ancora miti, riti e liturgie di abbordaggio metropolitano

Cerca nel blog

giovedì 2 aprile 2009

Santa pazienza! Apologia della convivenza



di Trippi

Dopo anni di singletudine e di dittatura illuminata nella propria casa, io e alcune delle mie amiche e amici ci siamo ritrovati a condividere spazi con altre persone. Per qualcuno la coinquilina/o è la mamma, per altre un fidanzato e per un'altra una perfetta estranea!

Ho già detto quanto sia difficile per noi api regine concedere ai fuchi di entrare nel nostro spazio, quanto la loro permanenza oltre il necessario possa alterare il nostro labile equilibrio e la capacità di sopportarli. Ecco perchè non finirò mai di stupirmi del fatto che nonostante siamo reduci da convivenze e rotture, nonostante siamo arrivate a costruirci il nostro bozzolo ben coibentato e isolato dalle intemperie e dalle rotture di scatole, a un certo punto, si crea una rottura e una persona si intrufola nella crepa, invadendo la nostra vita.


Il dato pazzesco è che non vediamo l'ora di lasciare occupare quello spazio. Come se a un certo punto sentissimo il vuoto. Ma con i primi screzi e le prime avvisaglie di compromessi tipici della convivenza ricordiamo quanto era bello quello spazio tutto nostro. La libertà degli orari del sonno e della veglia, dei pasti e persino del bagno.


E poi: il silenzio!


Questo, mi dicono, è un problema soprattutto maschile, noi donne ci sentiamo in dovere di fare l'algoritmo di tutto quello che ci è capitato nel corso della giornata, dall'informazione utile ai fatti traumatici capitati all'amica o in ufficio. Non paghe, vogliamo che loro interagiscano e, peggio ancora, che ci raccontino a loro volta! Un mio ex collega puntualmente mi racconta la guerra dei Roses che si scatena tra le sue pareti domestiche ogni volta che lui e la sua compagna non riescono a raggiungere un equilibrio (motivi del contendere tipici: sesso e l'educazione del figlio)


Ma il silenzio non è solo la donna che parla, cari i miei maschietti, silenzio è anche non dover sentire il televisore h24, fosse solo perchè vi fa da sonnifero e DEVE funzionare anche quando dormite! Il silenzio è anche non sentire voi che trapanate o vi dedicate al fai da te rumoroso nei fine settimana.. Il silenzio è quello agognato mentre ci dedichiamo a noi stesse e ci piazziamo sotto la doccia o nella vasca da bagno per un'eternità, solo per il gusto di godersi un pò di relax!


La convivenza mette a dura prova la capacità di sopportare il proprio prossimo, sia che si tratti di un amica o di una coinquilina, sia che si tratti del compagno o della compagna della propria vita. Le parole chiave sono rispetto, complicità e pazienza! Se ci sono questi tre elementi, le discussioni non spariscono, ma magari si può trovare la forza e la voglia di superare gli screzi e i problemi.


In bocca al lupo alle sicule, a Chica a Marchinho e alla sottoscritta!


mercoledì 1 aprile 2009

Vuota il sacco se hai il coraggio!

Di Chica Mala
Devo ammetterlo, questa non è un'idea di primo pelo ma mi rifaccio ad un post apparso tempo fa sul blog dei miei amici di "Sballato" .
Spesso, nella borsa di una donna trovi il suo mondo, puoi comprendere le sfaccettature che la caratterizzano; così come fanno quelli che vanno ad analizzare la spazzatura delle celebrità di Hollywood, è possibile abbozzare uno studio casereccio delle peculiarità di una donna, facendole "vuotare il sacco".
Oggi faccio io da cavia, infatti la foto che vedete non è nient'altro che il contenuto della mia borsetta da giorno, quella che uso per fare avanti-indietro dal lavoro a casa.
Vediamo un pò cosa c'è:
  1. Badge aziendale;
  2. foglio dei turni;
  3. chiavetta del caffè.

Il lavoro me lo porto sempre dietro, perchè è un bene prezioso e sicuramente non deve mai mancarmi il badge, altrimenti non rilevano la mia presenza e non mi pagano la giornata ma è altrettanto importante la chiavetta del caffè, che pausa sarebbe senza una capatina alla macchinetta! E il resumé dei turni? quello ci vuole altrimenti rischio di prendere impegni con gli amici senza tener conto che il call center mi impegna 7 gg su 7 con orari alquanto flessibili.

