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giovedì 25 febbraio 2010

Scivola vai via, via da me




fonte foto

di Trippi

Oggi tutti a parlare delle cadute all'Isola dei famosi e dello scivolone faidate di Simona Ventura.
Ecchesarà mai?! A me capita in continuazione, in movimento, da ferma, ultimamente persino dal letto. Ieri non ho visto la puntata avevo di meglio da fare (prima una lezione di Salsa e poi un dvd). Ma stamattina volevo proprio vedere come cadono le altre!







Secondo me una caduta fisica, uno scivolone o semplicemente una gamba che cede e ti ritrovi per terra come un sacco di patate non sono la fine del mondo. Se poi non ci si fa male e si reagisce con ironia una caduta fa pure simpatia. Certo mi dispiace moltissimo per la caduta di Rita Levi Montalcini, la brillante scenziata si è appena rotta un femore e superati i 100.. la ripresa delle funzioni fisiche è decisamente difficile. Ma la signora è una donna forte e riuscirà a superare anche questo.
Sono altre le cadute che mi infastidiscono, quelle di stile. Qualche giorno fa è partito il canale online della Ventura, una specie di videoblog diviso per macroaree, in cui possiamo ciucciarci la giornata tipo della signora rai2 h24. Per carità, capisco che ci siano persone interessate alla vita dei vips, ma quello che mi turba è l'intervista ESCLUSIVA a Morgan.
Il cantante non è che stia attraversando proprio un bel periodo, che poi abbia dei problemi di incontinenza verbale è assodato. Gioco facile piombare a casa sua e sperare che confidi qualche altra vaccata alla sua vecchia compagna di giuria. E infatti Morgan non delude e sostiene, senza essere contraddetto, ma anzi incoraggiato, di essere stato plagiato da Marco Mengoni, il suo pupillo di Xfactor.
Nzomma questo si che sembra davvero un delirio da fumati!
Scivola, scivola vai via, via da me..

venerdì 1 maggio 2009

Tacchi, cervello e peli pubici



di Trippi


Qualche giorno fa, nel bel mezzo della bagarre mediatica causata dai battibecchi a suon di agenzie tra Lady Veronica e il suo premier, sono rimasta colpita da un'altra dichiarazione.

Toscani sostiene che le donne che per sedurre accettano di indossare tacchi sempre più alti riducono la loro capacità intellettiva. Aggiunge poi che visto l'appiattimento estetico e culturale della società italiana se dovesse fare un calendario utilizzerebbe 13 peli pubici!

Insomma accettando di camminare su tacchi 12 riduciamo lo spessore del nostro cervello!

La frase di Toscani potrà anche offendere qualcuna, ma è ancora più incisiva perchè terribilmente vera.

Perchè sorprenderci della candidatura di gnocche televisive quando siamo noi donne comuni le prime a puntare eccessivamente su fattori estetici, a correre dietro a armi di seduzione effimere?

Tempo fa una mia amica mi invitò a togliere da facebook i "tag" dalle foto che la ritraevano (etichette che riportano al suo profilo) perchè antecedenti un suo ritocchino al seno. In alternativa, potevo lasciare il collegamento ma fotoritoccare il piattume rendendolo più movimentato. Le ho risposto che non ritocco le mie foto, figuriamoci quelle degli altri! Quanto alle sue foto ho eliminato tutti i collegamenti e qualche settimana dopo, già che c'ero, ho eliminato anche l'amica!

Settimana scorsa, sempre su facebook, mi arriva un messaggio nell'inbox dal solito amico caustico:

"cara, che cazzo di foto hai caricato? Sembri Ivana Spagna dopo che un autosnodato gli è passato sulla faccia! Please, leva subito sta foto di merda e carica la tua vera faccia e non quella di POKEMON! Ti voglio bene lo sai, per cui niente figuracce in rete, besos!".

La foto era vera e se devo essere sincera mi piaceva, non era ritoccata, ma lo era la mia faccia da qualche chilata di stucco tipica del preserata danzante!

Trucco e parrucco che poi cola via e si sbrindella dopo due giri di salsa o qualche bachata con ballerini troppo appiccicosi.

Ma la verità è che questo virus da topa al top coinvolge tutte. Intelligenti e stupide, raffinate e non. Basta guardarsi intorno, tutte all'inseguimento di una forma perfetta, di un viso riposato finiamo con l'assomigliarci tutte, delle Ivana Spagna dall'espressione un pò così!


martedì 31 marzo 2009

Per quei centimetri in più!



