ancora miti, riti e liturgie di abbordaggio metropolitano

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lunedì 20 settembre 2010

Momenti inopportuni

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"Allora hai finito di parlare al telefono?" mi sento dire mentre cammino con il cuore e il passo pesante, in corso Buenos Aires, subito dopo aver sentito mia madre, il cui dolore vorrei far svanire con un abbraccio, facendolo mio, pur di alleggerirla. Mentre vorrei esssere una carta assorbente capace di assorbire questa disperazione.
"Non ti conosco"
"Vorrei rimediare, conosciamoci"
"Lasciami in pace, va via per cortesia"
"Una che va in giro con quelle scarpe non vuole essere lasciata in pace, vuole attirare l'attenzione degli uomini"
Mi sono girata e sono tornata indietro nella direzione da cui provenivo, violentata mentalmente, con tutta la velocità consentita dai  miei tacchi, prima che la tentazione di chiodarglieli nel bel mezzo della fronte prendesse il sopravvento.

lunedì 6 settembre 2010

Per colline e campielli


"Assegniamo ora il Premio Campiello opera prima a Silvia Avallone, autrice del romanzo 'Acciaio', e prego la regia di inquadrare il suo strepitoso décolleté".

La frase viene da Bruno Vespa per presentare la vincitrice del Campiello giovani, meritandosi del Vecchio Bavoso dalla vincitrice del premio Campiello 2010, Michela Murgia.

Triste e svilente, che, per l'ennesima volta, in un paese in cui sembra non possa esserci spazio se non per vecchi bavosi e veline la conferma del trend viene anche dai luoghi che "sulla carta" dovrebbero essere deputati alla consacrazione dei cervelli e non della bellezza.


giovedì 2 settembre 2010

Cartelle d'autunno

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Aggiornamento 2 settembre

Ooops altro che autunno, temo proprio che si possa parlare di strascico d'estate per le multe che cominciano a piovere sulle aziende che pagano l'abbonamento Ecopass per i propri mezzi. Ad alcuni è sfuggita la novità in vigore da marzo e valida fino al prossimo ottobre (ma non so ancora quali saranno gli sviluppi): non basta pagare l'ecopass per il mezzo aziendale non di primo pelo per poter accedere alla ZTL milanese, ma bisogna rispettare delle fasce orarie per l'accesso. Per sapere in che orari potete accedere senza incorrere nelle sanzioni (o se dovete aspettarvi arrivino contravvenzioni anche per il periodo ormai trascorso) potete inserire la targa del vostro mezzo in una pagina apposita dell'area del sito e otterrete gli orari consentiti.
Con il Signore delle tempeste abbiamo calcolato per difetto 12 mila euro di multe maturate finora solo dalla sua auto aziendale per gli accessi in Ztl nel periodo incriminato. Per fortuna ad agosto gli hanno sostituito il veicolo, altrimenti avrebbe sommato un'altra bella sommetta. Moltiplicando il disastro per le auto dei suoi colleghi... beh, non vorrei essere nei panni della sua azienda.

Grazie signora Moratti.


Post originale 25 agosto 2010

Occhio cari autisti milanesi (e limitrofi), dopo le prove tecniche appena compiute, il comune di Milano si appresta alle grandi manovre. Ad autunno pioveranno  600mila cartellozze esattoriali con le multe di "inizio attività" dell'Ecopass e quelle per i divieti di corso magenta, in cui è stato proibito l'accesso ai privati proprio quando è entrato in vigore l'ecopass, costato ben 5 multe a un amico (3.167.221 verbali in un anno ai milanesi).

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Se siete tra gli sfortunati con il sedere sporco (o ricordate perfettamente QUEL disguido con il pagamento dell'ingresso in città) prendete un numerino per sporconare contro la giunta, che si consolerà con 154 milioni di euro in entrata dai vecchi verbali.
Altrimenti fate come me, entrate nella cerchia Ecopass solo con i mezzi o, se è proprio necessario, prendete un taxi, vi costerà meno!

