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venerdì 22 aprile 2011

Dacci o medico il nostro Cialis quotidiano! L'aiutino si fa sempre più discreto

Mentine a base di vardenafil (Levitra), chewingum a base di sildenafil (il principio attivo del Viagra) e pasticche quotidiane a base di tadalafil, il principio attivo del Cialis. I farmaci per l'impotenza da un lato cercano la discrezione nell'assunzione, dall'altro si rivolgono a un pubblico sempre più giovane. Infatti le mentine "miracolose" promettono di poter essere assunte a stomaco pieno, di non creare problemi con altri farmaci e con l'alcool. Anche se serve ancora la prescrizione medica e le confezioni contengono solo 4 pasticche (ma quando mai è stata un problema anche con la precedente versione?).
Presumo che la discrezione sia nei confronti di estranei che possono assistere all'assunzione, perchè altrimenti mi chiedo come possa declinare cortesemente la richiesta l'omettino che si serve della mentina davanti alla partner se ne dovesse chiedere una anche lei per rinfrescare l'alito.
Devo ammettere che se fossi nata uomo una pasticchetta così avrei voluto provarla almeno una volta, giusto per togliermi la cusiosità. Mi chiedo però se la mia tendenza a sviluppare dipendenze, in tal caso, non rischierebbe di fregarmi nel caso in cui si rivelasse un successone. Mi viene poi un dubbio, visto che questi prodotti sono mirati ad un pubblico "giovane" (che in ogni caso usa e abusa di questi prodotti pur non avendone bisogno) non si corre il rischio che il suo amico debba ricorrere sempre più spesso all'aiutino? Un pò come succede adesso con la memoria e la capacità ci calcolo (soppiantate da PC, rubriche dei cellulari e navigatori)?

martedì 13 luglio 2010

L'amore ai tempi del Viagra



Ecco l'inserzione per cuori solitari che ho scovato sul numero di ieri di DNews (pagina 30, cliccate sul collegamento per vedere il pdf), nella pagina degli annunci.
Agiatezza e impotenza come requisiti del futuro marito di una cinquantenne mi sembrano un indizio interessante di quello che resta dopo aver separato il grano dal loglio degli aggettivi inutili.
Mi torna in mente quanto detto dal suo psicanalista a una mia amica subito dopo la sua separazione. Quando lei si lamentò delle capacità di concretizzare un incontro da parte dei numerosi uomini che andava sommando, in una serie di uscite fallimentari con trentenni più facoltosi che interessanti, colta dal dubbio di un'omossessualità ormai padrona dell'intero genere maschile si sentì rispondere:
"ci sono più impotenti che omosessuali".

come conferma lo psicoterapeuta in questo video spesso

"approssimativamente metà della popolazione maschile ha sperimentato episodi di impotenza (...) i farmaci fanno scomparire il sintomo, fanno benissimo, funzionano, ma quando la causa è psicologicamente profonda il paziente si accorge la pastiglia lo sta ingannando (...)"


Mi chiedo se la signora ha qualche speranza di trovare il suo "partner ideale". Secondo voi?

venerdì 19 giugno 2009

Duro che duri


fonte foto


di Dottor Stranamore


Miei cari lettori,
ed eccoci finalmente, dopo lungo tentennare, ad un argomento sicuramente saliente nella pratica amorosa, direi quasi essenziale per ogni fanciulla/o che si affaccia all’età dell’amor maturo: la durezza del membro… altrui nella maggior parte dei casi, a volte anche proprio dilemma allorquando l’incontro è tra due giovani virulenti di simil aspetto.
Dopo quest’inizio “Wildiano” (scusate, è che in questi giorni sto finendo Mme Bovary e mi è rimasto un po’ di ottocento attaccato addosso), ritorniamo ai giorni nostri, dicendo che “la durezza” è’ sicuramente uno dei punti solitamente fonte di ansia e delusioni, ma va innanzitutto precisato che l'impotenza totale (cioè quando non si raggiunge mai, proprio mai, l'erezione) è molto rara, e di solito è frutto di una disfunzione fisiologica.
In questi rari casi si può intervenire chirurgicamente, inserendo due tutori all'interno del pene, che possono essere semirigidi (e quindi il pene sarà sempre moderatamente eretto) oppure gonfiabili con una pompetta nascosta nello scroto (e quindi si induriranno all'occorrenza pompando liquido manualmente). Sono operazioni limite, molto rare, servono solo a tenere il pene diritto e non a provoca­re una vera erezione, e non sono certo che siano ottimali per la penetrazione anale (sono pensate per penetrare il ben più cedevole organo femminile), ma piuttosto che una perenne impotenza, dopo ad esempio una rimozione della prostata per tumore, sono meglio di niente.
Quello che i nuovi farmaci curano, invece, sono altre patologie, più spesso associate a problemi psicologici o fisiologici più leggeri. Raggiungere più velocemente l'erezione e mantenerla senza difficoltà ha infatti effetti positivi anche sulla psiche (sia dell’interessato che del di lui compagno/a).
Ma si deve ricordare che sono farmaci e che curano: mai fare da sé!