  1. Assorbente interno;
  2. assorbente esterno;
  3. fazzoletti di carta.

Non tengo il conto, non c'è una x rossa sul mio calendario per ricordarmi che il tale giono sarò immancabilmente vittima del ciclo mestruale, poi non spilucco nemmeno i confettini al progesterone quindi, gli assorbenti ci sono sempre. I fazzoletti invece sono utilissimi in periodo di raffreddori ma anche quando sei costretta a dividere la toilette con altre 200 persone e corri il rischio di trovare solo un triste quanto inutile cilindo di cartone vicino al water.

  1. Chiavi di casa;
  2. chiavi della macchina;
  3. chiavi di casa della Mentirosa.

Nessun commento su questo, a parte il fatto che mi porto sempre appresso le chiavi di casa della mia amica. Non c'è da stupirsi però, ormai è il mio secondo domicilio e poichè non sempre i nostri orari coincidono ho la libertà di entrare ed uscire senza che lei mi apra il portone dal citofono. (ah le amiche! sono come sorelle).

  1. Portafoglio;
  2. RayBan;
  3. macchinetta fotografica.

Il "borsellino" con i soldi (pochi), il bancomat (che trema di paura ogni qualvolta lo estraggo dalla sua taschina), i ticket restaurant, le fidelity card di supermercati e negozi vari e le tessere dei locali; Gli occhiali perchè guidare con il sole mi acceca e non vorrei morire schiantata contro un TIR ; la macchina fotografica, molto basic con i suoi miseri 5 megapixel, per essere sempre pronta ad immortalare cose e persone che amo.

  1. penna biro;
  2. quotidiano del giorno.

Penna e Moleskine perchè se sono in giro e voglio annotarmi qualcosa che potrebbe servirmi, anche una semplice frase buttata al vento non rischio di perderla nei meandri del mio cervelletto fallato; il quotidiano invece è un'abitudine ventennale che mi porto dai tempi della scuola, nonostante internet con le sue news in tempo reale non rinuncio al piacere della lettura tradizionale: caratteri neri su carta bianca, una sensazione impagabile per me.

  1. Due pacchetti di sigarette;
  2. accendino;
  3. tre cellullari.

Ahimé sono un'accanita fumatrice, ma che dico! sono una tabagista! poi...2 telefoni con scheda della 3, in uno ho i minuti gratis, frutto di un recente atto di retention e l'altro è il mio numero storico, quello che hanno praticamente cani e porci, con una tarffa a logica autoricaricabile (non la mollo manco morta!!); l'altro ha una sim Vodafone ed ha l'opzione zero limits, con questo posso chiamare e messaggiare i miei amici che a loro volta hanno Vodafone (vedi Trippi, mia sorella, mio cognato, la Romana e Orso) spendendo pocopocopoco.

Bene, gioco finito. Adesso però sono curiosa di sapere cosa c'è nella vostra di borsa. Diamo inizio al gioco!



Ma n'do vai se la badante non ce l'hai!?


di Trippi


Lo so già, prima ancora di inziare a scrivere che mi scapperà qualche cattiveria che potrebbe essere tacciata di razzismo. Me ne assumo la responsabilità e vado avanti come un caterpillar, al mio solito!

Settimana scorsa sono andata a ballare al Tambien con Chica mala e la Mentirosa, a un certo punto, mentre piroettavo allegramente sulla pista intravedo un viso familiare.. ho impiegato un pò a far funzionare le sinapsi che ballavano anche loro al ritmo vorticoso della salsa.. ma poi, l'illuminazione!

Ah si, era "I believe I can Fly"!! Un tizio con cui è uscita la mia socia per un pò che è rimasto impresso a tutte per due fattori:

1 I believe I can fly,


2 era abituato ad uscire con donne straniere, e si vedeva!

Narra la leggenda che avesse l'abitudine di tirare fuori il portafoglio in qualsiasi circostanza, anche quando non rischiesto, di conseguenza la donna in sua compagnia, grata, non doveva avere una testa, tantomeno una testa pensante!

Comunque finita la salsa mi avvicino e saluto. Dopo un pò si avvicina Chica e mi fa "hai visto che c'è IbIcf?" le rispondo di si e la informo di averlo salutato, lei mi sussurra all'orecchio, con fare complice "è venuto con le badanti". Eh no ragazzi le badanti non sono quelle della foto, quelle le trovate sui giornali patinati o al massimo come escort. Io parlo di persone reali. Mi guardo intorno, individuo una culona con una gonna salopette di jeans anni e un colore di capelli improponibile e so! La guardo, le indico la culona e faccio "scommetto che una è quella!" lei ride e annuisce.

