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giovedì 30 settembre 2010

Mi si è intristito il pelouche

fonte foto

"Io ti salverò!" ecco cosa può gridare interiormente e non solo, chi decide di convivere con un pelouche affetto da problemi psichiatrici, senza incorrere nella frustrazione del fallimento.

Parapluesch , azienda produttrice di mentaltoys, da me scoperta attraverso Vanity Fair, ha messo in commercio una serie di pupazzi affetti da patologie psichiatriche:

DUB -la tartaruga affetta da depressione acuta
SLY - il serpente che soffre di allucinazioni
DOLLY - La pecora con personalità multipla
KROCO - Il coccodrillo paranoico
LILO - L'ippopotamo autistico

L'acquisto del bestio è corredato di anamnesi e diagnosi non chè di una terapia specifica da seguire.
Secondo la società tedesca questo è un gioco che può piacere a grandi e a piccini perchè si sa, l'attrazione verso esseri che giudichiamo vulnerabili e la sensazione quasi di potenza che proviamo all'idea di salvare queste anime perdute non ha età e nemmeno genere.

Potrebbe essere un passatempo da consigliare a chi prova senza riuscirci a districare storie e situazioni impossibili, magari col pelouche ci riesce.


giovedì 26 marzo 2009

ma che fai? ti "sballi" col TAVOR?


Di Chica Mala


da un recente rapporto del CNR emerge un lato degli adolescenti italiani a mio avviso sconcertante: i 16enni usano sempre di più gli psicofarmaci per sballare. Non spinelli, ecxtasy, acidi, cocaina, bensì Tavor, Xanax e benzodiazepine varie che, associate all'alcool, diventano cocktails micidiali.

Non so esattamente cosa pensare, probabilmente gli effetti della crisi economica pesano anche sulle mancette dei ragazzi, ora, piuttosto che spendersi 10 euro per un paio di canne, preferiscono attingere all'armadietto dei medicinali in casa e "farsi" con l'ansiolitico che il papà usa per tenere sotto controllo la pressione e con le pasticche (quasi sempre a base anfetaminica) ingurgitate da mamma per inseguire il miraggio di una silouhette dei tempi andati.

Secondo le teorie dei più, le colpe sono, come al solito, da attribuirsi a genitori ed insegnanti e ai cattivi rapporti che instaurano con i giovani virgulti. Non sono d'accordo! Si certo, c'entra sicuramente la fragilità e l'insabilità emotiva caratteristica di quell'età ma è anche vero che la farmacologia e l'uso indiscriminato di medicinali crea opportunità difficili da non cogliere per chi non ha i mezzi e la forza di resistere ai piccoli malesseri quotidiani, quindi non spariamo sempre a zero sui poveri adulti che ormai dall'alba dei tempi sono il capro espiatorio di tutti i mali delle nuove generazioni.

Lo ammetto, in gioventù, in momenti di particolare sconforto ho perso di vista la strada maestra, magari per una delusione d'amore e a volte per i fallimenti a scuola ma mai, dico mai ho dato la colpa a qualcuno della mia debolezza. E poi..ho sempre avuto il terrore delle droghe sintetiche, la paura di bruciarmi il cervello, di subire danni irreparabili. Qualche mese fa, in un periodo di forte stress la mia dottoressa ha provato a prescrivermi dei tranquillanti, cercando di convincermi che mi trovavo in piena sindrome ansioso-depressiva; beh, è bastata la mia faccia per farle mettere via il ricettario e rimetterrsi la biro nel taschino del camice!

Questa mia avversione per tutto cio che l'organismo non produce naturalmente mi fa balenare nella testa apocalittici scenari futuri:

saremo, al tramonto della nostra esistenza, in balia di una classe dirigente costellata di maniaci depressi, dogati dal cronico uso degli stabilizzatori dell'umore? E peggio ancora, visto che sono ormai le donne le maggiori fruitrici di alcool e pasticche, nel futuro avremo intorno una banda di isteriche dalle quali tenersi a debita distanza?

Boh, magari non più di quanto lo siamo noi adesso, di quanto non lo sia io, nonostante sia del tutto "pulita" (Confesso però, di prendere, ogni tanto, un moment act per il mal di testa e il week end mi bevo qualche chupito di rum dolce per poi sgambettare allegramente in pista al ritmo della salsa cubana).

Un ultima cosiderazione, forse banale. Visto che le medicine, usate per patologie importanti, non si possono di certo abolire, così come sono diventate obbligatorie per Legge tante cose in materia di sicurezza, perchè non rendere obbligatorio l'uso di armadietti chiusi a chiave per custodire qualcosa che per il malato è d'importanza vitale, ma per qualcun altro in casa può diventare pericolo mortale.


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