L'impotenza è lo spauracchio di tutti. La prima volta che il nostro pene si rifiuta di funzionare temiamo di esserci guastati inesorabilmente. Ma sono rari i casi in cui l’impotenza trae origine da una causa fisiologica non eliminabile. Il più delle volte si tratta di un problema psicologico e le nuove medicine sono state la panacea per un sintomo comune a molti mali.
Comunque, che l'impotenza abbia una base fisiologica o solo psicologica, questi farmaci funzionano, e bene. Al contrario di quelli vecchi (papaverina iniettata direttamente nei corpi cavernosi prima del rapporto) che provocavano un'erezione indipendentemente dal desiderio, questi entrano in funzione soIo in presenza di uno stimolo, favorendo l'erezione e aumentandone l'efficacia. Essendo caduto il monopolio Viagra, oggigiorno sostituito quasi interamente dal celeberrimo Cialis, c'è un motivo in più per rivolgersi al medico per la scelta del farmaco migliore a seconda del proprio stato di salute e delle proprie condizioni psico-fisiche, in particolare per i pazienti che soffrono di problemi al cuore (non in senso metaforico, ma puramente fisico).
Vorrei soprattutto ricordare che MAI e poi MAI questi farmaci vanno assunti con altre sostanze quali il POPPER, il cui connubio può essere mortale.
Un effetto rassicurante è già il sapere che esistono questi farmaci. Il sapere di avere a disposizione un farmaco che ci salva da brutte figure dovrebbe già essere di per sé sufficiente a darci la serenità necessaria a farlo funzionare. In questo modo si rompe il circolo vizioso che porta all'impotenza che il più delle volte è causata dall'ansia della prestazione. Una brutta bestia che, detto in soldoni, ti fa dubitare delle tue capacità e della tua attrattiva sugli altri. Pensi che solo una poderosa erezione ti possa rendere desiderato dall'altro ma, dato che l'erezione non te la assicura nessuno, questo ti mette in una situazione di ansia, temendo che scomparendo l'erezione scompaia ogni tuo valore.
Per inciso, anche con l'impotenza, come con il cazzo piccolo o con la vecchiaia o il grasso ovunque, c'è sempre qualcuno per noi da qualche parte. Basta farsi pubblicità con sincerità (cioè con rispetto per l'altro/a). Troveremo quello/a che saprà apprezzarci al di là delle nostri doti da persone normali e non da Rocco Siffredi. Trovo invece patetico rimorchiare vantando improbabili dimensioni quando poi si tirerà fuori un turgido ditino, o mostrando foto di sé che risalgono alle prime guerre puniche, pensando di essere degli “eterni ventenni”. Oltre ad essere patetico è forse anche intimamente patologico e sicuramente infantile.
Accettare il proprio corpo in tutti i suoi aspetti è indice di maturità e serenità, una delle doti più attraenti in una persona. Argomenti interessanti, mi pare: continuia­mo perciò a parlarne il mese prossimo.

Alla prossima, Vostro Dottor Stranamore.

NDR: Questo articolo è stato redatto basandosi in larga parte su articoli del Sig. Pigi Mazzoli pubblicati sulla rivista omosessuale Pride ed è stato qua e là modificato per renderlo più attuale e funzionale ad un pubblico eterosessuale.


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