ancora miti, riti e liturgie di abbordaggio metropolitano

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martedì 12 ottobre 2010

Pornografia del dolore

Gli Indifferenti, Leonardo Roperti, 2003

L'autista di un taxi malmenato a morte perchè ha investito un cane, un'infermiera ridotta in condizioni gravissime per una lite su un biglietto. Su tutto l'indifferenza o l'omertà dei passanti, il proprio tempo così ristretto e pressante da non lasciare spazio ad un briciolo di umanità.
Mi chiedo quanti di quei passanti che non hanno degnato di uno sguardo la donna riversa a terra avrebbero sospirato e commentato davanti alle immagini video dello stesso episodio, visto in tv sul divano di casa. La violenza, il soppruso è forse tangibile e degno del nostro tempo solo attraverso uno schermo? Il dolore e la sofferenza altrui assumono uno status solo se filtrati voyeristicamente dall'occhio di una telecamera?
La pornografia del dolore è l'unico mezzo che ci consente di provare empatia nei confronti del nostro prossimo?
Non più di qualche mese fa una donna filippina che si recava al lavoro è stata uccisa da un pugile violento che aveva appena litigato con la madre o con la fidanzata. Lei uccisa perchè era la donna sbagliata al momento sbagliato. L'ira e lo sdegno di una comunità per la brutalità di un gesto insensato sembra ormai un ricordo lontano. Fino alla prossima vittima, fino al prossimo impeto di condanna nei confronti di una società che ha dimenticato il valore della pietas, di una comunità che si è smarrita nell'individualità. Le nostre strade e le nostre stazioni emblemi di questo vuoto che è un buco nero che ci risucchia, lasciandoci spolpati del senso di solidarietà.
Mi chiedo se mettere per mettere un figlio in questo mondo sia più necessario coraggio o ogoismo. L'unico sentimento che resta è schifo per quello che siamo diventati, orrore all'idea di come potremo peggiorare.



lunedì 10 maggio 2010

Tutto il resto è vanità



Nelle belle giornate, quelle che per il momento non ne vogliono proprio sapere di farsi vedere e godere, in pausa pranzo mangio un boccone veloce e vado a leggere qualche pagina del libro di turno in un parchetto vicino al mio ufficio, in piazzale Bacone. Parchetto è un nome pretenzioso, per un cerchio di alberi sopra un cerchio di panchine, vicino un'area recintata con giochi per i bambini, ma è quanto di più vicino a un parco si possa immaginare in molte zone di Milano.
Di recente è scomparsa la scritta DERATTIZZAZIONE IN CORSO e mi sento già meglio, perchè mi da una sensazione di concluso, di fine del pericolo imminente.
Anche perchè l'idea dei ratti mi fa tornare in mente quelli visti da adulta nel parco di Porta Venezia, quello in cui le papere e i cigni della mia infanzia sono stati rimpiazzati da pantegane da competizione che pucciano allegramente nel ruscelletto. Così grosse che per un attimo ho pensato fossero nutrie!
Ma torniamo al parchetto, un piccolo spaccato di vita multietnica milanese: i giochi occupati, a seconda delle ore e delle condizioni meteo da bimbi accompagnati da mamme, papà e tate, da coppiette di adolescenti con l'ormone che picchia in testa intenti a scambiarsi le prime effusioni e baci infuocati o da ragazzi scherzosi e urlanti che fumano canne e si fanno scherzi più o meno pesanti e cattivi.
Sotto gli alberi, invece, le panchine sono spesso occupate per tutta la lunghezza da gruppetti di senza tetto, la mattina presto e il pomeriggio tardi presidiano l'area, le voci impastate a commentare il passaggio dei lavoratori frettolosi.
Ci sono però un paio di persone che spiccano per la loro diversità neanche a dirlo sono due donne. Una ha fatto sua comparsa un mese fa per una settimana circa, sui 65 anni, le forme del benessere e del colesterolo alto, l'aspetto di una nonna. Spesso un sacchetto con del cibo acquistato in un negozio a denunciare la sua reale condizione una borsa troppo grande per contenere gli effetti personali di chi è di passaggio e una coperta pronta a coprirla tutta, quando si sdraiava. La ricordo seduta con la pacatezza della mezza età, mangiare una colomba presa in offerta in un supermarket della zona, in offerta a 1 euro subito dopo le feste. Poi non l'ho più vista.
L'altra è una signora sui 45 anni, capelli ricci, scura di carnagione e un borsone sportivo. Ospite fissa e riservatissima del parchetto. In un primo momento non avevo capito che avesse dei problemi, pensavo che amasse trascorrere la pausa pranzo all'aperto come me. Spesso ago e filo in mano, a rammendare qualcosa. Poi ho capito. E ho notato che faceva un uso continuo dell'acqua della fontana, pulitissima e dignitosissima. L'altro ieri è passata davanti alla gastronomia con il suo borsone personale e una nuova tuta da ginnastica. Mi sono chiesta chi le abbia dato quella tuta da ginnastica, dove stia dormendo e come passi la giornata.
Mi chiedo cosa le sia successo per finire sulla strada e so che farle la domanda sarebbe un intrusione inacettabile. Lo comunica con tutto il suo corpo, Basto a me stessa statemi lontani. Mi chiedo come si possa essere così soli da non avere nessun altro punto di riferimento che un piccolo cerchio di panchine e una fontana e capisco il senso profondo della parola solitudine. Come nella novella di Pirandello mi chiedo se la vita sia davvero un soffio. Non tanto perchè un giorno ci sei e in un attimo non ci sei più, ma perchè un momento hai tutto e in un soffio, pfffiu, non hai più niente se non te stesso e la tua dignità. Tutto il resto è vanità.

