ancora miti, riti e liturgie di abbordaggio metropolitano

Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta diritti umani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta diritti umani. Mostra tutti i post

martedì 6 luglio 2010

Sole e sabbia non sono sinonimo di vacanza

Libia. Frontiera Sahara, i campi di detenzione per immigrati del deserto - fonte foto

Lo ha detto il ministro Maroni, che è uno dei pochi leghisti che riesco a sentire senza avere le coliche, da quando la Libia ha chiuso le frontiere le nuove destinazioni dei clandestini sono gli scali aerei internazionali (leggi Malpensa). Che tirasse un vento diverso sul deserto libico lo si era intuito da un pò. Gheddafi e famiglia hanno dato un giro di vite al commercio di esseri umani, sono più interessati ai buoni rapporti con l'Italia e l'UE, un pò meno con quegli extracomunitari degli schfizzeri che avevano arrestato il figlio per maltrattamenti alla servitù.
Ora a giorni alterni si vocifera che vogliano concedere le proprie acque territoriali alla British Petroleum per farci qualche piattaforma estrattiva, o che addirittura la BP se la vogliano proprio comprare. Quello di cui non si parla, però è che i nostri futuri potenziali clandestini vengono rispediti a prendere il sole nel deserto su container in una deportazione di massa che non è esattamente il corrispondente del villaggio vacanze sulla costa.

Attenzione, le immagini sono forti (video di Fabrizio Gatti, L'Espresso).
Spesso tra chi raggiunge le coste libiche ci sono profughi che scappano dalla padella del proprio paese per finire, nel vero senso della parola, nella brace del deserto.
Espulsioni, respingimenti e lotta all'immigrazione clandestina non devono far dimenticare che parliamo di persone e queste hanno dei diritti che non dobbiamo cancellare con un colpo di spugna per sedare le nostre paure.
Ecco il collegamento alla pagina di Amnesty International in cui potete sottoscrivere l'appello e scaricare informazioni su quanto sta avvenendo ai rifugiati Eritrei.

lunedì 12 aprile 2010

Quando la malacoscienza uccide

fonte foto

La tessera sanitaria scaduta del papà rimasto senza lavoro è costata la vita a una neonata di 13 mesi. Nell'evoluta e pia lombardia (a Cernusco sul Naviglio, a pochi km da Milano) i medici hanno pensato bene di rifiutare le cure alla figlia del nigeriano Tommy Odiase e aspettare l'intervento delle forze dell'ordine per prestare soccorso alla piccina. Quando era ormai troppo tardi per salvarla.
C'è voluta una manifestazione dei cittadini di Carugate, il paese in cui risiede la famiglia, perchè la notizia balzasse agli orrori della cronaca dopo oltre un mese dalla morte della bambina (il 3 marzo scorso).
Nella stessa regione in cui si è consumato l'affare di stato dell'"Omissione di Soccorso" nel caso di Eluana Englaro (Pescate - Lecco), una donna in stato vegetativo da 20anni, costretta a una vita innaturale con l'alimentazione forzata, si lascia morire un innocente con tutta una vita davanti?

L'edizione on line del quotidiano di Via Solferino bolla l'episodio come malasanità. Ma l'omissione delle cure a una persona, qui una neonata, ma sarebbe altrettanto grave a mio parere anche se si trattasse di un vecchio in fin di vita, per un cavillo burocratico forse è ancora peggiore dei classici casi di inefficienza e di imperizia in ambito sanitario di cui sono costellate le cronache nostrane.
Tommy Odiase ha denunciato l'ospedale e la sua frase: "se fosse stata italiana questo non sarebbe successo" implica un'accusa di razzismo.

Ma qui siamo oltre il razzismo, siamo nell'ambito della più banale e stupida ottusità e una ingiustificabile applicazione di regolamenti quando solo il buon senso, la coscienza e l'amore per la salvaguardia della vita umana dovrebbe dettare legge. Mi ricorda per certi versi, ma con conseguenze di ben altra gravità, l'episodio della chiusura del Pantheon all'orario esatto, nonostante il concerto all'interno fosse ancora in corso. Ignoranza e cecità che però non deve giustificare il comportamento di chicchessia.

Sarò drastica ma una persona che rifiuta le cure non dovrebbe operare in ambito sanitario ed essere bandita/radiata/espulsa da qualsiasi struttura.
Chi possiede un così scarso indice di sensibilità e umanità ha certo il diritto di lavorare, ma dove non possa nuocere.


martedì 23 marzo 2010

Non c'è limite al peggio?

