Io ce la metto tutta, mi sforzo di capire i punti di vista diametralmente opposti ai miei ma ci sono dei casi in cui l'empatia viene meno.
Un esempio per tutti è la storia del "benefattore" di Adro (BS), che ha provveduto a pagare le rette di tutti quei bambini poveri che non potevano più accedere alla mensa scolastica.
la nota di biasimo non è certo rivolta a lui, uomo di cuore che ha pensato a far del bene a chi, nel suo paese ha bisogno di sostegno; l'incomprensione e lasciatemelo dire, il disprezzo, va a quei genitori che hanno fortemente criticato il gesto etichettandolo come ingiusto.
(...) Oggi, alcuni genitori degli alunni che hanno sempre pagato le rette della mensa hanno espresso la loro contrarietà nei confronti del gesto: «Poiché la mensa non è un servizio - ha dichiarato una mamma fuori dalla scuola primaria - non è obbligatorio accedervi, mentre è obbligatorio pagare per entrarvi. E non si può certo risolvere così la questione perché a settembre si ripresenterà di nuovo». (...)
Questa è una delle dichiarazioni riportate dal quotidiano La Stampa, dal quale prendo spunto. sarà anche vero che l'anno prossimo il problema ci sarà di nuovo, forse non ci sarà un altro benefattore pronto a sanare le morosità delle famiglie disagiate, intanto quest'anno la giunta leghista può mettersi l'animo in pace, grattarsi la pancia e godere degli inaspettati introiti, in futuro si vedrà!
Mi auguro davvero che a quei padri e quelle madri vada sempre tutto bene, spero per loro che non gli venga mai a mancare il lavoro, mai debbano patire la fame e farla patile ai figli. Se dovesse succedere a loro? Non sarebbero costretti ad amare il gesto di questo "Papa' Gambalunga?"
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