ancora miti, riti e liturgie di abbordaggio metropolitano

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venerdì 12 novembre 2010

Smetti o muori

dal sito Ansa vedere altre foto
Il terrorismo psicologico fatto con immagini minatorie sui pacchetti di sigarette può bastare a convincere un fumatore a smettere?
Non so nemmeno se possa servire a non fare accendere quelle prime sigarette che poi ti porteranno ad acquistare il primo pacchetto.
Da fumatrice che non accende una sigaretta da oltre 5 anni so che non sarebbe bastata un'immagine, per quanto forte, a farmi smettere. Non che le mie motivazioni fossero profonde, fondamentalmente volontà e orgoglio, ma se queste non si fossere presentate contemporaneamente in quel particolare momento della mia vita avrei ancora le dita gialle di nicotina e non sarei stata in grado di scrivere queste righe senza la compagnia di quell'amica maledetta. Mi chiedo se questa campagna choc possa avere qualche efficacia e su chi proprio perchè so quanto è infida quella compagna, come riesce a farci essere fedeli innamorati, a farci tornare da lei o a farsi desiderare anche dopo anni di lontananza .


mercoledì 10 novembre 2010

Comincio presto, finisco presto e di solito faccio da sola

la signora Luisa che di solito non pulisce il
Ed ecco che oggi un pò su tutte le testate online trovo il riferimento al carico di lavoro che graverebbe sulla donna. Così dopo averci indorato la pillola con il contentino che in realtà amministriamo noi il budget familiare (ma va?!), ora salterebbe fuori che gli uomini aiuterebbero un pò di più le proprie donne lavoratrici, ma poi a guardare le percentuali (per me ottimistiche) c'è da sganasciarsi dalle risate. Mentre leggo i mestieri che i signorini farebbero o meno tra le pareti domestiche mi sembra di sentire l'eco dello spot pubblicitario dei tempi in cui le colf si chiamavano "donne delle pulizie" ed erano italiane:
"Sono Luisa comincio presto, finisco presto e di solito non pulisco il water".
Sarà perchè anche loro piuttosto che mettere le mani, ma anche i guanti, e pulire i sanitari si farebbero crocefiggere?
Anche se tra me, donna lavoratrice, e mia madre, lavoratrice, madre di 4 figli e pignola come adesso vedo solo certi uomini, c'è un abisso nella gestione delle fatiche quotidiane.
I ricordi di mio padre con una ramazza in mano o una spugnetta per lavare i piatti si contano e infatti sono giustamente entrati nel mito. Non posso dire lo stesso del mio ex, che era capace di rivoltare come un calzino il monoloculo in cui convivevamo per ripulire gli interni degli armadi con una cura e una tenacia che a me provocava spasmi di insofferenza al solo pensiero. Gliene devo dare atto e merito, era capace di darsi alle pulizie di fino, quelle che si affrontavano quelle 3/4 volte l'anno (dopo averle rimandate fino all'irrimandabile), con lo stesso spirito con cui certi generali vanno alla guerra. Sul quotidiano però, apriti cielo, o meglio, ogni tanto speravo si aprisse uno squarcio sul pavimento e lo ingoiasse. Oltre lo stiro dei propri panni e la cucina non andava. Nelle prime fasi della convivenza avevamo posto la regola "chi cucina non lava i piatti". Ma si sa queste norme finiscono con l'evaporare non appena sentono il terreno ben solido sotto i piedi, tra un suo esame universitario (che naturalmente studiavamo in due) e un turno proibitivo al lavoro la regoletta aveva finito con il valere solo quando era lui a cucinare (in tal caso i piatti me li smalloppavo io) mentre se ai fornelli ci stava la sottoscritta finiva con il sciropparsi anche i piatti e le padelle.
Penso sia per questo che dopo la rottura ho dimenticato persino come si cucinava un piatto di pasta. I fornelli poi, sono diventati la mia nemesi per un anno e mezzo buono.
Con il Signore delle tempeste, il fidanzato nonchè convivente attuale nessun problema per le mansini quotidiane, in genere non devo invogliarlo a sparecchiare, ma bloccarlo perchè mi fa sparire tutto di torno mentre sto ancora mangiando. Non ho ancora capito se sia il suo modo per tenermi in forma o una qualche mania compulsiva, temo la seconda. Ogni tanto, poi, mi fa pensare che voglia conseguire una laurea in ingegneria applicata per come affronta il carico della lavastoviglie o le pieghe di una camicia. Naturalmente lui è convinto di essere più bravo di me in queste mansioni, mi piace confermargli questa sua convinzione piazzando di traverso qualche coltello o qualche mestolo quando sono io a creare archittetture postmoderene tra i cestelli della lavapiatti. Mi piacerebbe creargli altrettante sicurezze anche in settori che lui esita ancora ad affrontare con la giusta competizione, come la teoria e tecnica del passaggio dell'aspirapolvere. Ma anche propinargli l'inceratura del pavimento con spazzolone e straccio come una sfida a curling non sarebbe male. Sullo smontaggio e rimontaggio di tende e relativi bastoni al momento è imbattibile, così come nel passare i vetri di specchi e finestre. Ma qui siamo nell'ambito dello straordinario, attività che non si fanno certo tutti i giorni e qui, la vera impresa è non tanto, o non solo convincerlo a farlo o a darmi una mano, ma sperare che vada a farsi un giro e mi lasci lavorare in pace senza lamentarsi per il rumore!