Per quante persone ci possano essere in una pista, le straniere in libera uscita le individui subito, capelli e look hanno il loro peso specifico considerevole.

Ricordo un uomo che veniva al nostro corso di salsa cubana, reduce da un divorzio disastroso con una donna dell'est, che lo aveva lasciato in mutande e con l'amaro in bocca, passava da una relazione all'altra con donne slave, moldave o comunque dall'accento duro.

In un luglio torrido si presentò in un locale salsero dotato di piscina con al braccio una matrona di 90 kg, capelli frisè, top, gonna e fascia leopardata che fanno pendant!

Ero imbarazzata per lui. Probabilmente, se fosse andata in giro con il costume da bagno avrebbe dato meno nell'occhio!

La questione del look e dei capelli non me la spiego, perchè noi donne sappiamo benissimo che possiamo vestirci con due soldi, per i capelli pure, se proprio sei a secco compri la tinta nella grande distribuzione e chi se ne frega se non riesci ad andare dal parrucchiere, con la crisi poi, ci sono mille escamotage per risparmiare. Ma alcune straniere, nonostante abitino in Italia da un pezzo e spendano probabilmente più di me e Chica, sembra che indossino qualcosa fuori dal tempo, con tessuti dai colori sbiaditi o con tagli improbabili.

Che sia una questione di gusto, forse francesi e italiane imparano a scegliere mentre succhiano il latte?

Forse mi è servito il modo in cui mia madre toccava tessuti e controllava le cuciture prima di fare un'acquisto? Persino il capo da due soldi doveva passare dal suo scanner, ne più ne meno di quello costoso.

Ma per quanto queste donne debbano imparare da noi in termini di estetica, noi dovremmo farci insegnare da loro a fare le svenevoli e estorcere gesti carini ai nostri uomini. Qualche esempio in rapidità:

la giovane marocchina che spenna il padre del SDT è riuscita non solo a farsi mantenere, ma ha anche benefit che la moglie non ha mai osato immaginare. Infatti dal balcone sporge un'orribile antenna parabolica per guardare "i suoi canali";

La giovane compagna rumena che si è insediata con i figli a casa di mio zio, riesce a farsi campare con tutta la sua famiglia. Lui compra generosamente zainetti nuovi per la scuola ai pargoletti (quando i figli dovevano passarsi il proprio l'uno con l'altro).

Fin qui potevo pensare "sono uomini in andropausa, gli è andato in pappa il cervello" oppure a qualche effetto collaterale del viagra. Ma quando l'altro ieri ho visto un uomo decisamente più giovane che acquistava una rosa alla sua non più giovane accompagnatrice dai capelli di un colore approssimativo.. beh ho dovuto concedere l'onore delle armi al nemico!


martedì 31 marzo 2009

Per quei centimetri in più!