martedì 4 maggio 2010

Luci a Bisceglie MM1


fonte foto


E' un mio problema cronico, dimentico i fari accesi e scarico la batteria. L'estate scorsa riuscii a far fuori nell'ordine, quella del fidanzato, la mia e giusto per non farmi mancare niente riuscii persino a mettere il carburante sbagliato dopo aver sostituito la batteria nell'auto di lui. Di questo passo, rischio di essere catalogata tra i disastri ambientali, per la capacità di fare fuori batterie e serbatoi d'auto.
Nell'ultima settimana ho ripreso a guidare l'auto del Signore delle Tempeste perchè la mia dovrebbe essere revisionata, ma per poter passare i controlli avrebbe bisogno di un bel treno di gomme seminuove, anche rigenerate, che sostituiscano quelle attuali, con i ferri fuori. In effetti non ho neanche pagato il bollo. Se proprio devo dirla tutta è giusto perchè durante l'ennesimo mercato sotto casa i vigili si sono piazzati proprio di fronte alla mia audina parlavano tra loro e scrutavano. Magari stavano li per caso, ma la sottoscritta, con il sedere sporco e la paranoia che le avrebbero contestato la guida di un macinino, con relativa richiesta di documenti non in regola ha pensato bene di prendere l'autobus per arrivare alla metro, una volta tanto.
Così mi sono ripromessa di aspettare il prossimo stipendio e fare tutto, giuro: gomme, revisione e persino un bel lavaggio! Sempre che non decida di venderla a uno dei vari ometti che mi lasciano i bigliettini sui vetri.
Nel mentre guido la Opel e consapevole di essere una calamita per i disastri oltre che una pessima autista, riduco il tragitto il più possibile, anzichè arrivare alla fermata della MM1 Primaticcio, vado al capolinea Bisceglie MM1.
Per tornare ai fari, in genere la dimenticanza da vita ad allegri siparietti esilaranti, per gli altri ovviamente, ma ieri proprio nel momento in cui ho realizzato il problema, si è scatenato un tifone tropicale in piena regola nella triste piazzola di periferia milanese.
Sotto il diluvio l'unico poveretto che sono riuscita a placcare si è mostrato tanto disponibile quanto inutile. Prima ha chiesto istruzioni al padre via cellulare, poi mi ha guardata tra il basito e il disperato mentre armeggiava con una mano sola contro il cofano nel vano tentativo di aprirlo per collegare i cavi. L'altra mano a reggere l'ombrello nella posizione del salice piangente, completamente inefficace, sotto le raffiche di pioggia trasversali, se non per bagnare quel poco di asciutto che restava dei miei vestiti.
Alla fine mi ha proposto un passaggio fino a casa, ho accettato. Era uno sconosciuto, ma così effeminato che non ho esitato neanche un istante!
Stasera mi aiuterà il Signore delle Tempeste, il quale naturalmente mi ha fatto subito notare che dovremo cambiare la batteria, dato che Sicuramente l'avrò rovinata, Se non vogliamo rischiare di ritrovarci a piedi ai primi freddi (cioè adesso.. non è appena ricominciato l'inverno?).
Io faccio l'offesa e mi riprometto di rischiare le multe e gli stop dei vigili piuttosto che guidare di nuovo macchine altrui, che oltrettutto non suonano quando lasci i fari accesi.
Lo so che vivo con i cordoni ombelicali, ma il bello di avere l'auto propria è che te ne puoi fregare altamente e non fai fesserie per il semplice fatto che temi di farle! Eppoi l'autonomia di poter parcheggiare dove si vuole dove la mettiamo, persino sopra un panettone del centro città, a castello, proprio come piace a me!