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Auguri Chica
Buongiorno frugolino! Benvenuto

martedì 9 novembre 2010

La rivoluzione sociale delle donne e dei paria, in India, passa per il cellulare.

Date un conto corrente a tutti e rivoluzioneremo il mondo

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Vi ricordate i vecchi spot della Telecom, quelli con la "figlia" di Ornella Muti al telefono per ore, a chiedere "mi ami, ma quanto mi ami" e quello che "allungava la vita"?
E se grazie al telefonino nelle zone del mondo in cui le divisioni sociali e di genere hanno sempre impedito a donne disagiate, a classi sociali paria, intoccabili, di avere accesso al credito, e dunque all'attività imprenditoriale, le disparità venissero spazzate via  da un cellulare? Se grazie alla telefonia mobile le persone imparassero ad amarsi di più, si offrissero l'occasione per cambiare la qualità della propria vita e magari, perchè no, viverla meglio?
Si sa troppo spesso la felicità passa dai soldi, o perlomeno dalla possibilità di poterli gestire al meglio. Ma se si vive in una zona del mondo in cui non si ha accesso al credito o le banche sono una tale rarità che per poter raggiungere quella più vicina si butta via una giornata intera di lavoro?
La soluzione è rendere il proprio telefono cellulare una carta bancomat, una sorta di carta di credito prepagata, che si possa ricaricare in posti comodi e facili da raggiungere. Ed ecco che quelli che finora erano "invisibili", gli analfabeti che non avevano accesso allo sportello grazie alla telefonia mobile possono scavalcare quei muri finora invalicabili. Certo esistevano già dei servizi bancari via sms, ma la differenza, in questo caso, è che il telefono non è più un canale per accedere al conto, ma "è il conto". I versamenti e i prelievi possono essere fatti componendo  un numero, così semplice che non  è nemmeno necessario sapere usare gli SMS per usare il servizio.
L'apertura del conto avviene grazie a una catena di 900 negozi che hanno già aderito al servizio e si appoggiano alla State Bank Of India, la più grossa banca del paese.
E' l'intuizione geniale di Abhishek Sinha il fondatore di Eko, una "banca mobile" che bypassando il filtro delle guardie all'ingresso consente, ad un potenziale 25% di popolazione indiana senza conto corrente di effettuare prelievi e versamenti dei propri soldi. 

 
Esportarla nel resto dei paesi in via di sviluppo?

lunedì 8 novembre 2010

Histeria: nascita e storia del vibratore come panacea per donne isteriche!

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Lo sapevate?
"I medici dell'età vittoriana erano soliti prescrivere l'uso del vibratore a donne con problemi di ansietà, insonnia, irritabilità o nervosismo."
Ed ecco che ad Hollywood ci fanno un film, o meglio un thriller, sulla storia d'ammore tra una giovane donna del XIX secolo e l'inventore del portentoso giocattolo per signore.
La protagonista femminile sarà Maggie Gyllenhaal, l'indimenticabile e indimenticata protagonista del film Secretary, ex testimonial della Agent Provocateur.
Aspettiamo con vibrante curiosità la realizzazione e l'uscita del film.

Bigotto a comando

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Oggi si è aperto a Milano il simposio sulla famiglia voluto dal Governo.

Nello stesso aticolo letto su La Stampa.it trovo due affermazioni del sottosegretario alla famiglia Giovanardi:

Numero 1.«Scienza e biotecnologie possono togliere ai figli il diritto di nascere all’interno di una comunità d’amore con una identità certa paterna e materna» (...)
Giovanardi ha poi ricordato che un referendum ha confermato la legge che «consente di ricorrere alle cosiddette tecniche procreative omologhe e non a quelle eterologhe». «Questa scelta però viene contestata da chi in nome del desiderio di genitorialità ritiene lecito e possibile ricorrere all’acquisto dei fattori della riproduzione procurandosi sul mercato materiale genetico in vendita e trovando -ha concluso Giovanardi- terze persone che si prestano o a dare l’utero in affitto o donatori che possano dar vita all’embrione».

Numero 2. (in merito alle contestazioni sulla partecipazione al convegno dell'On, Pres. Cav. Silvio Berlusconi) «davanti a certi moralismi mi scappa da ridere». «Se dovessi pensare ai leader della politica italiana che siano nell’ortodossia familiare mi vengono in mente pochi nomi che potrebbero aprire questa conferenza».

Quindi il succo è che per quanto riguarda la fecondazione in vitro e come dice lui il mercimonio di embrioni in nome del desiderio di genitorialita', nonchè il dramma che vive una coppia condannata a non poter procreare grazie a una legge ingiusta aggiungo io, va bene essere bigottoni e moralisti; invece se i più, magari cattolici osservanti non credono sia il caso che un divorziato e ora separato, che ha avuto figli in primo e secondo letto, ormai noto zozzone e ormai comprovato vecchiobavosomignottaro animi un dibattito con un argomento decisamente a lui estraneo tutte le remore chiesastre si vanno a far benedire?

Ma quand'è che questo babbione, insieme a tutte le vecchie cariatidi della nostra politica, lecchine e false come la tinta della Chiabotto (battuta rubata all'Andre) si ritireranno dalle scene?

Io sono decisamente stufa di gente come Giovanardi.





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