di Trippi

Ah ragazzi, che belle le donne sui tacchi, soprattutto su quelli a spillo, che gamba slanciata, che sedere alto. Ah ragazze, che incubo quando quei centimetri fanno crack e tu ripiombi nella tua bassezza, e onta, a peggiorare le cose cammini con un'andatura claudicante da trampoliera zoppa.
Certo che è solo una questione di vanità! Altrimenti mica saremmo così matte da sottoporre schiena polpacci e coscie a una tortura continua.
Cresciamo con il detto "altezza mezza bellezza", poi ci propinano "soffrire per imbellire" e noi, povere dementi ci beviamo tutto e pur di guadagnare qualche centimetro, siamo disposte a sopportare di tutto!
Le stigmate delle portatrici sane di tacco 8-12 sono vesciche ai piedi, calli, duroni e per chi come me ci balla pure sopra, si aggiunge il neuroma!
Per fortuna il fato mi ha preservata dall'alluce valgo..
La mia amica Mandrinella che è una manager stakanovista del Wal mart si è giocata due piedi due! Ha fatto un intervento due mesi e mezzo fa con tanto di chiodi per raddrizzarle le dita incurvate in una posa innaturale a furia di contenere le dita dentro scarpe scomode e camminare 16 ore al giorno all'interno dei megastore.
E' ancora in riabilitazione!
Peggio delle cinesi che si riducevano la taglia dei piedi con fasciature invalidanti!
Sul percorso casa ufficio ho già lasciato una decina di tacchetti di gomma (6 euro tutte le volte che porti le scarpe dal calzolaio per rifarli). Ora che ci penso il buongiorno si era visto dal mattino: il tacco a spillissimo dello stivale/calza con cui sono venuta a firmare la lettera d'impegno, si era spezzato in due tronconi all'ingresso della metropolitana.
Stamattina però l'apoteosi degli incidenti.
Stasera ho il corso Fat killer in palestra, perciò lascio l'auto in posizione di partenza vicino alla metro, faccio 200 metri di strada con le scarpe appena risuolate e sento che c'è qualcosa di strano, ma visto che sono fresche fresche di calzolaio non mi allarmo.
Esco in piazza Lima, e percepisco chiaramente di non essermi sbagliata, il sampietrino aiuta il cervello ancora assonnato: il gommino si è praticamente liquefatto! Caso vuole che nella piazza ci sia una bancarella con le scarpe, mi avvicino, provo a toccarle e dopo essermi accertata che sono in pura plastica mi butto sugli stivali: bianchi e di camoscio, non c'entrano niente con l'abbigliamento d'ufficio, ma il prezzo 59 euro, mi sembra ragionevole. Aspetto che il gestore della bancarella finisca di farsi i fatti suoi e provo questo tronchetto scomodissimo. Mi rassegno e dico al tizio che le tengo su. Faccio per pagare con il bancomat, ma non lo prende, solopagamentocontanti. Mi spiega che la mia banca si trova più avanti sulla destra. Sempre più sconsolata seguo le indicazioni e mi appare come un miraggio un negozio di calzature, anche se non è difficile visto che sono in corso Buenos Aires a Milano, una delle vie dello shopping per eccellenza! Chiedo se sono aperti, sono le 9.30 del mattino e i negozi aprono alle 10.00.
Alla risposta affermativa mi fiondo sulle scarpe e chiedo di poter provare il 35 di un paio di modelli. Il commesso carinissimo e sgamato ha intuito subito che davanti a lui non c'è solo una cenerentola con la scarpa rotta un mano, ma una drogata di tacchi & co cui rifilare qualche modello.
Infatti poco dopo eccomi uscire sorridente e beata con un paio di scarpe nere in pelle spuntate con tacco 10 e doppio cinturino, un altro paio in camoscio bianco e una borsa in pelle nera che puoi portare su tutto, le scarpe mutilate nella scatola vuota!
Il mio ufficio è a 700 metri, mi godo il percorso ancheggiando contenta sul mio nuovo acquisto e quando solo un semaforo e qualche metro mi separa dalla meta..
crack
sento il vuoto
non può essere!
Si è rotto il tacco!
Della scarpa NUOVA!!
Comincio a chiedermi se non sia un segno divino?! Forse Dio esiste e mi vuole mandare un segnale: "Torna a casa Trip!". Beh se dovessi morire sotto un tir o dovesse crollare il palazzo in cui lavoro o dovesse uccidermi il fat killer di stasera, VOI saprete la verità!
Torno di corsa (per quanto sia possibile) al negozio e i commessi avviliti mi spiegano di non avere un altro numero 35 di quel modello, ma si offrono di procurarmelo da un negozio della stessa catena. Detto fatto, il ragazzo si è precipitato a prendermi un secondo paio e adesso eccomi qui, a raccontarvi la storia con i piedi fuori dalle scarpe!
Sono arrivata in ufficio con un ritardo pazzesco, il mio capo mi ha fatto una lavata di capo e la mia collega in chat ha tentato di scusarsi per non avermi avvisato, non immaginava che si sarebbe scatenato questo cancan.
Ma io sono qui che sorrido sorniona, ho due paia di calzature nuove e una borsa, sono persino riuscita a passare dal calzolaio che, avvilito, mi rimetterà a posto le scarpe AGGRATIZ, tutto mi scivola addosso
NOLI ME TANGERE.
E' proprio vero, niente è consolatorio quanto lo shopping!
Ps
qui sotto un utile video su come camminare sui tacchi!


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