martedì 31 agosto 2010

Il bastione dello Shah


Il bastione dello Shah resisteva da tempo agli assalti del rancore e degli anni ed era un edificio di antica e affidabile costruzione. Le mura massicce erano fatte di pietra viva, le porte rinforzate da pesanti sbarre di ferro, e in passato gli alti parapetti erano serviti a giustiziare i prigionieri, che venivano gettati di sotto. Ma lo Shah aveva ordinato la fine delle esecuzioni per defenestrazione quando, di recente, una donna dalla reputazione scandalosa era stata spinta giù solo per scendere galleggiando dolcemente a terra, sostenuta dalle sottogonne. Così il bastione era stato trasformato nella sancta sanctorum del sovrano.
Forse si era rifugiato lì per l'associazione del torrione con i miracoli, ma neanche quel baluardo poteva resistere all'assalto delle donne. Sua Maestà era riuscito a chiudere la porta in faccia a tutte le mogli e concubine, ma non poteva tenere fuori sua Madre o sua sorella. La prima insisté per accompagnarlo, per ragioni di protocollo, e la seconda si limitò semplicemente  a entrare senza permesso. Era molto seccante essere privato della propria intimità nelle sue già difficili condizioni.
Sua Madre era al corrente della gravità del problema, naturalmente, ma dalla morte della favorita aveva fatto si che sulla questione vigesse la regola del silenzio. Nessuno osava accennarvi in presenza della regina, nemmeno la Principessa Ereditaria. Nessuno nell'anderoun regale aveva il permesso di fiatare a proposito di falli artificiali e tamponi, di unguenti e di erezioni. Dacché il sommo astrologo aveva messo in guardia contro le minacciose congiunture del mese successivo alla morte della favorita, nessuno aveva potuto nemmeno discutere la decisione della Regina Madre di introdurre i gatti nell'anderoun regale da quel momento in poi e di consentire ai paggi di sostituire le concubine. Perché la verità nuda e cruda era che, malgrado le cure prodigategli dai medici giunti da Parigi e da San Pietroburgo, lo Shah, per quanto si manipolasse, non era in grado di produrre altro che uno zampilletto di urina.
Il re ne aveva abbastanza di essere il fulcro di ogni attenzione, il punto di convergenza di sguardi adoranti. Non ne poteva più di essere minuziosamente esaminato. Quando si ritirò nella torre voleva nascondersi dagli occhi altrui, oltre che dall'insurrezione. Diede ordine che le pesanti porte del bastione fossero chiuse a doppia mandata. comandò poi che il cannone davanti ai cancelli fosse carico e armato. Dispose che le guardie caricassero i moschetti, salissero sul parapetto, pronte a sparare immediatamente nel caso la masnada urlante rompesse il cordone dei soldati. Malgrado gli piacesse essere all'avanguardia non aveva alcuna intenzione di soccombere alla disobbedienza civile.
Ma quando la folla affamata caricò la barricata, invase la cittadella e fece irruzione nel palazzo, sua Maestà non diede l'ordine di aprire il fuoco. L'ultima cosa che si sarebbe aspettato era di essere assalito dalle donne.
Seimila visi femminili lo fissavano, seimila paia d'occhi, resi folli dalla fame, cercarono i suoi. Seimila donne che morivano d'inedia, che reggevano con le braccia scheletriche bambini dagli stomaci dilatati, neonati morti da mostrargli, piangevano da far pietà e chiedevano da mangiare. 
Ma il peggio era che le donne di erano sciolte le trecce e si erano lordate di fango la fronte per manifestare la loro disperazione; si erano strappate i veli, tutte quante, come eretiche.
A quella vista fu sopraffatto dal panico. L'attentato alla sua vita, nove anni prima, era stato molto meno minaccioso di quest'assalto, che non poteva essere represso con i metodi consueti. La sua impotenza fu evidente quanto, riluttante, si rivolse ancora una volta a sua Madre e le chiese consiglio.
Che cosa doveva fare, le domandò, con quelle donne infuriate?
Bahiyyih Nakiavani - La donna che leggeva troppo - RCS Libri 2007, pgg 180-182

Tessera del tifoso si o no?


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C'è chi pensa che la tessera del tifoso possa far tornare le famiglie allo stadio, magari liberando le squadre dalla stretta soffocante degli ultra, e chi invece è convinto che finirà con l'uccidere il calcio
Personalmente sono favorevole e se fossi una tifosa seria non me ne importerebbe una beata di essere schedata, lo sono comunque da banche, assicurazioni, qualsiasi supermercato del quale ho sottoscritto la tessera fedeltà. I motivi per cui penso che i bambini debbano tornare allo stadio (un'ottima occasione di formazione e incontro) li ho già  spiegati e non li ripeterò, ma invito a leggere i ricordi di chi ha popolato gli spalti quando avevano ancora una "dimensione umana".
E voi che ne pensate?
Ah! Ecco il modulo di richiesta da compilare e presentare alla società di cui si è tifosi.

lunedì 30 agosto 2010

Alla fiera dell'est per 64 euro 500 hostess Gheddafi comprò


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Un anderoun in piena regola per l'ultima frontiera del reality show islamico-dittatoriale del leader libico Gheddafi, in una scenografia imbarazzante (con le foto giganti di Berlusconi e del dittatore).
500 hostess incoraggiate a mettersi in mostra con domande "interessate" in cambio di una prospettiva di lavoro o di viaggio a Tripoli. Tre hostess di sarebbero persino "convertite".
Riderei a crepapelle di questo omettino e del suo patetico show, se con ci fosse da piangere perchè in questo modo si umilia l'Islam (durante l'incontro è stata consegnata una copia del "Glorioso Corano" ad ogni ragazza, il testo è stato redatto dallo stesso Gheddafi, autonominatosi teologo ed esperto: "sapete che al posto di Gesù fu crocefisso uno che gli somigliava? Un sosia") e si conferma per l'ennesima volta che in occidente gli uomini si vendono per soldi sporchi di sangue, le donne per una lira.



E scusatemi tanto, questa si che per me è pornografia "intellettuale".

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