L'altro giorno qualcuno mi ha chiesto: "Ma tu, non sarai mica una di quelle donne che si annoiano se non lavorano?".
Sono in congedo per maternità dal 22 di settembre, più passa il tempo e più il lavoro non mi manca.
Per citare nuovamente Jovanotti "se io potessi, starei sempre in vacanza...". Sarà che ormai, alla veneranda età di 38 anni e subendo da venti le bizze del mercato instabile del lavoro che non mi ha permesso né di sviluppare una carriera, né una specifica professionalità mi sono disamorata.
Sono arrivata alla conclusione che questi pensieri li covo da tempo ed è bastato scendere un momento dalla giostra per materializzarli.
Dopo il lavoro nero, quello sottopagato, le vertenze, i contratti a tempo determinato, subordinati e parasubordinati le false promesse e l'inevitabile scontro con amare realtà lavorare è diventata solo una necessità economica.
Ho passato il mio pomeriggio a pensare come fare, nel prossimo futuro, ad evitare il totale dissesto economico senza essere costretta a ricominciare da capo dopo il periodo di puerperio.
Fantascienza? Puo essere, ma anche no. Si accettano suggerimenti.