Questa foto venne scattata per strada da Dieguito, un amico salsero, durante i festeggiamenti per la vittoria dei mondiali di calcio il 9/7/2006.





lunedì 17 agosto 2009

Colpi di sole


fonte foto


di Trippi

Quest'anno ho fatto le ferie a luglio e mi sono rassegnata a passare agosto in città. Anche settimana scorsa, nonostante la mia azienda fosse chiusa, non sono partita stabilmente per qualche meta turistica, ma mi sono limitata a qualche salto al lago e in piscina durante il giorno, nei locali salseri la sera! La città poi, complice la crisi, non è asfittica e deserta come mi è capitato di vedere in passato, ma pullula di persone che trascorrono le ferie in città. Ed ecco che tra un colpo di sole e l'altro i giorni sono volati! Ve li racconto dal più recente al più lontano

Colpo di sole 1
La vicina di casa di mia cugina ha approfittato del guasto improvviso e temporaneo all'auto del marito (che ha preso in prestito quellla di un conoscente per recarsi ingenuamente al lavoro) per dare una sbirciatina accurata al suo contenuto.. risultato: una scatola di viagra praticamente consumata e una bambola gonfiabile. Non so se le ha roso di più che con lei si giri e russi o il fatto che abbia negato l'evidenza più ovvia!

Colpo di sole 2
La mamma del mio fidanzato, in preda a un attacco di generosità domenicale, ha aiutato una signora con le stampelle (che, stranezze estive, stava andando a ballare) ad uscire dalla metro. Risultato: la donna con le stampellle è uscita indenne dal treno, la buona samaritana invece, è rimasta incastrata tra le porte, è finita al pronto soccorso e per di più la pseudoinvalida non si è neanche girata a chiedere come stesse, ma ha proseguito per la sua strada, nella fretta di raggiungere il DANCING!

Colpo di sole 3
Questo ve lo cito perchè in un blog sui riti, miti e liturgie di abbordaggio metropolitano merita un posto. Mentre esco dalla metro per andare a recuperare l'auto del mio fidanzato (la mia è parcheggiataa per motivi che potete leggere nei colpi di sole successivi) un tizio in auto mi chiama gentilmente. Li per li mi fermo e penso che mi voglia chiedere un'informazione, anche perchè poco prima l'avevo visto in sosta di traverso sulle strisce pedonali ad armeggiare con qualcosa sul sedile passeggero. Invece mi fa "Guardi non mi era mai capitato, ma Lei è fidanzata o sposata?" basita schiocco un sonoro "SI", e lui ci tiene a precisare "mi scusi ancora, poco fa era al telefono con un collega e l'ho notata mentre passava, se fosse stata libera mi sarebbe piaciuto conoscerla!". Mentre resto impietrita lui fa inversione e torna nella direzione da cui era arrivato.