di Trippi

Ah ragazzi, che belle le donne sui tacchi, soprattutto su quelli a spillo, che gamba slanciata, che sedere alto. Ah ragazze, che incubo quando quei centimetri fanno crack e tu ripiombi nella tua bassezza, e onta, a peggiorare le cose cammini con un'andatura claudicante da trampoliera zoppa.
Certo che è solo una questione di vanità! Altrimenti mica saremmo così matte da sottoporre schiena polpacci e coscie a una tortura continua.
Cresciamo con il detto "altezza mezza bellezza", poi ci propinano "soffrire per imbellire" e noi, povere dementi ci beviamo tutto e pur di guadagnare qualche centimetro, siamo disposte a sopportare di tutto!
Le stigmate delle portatrici sane di tacco 8-12 sono vesciche ai piedi, calli, duroni e per chi come me ci balla pure sopra, si aggiunge il neuroma!
Per fortuna il fato mi ha preservata dall'alluce valgo..
La mia amica Mandrinella che è una manager stakanovista del Wal mart si è giocata due piedi due! Ha fatto un intervento due mesi e mezzo fa con tanto di chiodi per raddrizzarle le dita incurvate in una posa innaturale a furia di contenere le dita dentro scarpe scomode e camminare 16 ore al giorno all'interno dei megastore.
E' ancora in riabilitazione!
Peggio delle cinesi che si riducevano la taglia dei piedi con fasciature invalidanti!
Sul percorso casa ufficio ho già lasciato una decina di tacchetti di gomma (6 euro tutte le volte che porti le scarpe dal calzolaio per rifarli). Ora che ci penso il buongiorno si era visto dal mattino: il tacco a spillissimo dello stivale/calza con cui sono venuta a firmare la lettera d'impegno, si era spezzato in due tronconi all'ingresso della metropolitana.
Stamattina però l'apoteosi degli incidenti.
Stasera ho il corso Fat killer in palestra, perciò lascio l'auto in posizione di partenza vicino alla metro, faccio 200 metri di strada con le scarpe appena risuolate e sento che c'è qualcosa di strano, ma visto che sono fresche fresche di calzolaio non mi allarmo.
Esco in piazza Lima, e percepisco chiaramente di non essermi sbagliata, il sampietrino aiuta il cervello ancora assonnato: il gommino si è praticamente liquefatto! Caso vuole che nella piazza ci sia una bancarella con le scarpe, mi avvicino, provo a toccarle e dopo essermi accertata che sono in pura plastica mi butto sugli stivali: bianchi e di camoscio, non c'entrano niente con l'abbigliamento d'ufficio, ma il prezzo 59 euro, mi sembra ragionevole. Aspetto che il gestore della bancarella finisca di farsi i fatti suoi e provo questo tronchetto scomodissimo. Mi rassegno e dico al tizio che le tengo su. Faccio per pagare con il bancomat, ma non lo prende, solopagamentocontanti. Mi spiega che la mia banca si trova più avanti sulla destra. Sempre più sconsolata seguo le indicazioni e mi appare come un miraggio un negozio di calzature, anche se non è difficile visto che sono in corso Buenos Aires a Milano, una delle vie dello shopping per eccellenza! Chiedo se sono aperti, sono le 9.30 del mattino e i negozi aprono alle 10.00.
Alla risposta affermativa mi fiondo sulle scarpe e chiedo di poter provare il 35 di un paio di modelli. Il commesso carinissimo e sgamato ha intuito subito che davanti a lui non c'è solo una cenerentola con la scarpa rotta un mano, ma una drogata di tacchi & co cui rifilare qualche modello.
Infatti poco dopo eccomi uscire sorridente e beata con un paio di scarpe nere in pelle spuntate con tacco 10 e doppio cinturino, un altro paio in camoscio bianco e una borsa in pelle nera che puoi portare su tutto, le scarpe mutilate nella scatola vuota!
Il mio ufficio è a 700 metri, mi godo il percorso ancheggiando contenta sul mio nuovo acquisto e quando solo un semaforo e qualche metro mi separa dalla meta..
crack
sento il vuoto
non può essere!
Si è rotto il tacco!
Della scarpa NUOVA!!
Comincio a chiedermi se non sia un segno divino?! Forse Dio esiste e mi vuole mandare un segnale: "Torna a casa Trip!". Beh se dovessi morire sotto un tir o dovesse crollare il palazzo in cui lavoro o dovesse uccidermi il fat killer di stasera, VOI saprete la verità!
Torno di corsa (per quanto sia possibile) al negozio e i commessi avviliti mi spiegano di non avere un altro numero 35 di quel modello, ma si offrono di procurarmelo da un negozio della stessa catena. Detto fatto, il ragazzo si è precipitato a prendermi un secondo paio e adesso eccomi qui, a raccontarvi la storia con i piedi fuori dalle scarpe!
Sono arrivata in ufficio con un ritardo pazzesco, il mio capo mi ha fatto una lavata di capo e la mia collega in chat ha tentato di scusarsi per non avermi avvisato, non immaginava che si sarebbe scatenato questo cancan.
Ma io sono qui che sorrido sorniona, ho due paia di calzature nuove e una borsa, sono persino riuscita a passare dal calzolaio che, avvilito, mi rimetterà a posto le scarpe AGGRATIZ, tutto mi scivola addosso
NOLI ME TANGERE.
E' proprio vero, niente è consolatorio quanto lo shopping!
Ps
qui sotto un utile video su come camminare sui tacchi!


lunedì 30 marzo 2009

Buena Vista Social Club al Teatro Gassman di Gallarate

Di Chica Mala

Il 10 maggio, alle ore 21.00, presso il Teatro Gassman di Gallarate (VA), si esibirà il Buena Vista Social Club.

Per i pochi che non conoscono il collettivo di musicisti cubani, ormai da più di cinquant'anni in attività, consiglio la visione del documentario Di Wim Wender che nel 1999 ha donato un successo di portata modiale a questi artisti che continuano, con esibizioni da "tutto esaurito", a deliziarci con i ritmi tradizionali della cultura de La Isla Grande.

