insegna dei balli caraibici allo Zithum, la storica fabbrica della birra di Via Rutilia. E' stata ceduta a compratori cinesi che organizzeranno eventi dedicati alla loro comunità. Ma gli acquirenti possono essere anche arabi che ci fanno la festa del petrolio per quanto mi interessa. Quello che voglio sottolineare è che un'attività sociale che funzionava si chiude. L'aperitivo della domenica era da anni un punto di riferimento non solo per gli amanti delle serate "caraibi", ma proprio perchè arrivava alla fine della settimana, quando si era "ormai sazi" di ballo, era un ottima occasione per socializzare con i vicini di tavolo, godersi davvero la serata. Infatti non era raro incontrare persone che non avevano mai mosso un passo in vita loro.
La settimana precedente era stata la volta del Caribe di via Procaccini, nel quartiere cinese, anche in questo caso chiusura improvvisa e nessuna continuità. I nuovi proprietari faranno altro. C'eravamo già passati qualche anno fa, quando chiuse "La Rumba", uno dei pochi locali in cui la convivenza tra gli appassionati di salsa cubana e quelli di portoricana è riuscita in un lungo matrimonio. Ancora adesso, a distanza di tre stagioni, chi balla al ritmo di son rimpiange l'esperienza e ne parla con nostalgia.
Incredibile per una città che vorrebbe darsi una dimensione internazionale con la patina dell'Expo che i salseri milanesi, anzichè assistere alla sprovincializzazione della propria città siano costretti ad andare in provincia per trovare un locale.
In attesa che gli organizzatori delle serate Caraibi trovino un'altra location per l'aperitivo della domenica, domani sera ci consoleremo con l'anteprima del loro nuovo spettacolo al Mangos di Rozzano, con la speranza che si respiri un pò di quell'aria e di quel clima.


Quello che le donne...

Se non ora quando - 13 febbraio 2011- Giornata di mobilitazione delle donne - clicca qui per andare al sito

•La manifestazione non è fatta per giudicare altre donne, contro altre donne, o per dividere le donne in buone e cattive. I cartelli o striscioni ne terranno conto.
•La manifestazione è fatta per esprimere la nostra forza e la nostra determinazione.
•Siamo donne fiere e orgogliose. Chiediamo dignità e rispetto per noi e per tutte. Siamo gelose della nostra autonomia e non ci lasceremo “usare”. Per questo non ci devono essere simboli politici o sindacali nei nostri cortei: vogliamo che sia anche rispettata la nostra “trasversalità”.
•La manifestazione è promossa dalle donne, ma – come diciamo nel nostro appello – la partecipazione di uomini amici è richiesta e benvenuta.
•Cercheremo di parlare prima di tutto alle giovani e ai giovani, di coinvolgerli e di portarli in piazza.
•Non è previsto alcun segno di riconoscimento (oggetti, fiocchi, sciarpe, colori..), solo il logo della manifestazione creato da Maddalena Fragnito disponibile on line.
•Il logo può essere usato per fare magliette, spillette, bandiere, manifesti e tutto quel che di creativo vi viene in mente.

Alcuni slogan:

•Se non ora, quando?
•Questo non è un paese per donne
•La dignità delle donne è la dignità della nazione
•La dignità della nazione è la dignità delle donne
Oggi è stata una giornata molto proficua, sia dal punto di vista shopping addicted che da quello sociale. Ho iniziato presto, con l'acquisto di due deal su groupon, uno per la pulizia dei denti e uno per 3 massaggi al prezzo di uno. Ho proseguito in pausa pranzo con l'acquisto di un cappottino, due camicette e un paio di top coordinati a 98€. Ho concluso con il coordinamento con delle care amiche per la manifestazione di domenica "se non ora quando".
Subito dopo aver messo giù il telefono, nell'onda dell'entusiasmo sono andata nell'ufficio di due colleghe per sapere se ci sarebbero state anche loro. Una "ho un pranzo che eviterei volentieri, ma non posso mancare", l'altra "devo andare agli allenamenti del mio fidanzato, ma di cosa si tratta? E' per Ruby?". E allora è partita la trippilogorrea: "sicuramente ci saranno persone che manifestano contro Berlusconi, ma non penso che qui il problema sia solo lui, o le ragazze che lavorano per lui/con lui/su di lui. Il problema è che questo è un sistema con cui conviviamo da talmente tanto tempo da non scandalizzarci più. Non ce l'ho con quelle ragazze, hanno sfruttato una parte di loro che non utilizzerei per fare soldi e carriera, il problema è che abbiano la possibilità di fare carriera con questo sistema. Il problema è che questo è il sistema! In questo caso è evidente, perchè sono delle belle ragazze, ma quanti tra quelli che gestiscono la politica e l'economia, a grandi come a piccoli livelli fanno carriera in questo modo? Non occorre vendere la pa***ra per prostituirsi, si può vendere anche altro. E mai possibile che mentre in Germania la Merkel chiede alle aziende di ridurre l'orario di lavoro per consentire alle donne di godersi la famiglia/di avere una famiglia/di avere il coraggio di fare dei figli, in Italia il solo fatto di essere in età fertile è una discriminante che ti taglia fuori dal mercato del lavoro se per caso ne sei uscita? Che addirittura si vada nella direzione opposta avvallando il delirio di onnipotenza di un'azienda che fino all'altro ieri è stata sovvenzionata dallo stato?". Ho chiarito la mia posizione contro "TUTTI i politici che dovrebbero essere impacchettati e rimandati a casa in un unica spedizione, qualsiasi colore o bandiera sventolino. Hanno fallito quelli più nuovi hanno alle spalle almeno 15 anni di carriera e non sono riusciti a migliorare la situazione, dunque a casa! Uomini o donne che siano".
A questo punto, dopo aver asciugato bene bene  le poverette, che infatti apparivano provate a con lo sguardo ormai appannato, mi sono scusata per la spataffiata e ho chiuso dicendo:
Vabbè comunque la manifestazione è alle 2 e mezza del pomerigggio in piazza castello..
Voi ci sarete oppure no?


