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Laura Palmer, la vittima di "Twin Peaks". Per il lancio della serie tv venne mandato in onda a ripetizione il trailer con la domanda "chi ha ucciso Laura Palmer?". |
Mi chiedo che meccanismi morbosi ci siano dietro questa tendenda a vivisezionare i casi di cronaca che vedono protagonisti i minori. Dal caso di Cogne, fino ai più recenti di Avetrana e Brembate. Seguiamo queste vicende con la partecipazione e ansia, complici, con gli ascolti e le vendite di un giornalismo morboso che snocciola informazioni macabre e dettagli che dovrebbero fornire indizi, ma creano solo confusione nel lavoro degli inquirenti, dolore nelle famiglie.
Mentre giornali, approfondimenti, pseudogiornalisti e macabri curiosi giocano a fare l'ispettore e "svelare" gialli e misteri, due famiglie stanno piangendo le proprie bimbe. Forse è il momento di capire quando anche la cronaca deve fermarsi, quando la polizia deve poter fare il proprio lavoro in silenzio, quando i familiari devono essere lasciati liberi di soffrire ed elaborare il proprio lutto lontano da obiettivi e telecamere.
Il rispetto per il dolore altrui, la pietas è un valore che va riscoperto e tutelato.
Quando leggo, poi, di Corona che si intrufola nella casa di una madre che ha perso non solo la propria figlia, ma anche la fiducia nella propria famiglia, mi resta solo lo schifo.