Sul palco del Teatro troveremo un'orchestra di 12 elementi, tra i quali tre dei cinque membri della formazione originale: Guajiro Mirabal alla tromba, Jesus “Aguaje” Ramos al trombone e Manuel Galbán alla chitarra.

La prevendita dei biglietti è a cura di Vivaticket e per tutte le informazioni è possibile contattare direttamente la struttura Gallaratese.

Certo, è un pò costoso: 34, 20 Euro per un posto in galleria e 45,60 in platea ma, chi non ha mai avuto il piacere e la fortuna di assistere ad uno spettacolo così emozionante, dovrebbe investire tempo e denaro per vivere una serata ed un esperienza magica. probabilmente non assisterò allo spettacolo, proprio per quella carenza di pecunia che mi contraddistingue, ma io ho già avuto la mia porzione si sogno qualche anno fa e posso vivere del ricordo; chi invece ancora non ha provato lo faccia e goda per qualche ora con le note di maesti impagabili.



sabato 28 marzo 2009

Il Protagonista della Telenovela



Di Chica Mala
Dopo mesi di latitanza, torniamo a trattare un argomento caro a noi di MRPN, il vero e proprio motore del blog:
La catalogazione e conseguente archiviazione degli ometti da TASSONOMIA SPICCIOLA.

Parliamo oggi di tutti quelli che potrebbero tranquillamente aspirare alla carriera di attore da telenovela, gli Eduardo Palomo del terzo millennio, quelli che, pur di fare i piacioni ti snocciolano una serie di frasi fatte, talmente banali, così stucchevoli che ti verrebbe voglia di prendere un immaginario telecomando e spegnerli, anzi vorresti essere l'editore del programma per cancellarlo addirittura dal palinsesto.
Tornando al passato recente, mi vengono in mente tutti i bei ragazzoni latini che d'estate, nelle calde sere al Festival Latinoamericando, cercano di abbordarti sperticandosi in sentimentalismi liberamente ispirati a qualche canzoncina della boy band sudamericana del momento. A parte il fatto che, i testi li conosco anche io ma più o meno si assomigliano tutte, con il loro "sufrimiento", "mucho carino" e "amor sincero". ma anche se non fossi una appassionata di tale genere musicale non troverei credibile uno che dopo due minuti di broccolaggio, ti guarda negli occhi e ti dice: "vedo la tristezza nei tuoi occhi, devi aver sofferto molto nella tua vita...ma adesso ci sono io, ti renderò felice" - Ma vatti a fare una doccia cretino!!!
suppongo ci sia una vasta domanda di tale prodotto se l'offerta è presente sul mercato, un pò come la prostituzione. se ci sono le zoccole sulla strada è perchè un sacco di uomini ci vanno, qundi esistono miriadi di donne desiderose di credere alle belle parole, bisognose di vivere l'illusione di un'amore effimero quanto improbabile.
Più grave è quando trovi l'italiano fissato con il mondo latino. L'estate scorsa frequentavo un fanciullo conosciuto sulle piste e, dopo 2 o 3 uscite finite senza infamia e senza lode, al quarto appuntamento, dopo un bacio in macchina sotto casa mia mi guarda e sussurra: "quiero comerte completa" che, se non vado errata suona più o meno come "voglio mangiarti tutta".
MA PORCACCIA LA PUPAZZA!!!! parla come mangi! come fai a stare seria in un momento così? gli sono scoppiata a ridere in faccia e gli ho subito chiesto in quale canzone avesse sentito quella frase... sicuramente sono stata stronza e l'ho messo non poco in imbarazzo ma dai, come si fa.. (in ogni caso non si è offeso più di tanto visto che ci siamo frequentati per altri 2 mesi).
Ad ogni modo, esempi potrei farne a bizzeffe. L'ultima mia scoperta è il barista di un locale che frequento: è incredibile come dica con naturalezza le stesse identiche cose a tutte le ragazze che si avvicinano al banco per bere, tant'è che io e MOST una sera di esplorazioni antropologiche tipiche del cazzeggio preserata, ci siamo chiesti se avesse un foglio con il copione nascosto tra le bottiglie e i bicchieri.
la verità comunque è più semplice di quanto si creda e si può riassumere in una delle perle di saggezza della mia ormai mitica amica Mentirosa/Zainetto -
" non capisco perche gli uomini ti raccontino un sacco di baggianate, tanto se gliela vuoi dare gliela dai lo stesso"



Cerca nel blog

segnala su:

socialnetworkizzaci

Bookmark and Share
Blog Widget by LinkWithin