Ecco di seguito gli appuntamenti in alcune città, trovate le altre nel blog "se non ora quando":

BOLOGNA – 13 febbraio, ore 14,30, P.zza XX settembre, nei pressi della stazione ferroviaria, altre info: http://www.facebook.com/event.php?eid=198027936880615

CAGLIARI – 13 febbraio, ore 11.00, piazza Amendola – sit in con letture in piazza, info: http://www.facebook.com/event.php?eid=139273696137148

FIRENZE – 13 febbraio, ore 14.00, piazza dei Giudici (corteo che proseguirà fino a piazza della Repubblica), info: http://www.facebook.com/profile.php?id=1196886795#!/event.php?eid=182821248424901

GAVOI (NUORO) – 13febbraio, ore 10.00, Giardini comunali poi alle 13.00 corteo verso Piazza Serra

GENOVA – 13 febbraio, ore 15, da Piazza Caricamento a Piazza De Ferrari – con strumenti musicali, fischietti e tutto quanto possa fare rumore – indossare una sciarpa bianca, info: http://www.facebook.com/event.php?eid=131065236958656&ref=mf

MAGLIE (LE) – 13 febbraio, ore 10.30, Piazza Aldo Moro


MESSINA – 13 febbraio, ore 10.00, Piazza Cairoli


MILANO – 13 febbraio, ore 14.30 Piazza Castello. Per chi desidera contribuire all’organizzazione contattare dinuovo.milano@gmail.com oppure milano13febbraio@gmail.com

NAPOLI – 13 febbraio, ore 10.30, Piazza Matteotti/Piazza Dante


NEW YORK – 13 febbraio, ore 12.30, Times Square, info: http://www.facebook.com/event.php?eid=177084129001985#!/event.php?eid=177084129001985

NUORO – 13 febbraio, ore 15.30, Giardini di Piazza Vittorio Emanuele

OLBIA – 13 febbraio, ore 16.00, Piazza Mercato

PADOVA – 13 febbraio, ore 14.00 due cortei in contemporanea che partiranno dallla Stazione FFSS e in Prato della Valle, angolo Via Umberto I°, ore 15,00, Piazza dei Signori

PALERMO – 13 febbraio, ore 10.00, Piazza Croci, corteo fino a Piazza Verdi, dalle 11.00 davanti al Teatro Massimo free-session di donne.

PARIGI – 13 febbraio, ore 14.30, davanti al Sacré Coeur de Montmartre

PARMA – 13 febbraio, ore 10.00, Piazza Garibaldi

ROMA – 13 febbraio, ore 14.00 a Piazza del Popolo. Per chi vuole partecipare al flash mob l’appuntamento è sempre alle ore 14.00 alla terrazza del Pincio.

TORINO – 13 febbraio, ore 14.30, Piazza san Carlo/Piazza Vittorio. Si chiede a tutte/i di portare: un ombrello colorato (per riparare i nostri corpi dal fango che ci arriva) e un gomitolo di lana colorata per tessere una rete fra di noi!

TRAPANI – 13 febbraio, 0re 18.00, Piazzetta Saturno

TRENTO – 13 febbraio, ore 16.30, Corso 3 Novembre (davanti al commissariato di Governo)/Piazza Cesare Battisti, per info: senonoraquandotrento@gmail.com

TREVISO – 13 febbraio, ore 10.00, Piazzetta Aldo Moro/Piazza dei Signori

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