Colpo di sole 4
Prima della partenza per la Sardegna, a luglio, sono stata colta da un attacco di luddismo involontario che mi ha fatto mettere fuori uso DUE macchine in una settimana (proprio a ridosso della partenza). Macchina 1, la mia audi a3 del '98, una decana che si mangia a colazione certe utilitarie appena uscite dalla concessionaria. Lurida e ammaccata, affidabile quando non mi si scarica la batteria, stavolta mi ha lasciato a piedi proprio il lunedì prima della partenza per le vacanze. Poichè si è rimessa in moto con i cavi deduco che il problema sia il solito! Così l'accantono nel parcheggio con il pieno di benzina appena fatto e rimando la sostituzione della batteria al rientro in città. Per gli ultimi giorni di lavoro, le ultime capatine in palestra e l'ultimo massaggio prendo l'auto del mio uomo. Ma siccome c'è lo sciopero dei benzinai e l'auto è quasi a secco, due giorni prima della partenza, penso bene di fare il giro del globo per trovare un distributore aperto e rifornire.

Un bel pieno. Di benzina. In un'auto diesel.
159 euro per svuotare il serbatoio e sostituire il filtro del carburante, oltre i 52 euro di benzina inutilizzabili del pieno.



Colpo di sole 5
Siccome le disgrazie non vengono mai sole, il giorno della partenza, un venerdì, l'auto del fidanzato che si era appena ripresa dal trauma del carburante indigesto segnala un guasto all'alternatore.. 500 euro e rotti per fare la riparazione entro le 5 del pomeriggio, orario in cui dobbiamo lasciare la città per andare a imbarcarci a Genova!

Colpo di sole 6
L'epopea per rimettere in moto la mia audina prosegue. Perchè si sa, se uno ha i soldi porta l'auto dal meccanico che il giorno dopo te la riconsenga funzionante, ma se stai alla canna del gas, ti inventi di tutto per risparmiare. Io ho trasformato il mio fidanzato in un meccanico economico. Così al rientro dalle ferie, il Signore delle tempeste, mi compra una batteria usata dallo sfasciacarrozze. Ma l'auto non si mette in moto ugualmente. Con il consulto telefonico di un meccanico audi che abita a un paio di km da casa mia, cui avevo fatto trovare la casa al mare, in Sardegna, a un prezzo che non avrebbe ottenuto neanche in campeggio a gennaio... Smonta l'auto per estrarre il motorino d'avviamento, probabile causa del problema. Ma il motorino di avviamento gira che è una bellezza quando è staccato, salvo poi impastarsi quando viene rimontato sull'auto. Alla fine il problema era la batteria d'occasione presa dallo sfasciacarrozze. Infatti, nonostante avesse 13 ampere alla fine della fiera era più conciata di quella originale. Ho risolto lo psicodramma con una bosch comprata al supermercato e sono autonoma. Ora devo solo restituire la batteria avariata allo sfasciacarrozze, aggiungere 120 euro e portarmi a casa 4 gomme seminuove per sostituire le mie, con i ferri fuori! Che s'ha da fa per risparmiare!


Ps. Il meccanico quasi vicino di casa, che nel mentre è partito per la vacanza economica grazie alla sottoscritta, non si è neanche degnato di chiamare per chiedere se avessi risolto il problema.. La prossima volta che mi chiede un'indicazione per un alloggio economico in Sardegna, per quanto mi riguarda può dormire in auto!


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