fonte foto

Non sono credente, nonostante la fede sia una benedizione che mi sono augurata tante volte, nei momenti di sofferenza come in quelli di pura felicità. Non ho questa fortuna.
Questa è la mia condanna.
Non credo in nessun essere trascendente, credo solo nella vita hic et nunc. Nelle azioni e nella volontà che rendono gli uomini e le donne immensamente grandi o incredibilmente infimi e mediocri. Credo che solo l'assunzione di responsabilità in questa vita possa rendere migliore quella dei nostri contemporanei e dei nostri figli.
Credo che sia un errore ritenere la morale della propria fede la migliore possibile e peggio ancora, l'unica che valga la pena imporre.
Ma ecco che quando dal mio caldo e protetto angolo occidentale leggo queste notizie non mi si rizza solo il nuraghe sulla schiena, ma una cattedrale.
Una costruzione che non appartiene a nessuna religione, perchè l'abuso troppo spesso si trincera dietro credi e fedi che nulla hanno di quello che dovrebbero rappresentare.
Così la mancata sottomissione di un dipendente alla volontà del proprio datore di lavoro, a Islamabad, in Pakistan, la mancata conversione di un cristiano alla fede musulmana diventa un valido motivo per ardere prima vivo lui e stuprare poi, la moglie nella caserma in cui si reca per denunciare il fatto.
So che questo poteva accadere senza bisogno di veli o simboli religiosi in qualsiasi paese occidentale. Con altre dinamiche e stessi risultati. Ma quello che resta è l'uso di quei simboli per giustificare un crimine e compierne uno ulteriore proprio dove dovrebbe essere sanzionato.

No, non c'è limite al peggio.





lunedì 1 giugno 2009

Appello al governo di Cuba e al mondo



Sherazade


A volte basta poco, basta un gesto di buona volontà, perchè è vero che un singolo non può niente, ma è vero che le gocce scavano la pietra. Perciò amici blogger, perchè non dedicare la pagina di oggi ai blogger cubani e al loro sogno?! Potrebbe essere molto rumore per nulla, ma anche no. Basta poco che ce vo?


Appello al governo di Cuba e al mondo.


Chiediamo a tutte le persone e istituzioni che difendono i diritti civili nel mondo di contribuire a questa mobilitazione, e invitiamo il governo cubano a:
- Liberare i prigionieri politici in Cuba.
- Togliere i divieti che impediscono ai cubani di entrare e di uscire dal loro paese.
- Togliere le proibizioni di accesso a Internet per i cubani.




ESPANOL
Llamamiento al gobierno cubano y al mundo

Pedimos a todas las personas e instituciones defensoras de los derechos civiles en el mundo que contribuyan a la movilización, y llamamos al gobierno cubano a:
- Liberar a los presos políticos en Cuba
- Levantar las prohibiciones que impiden a los cubanos entrar y salir de su país
- Levantar las prohibiciones de acceso a Internet para los cubanos

ENGLISH
Call to the Cuban government and to the world
We ask all persons and institutions defenders of civil rights in the world that they contribute to this mobilization, and we call the Cuban government to:
- Liberate the political prisoners.
- Abolish the interdictions which prevent the Cubans from entering and leave of their country.
- Abolish the interdictions of access in Internet for the Cubans.

FRANÇAIS
Appel au gouvernement cubain et au monde.
Nous demandons à toutes les personnes et institutions défenseurs des droits civils dans le monde qu’ils contribuent à cette mobilisation, et nous appelons le gouvernement cubain à:
- Libérer les prisonniers politiques.
- Supprimer les interdictions qui empêchent les cubains d’entrer et de sortir de leur pays.
- Supprimer les interdictions d’accès à Internet pour les cubains.


PORTUGUES
Llamado ao governo de Cuba y ao mondo.
Pedimos a todas as pessoas e instituições que defendem os direitos civis no mundo que contribuam com esta mobilização y fazemos um chamado ao governo cubano para:
- Libertar todos os presos políticos em Cuba.
- Levantar todas as proibições que impedem os cubanos entrarem e sair do seu pais.
- Levantar as proibições ao aceso a Internet para os cubanos.


DEUTSCH
Bekanntmachungfür alle Blogs und alle Freunde eines Freien Kubas
Wir fordern die kubanische Regierung auf:
- Die bedingungslose Freilassung aller politischen Gefangenen. Das ist und bleibt unsere Hauptforderung
- Darüber hinaus klären wir auf, wieder einmal, dass die Reisefreiheit in Kuba eine akute Menschenrecht Verletzung ist. Daher verlangen wir eine endgültige Reisefreiheit für die Kubanische Bevölkerung. Das wir ohne jegliche politische Hindernisse unser Land Frei verlassen und zurückkehren dürfen.
- Abschaffung des Entzugs im Internet. Freizugänglichkeit ins Internet für alle Kubaner und Abschaffung der Stattlichen Kontrollen für die Bevölkerung Kubas in das Netz.


TURK
KÜBA DENMOKRATİK DİRENİŞİ AŞAĞDAKI ÇAĞRI YAYINLAMAKTADIR.
Küba Hukümeti ve tüm dünyaya çağrı:
- Küba'daki siyasi mahkumlarının serbest bırakılması.
- Kübalıların kendi ulkelerine serbest giriş ve çıkışlarını engelleyen yasakları kaldırılması.
- Kübalıların İnternet erişimi üzerindeki yasakları kaldırılması için.Bu dünyada sivil haklarını savunan tüm kişi ve kurumlar katkıda bulunmalarına davet ediyoruz ve Küba hükümetine çağrı da bulunuyoruz.

Cerca nel blog

segnala su:

socialnetworkizzaci

Bookmark and Share
Blog Widget by LinkWithin